Tra carburanti e sigarette i primi aumenti di prezzo dovuti all’innalzamento dell’IVA si sentono eccome. Mentre la benzina ha toccato il record storico di 1,7 euro al litro, le sigarette sono aumentate in media del 4%, cioè di 15-20 centesimi a pacchetto; negli ultimi 3 mesi, calcola l’Adoc, le sigarette hanno subito rincari complessivi del 30%, pari quindi a 30
centesimi a pacco. Aumenti del 13%, con punte del 15%, invece, per il tabacco trinciato.
Il Presidente dell’Adoc Carlo Pileri si schiera a favore dei fumatori che “sono sempre i primi a pagare pegno“. “I continui rincari a cui è soggetto il settore potrebbero provocare un calo dei consumi pari al 10%. Se dal punto di vista della salute può essere considerato un vantaggio, dal punto di vista economico il danno è rilevante. Il settore del tabacco - aggiunge Pileri - è uno dei più importanti in Italia, siamo il primo produttore ed esportatore di tabacco grezzo in Europa, vi sono impiegati oltre 200mila lavoratori. Un calo drastico dei consumi andrebbe a ripercuotersi violentemente sulla filiera del tabacco, mettendo alle strette un settore economicamente strategico per l’Italia, foraggiando allo stesso tempo il mercato nero e il contrabbando“.
Secondo il Presidente dell’Adoc quindi “aumentare le tasse sulle sigarette, che già pesano per il 75% sul prezzo finale del prodotto, è controproducente e penalizzante sia per i consumatori che per l’industria“.
Via Adoc.

Il 92% degli italiani vuole l’energia solare, il 54% si esprime favorevolmente sull’eolico. E cresce la sensibilità nei confronti della bioedilizia, che prevede l’applicazione di criteri basati sulla sostenibilità e sui principi ecologici nel settore dell’edilizia.
Sono i dati di una rilevazione effettuata da Ipr Marketing e presentata a Roma nell’ambito della kermesse sulle energie rinnovabili ZeroEmission Rome 2011.
“Gli italiani guardano con favore crescente alle energie rinnovabili e vogliono che l’Italia punti sempre di più, in futuro, su fotovoltaico (92%) ed eolico (54%). Il 78% degli intervistati conosce il Conto Energia e cresce la sensibilità anche nei confronti della bioedilizia“. È quanto ha detto Antonio Noto, direttore di Ipr Marketing, che ha aggiunto: “Bisogna però rilevare che esiste una grande differenza tra l’atteggiamento degli italiani, sempre più favorevole alle nuove fonti di energia, e quello di buona parte della classe politica, che non ha ancora percepito appieno le grandi potenzialità del settore“.
Continua a leggere: Ipr Marketing: 92% di italiani vuole il solare

In due mesi e mezzo il pieno in autostrada è rincarato del 4%. La differenza di prezzo fra distributori arriva al 10% sia per la benzina che per il diesel. La prima può costare da 1,55 euro al litro a 1,71 euro al litro, il secondo oscilla fra 1,42 euro al litro e 1,55 euro al litro. L’incidenza delle tasse sul prezzo dei carburanti è del 50% per il diesel e del 56% per la benzina.
È quanto rilevato da Altroconsumo, che ha verificato il prezzo della benzina in autostrada nelle tratte Milano-Napoli e Bologna-Bari confrontandolo con rilevazioni fatte lo scorso 29 giugno. La differenza è già pari al 4% in più.
“Il prezzo più basso è di 1,55 euro al litro alla stazione di Bevano, sulla Bologna-Bari tra Forlì e Cesena, mentre il più alto lo abbiamo trovato a 1,71 nella stazione di San Nicola Ovest, vicino a Caserta Nord, sulla Milano-Napoli. Per il gasolio i prezzi più convenienti li abbiamo trovati alla stazione Casilina, tra Pontecorvo e Cassino sulla Milano-Napoli, con 1,42 euro al litro, mentre i più alti sempre alla stazione di San Nicola Ovest a 1,55 euro al litro. Differenze considerevoli, nell’ordine del 10% tra un distributore e l’altro“.
Sulle differenze incidono molto anche le addizionali regionali, nell’ordine di 2 centesimi al litro applicate in Liguria, Marche, Puglia, Campania, Abruzzo, Calabria e Molise. In media oggi un litro di benzina sulla tratta autostradale costa 1,60 euro al litro, con un aumento del 4% rispetto a due mesi e mezzo fa. Incide l’aumento delle tasse ma, afferma Altroconsumo, “incidono anche i giochini delle industrie petrolifere. Se si considera il solo prezzo industriale, cioè al netto delle tasse, l’aumento registrato è del 7%. Sul gasolio le cifre sono lievemente diverse, ma la sostanza non cambia“.
Via Altroconsumo.
Per chi ama spostarsi con i mezzi pubblici la città ideale è Reggio Calabria. Almeno dal punto di vista dei costi, visto che viaggiare in autobus qui costa 0,80 centesimi per 90 minuti: il prezzo più basso tra le 16 città prese in considerazione dall’indagine di Altroconsumo sui mezzi pubblici.
Una valutazione che tiene da parte solo il prezzo e gli aumenti degli ultimi mesi, lasciando da parte un giudizio su efficienza e puntualità. In questa sorta di classifica della convenienza i più svantaggiati sono i perugini (1,50 per soli 70 minuti), seguiti dai milanesi: nel capoluogo lombardo dal primo settembre un biglietto ordinario urbano costa 1,50 euro per 90 minuti.
Una brutta sorpresa per i meneghini tornati dalle vacanze, considerato che fino a due settimane prima il costo si fermava a 1 euro. Per premiare chi inquina meno spostandosi sempre con i mezzi, però, sono stati congelati i prezzi per gli abbonamenti. Non va meglio ai genovesi, che spendono sempre 1,50 a biglietto, anche se vale dieci minuti in più che a Milano. Nel rapporto costo/durata sul podio della convenienza troviamo Bari (90 centesimi per 75 minuti) e a seguire Firenze, L’Aquila, Napoli e Cagliari, dove con 1,20 euro si viaggia un’ora e mezzo. Costi più bassi, in media, al Sud con la sola eccezione di Palermo (1,30 euro per 90 minuti).
Via Yahoo.

Con l’aumento dell’IVA dal 20 al 21% schizzerà in alto il prezzo dei carburanti. E, con esso, ci sarà una serie di effetti a catena sul tasso di inflazione.
Risultato: le famiglie riceveranno una nuova batosta. È quanto affermano Federconsumatori e Adusbef: “Non appena la manovra sarà pubblicata in Gazzetta Ufficiale (ndr l’aumento è entrato in vigore proprio oggi), infatti, scatterà l’aumento dell’IVA dal 20 al 21%, che farà schizzare immediatamente il prezzo della benzina ad oltre 1,64-1,65 euro al litro“.
“Questo comporterà una ulteriore ricaduta per le famiglie, il cui benessere è già fortemente compromesso dall’inarrestabile caduta del loro potere di acquisto“, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, che sottolineano come l’aumento dell’accisa sui carburanti e dell’IVA causerà una contrazione dei consumi. Ma le ripercussioni più importanti, di cui nessuno parla e a cui nessuno sembra prestare attenzione sono quelle che si avranno proprio nel settore dei carburanti: gli aumenti in questo comparto, infatti, hanno l’importante caratteristica di riportare effetti non solo in termini diretti sulle tasche dei cittadini (per i pieni di benzina), ma anche in termini indiretti sul tasso di inflazione”.
Le ricadute nel settore carburanti sono stimate in 471 euro l’anno: da agosto 2010 a oggi sono pari a 440 euro fra costi diretti e indiretti, cui si aggiungeranno altri 31 euro legati alle ricadute complessive dell’aumento IVA.
A tutti sarà capitato di fare una scelta, sopratutto in materia immobiliare, affrettata per poi pentirsi il momento dopo. Pensando di fornire indicazioni utili a tutela dei consumatori, Idealista ha elencato i 20 rimpianti di chi ha già comprato una casa.
Eccoli:
1. avrei potuto sollecitare al venditore alcune riparazioni prima che mi consegnasse la casa. pensavo fosse in condizioni migliori;
2. avrei potuto fare un’offerta iniziale più bassa per trattare meglio sul prezzo;
3. avrei potuto conoscere meglio il quartiere e visitarlo in orari diversi, di mattina, di pomeriggio e di notte;
4. avrei potuto aspettare di avere dei maggiori risparmi, perché il mutuo all’80% mi sta costando troppo;
5. avrei potuto fare un sopralluogo insieme a un tecnico, così mi sarei accorto della cattiva situazione degli impianti;
6. avrei potuto accontentarmi di una casa più economica e destinare parte dei soldi per ristrutturarla a mio piacimento;
7. mi sarei potuto rivolgere a un architetto anziché ristrutturare da solo. avrei sicuramente migliorato la vivibilità dalla mia casa;
9. avrei potuto vedere gli atti e i regolamenti condominiali;
10. non mi sarei dovuto fidare delle rassicurazioni del venditore.
Ancora:

L’installazione in Italia di impianti fotovoltaici non conosce sosta. Proprio nei giorni scorsi, la potenza installata su tutto il territorio nazionale, anche grazie agli incentivi del Conto Energia gestiti dal GSE (Gestore dei servizi energetici) per il 2011, ha superato i 10 mila MW di potenza.
È quanto reso noto dal GSE. A oggi in tutto sono entrati in esercizio oltre 270mila impianti. La Puglia (con circa 1.685 MW per 17.812 impianti in esercizio) mantiene il primato della regione con maggiore potenza installata, mentre la Lombardia resta in testa alla classifica delle regioni con maggior numero di impianti in esercizio (38.810 per 993 MW), seguita dal Veneto.
Solo nel 2011 sono entrati in esercizio circa 6.500 megawatt. E alla fine dell’anno la potenza complessiva in Italia potrebbe raggiungere i 12 mila MW per un numero d’impianti intorno ai 350 mila. Con un andamento che, afferma il GSE, proietta l’Italia al primo posto al mondo per potenza entrata in esercizio nel 2011.
Via Helpconsumatori.
Dopo una settimana di relativa traquillità, il prezzo del carburante aumenta.
Secondo i dati di oggi a salire è Eni (in odore di vendita alla Cina, leggi l’articolo) ccon un aumento di 0,5 centesimi sulla benzina e di 1 centesimo sul diesel.
Dal monitoraggio di quotidiano energia si evidenzia che la verde ha ormai toccato 1,63 euro al litro. A livello Paese, il prezzo medio della benzina (in modalità servito) va oggi dall’1,625 euro/litro di Esso all’1,630 di IP e Tamoil (no-logo in calo a 1,539 euro).
Per il diesel si va dall’1,5 euro di Esso all’1,507 di Q8 e Shell. Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,718 euro/litro di Eni e lo 0,730 di TotalErg (no-logo a 0,714).
Via Ansa.
Non inviate informazioni personali su moduli che solo in apparenza provengono dall’Enel. Il monito è lanciato da Enel stessa, che denuncia come in questi giorni sia in circolazione, da un indirizzo apparentemente riferito ad Enel, una email dal contenuto ingannevole.
Con la promessa di ricevere un rimborso sulla bolletta, il destinatario è invitato a compilare un modulo con i propri dati personali. Ma, precisa l’azienda, “questa email non è stata inviata né da società del Gruppo Enel né da società da essa incaricate“.
È invece un tentativo illegale di estorcere dati personali, che potrebbero essere usati in modo illecito. “Enel sta provvedendo a tutelarsi nelle sedi più opportune e invita chiunque riceva questo falso messaggio a non dar seguito alla richiesta di dati e a segnalarlo alle forze dell’ordine, all’indirizzo www.commissariatodips.it nella sezione Sicurezza Telematica“.
Via Enel.

Come stanno le famiglie italiane dopo dieci anni di Euro? Con un potere d’acquisto diminuito del 7%, comportamenti influenzati dall’aumento costante dell’inflazione, dall’aumento dei prezzi dei cereali, dai rincari di prezzi e tariffe in settori fondamentali . Ma la responsabilità dell’andamento dei prezzi non è imputabile all’euro: dipende piuttosto dall’esistenza di una effettiva e reale concorrenza.
Alcuni rincari, in settori fondamentali, viaggiano a due o tre cifre pesanti: è il caso del trasporti marittimo (+147%) e aereo (+61%); dei treni (+46%); delle utenze acqua (+52%) e gas (+34%); di bevande alcoliche e tabacchi (+53%).
I premi rcauto sono cresciuti a dismisura in città come Napoli (+122%) e Palermo (+77%) ma si segnala anche un più 31,52% a Roma e un più contenuto 25,35% a Milano. Nel settore rcmoto, note dolenti dappertutto: a Palermo più 245%, a Napoli più 227%, a Roma più 136% e a Milano più 73%.
Continua a leggere: In 10 anni crolla il potere d'acquisto, parola di Altroconsumo