Italia e uno, Italia e due, Italia e tre: aggiudicata! Il 2009, a quanto pare, è stato un anno record per le aste e i pignoramenti. Lo conferma il Gruppo Tecnocasa, analizzando e rielaborando i dati raccolti dalle associazioni di consumatori.
Finalmente una classifica mondiale che vede primeggiare la tanto bistratta Italia e poco importa che sia quella molto chiacchierata e controversa del cosiddetto “scudo fiscale”. In nessun Paese del mondo, stando ai dati raccolti dall’Irs (Interna Revenue Service, l’Agenzia delle Entrate statunitense), il provvedimento per il rientro dei capitali illegalmente detenuti all’estero ha avuto “successo” come in Italia.
La cessione del quinto è lo strumento che nel campo del credito al consumo si è dimostrato più dinamico nel corso del 2009, un anno in cui moltissime famiglie italiane non hanno potuto fare a meno di ricorrere a qualche forma di finanziamento.
Proseguendo sulla strada tracciata con la direttiva emanata nel luglio scorso, Bankitalia ha compiuto un ulteriore passo verso l’introduzione di una maggiore trasparenza nel settore bancario: la banca centrale italiana, infatti, è giunta alla definizione dei profili di operatività per il calcolo dell’ISC (Indicatore di sintetico di costo).
Anche le banche, a quanto pare, hanno un cuore. È emerso dal Forum CSR 2010, appuntamento annuale che l’associazione bancaria italiana dedica alla responsabilità sociale d’imprese. Al Forum, giunto alla quinta edizione, hanno partecipato oltre 200 persone, 50 relatori italiani e internazionali, nonché – come ovvio – banche imprese, istituzioni, giornalisti e accademici.
Per le famiglie in difficoltà economica, alle prese con lo stress rappresentato dalle rate del mutuo, pare che arriverà un’altra boccata di ossigeno. Al fianco del Piano Famiglie appena varato dall’Abi e dalle associazioni di consumatori, potrebbe comparire prossimamente – su iniziativa governativa – il Fondo di solidarietà.
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Il 2010, per le banche italiane, si è aperto con una massiccia dose di lezioni di italiano e di buone maniere. Ripetizioni necessarie, se si considera che Bruxelles ha più volte indicato l’Italia come il Paese europeo più indietro in tema di trasparenza sulle operazioni bancarie. Addio clausole scritte sul fondo dei contratti con caratteri piccolissimi, addio burocratese: l’entrata in vigore della normativa sulla trasparenza bancaria emanata dalla Banca d’Italia nello scorso luglio, faciliterà, almeno si spera, la vita della clientela degli istituti di credito nostrani.
Il reddito percepito non è sempre commisurato al valore generato da una professione. Fare lo spazzino genera più ricchezza di quanto faccia un banchiere. Questo il risultato a cui arriva una ricerca condotta dalla New Economics Foundation.
A sorpresa dallo studio condotto dal gruppo di economisti, noto per aver convinto il G7 e il G8 a prendere in considerazione l’idea del debito internazionale, ci sono lavori che possono produrre benefici e altri che possono causare perdite o danni per la collettività. Dai risultati della ricerca si evince che il lavoro dello spazzino vale di più di quello del banchiere.
Mettendo a confronto tre professioni ad elevata remunerazione contro tre pagati poco: da un lato l’addetto di pulizie di un ospedale, un operaio di un centro di recupero di materiali riciclabili e un operatore di infanzia, dall’altro un banchiere della City, un consulente fiscale e un dirigente pubblicitario. Ebbene il verdetto non lascia spazio alla fantasia: l’addetto di pulizie con un’ora di lavoro crea dieci sterline di profitto per ogni sterlina di salario; mentre per ogni sterlina guadagnata dal banchiere di Londra, la comunità ne perde sette. In altre parole il gruppo di economisti della New economics foundation ha messo al centro della ricerca l’utilità delle diverse mansioni che vengono svolte nella società.
Sofferenze in aumento per i grossi gruppi industriali. La crisi non sembra aver risparmiato nessuno secondo quanto riportato dall’indagine della Cgia di Mestre.
Sarebbero infatti aumentate dell’8,7% in un anno le insolvenze bancarie. In termini assoluti (al 30 giugno 2009) hanno sfiorato i 49 miliardi di euro. Il dato preoccupante riguarda però le difficoltà registrate da imprese e cittadini con le banche riguarda le classi di grandezza superiori ai 500.000 euro, che avrebbero segnato un aumento dell’11,1%.
Il dato è avvalorato dai dati della Banca d’Italia che al 30 giugno di quest’anno registra che le grandi realtà aziendali hanno ricevuto oltre il 78% del totale dei finanziamenti per cassa erogati dal sistema creditizio nazionale. Di conseguenza famiglie e micro-piccole imprese non possono che attestarsi su classi di grandezza delle sofferenze bancarie più basse che, sino alla soglia dei 125.000 euro.
La quadratura del cerchio dei conti familiari non è sempre semplice, soprattutto quando a complicare le cose ci si mettono incomprensibili (e spesso ingiustificate) voci di spesa.
A rassicurare i risparmiatori anche alla luce dei nuovi e allarmanti fatti finanziari arriva una guida pratica sull’utilizzo e sulle tutele del conto corrente, pubblicata da Banca d’Italia.
In Italia infatti non tutti sanno che esiste un Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che garantisce la copertura di ogni c/c fino ad un massimo di 100 mila euro circa.
Si chiama “Il Conto corrente in parole semplici” l’iniziativa con cui il Governatore, Mario Draghi, ha deciso di dare concreta attuazione al provvedimento del 29 luglio 2009, recante “Disposizioni sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti”. Il vademecum contiene una serie di utili indicazioni per capire come scegliere un conto corrente, conoscere i propri diritti di correntista e, nel caso, come farli valere magari nel caso in cui dovessero sorgere delle controversie.