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venerdì 20 novembre 2009

Italiani sotto pressione fiscale

pubblicato da Dust in: Varie Tasse IRAP

Mafia Oltre il 50% del reddito se ne va in tasse. Non male se si considera che ogni italiani ha un debito medio di 10.400 euro! Con la crisi non fanno che aumentare le famiglie (+2,7%) che non riescono ad onorare i propri impegni.

I conti in tasca agli italiani li ha fatti l’Istituto di ricerca di Dottori commercialisti e degli Esperti contabili (IRDCEC).
Un dato che viene calcolato comprendendo anche la quota stimata dall’Istat di economia sommersa. Ma a pagare le tasse sono, evidentemente, quelli che “sommersi” non sono. E se si toglie quella componente reale, ma invisibile al fisco dal Pil reale, la percentuale che si ottiene e’ ben superiore al 42,8% delle stime ufficiali.

Fisco più pesante d’Europa
Un primato tutto italiano quello delle tasse più pesanti d’Europa che non rende certo fieri. La pressione fiscale nel nostro Paese supera addirittura la Danimarca (49,2%), la Svezia (47,6%) e il Belgio (45,9%), a fronte di ben altri standard di servizi e di welfare.

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Mafia: beni confiscati a rischio asta

pubblicato da Dust in: Varie Leggi

Mafia L’emendamento della discordia introdotto in Finanziaria e recentemente approvato dal Senato riguarda l’inserimento del limite temporale di 90 giorni per la destinazione a fini sociali dei beni confiscati alla Mafia. Scaduto tale termine però i beni potrebbero essere venduti all’asta col rischio evidente che vengano riacquistati dalle stesse società criminali cui erano stati in origine sottratti.

Come funziona il meccanismo?
Introdotta dalla legge Rognoni–La Torre del 13 settembre 1982, la confisca dei beni mafiosi si dovrebbe realizzare attraverso l’assegnazione dei beni immobili a comuni, province, regioni, associazioni di volontariato, cooperative sociali, e cos via per realizzare scuole, comunità di recupero, case per anziani, centri per rifugiati politici, e altro ancora. I beni mobili e le aziende confiscate vengono per lo più trasformati in denaro contante e il ricavato viene versato nel Fondo unico per la giustizia.

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Sindacato delle partite iva al debutto

pubblicato da Dust in: Varie Lavoro

Sindacato partite IVA Anche i liberi professionisti avranno il loro sindacato. La novità sarà illustrata al Ministro Sacconi a Mestre durante il prossimo lunedì.

Si chiamerà Felsa, Federazione lavoratori som¬ministrati autonomi e atipici, la nuova organizzazione spuntata da una costola Cisl.
Il cappello sindacale riunirà sotto di sé un popolo di cinquemila iscritti su territorio nazionale, per iniziare. Tanto più perché le adesioni, al di là del bottino di tessere portato in dote dalla fusione tra Alai (atipici ed interinali) e Clacs (autonomi) di cui Felsa è erede, sono finora maturate perlo più in sordina. Il battesimo ufficiale è difatti previsto per gennaio del 2010, per l’appunto a quattro decenni dall’approvazione dello statuto.

Gli iscritti sono principalmente piccoli commercianti, venditori ambulanti, benzinai, grafici pubblicitari, docenti della formazione professionale, collaboratori che vengono coinvolti nelle piccole imprese con la formula dell’associazione in partecipazione. Molte figure che in qualche caso hanno anche una controparte imprenditoriale. La platea è vastissima: un milione e mezzo di partite Iva a livello nazionale, più quasi un milione di cosiddetti collaboratori a progetto.

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Usurai: denunciarli vale un bonus!

pubblicato da Dust in: Varie

Usura Tempi duri per il consumismo, ridotto allo strozzinaggio per continuare a sopravvivere al periodo di crisi. Aumenta il numero delle famiglie costrette a ricorrere agli usurai per non dover rinunciare alle proprie esigenze consumeristiche. A denunciare la pericolosa esposizione dei cittadini italiani è l’Osservatorio socio economico sulla criminalità del Cnel, secondo cui si registrerebbe nel nostro Paese una “pericolosa dilatazione dell’area del sovraindebitamento” che sfocia, preoccupantemente nel ricorso a forme di usura più o meno palesi.

I dati parlano chiaro: in Italia ci sono 600 mila persone in mano agli usurai con tassi d’interesse tra il 120 e il 240 per cento e un giro d’affari di 30 miliardi di euro. Spesso dietro i prestiti a strozzo ci sono le mafie, che vedono nell’usura il modo più veloce per trarre guadagno.

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giovedì 19 novembre 2009

La "Bibbia" del consumatore

pubblicato da Dust in: Varie Risparmiare Hi-Tech Leggi

ABC dei consumi L’ABC dei consumi firmato Adiconsum. Sbarca online il piccolo bignami per i consumatori formato da centosessanta schede giuridiche, tutte gratuite per sapere come si fa a recedere un contratto, chiedere un risarcimento danni, contestare addebiti ingiusti o ingiustificati.

Realizzata assieme al ministero del Welfare, la guida contiene consigli legali e tutta la normativa a difesa dei diritti dei consumatori. Si spazia dal commercio, alle vacanze e tempo libero, alle tasse, ai servizi creditizi e finanziari.

Le schede, di semplice consultazione, saranno aggiornate continuamente e serviranno, ha sottolineato il segretario generale di Adiconsum, Paolo Landi, per informare e difendersi, a costo zero, senza, cioè, dover ricorrere al professionista privato. «Nell’ultimo anno - ha ricordato Landi - il sito internet dall’associazione ha segnato quasi 620mila contatti unici, 1.700 ogni giorno, con picchi fino a 6mila visite nei periodi, come quest’estate, dove c’è stato il caos bagagli nello scalo romano di Fiumicino».

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Servizi idrici: l’Italia ha sete di liberalizzazioni

pubblicato da Dust in: Varie Leggi

Liberalizzazione acqua Dopo tante polemiche incassa la fiducia il provvedimento sulla privatizzazione dell’acqua, ma cosa succede oltre confine?
I vicini francesi d’oltr’Alpe avrebbero stabilito il ritorno, dopo tanti anni, alla municipalizzazione del servizio idrico per favorire il risparmio in bolletta.

Inefficienze italiane
In Italia dal 1994 (anno della Galli che smantellava il sistema giolittiano delle municipalizzate) al 2005 sono stati investiti 700 milioni di euro l’anno nella rete. Nei dieci anni precedenti oltre 2 miliardi di euro. Nel 2008, secondo l’ultimo rapporto del Co.Vi.RI. relativo a 54 Ato, risultavano realizzati solo il 56% degli investimenti previsti (sei miliardi). Questo, scrive Cittadinanzattiva, a fronte di un’impennata delle tariffe di oltre il 47% negli ultimi 10 anni. Seconde solo al petrolio. In Toscana, ad esempio, dove è più forte la presenza di privati, ogni famiglia spende in media per l’acqua 330 euro all’anno a fronte di una dispersione del 34%.

Ma la carenza più pesante non riguarda tanto la rete idrica, quanto quella fognaria e di depurazione, punta l’indice FederUtility. A sottolineare la drammaticità della situazione è il «Blue Book 2009» (rapporto elaborato dall’istituto di ricerca Utilitatis): se il servizio di acquedotto rifornisce il 95,9% della popolazione italiana, con una rete totale di 337.452 chilometri, il servizio di fognatura copre l’84,7% (con una rete totale di 164.473 chilometri) e quello di depurazione arriva solo al 70,4%. In altri termini: al 15% dei cittadini mancano le fognature e a quasi il 30% i depuratori.

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Italia: maglia nera per la corruzione

pubblicato da Dust in: Varie

Corruzione Siamo scesi in basso, molto in basso! Più corrotti di Cuba e Turchia nel mondo e in penultima posizione in Europa poco sopra Romania e Bulgaria. Questo il quadro che emerge degli italiani dalla recente indagine di Transparency International. Dal 41esimo posto del 2007 lo Stivale si sarebbe piazzato quest’anno al 63esimo posto su 180 paesi. Lo Stivale non sembra dunque godere di buona fama, considerato che è più corrotto di paesi considerati “terzo mondo” come Botswana, Namibia e Malaysia!

L’associazione ha dato a ciascun Paese un voto da zero a 10, basandosi complessivamente su 13 indagini indipendenti. Più alto è il punteggio, meno corrotto il Paese.

A guadagnarsi il primo posto come paese più virtuoso in classifica è la Nuova Zelanda, con 9,4, che ha superato la numero uno dell’anno scorso, la Danimarca, quest’anno al secondo posto con 9,3 davanti a Singapore e Svezia (entrambe a 9,2) e la Svizzera (9).

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Il consumo è Teenager

pubblicato da Dust in: Varie

Shopping teenager Un mercato potenziale appetibile e assolutamente impermeabile agli affetti della crisi. Gli under 20 costituiscono una preda ghiotta per gli esperti del marketing non fosse altro che per la loro continua creatività in fatto di consumi ed il potere di persuasione sugli adulti.

E’ quanto emerge dalla ricerca di mercato di TNS che interviene alla quarta edizione di Teenager (www.teenager.somedia.it) il convegno annuale dedicato al mondo degli adolescenti.

La ricerca di mercato
4 milioni e 700 mila, l’equivalente dell’8% della popolazione per 9 miliardi di consumi all’anno. Questo il valore attribuito dalla TNS Italia ai teenager italiani.
Le risorse di cui si avvalgono provengono dai genitori (80% dei casi), seguiti da nonni (49%) e solo in misura residuale da lavoretti (12%) e lavori part-time (6%).

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mercoledì 18 novembre 2009

L'insostenibile peso economico della corruzione

pubblicato da Dust in: Varie

Corruzione Senza entrare nel merito della giustizia ed equità del provvedimento, il disegno di legge sui “processi brevi” proposto dal parlamentare Ghedini solleva qualche dubbio anche dal punto di vista economico. I reati di corruzione infatti pesano sulla collettività anche in questi termini. Il prezzo della corruzione del passato graverà per molti anni anche sul futuro dei figli.
Il balzello occulto della corruzione, sostiene il Ministro Brunetta “equivale a una tassa di mille euro l’anno per ogni italiano, neonati inclusi”. Secondo Trasparency International, un organismo “no profit” che studia il fenomeno della corruzione a livello globale, il 44 per cento degli italiani crede che la corruzione “incide in modo significativo” sulla sua vita personale e familiare; per il 92 per cento nel sistema economico; per il 95 nella vita politica; per il 85 sulla cultura e i valori della società. Più del 70 per cento della società ritiene che nei prossimi anni la corruzione sia destinata a non diminuire.

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Tassa sul lusso, l'Europa dice no

pubblicato da Dust in: Varie Leggi Tasse

Tassa sul lusso Contraria alle norme comunitarie. E’ stata definita così la tassa sul lusso inaugurata qualche anno fa dall’ormai ex-governatore della Sardegna Soru.

Stando alla decisione della Corte di Giustizia europea infatti l’imposta regionale sullo scalo turistico di aeromobili e di imbarcazioni che grava sui soggetti aventi domicilio fiscale al di fuori della regione, confligge con il principio della libera prestazione dei servizi e costituisce un aiuto di stato.
La sentenza del Lussemburgo insomma parla chiaro, la legge della discordia introdotta nel 2006 e successivamente abolita nel 2009 non è legittima in quanto rappresenta una restrizione alla libera circolazione introducendo disparità tra i cittadini.

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