Troppo difficile trovare una camera per studenti fuori sede a prezzi accettabili nella capitale? L’Inpdap (Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) ha lanciato un progetto che potrebbe rappresentare una soluzione (per quanto parziale e limitata da alcuni stretti requisiti) al problema: Nonno house.
Cos’è Nonno House?
In termini pomposi, Nonno House è definito come un progetto di solidarietà intergenerazionale. In pratica, si tratta della possibilità offerta ai pensionati Inpdap di Roma ospitare nel proprio appartamento studenti universitari fuori sede, stipulando con i diretti interessati un contratto
annuale di comodato il cui onere economico è integralmente a carico dell’Inpdap. Dal canto loro, gli studenti potranno fruire di una stanza in alloggio completamente gratuita (a eccezione delle spese per la pulizia della stanza e de bagno esclusivo, per i cambi di biancheria e per il vitto personale).
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Procedure semplificate per la richiesta di incentivi sul fotovoltaico: dal 1° dicembre il GSE (Gestore dei Servizi Energetici ) avvierà la nuova procedura telematica che permette a tutti i titolari di impianti fotovoltaici di richiedere gli incentivi online. Attraverso il portale web www.gse.it gli utenti potranno compilare ed inviare la documentazione necessaria. Lo annuncia lo stesso Gse precisando che ”il solo utilizzo di procedure informatiche consentirà di ridurre sensibilmente il tempo necessario per l’ammissione al Conto Energia e aumenterà l’efficienza del servizio”. Per meglio utilizzare la procedura il Gse ha reso disponibile agli utenti una guida on line.
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Al capolinea dopo sole tre settimane. Parliamo del fondo unico per gli incentivi predisposto dal ministero dello Sviluppo Economico. Rimpinguato lo scorso 3 novembre il fondo avrebbe dovuto consentire, con i suoi 97 milioni, il sostegno degli acquisti in vari settori merceologici per consumatori e imprese.
Con uno stanziamento iniziale di 300 milioni gli incentivi non sono arrivati neanche a fine 2010. Ad assorbire la maggior parte dei fondi sarebbero stati i consumi imprenditoriali, con il 58, 43%. In seconda posizione con il 22,76% ci sarebbe invece la nautica, industria che esporta all’estero il 55% del fatturato.
Cenerentola dei finanziamenti sono i consumi privati, tra cui la parte del leone l’avrebbero fatta le cucine e gli elettrodomestici: le cucine componibili hanno avuto accesso agli sconti gli acquirenti di 85.500 pezzi per un importo di circa 60 milioni. Per gli elettrodomestici, i contributi concessi sono stati 530 mila per un importo di oltre 26 milioni.
Inevitabile cronaca di una morte annunciata. Che stesse per finire era nell’aria ormai da un paio d’anni, tra “provvidenziali” dimenticanze in Finanziaria poi corrette in extremis e dichiarati buchi di bilancio, la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica sembrerebbe arrivata al capolinea! Inutile dire che l’argomento è diventato uno dei tanti pretestuosi fronti di battaglia tra maggioranza e opposizione, ma d’altronde si sa, le alchimie tremontiane non possono fare miracoli. Dopo essere stato cancellato dalla legge di stabilità per ragioni di budget, il bonus potrebbe essere riammesso nel decreto “milleproroghe”, parola di Pd, e, nel frattempo, non ci resta che aspettare. Polemici anche Confindustria e sindacati secondo cui l’abrogazione del provvedimento contrasterebbe con gli impegni presi in sede europea sul miglioramento degli standard energetici.
Ultima chiamata per il 2010
A quanti abbiano intenzione di usufruire della detrazione l’Enea ricorda di presentare la dichiarazione di fine lavori e i relativi pagamenti entro il 31 dicembre di quest’anno
I venti di crisi soffiano forte e costringono molti a trovare riparo come capita. L’alternativa che si pone davanti ai lavoratori spesso è difficile scelta: accettare un impiego qualunque sia (anche se prevede uno stipendio più basso rispetto a quello che si è percepito fino a quel momento) o rimanere a casa per un periodo, fruendo di qualche trattamento per il sostegno al reddito? Se si accetta il lavoro, oltre all’impatto immediato sul reddito (che risulterà ridotto) che ne sarà della pensione futura? Minore stipendio significa meno reddito; meno reddito è sinonimo di minori contributi e dunque di pensione più magra. Adesso (limitatamente al 2010) sarà possibile buttarsi nel nuovo impiego con il paracadute: chi accetta un lavoro a condizioni economiche peggiorative potrà godere di una forma di contribuzione figurativa. Sul tema, però, non mancano le polemiche.
Nei giorni scorsi, La Repubblica ha lanciato l’allarme: secondo una stima del quotidiano, le borse di studio in ambito universitario verranno tagliate pesantemente. Mentre dal ministero dell’Università e della Ricerca si affettano a precisare che si tratta di allarmismi senza alcun fondamento, le associazioni dei consumatori scendono sui piedi di guerra, descrivendo in termini catastrofici lo scenario paventato dal giornale romano.
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Da oggi ripartono gli incentivi per il consumo. Il ministero dello Sviluppo economico ha deciso di far confluire in un fondo unico i 110 milioni di euro stanziati – a loro tempo – per il sostegno ai consumi e mai utilizzati. In alcuni settori, come la nautica e i ciclomotori, gli incentivi predisposti erano stati presi d’assalto, esaurendosi in breve tempo; in altri comparti, invece, le richieste dei consumatori non avevano raggiunto il tetto economico previsto. Da oggi, dunque, si azzera tutto e fino al 31 dicembre (o, nel caso, fino a esaurimento) gli euro avanzati potranno essere utilizzati in uno qualsiasi dei settori indicati dal decreto incentivi originario.
Il meccanismo dei buoni pasto rischia di incepparsi, lasciando milioni di lavoratori con un inutile blocco di tagliandi in mano. Da una parte acquistano peso e rilevanza le rivendicazioni dei ristoratori, dall’altra gli interessi dei lavoratori: la trasformazione dei buoni pasto in strumenti finanziari – ormai avvenuta – ha messo nei guai entrambe le categorie, intrecciando un dilemma cui è difficile trovare soluzione.
Le ragioni dei ristoratori
Nei giorni scorsi, Aldo Cursano, vicepresidente della Fipe (l’associazione dei pubblici esercizi che aderisce a Confcommercio), ha fatto sentire la voce della propria associazione sul tema dei buoni pasto: “Ormai i buoni pasto sono diventati una sorta di strumento finanziario. E chi ci rimette sono da una parte i lavoratori e dall’altra noi esercenti”.
Il sistema di trasporto pubblico fatica e non riesce a soddisfare le necessità dei cittadini, la situazione economica generale non consente grande spese, la condizione di salute del pianeta richiede qualche attenzione in più. C’è uno strumento che possa sciogliere unitamente questi nodi? All’Aci, Automobile Club d’Italia, pensano che possano essere gli incentivi alle automobili sostenibili.
Necessità di novità
In occasione dell’apertura della 66esima Conferenza del Traffico e della Circolazione, Enrico Gelpi, presidente dell’Aci, ha sottolineato il bisogno di nuovi incentivi auto che si rivelino capaci di ammodernare il parco auto italiano, rendendo più sicura e sostenibile la mobilità.
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La proroga della detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici è un’ipotesi all’esame delle strutture tecniche dei ministeri competenti in materia. La conferma è arrivata, durante un workshop organizzato dall’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) sulla “Sfida Energetica”, da Roberto Moneta, funzionario del Dipartimento Energia del Ministero dello Sviluppo Economico.
La spinta dei costruttori
A caldeggiare la proroga sono, come ovvio, le associazioni dei costruttori edili. Nell’invitare i palazzi della politica ad approvare il prolungamento della misura di detrazioni fiscali, Piero Torretta, vice presidente dell’Ance, ha ricordato che l’incentivazione del 55% è stata alla base di un processo di riqualificazione energetica che ha riguardato 27 milioni di alloggi.