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  <title>Soldiblog.it</title>
  <subtitle>Come risparmiare soldi: consigli di economia domestica</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T05:37:10+00:00</updated>
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    <title type="html">Rc-Auto: riforma fallita?</title>
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      <name>matteo</name>
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    <published>2010-05-14T12:16:45+00:00</published>
    <updated>2010-05-14T12:16:45+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>assicurazioni</dc:subject><dc:subject>leggi</dc:subject><dc:subject>auto</dc:subject><dc:subject>bersani</dc:subject><dc:subject>assicurazione</dc:subject><dc:subject>legge</dc:subject><dc:subject>polizza</dc:subject><dc:subject>rc auto</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[L&amp;#8217;annunciata rivoluzione del mondo delle RC Auto italiano, promessa con il decreto n.7 firmato quasi tre anni fa dall&amp;#8217;allora ministro Bersani, si sta risolvendo in un semplice[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3127/rc-auto-riforma-fallita"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/RCAUTO_03.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="225" alt="" /> L&#8217;annunciata rivoluzione del mondo delle RC Auto italiano, promessa con il decreto n.7 firmato quasi tre anni fa dall&#8217;allora ministro Bersani, si sta risolvendo in un semplice buffetto al sistema consolidato dal tempo. La responsabilità, tuttavia, lo scopre un&#8217;indagine condotta da Assicurazione.it (principale broker online delle assicurazioni), non è tanto addossabile alla normativa, quanto alla &#8220;pigrizia&#8221; degli automobilisti italiani.</p>
<p><strong>La ricerca</strong><br />
Gli italiani conoscono le possibilità offerte dalla riforma Bersani? I neopatentati sono a conoscenza di poter stipulare una polizza RC Auto acquisendo la classe di merito di un membro del loro nucleo familiare? Domande come queste sono state rivolte a circa 500 guidatori alle prese con il rinnovo dell&#8217;assicurazione. Dopo aver raccolto le risposte, sono quindi stati analizzati i dati relativi all&#8217;andamento degli ultimi sei mesi del mercato assicurativo, per verificare quanti automobilisti abbiano sfruttato le novità introdotte dal decreto legge.</p>
 <p>
<strong>I risultati: ben informati&#8230;</strong><br />
Nel complesso, gli italiani si sono dimostrati informati sulle possibilità offerte dal decreto Bersani. Il 73% degli intervistati, infatti, sa di poter ottenere la classe di merito di un familiare convivente (se si considerano le sole donne, tale percentuale sale al 75%). Più di un italiano su due (il 59,7%) conosce anche aspetti di minor rilevanza della riforma, come l&#8217;abolizione del vincolo al rinnovo della polizza quando questa arriva a scadenza (dall&#8217;entrata in vigore del decreto, ciascun assicurato è libero di cambiare compagnia senza costi aggiuntivi quando cessa la copertura in atto).</p>
<p><strong>&#8230; ma pigri</strong><br />
Nonostante conoscano la nuova normativa, però, gli automobilisti sfruttano poco le opportunità che questa offre. Solo nel 7,5% dei casi, infatti, i guidatori hanno approfittato dei vantaggi garantiti dal decreto. A farlo sono stati soprattutto gli automobilisti delle regioni meridionali, mentre al Nord si è riscontrata una maggior tendenza a ignorare le novità introdotte. Nella classifica delle regioni più disposte a sfruttare la riforma, al primo posto si trova la Basilicata (dove il 9,25% ha sfruttato le opzione del decreto), seguita dalla Campania (8,53%) e della Puglia (8,21%). In Friuli Venezia Giulia, dove il solo 5,52% si è avvalso delle possibilità offerte dalla riforma, gli automobilisti sono forse poco interessati al risparmio. Allontanandosi dalla discriminante geografica, si può rilevare che le donne hanno sfruttato questo risparmio più di quanto non abbiano fatto gli uomini (8,73% contro il 7%), mentre chi non è sposato se ne è servito nell’11.38% dei casi.</p>
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    <title type="html">Il mutuo non cala la rata</title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2009-01-09T12:19:49+00:00</published>
    <updated>2009-01-09T12:19:49+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[La crisi è ancora di casa! Mentre i tassi della Banca centrale europea scendono, le rate rimangono ferme (cioè ancora molto care). I mutui indicizzati non sono infatti legati direttamente al tasso[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/2260/il-mutuo-non-cala-la-rata"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/ratamutuo.jpg" class="post" align="left" border="0" width="237" height="269" alt="Rata del mutuo" /> La crisi è ancora di casa! Mentre i tassi della Banca centrale europea scendono, le rate rimangono ferme (cioè ancora molto care). I mutui indicizzati non sono infatti legati direttamente al tasso Bce, ma dipendono dall’Euribor, il tasso stabilito da 46 banche europee che rappresenta il costo al quale i principali istituti di credito si scambiano il denaro. Ma di chi è la colpa?</p>
<p>Semplicemente del continuo aumento dell’Euribor che dalla seconda metà del 2007 è cresciuto progressivamente proprio perché il suo valore dipende dalla facilità con cui le banche si prestano il denaro.</p>
 <p>
Se c’è una crisi, anche di fiducia nel mercato, come quella che stiamo vivendo adesso, le banche non fanno prestiti. E se c’è poca offerta il prezzo (quindi l’Euribor) aumenta. Ad aumentare il disappunto dei cittadini si aggiunge il fatto che le rate sono stimate sulla base del tasso di riferimento del mese precedente, quindi le probabili riduzioni sui mutui arriveranno in ogni caso in ritardo rispetto al calo dei tassi.</p>
<p><strong>Tetto al 4%: nessun sollievo</strong><br />
Il problema principale però è che non è ancora stato formulato alcun provvedimento a sostegno delle famiglie. Il recente intervento governativo, che prevede un tetto massimo del 4%,  non fa altro che scaricare sullo Stato una parte delle rate senza in realtà offrire un sostegno reale al sistema economico. Nello stesso decreto (n.185/2008) è previsto che da gennaio 2009 le banche che offrono ai clienti mutui per l’acquisto dell’abitazione principale debbano proporre anche contratti a tasso variabile indicizzati al tasso Bce, seguendo cioè il tasso di sconto fissato dalla Banca centrale europea. In pratica si tratta di un’alternativa all’Euribor, a cui sono sempre stati agganciati i mutui a tasso variabile.</p>
<p>Il risultato? È prevedibile che le banche aumenteranno il loro guadagno (lo spread, la quota che gli istituti di credito aggiungono al tasso di riferimento). Alla fine, quindi, i nuovi prodotti costeranno quanto quelli legati all’Euribor. Altroconsumo lo ha già verificato. Euromutuo della Banca Popolare di Milano, il primo prodotto indicizzato al tasso Bce, non è vantaggioso. Sarà anche il mutuo più conveniente proposto da Bpm, ma sul mercato si può trovare di meglio.</p>
<p><strong>Portabilità ad ostacoli</strong><br />
Eppure i consumatori hanno un’arma (il secondo provvedimento Bersani), che permette di trasferire il mutuo a un’altra banca, senza spese e senza formalità. Una possibilità che molti istituti di credito tentano di ostacolare. Altroconsumo ha fatto denuncia all’Antitrust: le banche multate ad agosto 2008, per ben 10 milioni di euro, ora cercano di non pagare la multa ricorrendo al Tar. Potete anche voi segnalare il comportamento scorretto delle banche utilizzando le nostre lettere tipo.<br />
Per cercare il mutuo migliore consultate il calcolatore di Altroconsumo. Fate la vostra scelta confrontando l’indicatore sintetico del costo delle diverse offerte, che include oltre al tasso d’interesse anche le spese che gravitano intorno al mutuo.</p>
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    <title type="html">Mercato elettrico ed imprese: è davvero liberalizzazione?</title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2008-07-01T12:15:55+00:00</published>
    <updated>2008-07-01T12:15:55+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[La risposta sembra essere del tutto negativa visto e considerato che ad un anno di distanza dalla liberalizzazione del mercato elettrico solo il 19% delle aziende ha deciso di cambiare il[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1935/mercato-elettrico-ed-imprese-e-davvero-liberalizzazione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/liberalizz.jpg" class="post" align="left" border="0" width="256" height="260" alt="Liberalizzazioni" /> La risposta sembra essere del tutto negativa visto e considerato che ad un anno di distanza dalla liberalizzazione del mercato elettrico solo il 19% delle aziende ha deciso di cambiare il distributore.</p>
<p>Inaugurata il 1° luglio 2007  la liberalizzazione del mercato elettrico ha portato alla vera o presunta  abolizione del monopolio del distributore unico.</p>
<p>A questo punto, ad, un anno di distanza, com’è mutata la situazione? La liberalizzazione del mercato ha davvero spinto i privati e le aziende ad optare per un altro fornitore elettrico?</p>
 <p>
Interessante sono i dati riportati da uno studio condotto dall’Università di Bologna che rivela come in realtà i soggetti facciano fatica a cambiare le proprio abitudini, aziende comprese. La ricerca è stata condotta alla fine del 2007 su un campione di 800 privati e 600 imprese e ha mostrato come solo l’1,8% delle famiglie e il 19% delle aziende abbia in realtà approfittato della situazione e abbia cambiato fornitore.  </p>
<p><strong>Le ragioni dell’immobilismo</strong><br />
Il freno allo sviluppo del mercato elettrico ha diverse ragioni:</p>
<ul>
<li>poco propensione da parte della clientela a cambiare le proprie abitudini</li>
<li>scarsa conoscenza delle offerte presenti sul mercato (l’80% delle piccole imprese non è a conoscenza della disponibilità di offerte).</li>
<li>poco risparmio: il risparmio che si ottiene cambiando il gestore elettrico o adeguandosi alle offerte del mercato non supera il 4% mentre imprese e utenti si aspetterebbero vantaggi ben più consistenti, dell’ordine del 25-30%. </li>
</ul>
<p><strong>I prezzi dell’energia</strong><br />
La tariffa del prezzo dell’energia al chilowattora è decisa ogni giorno dalla borsa elettrica, governata dal Gestore del mercato elettrico. Il prezzo comprende tutta una serie di aspetti che fanno lievitare il suo costo d’origine: l’acquisto di materie prime, la gestione dei macchinari, la distribuzione sulla rete e la sua manutenzione. Risultato: i distributori di energia si trovano con un prezzo già definito per oltre il 90% da spese fisse e diventa difficile offrire dei prezzi competitivi dell’energia.</p>
<p>L’offerta dei fornitori di energia per le aziende si articola in tre diverse tariffe:</p>
<ul>
<li>“tariffa sicura”: stabilisce un prezzo fisso del kWh e lo mantiene bloccato per un certo numero di anni. Conviene soprattutto per assicurare il cliente dalle oscillazioni dei prezzi del petrolio tipico dell’attuale scenario in continua variazione</li>
<li>“tariffe libere”: assicurano sconti fino al 4-5% rispetto a quelle bloccate, ma variano rispetto al valore del chilowattora acquistato sul mercato libero</li>
<li>“tariffe verdi”, è l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili. I prezzi sono abbastanza in linea con quelli del chilowattora tradizionale, appena un pò più cari, ma hanno una valenza ecologica non poco importante.</li>
</ul>
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    <title type="html">Portabilità del credito residuo, un&#039;utopia?</title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2008-06-04T11:01:27+00:00</published>
    <updated>2008-06-04T11:01:27+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>hi-tech</dc:subject><dc:subject>telefonia</dc:subject><dc:subject>leggi</dc:subject><dc:subject>bersani</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[A più di sei anni dalla pubblicazione del primo richiamo dell&amp;#8217;Autorità per le comunicazioni ancora nessuno dei principali operatori di telefonia mobile si è adeguato ai parametri relativi[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1873/portabilita-del-credito-residuo-unutopia"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/portabilitacredito.jpg" class="post" align="left" border="0" width="280" height="262" alt="Portabilit&Atilde;&nbsp; del credito" />A più di sei anni dalla pubblicazione del primo richiamo dell&#8217;Autorità per le comunicazioni ancora nessuno dei principali operatori di telefonia mobile si è adeguato ai parametri relativi alla portabilità del credito residuo.<br />
La delibera 7/02/CIR dell&#8217;Autorità per le garanzie nelle comunicazioni risale infatti al lontano 2002. Il provvedimento imponeva ai gestori mobili, in caso di portabilità del numero, di concordare  &#8220;modalità di trasferibilità del credito residuo a condizioni trasparenti, non discriminatorie e ragionevoli&#8221;, dalla sim dell&#8217;operatore &#8216;donor&#8217; (quello che &#8216;cede&#8217; il cliente) su quella del nuovo gestore scelto dall&#8217;utente (recipient). </p>
<p>A ribadire la misura anche il decreto Bersani sulle liberalizzazioni dell&#8217;agosto 2007 secondo cui &#8220;non possono più essere previsti termini di scadenza -ovvero di utilizzo- del credito telefonico acquistato&#8221;.<br />
Un ulteriore richiamo dell&#8217;AgCom bacchettava gli operatori perché fosse riconosciuta la restituzione del credito residuo come previsto dalla legge Bersani in caso di recesso o cambio di operatore, offrendo 45 giorni di tempo per adeguarsi al decreto.</p>
 <p>
<strong>Chi sono i &#8220;cattivi&#8221;? </strong><br />
Ad oggi però nessuno sembra essersi adeguato alle disposizioni.<br />
A denunciare l&#8217;inadempienza è l&#8217;Aduc che in merito a Wind denuncia il ricorso a pratiche scorrette. Nello specifico la società di Giubitosi  rende noto sul proprio sito web che &#8220;Fatto salvo ogni diverso accordo tra Wind e l&#8217;operatore cedente…l&#8217;eventuale credito residuo presente sulla carta…dell&#8217;operatore cedente al momento dell&#8217;attivazione di Passa a Wind verrà perso&#8221;. </p>
<p>Se Wind lo ammette apertamente, 3 Italia invece si dichiara &#8220;da sempre disponibile al trasferimento del credito residuo&#8221;, ma solo a patto che lo facciano anche gli altri operatori nei suoi confronti. Con il risultato che l&#8217;utente si può scordare di vedere il suo credito trasferito.</p>
<p>In altri casi la posizione dell&#8217;operatore è poco chiara come nel caso di Vodafone, che non fa nessun accenno alla portabilità del credito sui documenti disponibili in rete. Poca trasparenza e rimborso ad ostacoli anche per Tim: &#8220;E&#8217; a discrezione di colui che gestisce la pratica&#8221;, ha detto a Reuters un&#8217;operatrice che risponde componendo il 119. &#8220;Può tentare, ma non avviene quasi mai&#8221;.</p>
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    <title type="html">Portabilità dei mutui: un lontano miraggio</title>
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    <published>2008-05-07T10:04:56+00:00</published>
    <updated>2008-05-07T10:04:56+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Porta la firma del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi la lettera di “rimprovero” indirizzata agli istituti di credito. Secondo le associazioni consumatori infatti sarebbero 3,2 milioni[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1822/portabilita-dei-mutui-un-lontano-miraggio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/binocolo.jpg" class="post" align="left" border="0" width="261" height="193" alt="Mutui" /> Porta la firma del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi la lettera di “rimprovero” indirizzata agli istituti di credito. Secondo le associazioni consumatori infatti sarebbero 3,2 milioni le famiglie frodate dalle banche sulla portabilità dei mutui e la cancellazione gratuita dell’ipoteca. </p>
<p>La missiva, datata 29 aprile e pubblicata a stralci da Repubblica, evidenzia che a Bankitalia sono giunte &#8220;numerose segnalazioni da parte degli utenti dei servizi bancari che lamentano la mancata osservanza della disciplina della portabilità dei mutui da parte degli intermediari&#8221;.</p>
 <p>
Secondo la legge, il trasferimento di un mutuo deve poter avvenire &#8220;senza penali od oneri di qualsiasi natura&#8221;.<br />
La lettera contiene quindi un invito alle banche: &#8220;gli intermediari dovranno fornire un&#8217;informativa chiara e completa sulla disciplina e sulle modalità di funzionamewnto delle portabilità dei finanziamenti e dell&#8217;estinzione anticipata dei mutui&#8221;, facendo presente che &#8220;in caso di portabilità, non sono previsti oneri a carico della clientela&#8221;.</p>
<p>A distanza di quasi un anno dalla sua approvazione il decreto Bersani sembra essere completamente disatteso, ma quale soluzione si prospetta per le famiglie già pesantemente “tartassate” dal caro-mutui?<br />
“Per risarcirle non può bastare una lettera, anche se è a firma del governatore Draghi” sostengono all’unisono Adusbef e Federconsumatori che, in un comunicato, commentano così la notizia, riportata da un quotidiano, di una lettera inviata dal Governatore della Banca d’Italia agli istituti di credito per richiamare le banche.<br />
“Il Governatore Draghi – dice un comunicato delle due associazioni - dovrebbe inviare ispezioni tese a quantificare con un monitoraggio le illegalità e i comportamenti fraudolenti che hanno arrecato gravissimo danno a 3,2 milioni di famiglie, già alle prese con aumenti medi sulle rate di 180 euro al mese”. “A queste famiglie - continuano Adusbef e Federconsumatori - le banche hanno voltato le spalle, impedendo di rinegoziare o trasferire il mutuo a titolo non oneroso come espressamente sancito dalla legge”. Oltre alla lettera - è l’appello delle associazioni - Bankitalia imponga “doverosi risarcimenti inferti dalle banche a milioni di cittadini”, in assenza di ciò, la lettera di Draghi non basta.</p>
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    <title type="html">La benzina fa il pieno di sconti fiscali</title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2008-03-18T09:28:26+00:00</published>
    <updated>2008-03-18T09:28:26+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Un regalo di Pasqua per tutti gli automobilisti, si tratta dello sconto di 2 centesimi al litro sul carburante deciso dal Ministero dello Sviluppo Economico.
La riduzione riguarda le accise e verrà[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1736/la-benzina-fa-il-pieno-di-sconti-fiscali"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/benza.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="250" alt="Sconti fiscali benzina" /> Un regalo di Pasqua per tutti gli automobilisti, si tratta dello sconto di 2 centesimi al litro sul carburante deciso dal Ministero dello Sviluppo Economico.<br />
La riduzione riguarda le accise e verrà definitivamente resa operativa con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento.</p>
<p>Il provvedimento avrà applicazione immediata.<br />
Il testo - un decreto interministeriale firmato il 7 marzo scorso dal ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani e dal vice ministro dell’Economia, Vincenzo Visco - attua quanto previsto in Finanziaria, all’articolo 1. In sostanza mette in campo un meccanismo compensativo, che scatta quando il prezzo medio del petrolio nel periodo preso a riferimento ha superato di 2 centesimi quello fissato nel Dpef, pari a 71 dollari al barile. In questo caso viene restituito ai cittadini, attraverso un “taglio” temporaneo dell’accisa, il surplus di Iva generato dell’aumento dei prezzi internazionali del greggio.</p>
 <p>
Stando a quanto stabilito in linea generale la Finanziaria 2008 il governo può intervenire ogni tre mesi sui prezzi del carburante. </p>
<p>La compensazione fiscale stabilita dal governo serve dunque a riequilibrare le maggiori entrate pubbliche ottenute in termini di Iva (162 milion di euro nei soli mesi di gennaio e febbraio).</p>
<p>Lo sconto di 2 centesimi (1,1 cenetsimi effettivi a litro) per litro di benzina o chilogrammo di Gpl sarà valido fino al 30 aprile prossimo. Viene inoltre azzerata l’accisa sul gas naturale. </p>
<p>Federconsumatori esorta a liberalizzare il sistema della distribuzione, consentendo a ogni distributore di “comprare direttamente dal mercato almeno il 50 per cento dei carburanti che eroga e non, come oggi, vincolando completamente l’erogazione alla compagnia di bandiera di appartenenza”. Questo permetterebbe “un abbattimento dei prezzi dei carburanti di almeno 6-7 centesimi al litro”.</p>
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    <title type="html">Liberalizzazione farmaci: rincari in pillole!</title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2008-03-06T10:21:37+00:00</published>
    <updated>2008-03-06T10:21:37+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[A un anno e mezzo dall’inaugurazione del primo pacchetto Bersani le associazioni consumatori fanno un piccolo bilancio sulle oscillazioni dei prezzi dei farmaci e sui benefici effettivi apportati[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1714/liberalizzazione-farmaci-rincari-in-pillole"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/farmaci3.JPG" class="post" align="left" border="0" width="256" height="302" alt="Prezzi dei farmaci" /> A un anno e mezzo dall’inaugurazione del primo pacchetto Bersani le associazioni consumatori fanno un piccolo bilancio sulle oscillazioni dei prezzi dei farmaci e sui benefici effettivi apportati dalle riforme in termini di risparmio per le famiglie.</p>
<p>Secondo l’indagine “Più concorrenza + Diritti” prendendo in considerazione un farmaco di uso comune come l’aspirina nel 34% dei casi si è notato un aumento dei prezzi rispetto all’anno scorso ma è anche aumentata la forbice di prezzo sul prodotto (il prezzo può variare fino al 46%).</p>
 <p>
<strong>Oscillazioni di prezzo</strong><br />
Stando ai rilevamenti sul territorio in 122 farmacie i prezzi medi sarebbero aumentati di 50 centesimi (dai 3,95 euro a gennaio 2007 ai 4,50 di quest’anno), ma nel 16% dei casi la stessa confezione è venduta a meno di 3,50 euro. Le oscillazioni sempre più ampie dei prezzi al dettaglio portano un pacchetto di aspirine ad avere variazioni nell’ordine di 3 euro a seconda del punto vendita in cui lo si acquista!<br />
I prezzi più convenienti si sarebbero rilevati nel centro Italia mentre i più proibitivi al Sud e nelle isole.</p>
<p><strong>I farmaci generici</strong><br />
L’altalena dei prezzi riguarda anche i principi attivi dei farmaci che registrano oscillazioni del 34% (70 centesimi nel caso del paracetamolo).</p>
<p><strong>La percezione dei consumatori</strong><br />
Il 43% del campione interpellato concorda nel ritenere migliorato - rispetto ad un anno fa – il livello dei prezzi dei farmaci, sebbene il 45% afferma invece che tale livello sia rimasto invariato. In particolare, i miglioramenti sono percepiti maggiormente nel Nord-Est e nei capoluoghi non piccoli (cioè superiori a 70mila abitanti). Di contro, specie al Centro la situazione appare invariata.</p>
<p><a href="http://www.concorrenzaediritti.it/files/appuntamenti/convegno_liberalizzazioni_farmaci_nota_stampa.pdf">Consulta i risultati dell’indagine</a></p>
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    <title type="html">Energia semplice: una guida alle liberalizzazioni</title>
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    <published>2008-02-28T11:26:40+00:00</published>
    <updated>2008-02-28T11:26:40+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1702/energia-semplice-una-guida-alle-liberalizzazioni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/energia_semplice.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="307" alt="Energia semplice" /> Una guida per informare il cittadino-consumatore delle novità, delle opportunità e dei vantaggi offerti dalla liberalizzazione dell&#8217;energia dei mercati europei, a partire dall’avvenuta liberalizzazione del settore dal 1° luglio 2007.</p>
<p>Intitolato &#8221;Energia semplice, le novità sul mercato dell&#8217;energia elettrica e il gas&#8221;, il vademecum fornisce un’utile spiegazione alle famiglie e ai piccoli consumatori su cosa e&#8217; cambiato nel mondo dell&#8217;energia elettrica e del gas e su come approfittare dei nuovi diritti conquistati. La brochure informativa verrà diffusa in più di un milione di copie, allegate a settimanali nazionali a larga diffusione; inoltre, sarà messa a disposizione delle Associazioni dei consumatori e &#8216;&#8217;scaricabile&#8221; dai siti Internet delle Istituzioni coinvolte.</p>
 <p>
La rivoluzione attuata a partire dal 1° luglio 2007 in Italia, avvenuta con il recepimento delle Direttive UE 54 (elettricità) e 55 (gas) del 2003, ha infatti disorientato i consumatori sulle possibili scelte di mercato relative alle tariffe elettriche.<br />
Quasi 30 milioni di famiglie sono state coinvolte dal processo di liberalizzazione, che ha loro consentito di rivolgersi a nuovi venditori di energia elettrica. Attualmente poteva cambiare fornitore di elettricità solo chi aveva una partita Iva. Per il gas, invece, tutti i consumatori possono scegliersi il venditore già dal gennaio 2003, in quanto l’Italia ha anticipato le scadenze europee sulla liberalizzazione. </p>
<p><a href="http://www.autorita.energia.it/consumatori/1lugli2.jpg">Guida Energia Semplice</a></p>
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    <title type="html">Mercato elettrico: l’abbaglio della liberalizzazione </title>
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    <published>2008-01-29T14:44:03+00:00</published>
    <updated>2008-01-29T14:44:03+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Ha aperto le porte al mercato ma nessuno ne ha approfittato, questo il resoconto sulla liberalizzazione del mercato elettrico in atto da sei mesi a questa parte. Secondo l’indagine del Rie, Ricerche[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1632/mercato-elettrico-l%e2%80%99abbaglio-della-liberalizzazione"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/mercatoelettrico.jpg" class="post" align="left" border="0" width="261" height="296" alt="Liberalizzazione mercato elettrico" /> Ha aperto le porte al mercato ma nessuno ne ha approfittato, questo il resoconto sulla liberalizzazione del mercato elettrico in atto da sei mesi a questa parte. Secondo l’indagine del <a href="http://www.rie.it/">Rie, Ricerche industriali ed energetiche</a>, solo l&#8217;1,8% di clienti domestici ha scelto di abbandonare l&#8217;Enel, con un risparmio annuo di appena 10 euro.  </p>
<p>Più che di libero mercato si tratterebbe del monopolio dei soliti noti stando al parere dell’Antitrust che prova ad analizzare i presunti competitors del comparto elettrico. Parlando di Terna  (la societa&#8217; proprietaria della rete, e gestisce cavi, tralicci, commutatori e tutto quello che serve a portare energia ai consumatori), bisogna rilevare come sia controllata dal Ministero dell’Economia attraverso la Cassa Depositi e Prestiti 8ìla stessa che controlla Enel).</p>
 <p>
La conclusione è che in questo caso non c’è reale alternativa ad Enel visto che Terna provvede semplicemente a far girare l’elettricità prodotta da Enel, controllata oltretutto dagli stessi organismi pubblici.<br />
Sostiene un <a href="http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&#038;ID_articolo=174&#038;ID_sezione=274&#038;sezione=">interessantissimo articolo pubblicato su La Stampa</a> che “oggi Enel (cioè lo Stato) produce circa la metà dell’energia elettrica italiana, la fa girare su rete Terna (cioè lo Stato) e la vende sul mercato vincolato tramite Enel Distribuzione (cioè sé stessa, cioè lo Stato) e sul mercato libero tramite Enel Energia (cioè sé stessa, cioè lo Stato)”. </p>
<p>Passando poi ad Eni, il principale concorrente di Enel, bisogna rilevare come sia posseduta a sua volta per il 20,31% dal ministero dell’Economia, per il 9,99% alla Cassa Depositi e Prestiti e di come sia stato impedito a qualsiasi azionista di possedere oltre il 3% delle quote dell’azienda.</p>
<p>Non va meglio oltre confine dove solo lo 0,06% degli utenti francesi avrebbe cambiato gestore, tuttavia in Itsalia si aggiunge l’aggravante dei prezzi. Tutto da noi costa di più, energia compresa che supera la media europea di ben tre volte sui prezzi all’ingrosso: 64 euro al megawattora rispetto ad una media europea di 20 euro. </p>
<p>A “pompare” i prezzi energetici l’utilizzo dei combustibili e l’elevata pressione fiscale nel nostro paese: ad esempio una fornitura della potenza di 30 Kw, con un consumo medio di 0,03 GWh l’anno, il carico fiscale è del 21 per cento in Francia, del 16 in Germania, del 18 in Spagna e Belgio, del 29 per cento in Italia. Carico che sale al 31 per cento nelle forniture di 500 kW con un consumo medio di 2 GWh l’anno.</p>
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    <title type="html">Mr. Prezzi e la crociata contro le speculazioni </title>
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    <published>2008-01-21T09:52:18+00:00</published>
    <updated>2008-01-21T09:52:18+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Non si tratta di una figura mitologica ma di una vera e propria istituzione garante dei prezzi al consumo. A ricoprire l’oneroso incarico di Mr. Prezzi è Antonio Lirosi, attuale Capo Dipartimento per[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1620/mr-prezzi-e-la-crociata-contro-le-speculazioni"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/crociate.jpg" class="post" align="left" border="0" width="263" height="350" alt="Mr. prezzi" /> Non si tratta di una figura mitologica ma di una vera e propria istituzione garante dei prezzi al consumo. A ricoprire l’oneroso incarico di Mr. Prezzi è Antonio Lirosi, attuale Capo Dipartimento per la regolazione del mercato presso il Ministero dello sviluppo economico. </p>
<p>Si tratta di una figura che dovrà riferire le dinamiche dei prezzi e le eventuali anomalie al Ministro dello Sviluppo economico. Mr. Prezzi sovrintenderà alla tenuta e alla elaborazione delle informazioni richieste agli &#8220;uffici prezzi&#8221; delle Camere di Commercio, all&#8217;Istat, ai competenti uffici del Ministero delle politiche agricole e alla presidenza del Consiglio (dipartimento per la programmazione economica) per i servizi di pubblica utilità, fornendo anche un utile servizio di consulenza ai cittadini. Il suo compito sarà di riferire eventuali anomalie dei prezzi in modo che il ministro stesso possa formulare eventuali segnalazioni all&#8217;Autorità Antitrust.</p>
 <p>
La nuova figura sarà impegnata su quattro coordinate principali tra cui: </p>
<ul>
<li>il &#8220;monitoraggio-informazione; </li>
<li>la sorveglianza-repressione; </li>
<li>la persuasione-deterrenza; </li>
<li>la promozione-contenimento&#8221;.</li>
</ul>
<p>&#8220;Fare un po&#8217; più di cultura, informazione; la consapevolezza dei consumatori – sostiene Lirosi - è il miglior fattore per stimolare la concorrenza e per far crescere il senso civico, cosa che sui prezzi è ben presente in Germania&#8221;. Bisogna &#8220;evitare ed isolare gli egoismi individuali, le cosiddette speculazioni&#8221;.</p>
<p>Una lotta serrata alla speculazione dunque sarà la missione principe del giustiziere dei prezzi che si occuperà di fare informazione e contemporaneamente promuovere i processi virtuosi presenti sul mercato, senza l’uso però di alcuna arma sanzionatoria. Mister prezzi però collaborerà sempre più da vicino con le autorità competenti come L&#8217;Antitrust, la Guardia di Finanza e con le Camere di Commercio, che avranno il compito di raccogliere e selezionare sul territorio le denunce dei cittadini.</p>
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    <title type="html">Bonus rottamazione in bilico sul 2008</title>
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    <published>2007-12-20T10:09:43+00:00</published>
    <updated>2007-12-20T10:09:43+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Ci sarà o non ci sarà, questo il dilemma… a poche ore dall’approvazione definitiva della nuova finanziaria l’incertezza regna sovrana sul tema degli incentivi alla rottamazione auto[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1575/bonus-rottamazione-in-bilico-sul-2008"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/bonusrottamazione.jpg" class="post" align="left" border="0" width="247" height="358" alt="Curious George di H. A. &amp; Margret E. Rey" /> Ci sarà o non ci sarà, questo il dilemma… a poche ore dall’approvazione definitiva della nuova finanziaria l’incertezza regna sovrana sul tema degli incentivi alla rottamazione auto inquinanti.<br />
Una piccola certezza però si profila all’orizzonte normativo: non verrà inserito nel decreto milleproroghe in approvazione al Parlamento, bensì si ipotizza l’inserimento del provvedimento di ratifica in un decreto di fine anno. </p>
<p>Uscito dal cappello magico delle camere il testo dovrebbe contenere un pacchetto di incentivi per la riduzione alle emissioni inquinanti. Osteggiato però dai verdi nella persona stessa di Pecoraro Scanio (v. <a href="http://www.soldiblog.it/post/1510/nessun-futuro-in-finanziaria-per-gli-ecoincentivi-auto">articolo</a>) per poter ottenere larghi consensi il pacchetto dovrebbe confermare contributi agli acquisti di auto di piccola cilindrata con emissioni di CO2 fino a 140 grammi per chilometro, oltre ad introdurre un contributo in natura (l&#8217;abbonamento ai mezzi pubblici) a chi rottama e non acquista.</p>
 <p>
A monte della poca compattezza della maggioranza sul provvedimento anche gli scarsi margini economici di intervento. Di certo la mancata ratifica degli incentivi rappresenta un segnale negativo per l’industria automobilistica italiana, subito recepito dalla Borsa dove le azioni della Fiat hanno subito una brusca frenata nella giornata di ieri.</p>
<p>Nel frattempo a Bruxelles scendono in campo rigide sanzioni ai costruttori che realizzino autovetture non rispondenti agli standard “ecologici”. Si parla in questi giorni di multe di 20 euro per ogni grammo di CO2 eccedente il limite massimo fissato dall’Unione. Inutile dire che la lobby delle case automobilistiche è in fermento: se Italia e Francia spingono sul maggiore ecologismo delle vetture la Germania pone il veto a difesa di interessi tutti nazionali. Certo preservare la natura comporterà costi aggiuntivi per i consumatori che, stando alle stime di Dimas, commissario europeo per l’ambiente, pagheranno in media 1.300 euro in più per l’acquisto di un auto. </p>
<p>Il bonus rottamazione, creatura di un Bersani alla prima leislatura, avrebbe subito diverse metamorfosi durante le ultime settimane. La proposta di modifica iniziale prevedeva infatti settecento euro (anziché ottocento) per l’acquisto di una vettura Euro4 o Euro5 a fronte della demolizione di una Euro0, Euro1 o Euro2 immatricolata prima del primo gennaio 1999. La limatina all’incentivo, sarebbe stata compensata dall’estensione delle agevolazioni per le auto Euro2. All’incentivo si sarebbe dovuta affiancare inoltre l’esenzione dal bollo di circolazione per due anni se l’auto rottamata è Euro0 o di un anno negli altri casi. </p>
<p>Il bilancio dell’incentivo erogato nel 2007 non è stato del tutto positivo nonostante le buone intenzioni del governo: invece di stimolare la conversione in impianti di carburazione a Gas o l’acquisto di auto a minor impatto ambientale si è infatti solamente stimolato l’acquisto di auto nuove spesso a gasolio, che rilasciano nell’atmosfera meno CO2 ma più polveri sottili, nonostante l’azione dei filtri antiparticolato. Le auto a gasolio infatti oltre al notorio PM10 (materiale particolato con un diametro pari o inferiore ai 10 micron) rilasciano particelle più sottili ancora, non filtrabili dalle attuali tecnologie.</p>
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    <title type="html">Portabilità dei mutui a costo zero, parola di Abi!</title>
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    <published>2007-11-22T12:25:41+00:00</published>
    <updated>2007-11-22T12:25:41+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Associazioni consumatori-Abi, 1 a 0! L’associazione delle Banche Italiane avrebbe infatti accettato di sobbarcarsi i costi di trasferimento dei mutui da un istituto di credito all’altro, stando a[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1506/portabilita-dei-mutui-a-costo-zero-parola-di-abi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/abi.jpg" class="post" align="left" border="0" width="288" height="220" alt="Portabilit&Atilde;&nbsp; dei mutui" /> Associazioni consumatori-Abi, 1 a 0! L’associazione delle Banche Italiane avrebbe infatti accettato di sobbarcarsi i costi di trasferimento dei mutui da un istituto di credito all’altro, stando a quanto espresso ieri dal Comitato esecutivo dell’Associazione stessa in merito alle procedure semplificate per la portabilità del mutuo. </p>
<p>“La delicata questione dei costi rientra nelle materie di esclusiva competenza delle banche, nel rispetto delle regole di concorrenza e in linea con quanto previsto dalla legislazione vigente”. </p>
<p>Sarebbero quindi finiti i tempi bui di penali di estinzione anticipata e i costi di “trasloco” del mutuo a carico dei consumatori, largo invece all’”atto unico” con cui si semplifica la procedura di stipula e si assumono con atto volontario i costi di transizione da parte dell’istituto subentrante.</p>
 <p>
Il contratto di mutuo tra la nuova banca e il cliente, la quietanza di pagamento rilasciata dalla banca originaria, il consenso alla surroga e l’annotazione della surroga stessa a margine dell’ipoteca originariamente iscritta saranno dunque espletati in un unico “atto” sebbene costituiscano sempre e comunque 5 momenti ben distinti della procedura. Sforbiciata non solo sui costi ma anche sulla tempistica. Entro un massimo di 15 giorni sarà comunicato ai clienti il debito residuo attraverso un sistema di colloquio interbancario.</p>
<p>“Per modificare alcune delle condizioni del precedente mutuo – spiega la nota dell’Abi - sarà necessario un unico documento sottoscritto dalla banca e dal mutuatario, che di norma non richiede l’intervento del notaio, e contenente le nuove condizioni concordate.” Anche in questo caso vengono garantiti tempi certi per la comunicazione al cliente sull’esito della richiesta di rinegoziazione entro 10 giorni lavorativi. </p>
<p>Rapidità e piena informazione in sole quattro fasi: l’avvio della procedura di rinegoziazione con la richiesta del cliente, l’analisi da parte della banca della fattibilità dell’operazione, la risposta della banca alla richiesta di rinegoziazione, l’atto di rinegoziazione.</p>
<p>Mentre si dibatte sull’operatività delle riforme Bersani però i tassi sui mutui continuano a macinare tassi record. Nell&#8217;ultima rilevazione Abi, contenuta nel rapporto mensile dell&#8217;associazione, i prestiti in euro alle famiglie per l&#8217;acquisto di nuove abitazioni si sono attestati al 5,71%. Ad agosto sono volati al 5,63% come media mensile, oltre un punto percentuale superiore ad agosto 2006, quando era stato del 4,57%. Dopo l&#8217;11 settembre i tassi avevano iniziato a scendere, toccando il minimo a luglio 2003 al 3,58%. All&#8217;inizio dell&#8217;anno i tassi d&#8217;interesse bancari per l&#8217;acquisto di abitazioni venivano segnalati dall&#8217;Abi al 5%. Da allora l&#8217;aumento è stato costante e particolarmente accentuato in estate: a giugno ha sfiorato il 5,5%, a luglio il 5,6% per arrivare ad agosto al 5,62%, livello mantenuto a settembre e salito al 5,71% in ottobre (v. <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=13526&#038;sez=HOME_NOSTRISOLDI">articolo</a>).</p>
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