La crisi è ancora di casa! Mentre i tassi della Banca centrale europea scendono, le rate rimangono ferme (cioè ancora molto care). I mutui indicizzati non sono infatti legati direttamente al tasso Bce, ma dipendono dall’Euribor, il tasso stabilito da 46 banche europee che rappresenta il costo al quale i principali istituti di credito si scambiano il denaro. Ma di chi è la colpa?
Semplicemente del continuo aumento dell’Euribor che dalla seconda metà del 2007 è cresciuto progressivamente proprio perché il suo valore dipende dalla facilità con cui le banche si prestano il denaro.
La risposta sembra essere del tutto negativa visto e considerato che ad un anno di distanza dalla liberalizzazione del mercato elettrico solo il 19% delle aziende ha deciso di cambiare il distributore.
Inaugurata il 1° luglio 2007 la liberalizzazione del mercato elettrico ha portato alla vera o presunta abolizione del monopolio del distributore unico.
A questo punto, ad, un anno di distanza, com’è mutata la situazione? La liberalizzazione del mercato ha davvero spinto i privati e le aziende ad optare per un altro fornitore elettrico?
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A più di sei anni dalla pubblicazione del primo richiamo dell’Autorità per le comunicazioni ancora nessuno dei principali operatori di telefonia mobile si è adeguato ai parametri relativi alla portabilità del credito residuo.
La delibera 7/02/CIR dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni risale infatti al lontano 2002. Il provvedimento imponeva ai gestori mobili, in caso di portabilità del numero, di concordare “modalità di trasferibilità del credito residuo a condizioni trasparenti, non discriminatorie e ragionevoli”, dalla sim dell’operatore ‘donor’ (quello che ‘cede’ il cliente) su quella del nuovo gestore scelto dall’utente (recipient).
A ribadire la misura anche il decreto Bersani sulle liberalizzazioni dell’agosto 2007 secondo cui “non possono più essere previsti termini di scadenza -ovvero di utilizzo- del credito telefonico acquistato”.
Un ulteriore richiamo dell’AgCom bacchettava gli operatori perché fosse riconosciuta la restituzione del credito residuo come previsto dalla legge Bersani in caso di recesso o cambio di operatore, offrendo 45 giorni di tempo per adeguarsi al decreto.
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Porta la firma del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi la lettera di “rimprovero” indirizzata agli istituti di credito. Secondo le associazioni consumatori infatti sarebbero 3,2 milioni le famiglie frodate dalle banche sulla portabilità dei mutui e la cancellazione gratuita dell’ipoteca.
La missiva, datata 29 aprile e pubblicata a stralci da Repubblica, evidenzia che a Bankitalia sono giunte “numerose segnalazioni da parte degli utenti dei servizi bancari che lamentano la mancata osservanza della disciplina della portabilità dei mutui da parte degli intermediari”.
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Un regalo di Pasqua per tutti gli automobilisti, si tratta dello sconto di 2 centesimi al litro sul carburante deciso dal Ministero dello Sviluppo Economico.
La riduzione riguarda le accise e verrà definitivamente resa operativa con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento.
Il provvedimento avrà applicazione immediata.
Il testo - un decreto interministeriale firmato il 7 marzo scorso dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani e dal vice ministro dell’Economia, Vincenzo Visco - attua quanto previsto in Finanziaria, all’articolo 1. In sostanza mette in campo un meccanismo compensativo, che scatta quando il prezzo medio del petrolio nel periodo preso a riferimento ha superato di 2 centesimi quello fissato nel Dpef, pari a 71 dollari al barile. In questo caso viene restituito ai cittadini, attraverso un “taglio” temporaneo dell’accisa, il surplus di Iva generato dell’aumento dei prezzi internazionali del greggio.
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A un anno e mezzo dall’inaugurazione del primo pacchetto Bersani le associazioni consumatori fanno un piccolo bilancio sulle oscillazioni dei prezzi dei farmaci e sui benefici effettivi apportati dalle riforme in termini di risparmio per le famiglie.
Secondo l’indagine “Più concorrenza + Diritti” prendendo in considerazione un farmaco di uso comune come l’aspirina nel 34% dei casi si è notato un aumento dei prezzi rispetto all’anno scorso ma è anche aumentata la forbice di prezzo sul prodotto (il prezzo può variare fino al 46%).
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Una guida per informare il cittadino-consumatore delle novità, delle opportunità e dei vantaggi offerti dalla liberalizzazione dell’energia dei mercati europei, a partire dall’avvenuta liberalizzazione del settore dal 1° luglio 2007.
Intitolato ”Energia semplice, le novità sul mercato dell’energia elettrica e il gas”, il vademecum fornisce un’utile spiegazione alle famiglie e ai piccoli consumatori su cosa e’ cambiato nel mondo dell’energia elettrica e del gas e su come approfittare dei nuovi diritti conquistati. La brochure informativa verrà diffusa in più di un milione di copie, allegate a settimanali nazionali a larga diffusione; inoltre, sarà messa a disposizione delle Associazioni dei consumatori e ‘’scaricabile” dai siti Internet delle Istituzioni coinvolte.
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Ha aperto le porte al mercato ma nessuno ne ha approfittato, questo il resoconto sulla liberalizzazione del mercato elettrico in atto da sei mesi a questa parte. Secondo l’indagine del Rie, Ricerche industriali ed energetiche, solo l’1,8% di clienti domestici ha scelto di abbandonare l’Enel, con un risparmio annuo di appena 10 euro.
Più che di libero mercato si tratterebbe del monopolio dei soliti noti stando al parere dell’Antitrust che prova ad analizzare i presunti competitors del comparto elettrico. Parlando di Terna (la societa’ proprietaria della rete, e gestisce cavi, tralicci, commutatori e tutto quello che serve a portare energia ai consumatori), bisogna rilevare come sia controllata dal Ministero dell’Economia attraverso la Cassa Depositi e Prestiti 8ìla stessa che controlla Enel).
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Non si tratta di una figura mitologica ma di una vera e propria istituzione garante dei prezzi al consumo. A ricoprire l’oneroso incarico di Mr. Prezzi è Antonio Lirosi, attuale Capo Dipartimento per la regolazione del mercato presso il Ministero dello sviluppo economico.
Si tratta di una figura che dovrà riferire le dinamiche dei prezzi e le eventuali anomalie al Ministro dello Sviluppo economico. Mr. Prezzi sovrintenderà alla tenuta e alla elaborazione delle informazioni richieste agli “uffici prezzi” delle Camere di Commercio, all’Istat, ai competenti uffici del Ministero delle politiche agricole e alla presidenza del Consiglio (dipartimento per la programmazione economica) per i servizi di pubblica utilità, fornendo anche un utile servizio di consulenza ai cittadini. Il suo compito sarà di riferire eventuali anomalie dei prezzi in modo che il ministro stesso possa formulare eventuali segnalazioni all’Autorità Antitrust.
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Ci sarà o non ci sarà, questo il dilemma… a poche ore dall’approvazione definitiva della nuova finanziaria l’incertezza regna sovrana sul tema degli incentivi alla rottamazione auto inquinanti.
Una piccola certezza però si profila all’orizzonte normativo: non verrà inserito nel decreto milleproroghe in approvazione al Parlamento, bensì si ipotizza l’inserimento del provvedimento di ratifica in un decreto di fine anno.
Uscito dal cappello magico delle camere il testo dovrebbe contenere un pacchetto di incentivi per la riduzione alle emissioni inquinanti. Osteggiato però dai verdi nella persona stessa di Pecoraro Scanio (v. articolo) per poter ottenere larghi consensi il pacchetto dovrebbe confermare contributi agli acquisti di auto di piccola cilindrata con emissioni di CO2 fino a 140 grammi per chilometro, oltre ad introdurre un contributo in natura (l’abbonamento ai mezzi pubblici) a chi rottama e non acquista.