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RCA: divario record fra Nord e Sud

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Assicurazioni Auto


Senza che nessuno faccia nulla per contrastare il fenomeno (Egregio Presidente Monti, ci sente?) continuano indisturbati a lievitare i costi delle assicurazioni per gli autoveicoli e i motoveicoli. Dalla liberalizzazione del 1994, una di quelle completamente fallite nel suo scopo (far risparmiare i consumatori favorendo la concorrenza), l’aumento percentuale ha raggiunto quota 450% anche secondo le stime più prudenti. Un autentico scandalo che si consuma nell’indifferenza delle istituzioni.

Le cose vanno poi molto peggio se si abita in una zona d’Italia più “sfortunata”. Secondo un’indagine di Altroconsumo il divario fra Nord e Sud continua ad aumentare. Se i milanesi (e i loro vicini) non ridono a piangere sono i napoletani (e i loro vicini). Analizzando l’andamento dei premi RCA di 50 compagnie assicurative nel 2011 in quattro città italiane (Milano, Roma, Napoli e Palermo) è evidente la disparità.

Due i profili tipo evidenziati, un 40enne in classe 1 e un 35enne in classe 4, in entrambi i casi assicurati da 10 anni consecutivamente e senza incidenti denunciati. A Napoli, città nota per i premi altissimi, l’aumento nel 2011 è stato del 4% per il 40enne e del 9,2% per il 35enne contro un tasso di inflazione nel settore fermo al +1,5%. A Milano i rincari sono stati del +1,33% per il primo tipo di guidatore e dello 0,38% per il secondo tipo. Il bilancio è drammatico: se il 35enne paga un premio medio di 1.309 euro a Napoli, a Roma bastano 698 euro, a Palermo 697 euro e a Milano 522 euro.

Benzina, nuovo prezzo record

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Tempo libero Caro energia Auto Prezzi


La benzina verde più cara d’Europa? Si compra in Italia. Dopo qualche giorno di prezzi stabili l’ENI ha imposto un’accelerazione al prezzo portandolo a 1,722 al litro nella modalità servito. Di questo passo sarà sempre più difficile trovare un gestore in grado di offrire un prezzo inferiore a 1,680 anche per il self service. Anche il diesel è in aumento e tocca quota 1,7, poco sotto il prezzo più alto d’Europa (gli inglesi in questo continuano a batterci, ma sono un caso isolatissimo).

Secondo le associazioni dei consumatori i soli aumenti di dicembre porteranno ad un maggior esborso nel 2012 rispetto al 2010 di 360 euro l’anno per le famiglie. Inevitabile che dopo il ritocco verso l’alto di ENI anche gli altri gestori si adeguino e ora la preoccupazione è che ai guai italiani con accise impazzite e pressione fiscale al massimo si vadano ad aggiungere i pasticci diplomatici fra Usa e Iran.

Il paese mediorientale ha minacciato, in risposta alle sanzioni sul programma nucleare, di chiudere il cruciale Stretto di Hormuz al passaggio delle petroliere occidentali. Gli Usa hanno già specificato che non permetteranno che ciò avvenga, ma nel frattempo l’effetto psicologico potrebbe far aumentare il prezzo del greggio sul mercato internazionale con ripercussioni anche nel nostro paese. Comincia a mancare poco al traguardo della benzina a due euro al litro.

Il vero lusso sono le sigarette: in arrivo altri aumenti

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Leggi Tasse Trasporti Auto


Aggiornamento: Altro fraintendimento, ad aumentare non saranno le sigarette, ma soltanto i tabacchi trinciati (il “drum”).

La tassa “sul lusso” prevista dalla manovra correttiva del governo Monti viene ridotta. Le ultime modifiche apportate dall’esecutivo alla legge di stabilità prevedono un minore impatto delle imposte su auto di lusso e barche. L’emendamento è stato approvato oggi dalla commissione Bilancio e Finanze della Camera e prevede una riduzione progressiva dell’addizionale erariale della tassa automobilistica (il bollo) al 60%, al 30% e al 15% dopo, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni, rispetto a quanto inizialmente previsto.

Per effetto della stessa modifica la tassa non sarà più dovuto nel 2032 (sì, fa un po’ ridere, ma è proprio così). Per quello che riguarda le barche la riduzione è del del 15%, del 30% e del 45% decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni. Come ribadito più volte i saldi complessivi della manovra sono intangibili per garantire la riduzione del deficit pubblico, così per compensare a questo piccolo regalo per i possessori di auto potenti e yacht il governo ha previsto l’aumento delle accise sul tabacco.

La “clausola di copertura”, come viene tecnicamente definita, prevede l’Ente Nazionale Tabacchi adegui le imposte sulle sigarette (e sui tabacchi in generale) per sopperire al mancato gettito derivante dai beni di lusso. Non è ancora chiaro a quanti centesimi corrisponderà quest’ultimo aumento, ma sui tempi pare non ci siano dubbi: prima della fine di questo 2011.

Prezzi dei carburanti stabili, la verde a 1,7 al litro

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Auto Prezzi


L’ondata di aumenti del prezzo dei carburanti concede una tregua dopo la batosta arrivata la scorsa settimana come diretta conseguenza del decreto del governo Monti. Il livello dei prezzi ha raggiunto il record di sempre, come fa rilevare Quotidiano Energia, e oggi va in modalità servito dall’1,709 euro/litro degli impianti Esso all’1,716 di quelli Q8 e Tamoil (no-logo a 1,613). Per il diesel si passa dall’1,690 euro/litro di IP all’1,701 di Q8 e Tamoil (no-logo a 1,587). Il Gpl, infine, e’ tra lo 0,735 euro/litro di Eni e lo 0,753 di IP (no-logo a 0,725).

Le punte massime, come sempre registrate nel Sud Italia, fanno registrare un prezzo di 1,764 euro/litro sulla verde e 1,727 euro/litro sul diesel. La situazione è preoccupante per gli automobilisti, soprattutto guardando al prezzo del petrolio. Questi prezzi sono superiori a quelli record dell’estate 2008 quando la quotazione del petrolio sui mercati mondiali aveva fatto lievitare i nostri prezzi fino a 1,55 euro al litro per la verde.

All’epoca il barile di petrolio veniva scambiato intorno ai 145 dollari, oggi il prezzo è sotto i 115 dollari. Se le perturbazioni della crisi dovessero portare ad una crescita del prezzo sui livelli di quell’estate le ripercussioni su quello dei carburanti nel nostro paese, così fortemente condizionate da accise e imposte elevatissime, potrebbero raggiungere facilmente punte ancora mai sperimentate. Quanto ci vorrà prima che la verde arrivi a costare 2 euro al litro?

Carburanti: subito gli aumenti

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Caro energia Tasse Auto Prezzi


Nemmeno il Natale di tregua. Gli aumenti delle accise di tutti i carburanti non attenderanno il 1 gennaio 2012 per entrare in vigore, ma arriveranno subito. Non cambiano gli importi rispetto a quanto annunciato nei giorni scorsi, le imposte saranno pari a 704,20 euro per mille litri di benzina, 593,20 euro per mille litri di gasolio, 267,77 euro per mille (pari a 147,27 euro per mille litri) per il GPL e 0,00331 euro per metro cubo per il metano.

Calcolando l’IVA l’impatto sui prezzi al consumo sarà decisamente rilevante. Già da domani la benzina verde costerà 10 centesimi in più al litro, il gasolio 14 e il GPL 2,6. Una brutta sorpresa: il salasso sarà immediato con effetti anche sul prevedibile maggior consumo per il ponte dell’Immacolata e le vacanze del periodo natalizio.

Gli aumenti non finiscono qui perché nel decreto è già previsto una possibile crescita dell’IVA per la metà del prossimo anno. In assenza di segnali positivi per i conti pubblici potrebbe infatti arrivare un +2% sia per l’aliquota del 10% (fino ad ora non toccata) sia per quella del 21%. Se necessario si potrà ricorrere anche ad un +0,5% ulteriore dal 1 gennaio 2014. L’IVA al 23,5% sarebbe la più alta fra i maggiori paesi dell’Unione Europea con soltanto tre paesi in grado di contenderci il poco invidiabile primato: la Svezia, l’Ungheria, Romania e Danimarca che applicano un’aliquota del 25%.

Carburanti, aumentano accise. Le critiche

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Caro energia Auto Consumatori Inflazione

Carburanti, aumentano accise. Le criticheAumentano le accise sui carburanti per fronteggiare l’emergenza causata dall’alluvione in Liguria e in Toscana. Così, rileva Staffetta Quotidiana, i prezzi alla pompa hanno risentito, nel ponte dei Santi, dell’aumento delle accise in vigore dal 1° novembre, per un ammontare di 0,89 centesimi, che con l’aggiunta dell’Iva al 21% hanno un impatto sul prezzo finale compreso fra 1 centesimo e 1,1 centesimi al litro.

L’aumento della accise è sempre tema controverso. Commenta il segretario generale Adiconsum Pietro Giordano: “Giusta la solidarietà per le popolazioni colpite dalle alluvioni, ma auspichiamo che non venga prorogata per decenni, come accaduto per esempio per la guerra in Abissinia“.

L’insieme delle decisioni sui carburanti hanno ripercussioni inevitabili. Prosegue Giordano: “Tali decisioni nel loro complesso pesano ulteriormente sui redditi delle famiglie già fortemente colpite dalla crisi economica, e peseranno sul tasso d’inflazione, che Adiconsum prevede in novembre prossimo al 4%. Ciò provocherà un ulteriore aumento dei prezzi di tutti i prodotti alimentari e non, che già hanno avuto un balzo in avanti grazie all’effetto Iva e agli arrotondamenti illeciti. È tempo di segni di discontinuità che blocchino tassazioni dirette e indirette sui soliti noti, cioè lavoratori dipendenti e pensionati, e creino le condizioni per politiche di sviluppo che diano occupazione e quindi reddito ai giovani e alle donne che come rileva l’Istat sono le categorie più colpite dalla crisi economica in atto“.

Quello che viene contestato da più parti al Governo non è la bontà della motivazione alla base dell’aumento delle accise, quanto il fatto che il ricorso a questo tipo di provvedimento sia diventato la soluzione immediata per qualunque tipo di emergenza, in assenza di progetti alternativi. Commentano ad esempio Federconsumatori e Adusbef: “Non contento di aver aumentato l’Iva al 21%, e di aver innalzato in diverse riprese l’accisa sui carburanti, il Governo ha pensato bene di aumentare ancora una volta l’accisa. Nulla da dire sulla motivazione, condividiamo pienamente la necessità di stanziare aiuti per la Liguria e la Toscana, colpite dalle violente alluvioni dei giorni scorsi, ma non è questo il modo“.

Via Ansa.

Casa, il 2012 sarà l'anno del mattone

pubblicato da Roberto in: Casa Investire Auto Consumatori

Casa, il 2012 sarà l'anno del mattoneDopo un periodo in cui il mercato immobiliare è stato caratterizzato dal segno meno, il 2012 sarà l’anno del mattone: le previsioni dell’istituto di ricerche Scenari Immobiliari parlano di una chiusura del 2011 in positivo, con 113 miliardi di fatturato a fine anno, pari al +1,7% rispetto al 2010.

Si tratta di un dato importante, che resta però inferiore a quello registrato in Europa: nei primi cinque Paesi europei si stima un incremento del 2,3% a fine 2011 e un fatturato immobiliare di oltre 614 miliardi di euro; per il 2012, le attese sono di un ulteriore incremento del 2,7%.

In Italia, dunque, la ripresa appare più fragile rispetto al resto d’Europa, a causa delle incertezze economiche e degli effetti della manovra finanziaria, due fattori che hanno rallentato la domanda di immobili da parte delle famiglie.

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In aumento anche Imposta Provinciale di Trascrizione

pubblicato da Roberto in: Caro energia Tasse Auto Consumatori

In aumento anche Imposta Provinciale di Trascrizione
Non bastava il caro benzina ad incidere sulle già tartassate tasche degli automobilisti. La conversione in legge del d.l. 138/2011 ha confermato anche l’aumento dell’IPT (Imposta Provinciale di trascrizione).

Ciò significa che dal 19 settembre scorso tutte le formalità (prime immatricolazioni, trasferimenti di proprietà, ecc.) presentate al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), ad eccezione delle Regioni a statuto speciale (Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna) e delle Province autonome (Trento e Bolzano), pagheranno per i veicoli superiori a 53 kW l’IPT in misura proporzionale (€ 3,5119 x kW) in luogo della misura fissa (€ 150,81).

Per fare un esempio una Fiat Bravo con 66kW a Firenze (una delle province che non applica alcuna maggiorazione) l’IPT è passata da 150,81 euro a 231,66; a Cosenza, dove si applica una maggiorazione del 30% sempre per una Fiat Bravo l’IPT è passata da 196,05 euro a 300,96 euro. (Per le altre cilindrate si veda tabella allegata per gentile concessione della Direzione Servizi delegati ACI)”.

Nessuna differenza tra nuovo e usato. La nuova disposizione colpisce sia i veicoli nuovi che usati e comporta un forte aggravio dell’imposta a sfavore del consumatore, ma soprattutto genera una sperequazione di trattamento determinata dalla residenza del soggetto venditore e certamente determinerà una migrazione delle formalità PRA verso le Regioni a statuto speciale e le Province autonome nelle quali è rimasta in vigore l’IPT in misura fissa per gli atti soggetti ad IVA.

Via Ansa.

Assicurazioni: raccolta semestrale in calo, cresce solo l'Rc auto

pubblicato da Roberto in: Assicurazioni Leggi Auto Consumatori

Cala a 58,7 miliardi nel primo semestre la raccolta totale di premi delle imprese assicurative italiane e dalle rappresentanze per l'Italia delle imprese extraeuropee del settore. Lo rileva l'Isvap, segnalando un crollo del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Cala a 58,7 miliardi nel primo semestre la raccolta totale di premi delle imprese assicurative italiane e dalle rappresentanze per l’Italia delle imprese extraeuropee del settore. Lo rileva l’Isvap, segnalando un crollo del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In particolare, la raccolta nei rami vita, pari a 40,3 miliardi di euro, ha registrato una contrazione del 21,9% su base annua, con una significativa flessione della relativa incidenza sul portafoglio globale (68,7% rispetto al 74,3% precedente). Il calo ha riguardato nello specifico le polizze tradizionali di ramo I, che dopo i forti incrementi dell’ultimo periodo, sono state pari a 30,7 miliardi, con una variazione in negativo del 20,5%.

L’andamento della raccolta nei rami danni, pari a 18,4 miliardi di euro, ha evidenziato invece un incremento del 3% che fa salire la relativa incidenza di queste polizze sul portafoglio totale al 31,3% (contro il 25,7% nello stesso periodo del 2010).

L’analisi della raccolta per canale distributivo segnala, infine, per i rami vita una flessione del ricorso a banche e Poste (58,5% contro il 63,7% precedente), mentre per i rami danni sono preponderanti le agenzie con mandato (82%).

Via Borsaitaliana.

Iva, aumenti del 4% per le sigarette e del 13% per il tabacco

pubblicato da Roberto in: Caro energia Auto Consumatori Inflazione

Iva, aumenti del 4% per le sigarette e del 13% per il tabaccoTra carburanti e sigarette i primi aumenti di prezzo dovuti all’innalzamento dell’IVA si sentono eccome. Mentre la benzina ha toccato il record storico di 1,7 euro al litro, le sigarette sono aumentate in media del 4%, cioè di 15-20 centesimi a pacchetto; negli ultimi 3 mesi, calcola l’Adoc, le sigarette hanno subito rincari complessivi del 30%, pari quindi a 30
centesimi a pacco. Aumenti del 13%, con punte del 15%, invece, per il tabacco trinciato.

Il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri si schiera a favore dei fumatori che “sono sempre i primi a pagare pegno“. “I continui rincari a cui è soggetto il settore potrebbero provocare un calo dei consumi pari al 10%. Se dal punto di vista della salute può essere considerato un vantaggio, dal punto di vista economico il danno è rilevante. Il settore del tabacco - aggiunge Pileri - è uno dei più importanti in Italia, siamo il primo produttore ed esportatore di tabacco grezzo in Europa, vi sono impiegati oltre 200mila lavoratori. Un calo drastico dei consumi andrebbe a ripercuotersi violentemente sulla filiera del tabacco, mettendo alle strette un settore economicamente strategico per l’Italia, foraggiando allo stesso tempo il mercato nero e il contrabbando“.

Secondo il Presidente dell’Adoc quindi “aumentare le tasse sulle sigarette, che già pesano per il 75% sul prezzo finale del prodotto, è controproducente e penalizzante sia per i consumatori che per l’industria“.

Via Adoc.