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Ambiente

Bus, tram e metro. Mi sposto, risparmio e l'ambiente ringrazia

pubblicato da Roberto in: Caro energia Ambiente Auto Risparmio

Utilizzare i mezzi pubblici aiuta a risparmiare e sopratutto aiuta l'ambiente.Il 47% delle persone che si sposta a Milano usa i mezzi pubblici; a Roma lo fa il 32%. Non pochi, ma siamo ancora lontani da quanto accade a Parigi e Madrid (63%) o Barcellona (67%). A parte le grandi città italiane, la media nazionale è però ancora molto bassa: 11,6%.

L’automobile rimane il mezzo di trasporto preferito degli italiani: ci sono 598 autovetture ogni mille abitanti: in un anno un italiano trascorre 227 ore in coda e spende da 2mila a 5mila euro per il mantenimento della sua vettura, carburante compreso.

Spostarsi con i mezzi pubblici significa soprattutto tagliare le spese. Secondo uno studio della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati Istat, chi per spostarsi usa bus, metro e tram risparmia in media 80 euro al mese.

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Auto elettriche, crescita boom nei prossimi anni

pubblicato da Roberto in: Caro energia Agevolazioni Ambiente Auto

Il mercato delle auto elettriche è in crescita: stando alle previsioni pubblicate da Pike Research, tra il 2011 e il 2017 il tasso di crescita di questo settore sarà pari al 19,5% annuo, contro il +3,7% del mercato auto globale nello stesso periodo. Il mercato delle auto elettriche è in crescita: stando alle previsioni pubblicate da Pike Research, tra il 2011 e il 2017 il tasso di crescita di questo settore sarà pari al 19,5% annuo, contro il +3,7% del mercato auto globale nello stesso periodo. Nel 2017 le vendite di veicoli elettrici raggiungeranno i 5,2 milioni di unità in tutto il mondo, a fronte dei circa 114.000 veicoli elettrici attualmente commercializzati.

Questo numero comprende sia i veicoli plug-in elettrici ibridi, sia quelli elettrici a batterie. Sempre nel 2017, le vendite globali di auto green rappresenterà 8,7 milioni di veicoli aggiuntivi, per un totale di vetture elettrificate pari a 13,9 milioni di unità.

In Italia le auto elettriche stanno riscuotendo crescente attenzione. Lo Stato ha recentemente stabilito lo stanziamento di incentivi fino a 5 mila euro per l’acquisto di veicoli eco, mentre l’Autorità per l’energia ha concesso agevolazioni per l’installazione di oltre 5 mila stazioni di ricarica in tutta Italia.

Anche il comparto delle assicurazioni auto si sta adeguando a questa nuova tendenza, arricchendosi di offerte di rca dedicate ai veicoli elettrici. Già ora un’assicurazione auto per un’auto ibrida può avere un prezzo medio inferiore rispetto ad una polizza per un’auto a benzina, come dimostrano i dati ottenuti attraverso il servizio di confronto delle assicurazioni on line.

Il Governo incentiva chi privatizza i servizi, alla faccia del referendum

pubblicato da Roberto in: Ambiente Leggi Trasporti Consumatori

Non è bastato il referendum del 12 e 13 giugno, non è stato sufficiente che ventisette milioni di italiani si recassero alle urne, né quel quorum così tradizionalmente difficile raggiungere.
Non è bastato il referendum del 12 e 13 giugno, non è stato sufficiente che ventisette milioni di italiani si recassero alle urne, né quel quorum così tradizionalmente difficile raggiungere. La manovra economica spalanca le porte alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, offrendo peraltro incentivi economici agli enti locali che sceglieranno questa strada.

Con lo slogan “l’acqua la lasciamo fuori“, il governo tira dentro i trasporti, gli asili, i rifiuti, e tutti quei servizi che rientrano nella categoria di servizi pubblici locali e che quindi, al pari del servizio idrico, erano toccati dal quesito referendario numero uno.

Per fare un esempio“, spiega Andrea Caselli del comitato referendario Acqua bene comune emiliano-romagnolo, “con questa manovra potrebbe essere ceduta una parte dell’azienda dei trasporti pubblici. La furbizia di tener fuori l’acqua dalla manovra significa solo aggirare la questione, perché il referendum non riguardava solo il servizio idrico. Penso che l’opposizione sociale si allargherà e spero che avremo con noi anche gli amministratori locali”.

Il presidente dell’Anci invece è pronto ad annunciare battaglia:“La nostra posizione è chiara e unanime, l’articolo 4 della manovra reintroduce di fatto l’articolo 23 bis abrogato con il referendum”.

Doggy bag, l'ultima moda di Hollywood ti fa risparmiare

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Ambiente Consumatori Inflazione

Portarsi dietro gli avanzi non giova solo al portafogli e all�ambiente, fa bene anche alla salute. Pertanto, la prossima volta che vai al ristorante, chiedi al camerire di mettere gli avanzi del tuo piatto in una doggy bag. La doggy bag Ã�¨ vip!Doggy bag, letteralmente sacchetto per il cane è il sacchetto in cui conservare gli avanzi del cibo che non si è finito di consumare al ristorante. In passato un’abitudine consolidata. Negli anni Cinquanta era frequente che da trattorie e ristoranti si uscisse con coscette di pollo, ravioli, patate arrosto, avanzi di pesce. Sarebbe stato un sacrilegio buttare ai gatti quel cibo. Oggi non è più così: ogni anno, in Italia, finiscono in pattumiera 37 miliardi di euro di cibo.

In Italia chiedere al camerire di avere i propri avanzi è considerato da “morto di fame“. All’estero, invece, usare la doggy bag è un’abitudine consolidata anche tra i vip. Basti pensare a Michelle Obama che, prima di lasciare il ristorante “I Maccheroni” di Roma chiese la doggy bag per portarsi via gli avanzi della cena. Stesso atteggiamento da parte dell’attore Denzel Washington, che, a Portofino, salì sul suo yacht con in mano la doggy bag.

Portarsi dietro gli avanzi non giova solo al portafogli e all’ambiente, fa bene anche alla salute. Pertanto, la prossima volta che vai al ristorante, chiedi al camerire di mettere gli avanzi del tuo piatto in una doggy bag e se lui ti guarda storto ricordati che non sei un morto di fame, ma sei alla moda. La doggy bag è vip!

Crescono i buoni lavoro, grazie agli studenti

pubblicato da Roberto in: Lavoro Ambiente Leggi Tasse

A far crescere la domanda di buoni lavoro è la presenza di giovani studenti impegnati nella raccolta della frutta in campagna dove e' stato utilizzato quasi un buono lavoro  su quattro degli 20,3 milioni contabilizzati dall'Inps
A far crescere la domanda di buoni lavoro è la presenza di giovani studenti impegnati nella raccolta della frutta in campagna dove e’ stato utilizzato quasi un buono lavoro su quattro degli 20,3 milioni contabilizzati dall’Inps. E’ quanto afferma la Coldiretti nel ricordare che dal primo giugno i giovani dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi ”possono lavorare durante l’estate ed essere remunerati con voucher, i buoni lavoro che comprendono gia’ la copertura assicurativa e previdenziale e non sono soggetti a ritenute fiscali”.

La fine della scuola coincide con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne dove si svolgono le attivita’ di raccolta di verdura e frutta come ciliegie, albicocche o pesche durante l’estate fino alla vendemmia che si concentra nel mese di settembre. Per gli studenti lavorare nei campi significa spesso prendere contatto con il mondo del lavoro in un momento di crisi dove è difficile trovare alternative occupazionali. Ma anche fare una esperienza diretta a contatto con la natura, i suoi prodotti ed una cultura che ha fatto dell’Italia un Paese da primato a livello internazionale nell’offerta di alimenti e vini di qualità.

”I voucher”, spiega la Coldiretti, “rappresentano uno strumento che offre interessanti opportunita’ di reddito e occupazione a categorie particolarmente deboli e risponde coerentemente alle richieste di semplificazione del lavoro nei campi che puo’ cosi’ meglio esprimere le proprie potenzialita’ in un momento di crisi, senza con cio’ destrutturare il mercato del lavoro agricolo.

A fine luglio venduti oltre 20 milioni di buoni

pubblicato da Roberto in: Lavoro Ambiente Leggi Tasse

Sono oltre 20 milioni  i buoni lavoro venduti fino alla fine di luglio 2011. Di questi oltre 13 milioni sono stati venduti negli ultimi 12 mesi.
Sono oltre 20 milioni i buoni lavoro venduti fino alla fine di luglio 2011. Di questi oltre 13 milioni sono stati venduti negli ultimi 12 mesi. La diffusione dei buoni lavoro è stata avviata nell’agosto 2008, in occasione della vendemmia, per retribuire i lavori saltuari, e si è consolidata nel tempo.

Un successo dovuto anche alla crescente facilita’ con cui e’ possibile entrare in possesso dei buoni“, commenta il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua. “La rete di distribuzione continua ad allargarsi e, dopo l’apertura ai tabaccai, si e’ ulteriormente arricchita con la convenzione stipulata con l’Istituto Centrale delle Banche Popolari, che consentira’ di trovare i voucher anche presso gli sportelli bancari”.

La situazione aggiornata a fine luglio registra il maggior numero di vendite di buoni nel settore agricolo (23,8%), in quello delle manifestazioni sportive, culturali o di solidarietà (13,7%), e in quelli del commercio e dei servizi, ciascuno con l’11,5%. Il Veneto continua a mantenere il primato fra le regioni che maggiormente utilizzano i voucher, con il 16,5%, seguito dalla Lombardia (13,8%), dall’Emilia Romagna (12,8%) e dal Piemonte (11,9%).

Ciascun voucher è acquistabile dal datore di lavoro a 10 euro (e in multipli da 20 e 50 euro) ed e’ rimborsabile al lavoratore per 7,50 euro netti. Il datore di lavoro puo’ acquistare dei voucher telematici il cui corrispettivo sara’ accreditato al lavoratore su una carta magnetica e potrà essere riscosso presso gli uffici postali o presso gli sportelli postamat. Il datore di lavoro puo’ inoltre acquistare voucher cartacei presso gli uffici provinciali Inps o in quelli postali. Il lavoratore potra’ incassarli presso qualunque ufficio postale.

Autority Energia: più garanzie sui contratti elettrici verdi

pubblicato da Roberto in: Casa Agevolazioni Ambiente Prezzi

Più garanzie per i consumatori che scelgono un contratto di fornitura di elettricità verde, nuove regole dall'Autorità per l'energia
Più garanzie per i consumatori che scelgono un contratto di fornitura di elettricità verde. Lo dice l’Autorità per l’energia che ha recentemente approvato un insieme di regole per garantire che l’energia elettrica venduta ai singoli clienti sia effettivamente prodotta con fonti rinnovabili e che non venga commercializzata piu’ volte. L’intervento dell’Autorità nasce dall’esigenza di prevedere strumenti certi, secondo principi di concorrenza e trasparenza, in un contesto di crescente interesse verso le offerte commerciali di elettricità prodotta da fonti rinnovabili.

Secondo l’Autorità per l’energia l’unico sistema di certificazione valido sono le garanzie di origine previste dalla direttiva europea 2009/28/CE, rilasciate dal Gestore dei Servizi Energetici. Nella prospettiva di una sempre maggiore trasparenza, l’Autorità ha anche stabilito che le società di vendita indichino nel materiale promozionale e informativo le caratteristiche delle proprie offerte di energia rinnovabile; inoltre, ogni singolo cliente che accetta un’offerta verde dovrà ricevere in bolletta, almeno tre volte l’anno, l’indicazione del mix di fonti energetiche utilizzato per la sua fornitura, oltre alle informazioni sul mix energetico dell’energia elettrica complessivamente venduta. Presunte pratiche commerciali scorrette ed eventuali pubblicita’ ingannevoli verranno segnalate direttamente all’Antitrust.

Nel frattempo non si arresta il boom del fotovoltaico.

Coldiretti, un crack 300 milioni per la pesca italiana

pubblicato da Roberto in: Ambiente Concorrenza Consumatori Prezzi

Gli speculatori hanno attaccato la filiera che porta la frutta dal campo alla tavola provocando un crack da <strong>300 milioni di euro</strong> per la pesca italiana nell'estate 2011.
Gli speculatori hanno attaccato la filiera che porta la frutta dal campo alla tavola provocando un crack da 300 milioni di euro per la pesca italiana nell’estate 2011. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulle perdite subite dagli agricoltori italiani a seguito della crisi delle pesche, resa nota in occasione della mobilitazione dei produttori che hanno lasciato per la prima volta le campagne per vestire i panni dei ‘marinai’ e salpare a bordo di un nave dal Molo 5 del Porto di Napoli con un carico di pesche da offrire nelle spiagge dell’isola di Capri, di Sorrento e di Vico Equense.

Frutta per i bagnanti contro il caldo con l’obiettivo però è di ‘far conoscere e apprezzare la produzione italiana, leader nel mondo per quantità e qualità ma che viene sottopagata ai produttori mentre molti consumatori sono costretti a rinunciare per la moltiplicazione dei prezzi. L’Italia è il primo produttore mondiale con un raccolto stimato nel 2011 pari a 1,6 milioni di tonnellate, divise quasi a metà tra pesche e nettarine. Un primato messo a rischio dal crollo dei compensi riconosciuti a produttori che sono scesi ben al di sotto dei costi di produzione e quasi dimezzati rispetto a dieci anni fa. Gli agricoltori devono vendere 4 chili di pesche per una tazzina di caffè, 10 chili per potersi permettere un bitter e addirittura 15 chili per un pacchetto di sigarette mentre i consumatori devono spesso a rinunciare all’acquisto della frutta per gli altri prezzi di vendita ai supermercati’.

Le motivazioni della crisi attuale“, precisa la Coldiretti, “sono congiunturali come l’andamento meteorologico che ha provocato la maturazione contemporanea di produzioni e l’emergenza dell’Escherichia Coli che ha causato il contenimento dei consumi, ma sotto accusa ci sono soprattutto l’inadeguatezza delle normative comunitarie per la prevenzione e la gestione delle crisi di mercato e la distribuzione commerciale che non e’ riuscita fino ad ora ad arrivare ad offrire prodotti di qualita’ al giusto grado di maturazione e ad un prezzo equo per produttori e consumatori”. ”Ci vuole - conclude la Coldiretti - una assunzione di responsabilita’ dell’intera filiera che segua il prodotto da quando esce dall’azienda fino a quando arriva sul banco dei supermercati” perche’ nella forbice dei prezzi dal campo alla tavola c’e’ sufficiente spazio per garantire reddito ai produttori e consentire acquisti al giusto prezzo per i consumatori”.

Insediato al ministero dello Sviluppo gli Stati generali per l'export

pubblicato da Roberto in: Casa Lavoro Investire Ambiente

A ottobre si riuniranno gli Stati generali dell'export. Nei giorni scorsi, peraltro, si sono insediati i sei tavoli di lavoro per preparare l'appuntamento di autunno
A ottobre si riuniranno gli Stati generali dell’export. Nei giorni scorsi, peraltro, si sono insediati i sei tavoli di lavoro per preparare l’appuntamento di autunno. Lo scopo è quello di ascoltare gli imprenditori, suddivisi in gruppi di lavoro e competenze settoriali, sarà una sorta di campus che metterà a frutto le esperienze, le proposte e le idee innovative per un impegno comune a sostegno del made in Italy.

Sei i tavoli tematici, presieduti da altrettanti consiglieri per l’internazionalizzazione: agroalimentare/artigianato, ambiente/energia/materie prime, arredo/sistema casa, automazione/meccanica/mobilità, abbigliamento/sistema persona, servizi. Per la composizione dei tavoli, sottolineano dal ministero dello Sviluppo, gli uffici hanno lavorato insieme al consigliere personale per l’export del premier, Massimo Calearo.

L’annuario dell’Istat offre sul tema export un risultato dalla doppia lettura: nel 2010, nonostante le turbolenze dell’economia internazionale, le esportazioni italiane sono aumentate del 15,8% ma la nostra quota sul commercio mondiale è scesa dal 3,3 al 3 per cento: insomma, ci sono da difendere le nostre eccellenze per non perdere posizioni, anche con politiche più incisive rispetto a quanto fatto finora.

Piano energia, è boom sul fotovoltaico

pubblicato da Roberto in: Investire Caro energia Agevolazioni Ambiente

Mentre si aspetta il piano energetico nazionale, nuovo boom degli impianti fotovoltaici, anche con incentivi ridotti
Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha dichiarato che entro il 15 settembre verrà varato il piano energetico nazionale. Si aggiunge quindi un’altra tessera al mosaico del quadro energetico nazionale, dopo il via alla corsa per gli incentivi fotovoltaici. Sono infatti circa 5mila, per oltre 6mila megawatt, le domande di richiesta di iscrizione al Registro dei grandi impianti pervenute al Gestore dei servizi energetici (Gse). L’iscrizione nel Registro dei grandi impianti è stabilito dal decreto interministeriale dello Sviluppo economico e dell’Ambiente del 5 maggio 2011 che ha introdotto il quarto conto energia, vale a dire il nuovo regime di incentivi per il fotovoltaico.

Finora gli incentivi cumulati per i tre conti energia sono stati 741 milioni nel 2010 e 394 nel biennio 2009/8. Per quest’anno il Gse stima 838 milioni. Nella ripartizione degli impianti fotovoltaici attivi, svetta la Puglia con circa 1.500 megawatt e 16.800 impianti, seguita dalla Lombardia con 930 megawatt e 36.700 installazioni e dall’Emilia Romagna con 850 megawatt e 23mila siti.

Dopo il blocco del terzo conto energia, durato appena due mesi e caduto per effetto del decreto salva-Alcoa, le aziende del fotovoltaico hanno rivisto le strategie investendo sugli impianti di taglia domestica o di piccola potenza che godono di buoni incentivi e di un iter autorizzativo meno complesso. La prima graduatoria dei grandi impianti pubblicata dal Gse elenca 831 richiedenti, per 957 megawatt, su cui pioveranno incentivi per 300 milioni: mediamente si tratta di impianti con poco più di 1 megawatt. Per grandi impianti infatti il decreto interministeriale intende quelli con una potenza maggiore di 1 megawatt e gli altri impianti non operanti in regime di scambio sul posto.