
Non bastava il caro benzina ad incidere sulle già tartassate tasche degli automobilisti. La conversione in legge del d.l. 138/2011 ha confermato anche l’aumento dell’IPT (Imposta Provinciale di trascrizione).
Ciò significa che dal 19 settembre scorso tutte le formalità (prime immatricolazioni, trasferimenti di proprietà, ecc.) presentate al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), ad eccezione delle Regioni a statuto speciale (Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna) e delle Province autonome (Trento e Bolzano), pagheranno per i veicoli superiori a 53 kW l’IPT in misura proporzionale (€ 3,5119 x kW) in luogo della misura fissa (€ 150,81).
Per fare un esempio una Fiat Bravo con 66kW a Firenze (una delle province che non applica alcuna maggiorazione) l’IPT è passata da 150,81 euro a 231,66; a Cosenza, dove si applica una maggiorazione del 30% sempre per una Fiat Bravo l’IPT è passata da 196,05 euro a 300,96 euro. (Per le altre cilindrate si veda tabella allegata per gentile concessione della Direzione Servizi delegati ACI)”.
Nessuna differenza tra nuovo e usato. La nuova disposizione colpisce sia i veicoli nuovi che usati e comporta un forte aggravio dell’imposta a sfavore del consumatore, ma soprattutto genera una sperequazione di trattamento determinata dalla residenza del soggetto venditore e certamente determinerà una migrazione delle formalità PRA verso le Regioni a statuto speciale e le Province autonome nelle quali è rimasta in vigore l’IPT in misura fissa per gli atti soggetti ad IVA.
Via Ansa.

Cala a 58,7 miliardi nel primo semestre la raccolta totale di premi delle imprese assicurative italiane e dalle rappresentanze per l’Italia delle imprese extraeuropee del settore. Lo rileva l’Isvap, segnalando un crollo del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In particolare, la raccolta nei rami vita, pari a 40,3 miliardi di euro, ha registrato una contrazione del 21,9% su base annua, con una significativa flessione della relativa incidenza sul portafoglio globale (68,7% rispetto al 74,3% precedente). Il calo ha riguardato nello specifico le polizze tradizionali di ramo I, che dopo i forti incrementi dell’ultimo periodo, sono state pari a 30,7 miliardi, con una variazione in negativo del 20,5%.
L’andamento della raccolta nei rami danni, pari a 18,4 miliardi di euro, ha evidenziato invece un incremento del 3% che fa salire la relativa incidenza di queste polizze sul portafoglio totale al 31,3% (contro il 25,7% nello stesso periodo del 2010).
L’analisi della raccolta per canale distributivo segnala, infine, per i rami vita una flessione del ricorso a banche e Poste (58,5% contro il 63,7% precedente), mentre per i rami danni sono preponderanti le agenzie con mandato (82%).
Via Borsaitaliana.
Tra carburanti e sigarette i primi aumenti di prezzo dovuti all’innalzamento dell’IVA si sentono eccome. Mentre la benzina ha toccato il record storico di 1,7 euro al litro, le sigarette sono aumentate in media del 4%, cioè di 15-20 centesimi a pacchetto; negli ultimi 3 mesi, calcola l’Adoc, le sigarette hanno subito rincari complessivi del 30%, pari quindi a 30
centesimi a pacco. Aumenti del 13%, con punte del 15%, invece, per il tabacco trinciato.
Il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri si schiera a favore dei fumatori che “sono sempre i primi a pagare pegno“. “I continui rincari a cui è soggetto il settore potrebbero provocare un calo dei consumi pari al 10%. Se dal punto di vista della salute può essere considerato un vantaggio, dal punto di vista economico il danno è rilevante. Il settore del tabacco - aggiunge Pileri - è uno dei più importanti in Italia, siamo il primo produttore ed esportatore di tabacco grezzo in Europa, vi sono impiegati oltre 200mila lavoratori. Un calo drastico dei consumi andrebbe a ripercuotersi violentemente sulla filiera del tabacco, mettendo alle strette un settore economicamente strategico per l’Italia, foraggiando allo stesso tempo il mercato nero e il contrabbando“.
Secondo il Presidente dell’Adoc quindi “aumentare le tasse sulle sigarette, che già pesano per il 75% sul prezzo finale del prodotto, è controproducente e penalizzante sia per i consumatori che per l’industria“.
Via Adoc.
Con la crisi è diventato ormai sempre più difficile per gli italiani acquistare un’auto nuova. Ci si rivolge quindi al mercato dell’usato e, da oggi, ci saranno maggiori garanzie. Mercedes-Benz ha, infatti, adottato la carta dei servizi redatta dal Codacons che introduce una serie di novità: in primis, la garanzia, dai 12 mesi previsti attualmente, viene portata fino a 36 mesi, sia sulla manodopera sia sui pezzi di ricambio.
Inoltre viene tracciato un curriculum vitae delle automobili, che indicherà tutta la storia della vettura: precedenti proprietari, incidenti, guasti, riparazioni, ecc. Su ogni automobile verranno realizzati 100 controlli di qualità volti a garantire il loro stato; in caso di guasti alle auto, sono previste macchina sostitutiva e altri servizi aggiuntivi (taxi, albergo, ecc.) e, in caso di problemi o di insoddisfazione, il consumatore che proporrà reclamo, otterrà una risposta entro 48 ore, e le controversie potranno essere risolte attraverso un conciliatore nominato dal Codacons.
Via Helpconsumatori.

In due mesi e mezzo il pieno in autostrada è rincarato del 4%. La differenza di prezzo fra distributori arriva al 10% sia per la benzina che per il diesel. La prima può costare da 1,55 euro al litro a 1,71 euro al litro, il secondo oscilla fra 1,42 euro al litro e 1,55 euro al litro. L’incidenza delle tasse sul prezzo dei carburanti è del 50% per il diesel e del 56% per la benzina.
È quanto rilevato da Altroconsumo, che ha verificato il prezzo della benzina in autostrada nelle tratte Milano-Napoli e Bologna-Bari confrontandolo con rilevazioni fatte lo scorso 29 giugno. La differenza è già pari al 4% in più.
“Il prezzo più basso è di 1,55 euro al litro alla stazione di Bevano, sulla Bologna-Bari tra Forlì e Cesena, mentre il più alto lo abbiamo trovato a 1,71 nella stazione di San Nicola Ovest, vicino a Caserta Nord, sulla Milano-Napoli. Per il gasolio i prezzi più convenienti li abbiamo trovati alla stazione Casilina, tra Pontecorvo e Cassino sulla Milano-Napoli, con 1,42 euro al litro, mentre i più alti sempre alla stazione di San Nicola Ovest a 1,55 euro al litro. Differenze considerevoli, nell’ordine del 10% tra un distributore e l’altro“.
Sulle differenze incidono molto anche le addizionali regionali, nell’ordine di 2 centesimi al litro applicate in Liguria, Marche, Puglia, Campania, Abruzzo, Calabria e Molise. In media oggi un litro di benzina sulla tratta autostradale costa 1,60 euro al litro, con un aumento del 4% rispetto a due mesi e mezzo fa. Incide l’aumento delle tasse ma, afferma Altroconsumo, “incidono anche i giochini delle industrie petrolifere. Se si considera il solo prezzo industriale, cioè al netto delle tasse, l’aumento registrato è del 7%. Sul gasolio le cifre sono lievemente diverse, ma la sostanza non cambia“.
Via Altroconsumo.

Con l’aumento dell’IVA é iniziata la speculazione alla pompa a danno dei consumatori con distributori che hanno già regolato il prezzo del carburante aggiungendo in media 12-13 millesimi di euro in più al litro.
Secondo molti, dovrebbero i benzinai e le compagnie petrolifere assorbire il ritocco dell’IVA, visto che in questo periodo i petrolieri hanno potuto ingrassare i margini. Secondo gli esperti dell’Adico in queste settimane le compagnie hanno accumulato margini aggiuntivi per almeno 5 – 6 centesimi al litro sui listini applicati.
«Il ministero dello Sviluppo economico, con la sua inerzia, non può continuare a consentire che i prezzi dei carburanti proseguano l’incredibile corsa al rialzo di questi giorni, lasciando che il Paese paghi questa situazione sia in termini di maggiore spesa per le famiglie, che di costi di trasporto, il Governo imponga ai petrolieri di assorbire l’aumento dell’Iva», riferisce l’Adico.
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Con l’aumento dell’IVA dal 20 al 21% schizzerà in alto il prezzo dei carburanti. E, con esso, ci sarà una serie di effetti a catena sul tasso di inflazione.
Risultato: le famiglie riceveranno una nuova batosta. È quanto affermano Federconsumatori e Adusbef: “Non appena la manovra sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale (ndr l’aumento è entrato in vigore proprio oggi), infatti, scatterà l’aumento dell’IVA dal 20 al 21%, che farà schizzare immediatamente il prezzo della benzina ad oltre 1,64-1,65 euro al litro“.
“Questo comporterà una ulteriore ricaduta per le famiglie, il cui benessere è già fortemente compromesso dall’inarrestabile caduta del loro potere di acquisto“, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, che sottolineano come l’aumento dell’accisa sui carburanti e dell’IVA causerà una contrazione dei consumi. Ma le ripercussioni più importanti, di cui nessuno parla e a cui nessuno sembra prestare attenzione sono quelle che si avranno proprio nel settore dei carburanti: gli aumenti in questo comparto, infatti, hanno l’importante caratteristica di riportare effetti non solo in termini diretti sulle tasche dei cittadini (per i pieni di benzina), ma anche in termini indiretti sul tasso di inflazione”.
Le ricadute nel settore carburanti sono stimate in 471 euro l’anno: da agosto 2010 a oggi sono pari a 440 euro fra costi diretti e indiretti, cui si aggiungeranno altri 31 euro legati alle ricadute complessive dell’aumento IVA.

Dal 7 settembre, quando si acquisterà un pneumatico, sarà indicato in fattura o nello scontrino fiscale il valore del contributo ambientale destinato a finanziare il corretto recupero del pneumatico, una volta che sarà giunto a fine vita.
Per spiegare il nuovo meccanismo è online un sito dedicato ai cittadini e consumatori: Contributopneumatici, realizzato da Ecopneus (società senza scopo di lucro che riunisce i produttori) in collaborazione con alcune associazioni di consumatori. L’iniziativa vuole informare i cittadini sul contributo ambientale per il recupero dei pneumatici a fine vita e sull’importanza della raccolta e del corretto trattamento di questi rifiuti.
Tutti i cittadini che acquisteranno un pneumatico vedranno pertanto indicato in fattura o sullo scontrino fiscale il contributo ambientale. Non è una nuova tassa, ma solo il costo necessario per la raccolta e il recupero, finora inserito nel prezzo di servizio di sostituzione del pneumatico.
Il contributo serve a coprire i costi di recupero. Si calcola infatti che ogni anno in Italia arrivano a fine vita oltre 380 mila tonnellate di pneumatici; di questi, 100 mila vengono abbandonati in discariche abusive, fiumi, campagne e cave.
Via Contributopneumatici.
Dopo una settimana di relativa traquillità, il prezzo del carburante aumenta.
Secondo i dati di oggi a salire è Eni (in odore di vendita alla Cina, leggi l’articolo) ccon un aumento di 0,5 centesimi sulla benzina e di 1 centesimo sul diesel.
Dal monitoraggio di quotidiano energia si evidenzia che la verde ha ormai toccato 1,63 euro al litro. A livello Paese, il prezzo medio della benzina (in modalità servito) va oggi dall’1,625 euro/litro di Esso all’1,630 di IP e Tamoil (no-logo in calo a 1,539 euro).
Per il diesel si va dall’1,5 euro di Esso all’1,507 di Q8 e Shell. Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,718 euro/litro di Eni e lo 0,730 di TotalErg (no-logo a 0,714).
Via Ansa.
L’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, è stato nominato presidente di Chrysler, azienda nella quale ricopre già il ruolo di Ceo. La carica era ricoperta in precedenza da Robert Kidder.
Continua quindi a crescere il controllo del Lingotto su Chrysler, nel cui cda sono stati nominati due nuovi membri. Si tratta di Leo Houle, 64 anni, e John Lanaway, 60 anni, che prendono il posto dei dimissionari George Gosbee e Scott Stuart. Houle e Lanaway vengono entrambi dal cda di Cnh Global, una controllata di Fiat Industrial.
“Siamo sulla strada giusta per ricostruire Chrysler“. Lo ha dichiarato in una nota il numero uno di Fiat, Sergio Marchionne. “Ripagare i prestiti del governo con sei anni di anticipo e rifinanziare il nostro debito rafforza la nostra convinzione di essere sulla strada giusta per ricostruire questa compagnia e riportarla nel posto che le spetta nel panorama automobilistico mondiale nel quadro dell’alleanza globale tra Chrysler e Fiat“, ha affermato Marchionne.