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Banche

Prorogato sino al 30 settembre il divieto di vendite allo scoperto

pubblicato da Roberto in: Investire Banche Risparmio

La Consob ha deciso con la delibera numero 17911 di prorogare la propria decisione numero 17902 del 12 agosto 2011, concernente misure restrittive in materia di posizioni nette corte su titoli azionari, sino al 30 settembre 2011.La Consob ha deciso con la delibera numero 17911 di prorogare la propria decisione numero 17902 del 12 agosto 2011, concernente misure restrittive in materia di posizioni nette corte su titoli azionari (vendite allo scoperto), sino al 30 settembre 2011.

Coerentemente con tale decisione, prosegue la nota, la Consob ha prorogato l’efficacia della delibera numero 17862 del 10 luglio 2011, concernente misure relative alla comunicazione delle posizioni nette corte su titoli azionari, sino al 14 ottobre 2011.

La Consob continuera’ a monitorare l’andamento del mercato e la sua evoluzione. Nel caso le condizioni di mercato dovessero consentirlo la Consob, in consultazione con le autorita’, “valutera’ l’opportunita’ di abrogare il divieto ovvero di adottare ogni altra decisione che dovesse apparire opportuna“. In questo caso la Consob “cerchera’ di seguire un approccio comune a quello delle altre autorita’ secondo una strategia di uscita concordata congiuntamente. La valutazione comune sull’exit strategy verrà effettuata dalle autorita’ nel prossimo mese di settembre“.

Speciale Credito al Consumo, mutui e microcredito

pubblicato da Roberto in: Mutui Prestiti Banche

Un piccolo vademecum a puntate su quello che si deve sapere sul credito al consumo Siamo giunti all’ultima puntata dello speciale sul Credito al Consumo, parliamo di mutui.

Per tutta la durata del mutuo, in più, la banca deve fornire al proprio cliente le comunicazioni sull’andamento del mutuo, in gergo, deve illustrare l’andamento del rimborso previsto dal piano di ammortamento. Se il mutuo è vincolato ad un conto corrente, anche gli estratti conto devono essere inviati con una certa regolarità: almeno una volta l’anno, oppure ogni sei, tre o un mese.

Anche per i mutui immobiliari è stata abolita la penale per l’estinzione anticipata del finanziamento e sono state introdotte novità sull’ipoteca e la surroga. L’ipoteca, per esempio, che la banca iscrive come garanzia durante l’acquisto di una casa, si estingue con il mutuo e la banca, entro 30 giorni è obbligata ad inviarne una quietanza al consumatore che ha finito di pagare il mutuo.

La Riforma del Credito al Consumo, infine, ha inciso sulla vita delle associazioni no profit e delle cooperative iscritte negli elenchi che, da settembre 2010, possono accedere ai finanziamenti per l’avvio delle imprese, a patto che siano rispettate tre condizioni: che il prestito non superi i 25 mila euro, che il credito sia effettivamente usato per avviare o sviluppare nuove iniziative imprenditoriali, che i soggetti finanziati siano sottoposti a monitoraggio e assistenza.

Tutte le news sull’argomento si trovono a questo link.

Speciale Credito al Consumo, il credito sul conto corrente

pubblicato da Roberto in: Lavoro Prestiti Banche Consumatori

Un piccolo vademecum a puntate su quello che si deve sapere sul credito al consumo
In materia di conti corrente che offrono al consumatore la possibilità di fare uno scoperto, la normativa sul Credito di Consumo prevede degli obblighi: il creditore deve comunicare immediatamente al consumatore che il conto ha un saldo negativo, a quanti euro ammonta, il tasso debitore applicato, le penali, le spese e gli interessi di mora applicabili.

Le banche non possono più modificare unilateralmente i contratti. A meno che non sussista un motivo giustificato, gli istituti di credito non possono variare i tassi d’interesse, i prezzi e le altre condizioni definite nel contratto stipulato con il cliente. Se anche sono fatte delle variazioni, la banca deve comunicarle al consumatore con almeno due mesi d’anticipo. Se il consumatore non esercita il diritto di recesso, allora le modifiche sono considerate approvate.

Domani proseguiremo il nostro approfondimento parlando di mutui e microcredito, tutte le news sull’argomento si trovono a questo link.

Speciale Credito al Consumo, conclusione del contratto e rimborso

pubblicato da Roberto in: Prestiti Banche Consumatori

Un piccolo vademecum a puntate su quello che si deve sapere sul credito al consumo
Quando la banca o la finanziaria giungono ad un accordo con il cliente si procede con la verifica del merito creditizio del consumatore.

In pratica gli istituti di credito devono controllare che il cliente sia capace di rimborsare il finanziamento. Portata a termine la verifica il consumatore provvede a sottoscrivere il contratto per ogni prodotto scelto. Dopo la firma al consumatore non può essere chiesto di pagare spese aggiuntive non previste dal contratto o incluse in modo scorretto nel TAEG pubblicizzato. Il consumatore, inoltre, può esercitare il diritto di recesso da un contratto di credito entro quattordici giorni dalla firma.

Un’altra novità riguarda il rimborso anticipato. Il consumatore ha diritto ad estinguere in ogni momento, parzialmente o totalmente, il finanziamento. Il finanziatore ha diritto ad un rimborso che non può superare l’1 per cento dell’importo rimborsato in anticipo, se la vita residua del contratto supera un anno, o non deve superare lo 0,5 per cento dell’importo, se la vita residua del contratto è uguale o inferiore a un anno.In genere, l’indennizzo per il finanziatore non può superare l’importo degli interessi che il consumatore avrebbe pagato per concludere contratto nel tempo stabilito.

Un ultima novità riguarda l’inadempimento del fornitore: se un consumatore chiede un prestito per l’acquisto di una macchina o di un elettrodomestico ed è costretto ad annullare in seguito il contratto d’acquisto perché il bene è diverso da quello descritto dal fornitore (ecco l’inadempimento), ha diritto al rimborso delle rate già pagate e alla cancellazione del contratto di credito, senza chiamare in causa giudici e avvocati.

Domani proseguiremo il nostro approfondimento, tutte le news sull’argomento si trovono a questo link.

Speciale Credito al Consumo, l'obbligo di informazione

pubblicato da Roberto in: Prestiti Banche Leggi Consumatori

Un piccolo vademecum a puntate su quello che si deve sapere del credito al consumoLa normativa sul credito al consumo si applica nei confronti dei crediti tra 200 e 75.000 euro, le cui condizioni devono essere presentate obbligatoriamente in forma “chiara, concisa e graficamente evidenziata“.
La diffusione di questa formula creditizia e sempre più diffusa, sopratutto nei momenti di crisi.

In sostanza ogni messaggio pubblicitario deve indicare chiaramente:
1) il tasso d’interesse (spiegando se si tratti di un tasso fisso o variabile) e le spese comprese nel prestito, l’importo totale del credito,
2)il TAEG (il Tasso Annuo Effettivo Globale) che rappresenta il costo totale del prestito espresso in percentuale. Ad esempio: se il consumatore paga 20 euro per ogni 2000 euro di prestito ottenuto, vuol dire che gli è stato applicato un TAEG dell’1 per cento,
3) eventuali servizi accessori necessari per ottenere il prestito e il costo (se c’è) per tali servizi, la durata del contratto se è stata stabilita,
4) l’importo totale che il consumatore deve restituire e l’ammontare delle singole rate.

Oltre all’obbligo di pubblicità, gli istituti di credito devono mettere il consumatore nelle condizioni di scegliere il prodotto più vantaggioso, comunicandogli tutte le informazioni utili per fare un confronto con gli altri tipi di prestito presenti sul mercato. Quest’obbligo per le finanziarie è detto precontrattuale perché tutti gli opuscoli, in formato cartaceo o su un altro supporto durevole, devono essere trasferiti al consumatore prima che sia sottoscritto il contratto.

Domani proseguiremo il nostro approfondimento, tutte le news sull’argomento si trovono a questo link.

Custodire tempo anzichè denaro in banca

pubblicato da Roberto in: Lavoro Banche Risparmio

Tempo anzichè denaro, un nuova moneta per scambiarsi prestazioni e servizi.
Le Banche del tempo sono libere associazioni tra persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi soprattutto nelle piccole necessità quotidiane. In pratica, funzionano come veri istituti di credito: aprono conti correnti, emettono assegni e spediscono estratti conto, ma gestiscono tempo, non denaro.

Oggi in Italia le Banche del tempo sono circa trecento e si contano circa 20 mila correntisti. La maggior parte dei correntisti sono lavoratori (21,7%), pensionati (21,3%) e casalinghe (19,8%), seguiti da studenti (14,50%) e disoccupati (12,60%). Il 59,36% ha più di 55 anni, il 28,62% ha un’età compresa tra i 36 e 54 anni, il 12,02% ha meno di 35 anni.

Chi desidera diventare correntista deve sostenere un colloquio, spiegargli le proprie capacità e comunicargli la disponibilità per un certo numero di ore. Una volta iscritti, si apre un proprio conto corrente e si riceve un libretto di assegni, necessario per scambiare: ogni volta che si forniscono delle ore, chi ha ricevuto il servizio stacca un assegno con il numero di ore della prestazione ottenuta. Quando sarà lui ad avere bisogno di un servizio, il tempo utilizzato per ciò che gli serve sarà scalato dalle ore versate in precedenza.

Ogni persona può offrire qualcosa. La cameriera esperta di storia può dare lezioni in cambio di qualcuno che vada a prendere i suoi bambini da calcio. Il medico appassionato di chitarra può dare lezioni di musica in cambio di qualcuno che gli lavi la biancheria. L’unico limite è la fantasia.

Rendite finanziarie, l'aliquota si alza al 20%

pubblicato da Roberto in: Investire Banche Tasse

Rendite finanziare, uniformata la tassazione al 20%Viene uniformata al 20% la misura della tassazione sulle cosiddette rendite finanziarie. Vale a dire dei proventi realizzati dalle persone fisiche per interessi su titoli, depositi e conti correnti, per dividendi da azioni e partecipazioni sociali non qualificate e da capital gain su partecipazioni, titoli e strumenti finanziari, anche attraverso gestioni individuali o collettive.

La tassazione al 20% sostituisce quella attualmente prevista in due aliquote: 27% per gli interessi si depositi e conti correnti bancari e 12,5% per tutte le altre rendite finanziarie. Resta al 12,5% la tassazione (interessi e capital gain) dei titoli di stato italiani e di Paesi inclusi nella white list, dei titoli di risparmio per l’economia meridionale, del risultato delle forme di previdenza complementare e di piani di risparmio appositamente istituiti. La nuova misura scatta sui proventi esigibili e sui capital gain realizzati dal 1° gennaio 2012.

I commi da 13 a 25 prevedono poi tutta una serie di norme per armonizzare queste novità ai vari prodotti finanziari. Tra questi si segnala il comma 22 che stabilisce che ai proventi degli strumenti finanziari rilevanti in materia di adeguatezza patrimoniale ai sensi della normativa comunitaria e delle discipline prudenziali nazionali, emessi da intermediari vigilati da Bankitalia o da soggetti vigilati Isvap, e diversi da azioni e titoli similari, si applica il regime fiscale di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239. Le remunerazioni dei predetti strumenti finanziari sono in ogni caso deducibili ai fini della determinazione del reddito del soggetto emittente.

Il comma 26 invece specifica che per gli interessi e altri proventi soggetti all’imposta sostitutiva di cui al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239, gli intermediari provvedono a effettuare addebiti e accrediti del conto unico alla data del 31 dicembre 2011, per le obbligazioni e titoli similari senza cedola o con cedola avente scadenza non inferiore a un anno dalla data del 31 dicembre 2011, o in occasione della scadenza della cedola o della cessione o rimborso del titolo, per le obbligazioni e titoli similari diversi dai precedenti.

Boom dei conti deposito

pubblicato da Roberto in: Investire Banche Inflazione Risparmio

Con il crollo della borsa e degli altri investimenti �¨ boom dei conti deposito

Azioni che perdono di valore in Borsa, obbligazioni governative ridotte a carta straccia, speculazione finanziaria senza sosta, come difendere i propri risparmi? Per gli italiani la soluzione è il conto deposito.

Lo certifica l’osservatorio Supermoney, portale di comparazione di polizze assicurative, prodotti e i servizi bancari e tariffe di gestori energetici e telefonici. Che traduce il tutto con la formula del bene rifugio. Sulle orme dell’oro i conti deposito si stanno convertendo nello scrigno dei risparmi degli italiani. E’ un processo ormai consolidato: il conto deposito è un vero prodotto retail per chi vuol far fruttare piccole somme, sentendosi libero di cambiare destinazione al proprio denaro in modo flessibile.

Parcheggiare il proprio denaro senza particolari vincoli temporali, quasi nulle spese di gestione e soprattutto la garanzia statale fino a 103mila euro del fondo tutela dei depositi, li ha sempre annoverati come prodotti bancari tra i più appetibili e sicuri. Ma se alla metà degli anni ‘90 raccolsero il successo soprattutto per lo sviluppo delle banche online, che offrono interessi alti e zero spese, ora la motivazione del boom soprattutto tra i redditi bassi, di poter disporre dei soldi investiti in un breve lasso di tempo.

Banche, la raccolta cresce, i privati chiedono più credito

pubblicato da Roberto in: Mutui Prestiti Investire Banche

Banche, la raccolta cresce, i privati chiedono pi�¹ credito
In giugno il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti concessi al settore privato, corretto per le cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è lievemente aumentato al 4,6% dal 4,4% di maggio. Lo ha reso noto la Banca d’Italia, spiegando che il tasso di incremento dei prestiti alle famiglie è stato pari al 5%, in lieve flessione rispetto al 5,2%; quello dei prestiti alle società non finanziarie è salito al 5,1% dal 5% del mese precedente.
Il tasso di crescita delle sofferenze, non corretto per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche, ha continuato a ridursi, passando al 23,4% dal 24,8% del periodo precedente.

Sul fronte della raccolta bancaria, sempre in giugno, l’aumento sui dodici mesi dei depositi del settore privato ha registrato una variazione negativa pari a -1%: un valore più contenuto del -1,5% registrato il mese scorso. Il tasso di crescita sui dodici mesi della raccolta obbligazionaria ha continuato a salire, attestandosi al 4,6% rispetto al 4,2% di maggio.

I tassi sui finanziamenti alle imprese erogati sempre in giugno sono aumentati di 21 punti base al 3,17%, in misura leggermente più contenuta rispetto ai tassi ufficiali. Inoltre sono lievemente aumentati i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie produttrici (al 4,56% dal 4,48% di maggio). I tassi sulle nuove erogazioni, comprensivi di oneri e spese accessorie (Taeg), per l’acquisto di abitazione e credito al consumo sono rispettivamente aumentati di sei punti base (al 3,44%) e di 11 punti base (al 9,14%). I tassi passivi sui depositi in essere sono cresciuti allo 0,88% dallo 0,86% del periodo precedente.

Borsa, sei indagati nell'inchiesta della Procura di Trani

pubblicato da Roberto in: Investire Banche Leggi Consumatori

La procura di Trani potrebbe chiedere il rinvio a giudizio di sei dipendenti di Standard & Poor's e Moody's per le turbative sul mercato italiano
La procura di Trani potrebbe chiudere entro fine anno l’inchiesta su anomale oscillazioni di borsa che si sarebbero verificate nel 2010 e nel 2011 e che vede al momento sei indagati, tutti esponenti delle agenzie di rating coinvolte, Standard & Poor’s e Moody’s.

I procedimenti aperti attualmente dai magistrati pugliesi hanno preso il via dopo due esposti associazioni di consumatori, Adusbef e Federconsumatori, contro le agenzie per gli effetti sul mercato conseguenza, a loro dire, della diffusione di alcuni report sulla situazione italiana.

La procura di Trani ha iscritto al momento nel registro degli indagati sei persone: i tre analisti di Standard & Poor’s Eilen Zhang, Frank Gill e Moritz Kraemer, un analista di Moody’s e i responsabili legali per l’Italia delle due agenzie oltre a persone da identificare.

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