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  <title>Soldiblog</title>
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  <updated>2010-07-29T19:10:20+00:00</updated>
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    <title type="html">Quanto pesa il pieno</title>
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    <published>2010-07-16T09:04:01+00:00</published>
    <updated>2010-07-16T09:04:01+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3220/quanto-pesa-il-pieno"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/VIVAILPIENO.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="300" alt="" /> Il caro-carburante: un fenomeno più italiano di quanto si pensi che provoca una danno doppio ai consumatori, in primo luogo alla pompa di benzina e, in seguito, al momento di riempire il carrello della spesa. Questa è l&#8217;analisi svolta dall&#8217;Adoc, che ha messo a raffronto i prezzi al litro del carburante praticati nei vari Paesi europei.</p>
<p><strong>La benzina italiana è tra le più care</strong><br />
Le rilevazioni condotte dall&#8217;associazioni di consumatori hanno portato alla luce come per gli automobilisti del Belpaese il pieno sia economicamente doloroso. In media, rispetto all&#8217;intera zona Euro, un litro di verde in Italia costa il 2,1% in più. A passarsela peggio alla stazione di servizio, in Europa, sono solo i norvegesi.</p>
 <p>
<strong>Nell&#8217;Unione in molti stanno meglio</strong><br />
A rimarcare la situazione di difficoltà sono le parole del presidente dell&#8217;Adoc, Carlo Pileri: &#8220;L’Italia è tra i Paesi europei dove la benzina costa di più, con una maggiorazione del 2,1% rispetto alla media dei Paesi della Zona euro in Austria un litro di verde costa 1,20 euro, il 16,6% in meno che in Italia, in Spagna si risparmia il 21,7%, in Irlanda il 4,4%.&#8221;</p>
<p><strong>Un doppio schiaffo</strong><br />
C&#8217;è da considerare, poi, che il caro-benzina colpisce duplicemente le famiglie italiane. Se è vero che per un pieno dobbiamo pagare di più, è altrettanto vero che l&#8217;elevato costo del carburante provoca un innalzamento del costo dei trasporti, con conseguente effetto a catena sui prezzi delle merci comprate quotidianamente dai consumatori italiani. </p>
<p><strong>Proposte di soluzione</strong><br />
Come uscire dal vicolo cieco? Le soluzioni segnalate dall&#8217;Adoc sono sul tavolo: un taglio delle accise di 10 centesimi. la liberalizzazione delle pompe bianche, dando la possibilità di vendere anche prodotti “non-oil” ai distributori tradizionali, il cui numero sul territorio è ritenuto sufficiente dall&#8217;associazione dei consumatori, ma che può essere anche aumentato. Si spingerebbe, in questa maniera, la concorrenza, provocando ricadute positive per i consumatori, in quanto si creerebbero le condizioni per un ribasso del prezzo finale della benzina.</p>
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    <title type="html">Con gli azzurri, Italia al risparmio</title>
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    <published>2010-06-22T09:47:40+00:00</published>
    <updated>2010-06-22T09:47:40+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3183/con-gli-azzurri-italia-al-risparmio"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/SOCCER.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="224" alt="" /> Nelle prime due uscite la nazionale di Lippi non ha mostrato una forma esaltante, nonostante ciò tutti (o quasi) gli italiani sperano che la strada degli azzurri nel torneo planetario della pedata sia molto lunga. Rivivere l&#8217;impresa tedesca di quattro anni fa sarebbe salutare non solo per l&#8217;umore dell&#8217;Italia intera, ma anche per la salute del pianeta. Secondo i calcoli effettuati da Terna (la società responsabile della trasmissione dell&#8217;energia elettrica in Italia), infatti, durante le partite della nazionale, l&#8217;Italia si è fermata, creando i presupposti per un risparmio energetico non indifferente.</p>
 <p>
<strong>Ascolti record</strong><br />
I risultati sul campo per ora sono stati quel che sono stati, ma la maglia azzurra non ha perso nulla del magnetismo che da sempre esercita sugli italiani. In occasione dell&#8217;esordio contro il Paraguay dei ragazzi di Lippi, i telespettatori sono stati 18.907.000 (con uno share del 63,18%). Circa 16 milioni di italiani, invece, hanno seguito in tv lo sfortunato secondo match con la Nuova Zelanda. Incollati in gruppi davanti allo schermo, gli italiani hanno consumato molta meno energia elettrica di quanto facciano di solito.</p>
<p><strong>Gli azzurri facilitano il risparmio</strong><br />
Se si guardano alle rilevazioni di Terna relative al giorno della prima partita, si nota che mentre gli azzurri erano in campo la domanda di elettricità del Belpaese rispetto ai consumi attesi ha mostrato un evidente calo. Alle ore 22, per esempio, la flessione è stata pari a 750 MW. Secondo Terna, la spiegazione di tutto è molto semplice: “La causa di questo fenomeno risiede nel fatto che molti dei luoghi tradizionali di ritrovo (ristoranti, cinema, discoteche, ecc.) chiudono per via del match, e che anche nelle abitazioni il consumo di elettricità subisce una forte contrazione poiché la partita viene seguita, di norma, a luci spente”.</p>
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    <title type="html">Il Garante combatte l&#039;aumento del gas</title>
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    <published>2010-06-21T10:37:54+00:00</published>
    <updated>2010-06-21T10:37:54+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3179/il-garante-combatte-laumento-del-gas"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/CONTATOREVECCHIODELGAS.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="199" alt="" /> Se il mercato si dibatte in assenza di concorrenza e le bollette, senza alcun intervento correttivo, rischiano di aumentare, l&#8217;Autorità garante dell&#8217;energia cerca di fornire un po&#8217; di riparo alle famiglie italiane, intervenendo nel settore del gas per garantire un inverno più tranquillo.</p>
<p><strong>Benefici anche per i consumatori</strong><br />
In vista del prossimo anno termico (1° ottobre 2010-30 settembre 2010), l&#8217;Autorità garante per l&#8217;energia elettrica e il gas ha modificato una parte della formula con cui viene trimestralmente aggiornato il prezzo del gas per le famiglie e i piccoli consumatori in servizio di tutela. Sotto la superficie del provvedimento adottato si cela l&#8217;intenzione di trasferire a favore dei consumatori, nel minor tempo possibile, alcuni vantaggi di prezzo dovuti a favorevoli mutamenti nei mercati internazionali all&#8217;ingrosso del gas.</p>
 <p>
<strong>Dove intervenire&#8230;</strong><br />
La modifica entrerà in vigore a partire da inizio ottobre 2010, nel rispetto dei contratti già sottoscritti. Gli effetti benefici sul contenimento dei costi delle bollette, dunque, potranno essere avvertiti nel corso della prossima stagione invernale. A questa ipotesi, raccogliendo una grande mole di informazioni e dati, l&#8217;Autorità garante sta lavorando dallo scorso aprile, ritenendo che i venditori di gas per il servizio di tutela possano approvvigionarsi della materia prima a condizioni economiche inferiori a quelle valide fino al prossimo ottobre. Una revisione dei prezzi praticati in bolletta, dunque, non intaccherà l&#8217;equilibrio economico degli operatori.</p>
<p><strong>&#8230; come e perché farlo.</strong><br />
A spingere verso l&#8217;intervento l&#8217;intervento l&#8217;Autorità è stato il timore che la scarsa concorrenzialità propria del mercato del gas scateni rincari eccessivi in bolletta a partire dal primo luglio. Nel dettaglio, il provvedimento adottato dal Garante provocherà una riduzione della componente variabile della bolletta (vale a dire dei costi della materia prima), in vigore per tutto il prossimo anno termico (1° ottobre 2010-30 settembre 2011), consentendo un risparmio per il consumatore domestico durante lo stesso periodo.</p>
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    <title type="html">Il pieno? Solo dove costa meno</title>
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    <published>2010-06-16T11:23:58+00:00</published>
    <updated>2010-06-16T11:23:58+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3174/il-pieno-solo-dove-costa-meno"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/PIENOEDENARI.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="224" alt="" /> La corsa di benzina e diesel sembra non conoscere freno: la prima ha raggiunto la quotazione di 1,45 euro al litro, mentre per acquistare un litro del secondo sono ormai necessari 1,25 euro. Per fortuna, è quanto dice un sondaggio condotto dal sito www.consumatori.it (e lì pubblicato), gli italiani hanno imparato che l’unico trucco efficace per contrastare il caro-benzina è avere pazienza nella scelta del distributore da cui servirsi. Per salvare il portafoglio, insomma, occorre cercare attentamente il distributore meno caro. Fortunatamente, nell’ultimo periodo, in Italia si stanno diffondendo le cosiddette “pompe di benzina bianche”, ossia non appartenenti a una delle grosse compagnie e capaci di offrire prezzi più contenuti.</p>
 <p>
<strong>Vado dal meno caro</strong><br />
Quali sono i criteri in basi ai quali gli italiani scelgono il distributore da cui rifornirsi? Un sondaggio (visibile al sito <a href="http://www.consumatori.it/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=2267&#038;Itemid=248">www.consumatori.it</a>) dimostra che gli italiani si sono fatti furbi e stanno molto attenti ai prezzi del carburante. Alla domanda “Come scegli il benzinaio?”, infatti, il 62,4% dei partecipanti al sondaggio ha risposto che ciò che determina la sua preferenza di consumo è il prezzo della benzina. Un ragguardevole 28,2% degli intervistati, tuttavia, ha confessato di scegliere il benzinaio soprattutto in base alla convenienza del momento, mentre solo il 9,4% degli automobilisti interpellati ha dichiarato di avere un benzinaio di fiducia dove “ripararsi” al momento di fare il pieno.</p>
<p><strong>Metodi per non bruciare lo stipendio in benzina</strong><br />
Il confronto tra i prezzi praticati dai vari distributori è sicuramente un ottimo metodo per risparmiare soldi sul pieno (magari servendosi del “fai da te”, che permette di lasciare a riposare nel proprio portafoglio circa 1,5 centesimi al litro – circa 25 euro all’anno). Altrettanto salutare per l’economia personale, poi, risulta sapere che è possibile servirsi dalle “pompe bianche”, vale a dire i distributori senza marchio. </p>
<p><strong>Le pompe bianche</strong><br />
Molto spesso si tratta di piccole realtà locali, imperniate solo su uno o due distributori. Riuscendo a proporre prezzi più contenuti della concorrenza, questi distributori permettono ai consumatori di risparmiare anche 7 centesimi al litro. Un risparmio che – supponendo di consumare tre litri e mezzo di benzina al giorno – ammonterebbe a fine anno a quasi cento euro.</p>
<p><strong>Dove sono le pompe bianche</strong><br />
Fornire una stima precisa di un fenomeno che fa dell’agilità e della leggerezza una delle sue caratteristiche principali non è facile. Tuttavia, si può ipotizzare che al giorno d’oggi in Italia siano attive tra le 1500 e le 200 pompe bianche. A titolo di solo esempio, di seguito forniamo un elenco di alcuni dei marchi del settore:</p>
<ul>
<ol>
Befin (<a href="http://www.befin.it">www.befin.it</a>)</ol>
<ol>
Gazzaniga Petroli</ol>
<ol>
Enerpetroli (<a href="http://www.enerpetroli.it">www.enerpetroli.it</a>)</ol>
<ol>
Maremma</ol>
<ol>
PetroliIes</ol>
<ol>
Noaloil (<a href="http://www.noaloil.it">www.noaloil.it</a>)</ol>
<ol>
Dubois</ol>
<ol>
Maxcom (<a href="http://www.maxcom.it">www.maxcom.it</a>)</ol>
</ul>
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    <title type="html">Gas, da luglio possibili rincari in bolletta</title>
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    <published>2010-06-16T10:28:44+00:00</published>
    <updated>2010-06-16T10:28:44+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>casa</dc:subject><dc:subject>caro-energia</dc:subject><dc:subject>autorità garante</dc:subject><dc:subject>bolletta</dc:subject><dc:subject>bollette</dc:subject><dc:subject>caro energia</dc:subject><dc:subject>casa</dc:subject><dc:subject>consumatori</dc:subject><dc:subject>consumi</dc:subject><dc:subject>elettricità</dc:subject><dc:subject>garante</dc:subject><dc:subject>gas</dc:subject><dc:subject>spese</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3173/gas-da-luglio-possibili-rincari-in-bolletta"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/FIAMMAGAS.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="224" alt="" /> Complice la scarsa concorrenza propria del mercato, secondo l’Autorità Garante del Energia elettrica e del gas i consumatori italiani nel prossimo futuro rischiano di vedere impennarsi le bollette del gas. L’allarme lo ha lanciato il presidente dell’Autorità garante, Alessandro Ortis, avvertendo che la possibile stangata potrebbe essere farsi sentire già a partire dal primo luglio.</p>
 <p>
<strong>Poca concorrenza&#8230; e le bollette aumentano</strong><br />
L’appello di Ortis è rivolto soprattutto alle istituzioni, che, a suo dire, dovrebbero favorire una maggiore apertura del mercato. In quest’ottica, seguendo l’analisi svolta dall’Autorià Garante, sarebbe bene riflette con attenzione sulla revisione dei tetti antitrust. Il disegno legge all’esame del Parlamento, infatti, consentirebbe a Eni di raggiungere una quota di mercato pari al 65%, superando abbondantemente l’attuale 50% scarso.</p>
<p><strong>I rimedi proposti al caro energia</strong><br />
Inutile nascondersi, inoltre, che un’elevata influenza sul prezzo del gas lo abbiano i costi in perenne crescita del petrolio. Per contrastare questo fenomeno, l’Autorità ha dato il via a un procedimento che dovrà rivelarsi capace di modificare i metodi di aggiornamento dei prezzi per i clienti finali dotati di minore potere contrattuale, non dimenticando le più recenti modificazioni strutturali del mercato del gas. Di pari importanza, inoltre, secondo il Garante sarebbe procedere alla separazione proprietaria della rete.</p>
<p><strong>Altre richieste</strong><br />
Tra le ipotesi avanzate dal Garante per alleggerire la pressione sui consumatori, inoltre, rientra l’aumento di stoccaggi e gas release (distribuzione). In questo caso, però, avvisa l’Autorità, sarebbe bene estendere alle famiglie i benefici previsti per le imprese, per far sì che i consumatori non debbano contribuire con una quota compresa tra i 30 e i 100 milioni di euro all’anno all’incentivazione di nuovi stoccaggi senza avvertire alcun vantaggio diretto.</p>
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    <title type="html">Come combattere il caro-benzina</title>
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    <updated>2010-06-11T07:58:57+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3167/come-combattere-il-caro-benzina"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/BENZINA_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="245" alt="" /> Il caro-benzina non è più solo una paura ma un dato di fatto con il quale, ormai sembra, dovremo imparare a convivere.<br />
Tuttavia risparmiare sul consumo di benzina è possibile adottando alcuni piccoli accorgimenti. E&#8217; dimostrato infatti che il comportamento del guidatore può influenzare in misura notevole il risparmio di carburante. </p>
<p>Alcune brutte abitudini come mantenere il motore acceso alcuni minuti a vettura ferma, oppure riscaldarla troppo prima della partenza anche se il clima non è particolarmente rigido, rappresentano indubbiamente degli sprechi da evitare.</p>
 <p>
<strong>Aggressivi al volante&#8230; in lacrime al distributore</strong><br />
Uno dei principali responsabili del consumo eccessivo è senza dubbio rappresentato da una guida troppo &#8220;aggressiva&#8221;. Rallentare solamente di 10-15 km orari in autostrada contribuisce ad un risparmio del 15%, mentre bisogna assolutamente evitare di partire troppo rapidamente non appena scatta il verde per poi fermarsi solo dopo poche decine di metri al successivo semaforo rosso. Sarebbe bene rammentare che i frequenti sorpassi nel traffico cittadino non fanno guadagnare molto in termini di tempo, ma fanno senz&#8217;altro consumare di più.  In autostrada poi è consigliabile una guida &#8220;dolce&#8221; ad una velocità costante intorno ai 120 km orari.</p>
<p><strong>Senza aria condizionata, respira il portafoglio</strong><br />
Anche un uso eccessivo dell&#8217;aria condizionata è sconsigliabile, perché costringe il compressore a lavorare di più e quindi ad un consumo maggiore, mentre percorrere un lungo tragitto con una temperatura dell&#8217;abitacolo regolata intorno ai 20 gradi da sollievo e mantiene i consumi ad un livello moderato. La pressione delle gomme va sempre controllata prima di partire, perché oltre ad essere fondamentale per la sicurezza, è anche uno dei fattori che, se vengono trascurati, contribuiscono ad un decremento dell&#8217;economia di carburante stimato intorno all&#8217;1% per ogni 0,07 bar (unità di misura della pressione) di &#8220;sotto- gonfiaggio&#8221;.</p>
<p>I filtri dell&#8217;aria devono essere sempre verificati ed eventualmente sostituiti ad intervalli regolari. Un filtro sporco impedisce al motore di respirare nel modo ottimale, e il propulsore, per compensare il minor afflusso dell&#8217;aria, consuma più carburante ma non sviluppa la stessa potenza. </p>
<p><strong>Più si è aerodinamici, più si risparmia</strong><br />
La resistenza aerodinamica indica infine quanto un veicolo in movimento venga ostacolato dall&#8217;aria. Più oggetti sporgono dalla nostra autovettura e più la resistenza aumenta, aumentando anche di conseguenza il consumo di carburante. È quindi consigliabile usare, per il trasporto di bagaglio supplementare, contenitori esterni aerodinamici e agganciare le biciclette ad apposite rastrelliere poste sul retro della vettura, mai sul tetto. La regola da seguire Ë che qualsiasi oggetto esterno che produce rumorosità all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo comporta anche una crescita del consumo di carburante. </p>
<p>Questi piccoli consigli sono utili per qualsiasi tipo di vettura ma dimostrano anche che il risparmio dipende sempre dal conducente.</p>
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    <title type="html">Il risparmio energetico è economico?</title>
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    <published>2010-06-10T08:21:29+00:00</published>
    <updated>2010-06-10T08:21:29+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Fatelo per l&amp;#8217;ambiente, se avete a cuore il futuro del pianeta, ma senza pensare che il vostro portafoglio respirerà meglio: a quanto pare, gli elettrodomestici a risparmio energetico non sono[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3165/il-risparmio-energetico-e-economico"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/PANNELLOSOLARE.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="225" alt="" /> Fatelo per l&#8217;ambiente, se avete a cuore il futuro del pianeta, ma senza pensare che il vostro portafoglio respirerà meglio: a quanto pare, gli elettrodomestici a risparmio energetico non sono vantaggiosi sotto il profilo economico. La scomoda verità risulta da uno studio realizzato dall&#8217;associazione di consumatori francese UFC-Que Choisir.</p>
 <p>
<strong>Il portafoglio non ride</strong><br />
Le speranze dei consumatori si frantumano contro i prezzi degli elettrodomestici di nuovissima generazione. Il confronto tra il costo dei gioiellini eco-sostenibili e il risparmio che questi portano in bolletta è quasi sempre impietoso. Come rende noto l&#8217;associazione francese in un comunicato stampa, i frigo-congelatori a maggiore risparmio energetico(classe A++) hanno prezzi in media 282 euro più alti rispetto a quelli meno evoluti (classe A), ma il risparmio di elettricità che questi apparecchi consentono in dieci anni è di soli 160 euro. Numeri simili sono quelli che riguardano gli asciugabiancheria, in questo caso - evidenzia Caroline Keller, responsabile dello studio - &#8220;l&#8217;investimento non è mai recuperato dai risparmi in bolletta&#8221;. L&#8217;asciugabiancheria dalla più spiccata &#8220;coscienza ecologica&#8221; (classe A) costa 532 euro più di quello che consuma di più (classe C), a fronte di tale differenza, però, il risparmio in bolletta è di soli 290 euro in 10 anni.</p>
<p><strong>Giù la maschera</strong><br />
Il rapporto dell&#8217;associazione dei consumatori mira a portare maggiore chiarezza nella complessità del campo degli elettrodomestici a risparmio energetico. A dire dei cugini d&#8217;oltralpe, infatti, il sistema di classificazione energetica degli elettrodomestici metterebbe in atto un inganno ai danni dei consumatori: proponendo un&#8217;etichettatura che va da A a G a seconda del maggiore o minore risparmio energetico, si lascerebbe supporre il massimo grado di risparmio per gli elettrodomestici classe A. Niente di più falso: i frigoriferi appartenenti alle classi da B a G, per esempio, non sono più in vendita, e un consumatore che acquistando un frigo di classe A pensa di risparmiare si trova a consumare più di quanto farebbe comperandone uno di classe A+ o A++.</p>
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    <title type="html">Acquisti in gruppo per pagare meno... e far bene al pianeta</title>
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    <published>2010-06-07T12:11:13+00:00</published>
    <updated>2010-06-07T12:11:13+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3160/acquisti-in-gruppo-per-pagare-meno-e-far-bene-al-pianeta"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/GRUPPO.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="257" alt="" /> Non v&#8217;è dubbio: vivere in maniera eco-sostenibile è una delle scelte migliori che si possano compiere; bisogna poterselo permettere, però. Non tutti i portafogli, infatti, sono adatti a sostenere pratiche di vita attente all&#8217;ambiente. Per questa ragione, in occasione del Festival dell&#8217;Ambiente, Legambiente lancia l&#8217;iniziativa dei gruppi d&#8217;acquisto per i tetti solari.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è un gruppo d&#8217;acquisto?</strong><br />
Negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda il comparto della spesa alimentare, i GAS (Gruppi d&#8217;acquisto solidale) si sono moltiplicati. In poche parole, un gruppo d&#8217;acquisto è un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all?ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro. In questa maniera, comprando direttamente dal produttore, i consumatori si garantiscono prezzi più contenuti e possono verificare di persona che la qualità della merce, nonché i metodi di produzione utilizzati dal venditore.</p>
 <p>
<strong>L&#8217;iniziativa di Legambiente</strong><br />
Adesso, Legambiente cerca di esportare questo modello di consumo responsabile anche nel campo della tecnologia energetica eco-sostenibile. I gruppi di acquisto per il solare, riservati ai soci dell&#8217;associazione ambientalista, coinvolgeranno nelle proprie azioni famiglie e condomini intenzionati a installare impianti solari e fotovoltaici. Secondo Legambiente, un&#8217;iniziativa simile porterà due vantaggi: in primo luogo fornirà uno stimolo all&#8217;industria delle energie alternative e alla diffusione di tecnologie a basso impatto ambientale; in secondo luogo, poi, servirà ai consumatori per ottenere prezzi di favore, facilitando la strada verso l&#8217;ottenimento degli incentivi statali stanziati in proposito.</p>
<p><strong>I vantaggi del gruppo d&#8217;acquisto per il solare</strong><br />
In cosa trovano fondamento i vantaggi offerti dal gruppo d&#8217;acquisto targato Legambiente? Mettendosi insieme, il gruppo riesce a contrattare prezzi migliori con i produttori e, allo stesso tempo, ha più speranze di spuntare condizioni migliori nelle trattative per i prestiti bancari. Inoltre, il gruppo d&#8217;acquisto può avvantaggiarsi delle detrazioni fiscali del 55% per l&#8217;efficienza energetiche, introdotte con la finanziaria 2007 e valide fino a fine 2010.</p>
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    <title type="html">Bollette ridotte con bonus gas ed elettricità</title>
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    <published>2010-05-31T10:00:18+00:00</published>
    <updated>2010-05-31T10:00:18+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3149/bollette-ridotte-con-bonus-gas-ed-elettricita"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/LUCE.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="236" alt="" /> Hanno incontrato il favore dei consumatori, ma l&#8217;Autorità per l&#8217;energia elettrica e il gas non si accontenta e mira all&#8217;obiettivo pieno, dichiarando che farà il possibile perché i bonus per l&#8217;energia elettrica e il gas vengano fruiti dall&#8217;intera platea degli aventi diritto.</p>
<p><strong>Benefici per due milioni di famiglie</strong><br />
Con una nota rilasciata nei giorni scorsi, l&#8217;Autorità garante per l&#8217;energia elettrica e il gas ha reso noto che più di un milione e mezzo di famiglie ha sfruttato le opportunità offerte dal bonus elettrico, mentre più di cinquecentomila nuclei familiari hanno presentato domanda per il bonus gas.</p>
 <p>
<strong>Di che cosa si tratta?</strong><br />
Cumulabili l&#8217;uno con l&#8217;altro, i due bonus sono stati pensati per aiutare le famiglie che maggiormente hanno avvertito le difficoltà dettate dal periodo di crisi economica. Nello specifico, sfruttando il bonus gas, le famiglie a basso reddito o particolarmente numerose hanno potuto godere di una riduzione delle bollette di circa il 15% (al netto delle imposte). Avvalendosi del bonus elettrico, invece, è possibile vedersi ridurre la bolletta elettrica del 20%.</p>
<p><strong>Moderata soddisfazione</strong><br />
I due milioni di famiglie che fruiscono complessivamente dei vantaggi offerti dai bonus rappresentano, nell&#8217;opinione della Autorità per l&#8217;energia elettrica e il gas, un buon risultato, ma comunque un traguardo intermedio. Come dichiarato da Alessandro Ortis, presidente dell&#8217;autorità garante, quanto fino a questo momento è stato fatto rappresenta &#8220;un dato importante, ma noi andiamo avanti con la nostra azione di informazione, per raggiungere tutti gli aventi diritto&#8221;.</p>
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    <title type="html">Isolati e contenti: come dimezzare le bollette</title>
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    <published>2010-05-10T08:56:54+00:00</published>
    <updated>2010-05-10T08:56:54+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Risparmiare sulla bolletta è una realtà sempre più concreta. Utilizzando infatti le opportunità che ultimamente si sono aperte su più fronti è possibile arrivare a risparmiare fino[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3119/isolati-e-contenti-come-dimezzare-le-bollette"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/RADIATORE.jpg" class="post" align="left" border="0" width="224" height="300" alt="" /> Risparmiare sulla bolletta è una realtà sempre più concreta. Utilizzando infatti le opportunità che ultimamente si sono aperte su più fronti è possibile arrivare a risparmiare fino all&#8217;80% dei consumi con buona pace anche dell&#8217;ambiente. Il risparmio economico è infatti quasi sempre correlato al rispetto ambientale.<br />
Lo riporta &#8220;Metro Living&#8221; che cita la campagna &#8220;Isolando&#8221; il cui obiettivo primario è quello di &#8220;sensibilizzare la società civile sul risparmio energetico attraverso l&#8217;isolamento degli edifici&#8221;.</p>
<p><strong>Il peso delle spese energetiche</strong><br />
Secondo &#8220;Isolando&#8221; le spese per il riscaldamento costituiscono circa il 70% della spesa energetica di una famiglia. Il nostro Paese per soddisfare la domanda energetica delle famiglie deve importare l&#8217;86% dell&#8217;energia utilizzata.<br />
Un&#8217; energia pagata a caro prezzo che rappresenta &#8220;un bene costoso, che comincia a scarseggiare&#8221;.</p>
 <p>Quest&#8217;ultimo fatto rappresenta un pericolo sociale ed economico soprattutto alla luce dei recenti studi sul clima e della crisi economica la quale ha dimostrato che l&#8217;attuale modo di fare economia non è più sostenibile sul lungo periodo e impone la necessità di fissare nuove regole del gioco.<br />
Una di queste regole dev&#8217;essere appunto la riduzione degli sprechi e il raggiungimento dell&#8217;indipendenza da fonti di energia fossile. Gli esperti citati da &#8220;Isolando&#8221; ritengono, infatti, che &#8220;le riserve di idrocarburi permetteranno di soddisfare il nostro fabbisogno mondiale soltanto per una quarantina d&#8217;anni ancora&#8221;.<br />
Secondo i recenti studi e le ultime testimonianze l&#8217;Ue potrebbe risparmiare almeno il 20% rispetto al suo consumo attuale d&#8217;energia, per una cifra pari a 60 miliardi di euro l&#8217;anno.</p>
<p><strong>Possibili risparmi</strong><br />
Secondo i dati della campagna &#8220;Isolando&#8221; una famiglia media dell&#8217;Ue arriverebbe a risparmiare da 200 a 1.000 euro all&#8217;anno.<br />
Come?<br />
Principalmente attraverso gli interventi di isolamento termico: si risparmia sui costi di riscaldamento in inverno e di raffreddamento in estate.<br />
Con un cappotto termico, che consiste in un rivestimento in materiale sintetico da applicare ai blocchi in laterizio dei muri delle nostre abitazioni, è possibile abbattere del 55% i consumi con il seguente risultato: all&#8217;anno la spesa di riscaldamento è oltre che dimezzata. I risultati sono anche maggiori nel caso di abitazioni monofamiliari e villette. Solitamente sono due i tipi di intervento possibili per la casa: il primo tipo è costituito dagli interventi di riqualificazione energetica ovvero quelle migliorie effettuate su edifici che sono già esistenti. Il secondo dagli interventi di miglioramento dell&#8217;isolamento termico che permettono di migliorare l&#8217;isolamento termico degli edifici, cioè evitare che il calore prodotto dal riscaldamento durante l&#8217;inverno trovi facili vie di fuga verso l&#8217;esterno o impedire che il caldo estivo entri in casa.<br />
E&#8217; anche possibile usufruire dei finanziamenti per gli interventi di isolamento termico che possono arrivare fino al 55% delle spese.</p>
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    <title type="html">Risparmiare con una casa eco-sostenibile</title>
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    <published>2010-04-19T09:59:26+00:00</published>
    <updated>2010-04-19T09:59:26+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3088/risparmiare-con-una-casa-eco-sostenibile"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/301147_photovoltaic_array_1.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="169" alt="" /> La lotta al caro energia è sempre più una realtà, anche grazie grazie alla detrazione fiscale del 55% per il risparmio energetico che ha dato lo sprint ai lavori taglia-sprechi.</p>
<p>Quattro le tipologie di intervento agevolabili:</p>
<ul>
<li>la riqualificazione globale; </li>
<li>la sostituzione infissi e serramenti;</li>
<li>l&#8217;installazione di pannelli solari termici; </li>
<li>la sostituzione di caldaie.</li>
</ul>
<p>Ma quali sono i costi e benefici per chi decide di migliorare l&#8217;efficienza energetica della propria abitazione?</p>
 <p>
<strong>La riqualificazione globale</strong><br />
È un intervento di ampia portata che permette lavori a discrezione del contribuente e proprio per questo non rende agevole un&#8217;analisi ottimale dei costi benefici. Una cosa è sicura però, costa molto e per questo motivo sembra più adatto alle villette monofamiliari anche in forza dell&#8217;ampia scelta lasciata al progettista. Va aggiunto il fatto che poiché i limiti previsti per la detrazione valgono per tutto il palazzo i lavori nei condomini risulterebbero penalizzanti. Possono approfittare di questo intervento i condomini o le abitazioni singole che necessitano di interventi significativi (ad esempio sulle tamponature e sul tetto).</p>
<p><strong>Nuovi infissi e serramenti</strong><br />
La sostituzione infissi e serramenti è una tipologia di intervento che a fronte di un costo di circa 4 mila euro permette di ridurre del 15% circa il consumo di riscaldamento con un risparmio annuo di 300 euro. Il tempo che serve per ammortizzare il costo è di circa sette-otto anni, calcola il quotidiano Sole24Ore. Si tratta di un intervento semplice che permette di godere di maggior comfort in casa e un risparmio sull&#8217;elettricità grazie all&#8217;utilizzo maggiore della luce solare per una riorganizzazione degli spazi.<br />
<strong><br />
Risparmiare sul gas grazie al sole</strong><br />
A fronte di un investimento di 4.500 euro il solare termico permette un risparmio annuo di 200 euro grazie al gas non consumato. Con i pannelli solari termici che producono acqua calda sanitaria il periodo per ammortizzare l&#8217;investimento sale a 13 anni. Contenuti i costi di manutenzione.<br />
<strong><br />
Caldaie nuove e migliori</strong><br />
Si tratta di un intervento che permette vantaggi sia ai condomini sia alle abitazioni monofamiliari. In particolare per i primi si riduce il rientro dall&#8217;investimento iniziale (circa 4 mila euro) grazie alla ripartizione della spesa. La caldaia a condensazione permette di non disperdere calore e consente un risparmio energetico del 15%. Questo intervento amplifica i suoi vantaggi con l&#8217;installazione di pavimenti radianti.</p>
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    <title type="html">Termoregolazione, contabilizzazione del calore: come trasformare l&#039;impianto di riscaldamento</title>
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    <published>2010-04-13T09:00:44+00:00</published>
    <updated>2010-04-13T09:00:44+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3080/termoregolazione-contabilizzazione-del-calore-come-trasformare-limpianto-di-riscaldamento"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/771244_radiator.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="198" alt="" /> Il caro energia può essere combattuto con una gestione più attenta e oculata del riscaldamento domestico. In questo senso può rivelarsi fondamentale la ristrutturazione dell&#8217;impianto termico: indirizzandosi verso le pratiche della termoregolazione e della contabilizzazione, nel caso in cui si sostituisca la centrale termica, i lavori potranno godere della detrazione Irpef del 55% riservata agli interventi volti a favorire il risparmio energetico (in scadenza al 31 dicembre 2010).</p>
 <p>
<strong>La termoregolazione</strong><br />
Il principio alla base della termoregolazione è quello di consentire di spegnere e accendere a piacimento i diversi caloriferi, stabilendo anche il calore desiderato stanza per stanza. In base alla più recente normativa, in seguito alla sostituzione della caldaia o di ristrutturazione dell&#8217;impianto termico, deve essere possibile programmare il riscaldamento di ogni unità immobiliare almeno su due livelli (più caldo di giorno e più freddo la notte).</p>
<p><strong>La contabilizzazione del calore</strong><br />
La contabilizzazione del calore, invece, permette di calcolare i consumi registrati da ogni singolo alloggio, rendendo possibile pagare in funzione dei rispettivi consumi anche qualora si sfrutti un impianto centralizzato. Un impianto in cui sia attivo un sistema di contabilizzazione del calore favorisce il contenimento dei consumi non tanto per una maggiore efficienza degli apparecchi (il funzionamento del riscaldamento, infatti, è uguale a quella di un impianto tradizionale costruito allo stesso modo), quanto perché ognuno è incentivato a non scaldare l&#8217;appartamento quando non ne ha bisogno. L&#8217;utilizzo più oculato dei riscaldamenti, secondo le stime, porterebbe a quote di risparmio energetico vicine al 20%.</p>
<p><strong>Centralizzato o autonomo?</strong><br />
I vantaggi di un impianto centralizzato, soprattutto se implementato con sistemi di contabilizzazione del calore e di termoregolazione, sono evidenti. Innanzitutto, la condivisione della caldaia tra più alloggi permette di dividere tra tutti i condomini le spese di manutenzione. Per altro, una sola caldaia è contraddistinta da una maggiore efficienza rispetto a molte singole e, infine, una gestione centralizzata è una più sicura garanzia di regolare manutenzione e controlli. Bisogna considerare, in conclusione, che non si paga esattamente quanto si consuma, perché il 25-30% delle spese circa viene ripartita tra tutti in base ai &#8220;millesimi di calore&#8221;.</p>
<p><strong>Gli svantaggi</strong><br />
Nonostante il condominio abbia molto spesso da guadagnare da una gestione centralizzata dei riscaldamenti con contabilizzazione del calore e termoregolazione, non è detto che l&#8217;innovazione sia un affare positivo per tutti i condomini. Chi sta molto in casa, per esempio, rischia di vedere aumentare le proprie bollette a causa del mancato riscaldamento degli appartamenti circostanti (circostanza che costringe a rinunciare &#8220;al furto di calore).</p>
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