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Tagliare la bolletta elettrica confrontando le tariffe

pubblicato da Roberto in: Casa Caro energia

Bastano pochi accorgimente e si può tagliare la bolletta energetica.  Come fare? Confrontando i prezzi del mercato.
In Italia l’elettricità costa il 30% in più rispetto al resto d’Europa. Dallo scorso aprile la bolletta è più cara. L’Autorità per l’energia e il gas ha stabilito un aumento del 3,9% per l’energia elettrica rispetto al trimestre precedente. Questo significa un incremento di circa 16 euro l’anno a famiglia.

Ma risparmiare si può. Dal 1° luglio 2007 il mercato dell’energia nel nostro Paese è completamente liberalizzato. Fino a oggi quasi cinque milioni di famiglie hanno cambiato fornitore elettrico.

La prima cosa da fare per chi vuole spendere meno è dare un’occhiata ai vari fornitori privati. Il sito SosTariffe permette di calcolare l’offerta migliore per le proprie esigenze. Altro sito utile è quello dell’Autorità per l’energia: facendo la giusta scelta, si può arrivare a risparmiare fino al 15%.

Attenzione alla tariffa bioraria. Dalle 19 alle 8 e durante tutti i weekend l’elettricità costa meno. Il cambiamento ha riguardato solo chi non è passato al mercato libero. E non è detto che sia una novità conveniente. Il Centro Tutela Consumatori di Bolzano ha calcolato infatti che per risparmiare con la bioraria occorre concentrare almeno due terzi dei consumi nella fascia agevolata.

Meno vincoli per il 36 e 55%

pubblicato da Roberto in: Casa Caro energia Agevolazioni Consumatori

Meno vincoli per il 36 e 55%, ma non per il passato. La semplificazione, introdotta dal decreto Sviluppo, infatti, non può essere applicata per il passato.
Meno vincoli per il 36 e 55%, ma non per il passato. La semplificazione, introdotta dal decreto Sviluppo, infatti, non potrà essere applicata per i lavori di ristrutturazione di case o risparmio energetico già iniziati, almeno fino a quando ciò non sarà consentito ufficialmente dall’agenzia delle Entrate, tramite una circolare o una risoluzione.
Ecco le novità.

E’ prvevisto l’eliminazione dell’obbligo di comunicare preventivamente al Centro operativo di Pescara l’inizio dei lavori e di indicare nelle fatture – valide per il 36% e il 55% – il costo della manodopera per i lavori iniziati e per le fatture emesse prima del 14 maggio 2011, data di entrata in vigore dell’articolo 7, comma 2, lettere r) e q), decreto legge 13 maggio 2011, n. 70.

Quanto agli acquisti di box auto o di posti auto pertinenziali, effettuati nel 2010, la comunicazione al Centro operativo di Pescara deve essere effettuata entro il 30 settembre 2011, data di presentazione del modello Unico/2011, relativo al 2010, in quanto questa dichiarazione non consente di indicare i dati catastali dell’immobile.

In linea con la circolare 13 maggio 2011, n. 20, l’Agenzia ha confermato che se un soggetto non è stato indicato nella comunicazione inviata al Centro operativo di Pescara e i suoi dati non sono indicati nel bonifico, può detrarre il 36% della quota delle spese che ha effettivamente sostenuto, a patto che, per analogia con la procedura del 55%», annoti nella fattura, anche a penna, l’entità della spesa effettivamente sostenuta da tutti i soggetti interessati.

Infine è stato precisato che per gli interventi di riqualificazione globale degli edifici esistenti e per l’installazione di cappotti verticali o orizzontali è necessario acquisire la certificazione energetica dell’edificio, di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, qualora introdotta dalla regione o dall’ente locale, ovvero, negli altri casi, un attestato di qualificazione energetica.

L'estate oscura del mercato del vetro

pubblicato da Roberto in: Casa Lavoro Investire

Estate calda per la filiera del vetro, il mercato cede ancora.
L’industria del vetro è legata a doppio filo al settore dell’edilizia. Nei primi otto anni del 2000, il boom delle costruzioni ha spinto le aziende del settore a una crescita a doppia cifra. Nel 2009 la crisi economica ha colpito duramente tutta la filiera: le aziende vetrarie hanno visto un calo del fatturato e degli ordini a causa del crollo dei consumi, i produttori di macchinari e beni intermedi hanno risentito della mancanza di investimenti. Tra il 2010 e l’inizio del 2011 ci sono stati i primi concreti segnali di ripresa, ma dall’inizio di luglio la situazione sembra essere nuovamente peggiorata.

Il quadro, comunque, non è del tutto negativo: il presidente del Gimav è ottimista: «la crisi del settore dipende esclusivamente da fattori esogeni, non endogeni. Le piccole e medie imprese italiane sono ben capitalizzate, godono del sostegno del sistema bancario e già da 20 anni ricavano l’80% del fatturato dalle esportazioni».

I risultati del 2010 dimostrano che la filiera del vetro italiana risponde bene agli stimoli di ripresa esterni. Nel corso del 2010, il fatturato complessivo del settore è stato pari a 1,04 miliardi di euro (+4,12% nell’anno), di cui 700 milioni legati al sotto-settore del vetro piano e altri 340 milioni al vetro cavo. Circa 800 milioni di euro, pari all’80% del fatturato complessivo, derivano direttamente dalle esportazioni, con un saldo commerciale positivo per 725 milioni di euro. Risultati positivi, ma ancora lontani dai livelli del 2008, quando il fatturato era pari a 1,4 miliardi di euro (poi scesi a 1 miliardo nel 2009) e le esportazioni ammontavano a 1,03 miliardi (ridottesi a 740 milioni nel 2009).

Autority Energia: più garanzie sui contratti elettrici verdi

pubblicato da Roberto in: Casa Agevolazioni Ambiente Prezzi

Più garanzie per i consumatori che scelgono un contratto di fornitura di elettricità verde, nuove regole dall'Autorità per l'energia
Più garanzie per i consumatori che scelgono un contratto di fornitura di elettricità verde. Lo dice l’Autorità per l’energia che ha recentemente approvato un insieme di regole per garantire che l’energia elettrica venduta ai singoli clienti sia effettivamente prodotta con fonti rinnovabili e che non venga commercializzata piu’ volte. L’intervento dell’Autorità nasce dall’esigenza di prevedere strumenti certi, secondo principi di concorrenza e trasparenza, in un contesto di crescente interesse verso le offerte commerciali di elettricità prodotta da fonti rinnovabili.

Secondo l’Autorità per l’energia l’unico sistema di certificazione valido sono le garanzie di origine previste dalla direttiva europea 2009/28/CE, rilasciate dal Gestore dei Servizi Energetici. Nella prospettiva di una sempre maggiore trasparenza, l’Autorità ha anche stabilito che le società di vendita indichino nel materiale promozionale e informativo le caratteristiche delle proprie offerte di energia rinnovabile; inoltre, ogni singolo cliente che accetta un’offerta verde dovrà ricevere in bolletta, almeno tre volte l’anno, l’indicazione del mix di fonti energetiche utilizzato per la sua fornitura, oltre alle informazioni sul mix energetico dell’energia elettrica complessivamente venduta. Presunte pratiche commerciali scorrette ed eventuali pubblicita’ ingannevoli verranno segnalate direttamente all’Antitrust.

Nel frattempo non si arresta il boom del fotovoltaico.

Cedolare secca, un italiano su due dice si

pubblicato da Roberto in: Casa Agevolazioni Tasse

Cedolare secca, un italiano su due dice si!
In Italia un proprietario di casa su due sceglie la nuova tassazione sui redditi locazione, la cosiddetta cedolare secca, al momento della stipula di un nuovo contratto di locazione.

Lo dice il franchising Solo Affitti che ha analizzato le richieste pervenute ai suoi affiliati nelle principali citta’ italiane. Sul fronte dei nuovi contratti stipulati da quando e’ entrata in vigore la nuova agevolazione la cedolare secca va forte soprattutto nel sud, con una media del 64% di proprietari che la scelgono, mentre nel Centro e nel Nord si scende rispettivamente al 47% e al 46%. A Milano e Roma il dato si attesta rispettivamente sul 54% e sul 53%. Un vero boom si registra a Catania dove piu’ di sette proprietari su dieci si sono orientati sulla cedolare, mentre percentuali piu’ contenute si segnalano a Bologna (47%), Firenze (35%) e Torino (34%).

Spostandosi sul fronte dei contratti in scadenza, la percentuale di proprietari che in Italia ha rinnovato il contratto di locazione optando per la cedolare secca scende al 46%, mantenendo punte alte nel Sud (60%) e valori inferiori nel Centro e nel Nord (entrambi con il 42%). Anche in questo caso a Milano e Roma e’ grande l’interesse verso la nuova tassazione con valori pari rispettivamente al 52% e al 53%. Negli altri grossi centri i proprietari si sono mostrati meno sensibili alla cedolare con percentuali pari al 35% a Firenze, al 32% a Bologna e al 30% a Catania.

Il decreto sviluppo letto dall'Agenzia delle Entrate, novità in vista

pubblicato da Roberto in: Casa Banche Agevolazioni Tasse

L'Agenzia delle Entrate chiarisce alcuni punti del decreto sviluppo, in materia di ristrutturazioni, spesometro, partite IVA
Con la circolare n. 41 del 5 agosto u.s., l’Agenzia delle Entrate scioglie alcuni dubbi sorti a seguito dell’approvazione del decreto Sviluppo. Questi gli aspetti più significativi.

Spesometro
Come è noto il decreto Sviluppo obbliga gli operatori finanziari a segnalare all’Anagrafe tributaria le operazioni con la clientela sopra i 3 mila euro corrisposte dal consumatore finale con carte di credito, di debito o prepagate. L’Agenzia delle Entrate ha precisato che per i titolari di partita IVA resta ferma l’esclusione dall’obbligo di comunicazione telematica delle transazioni eseguite con sistemi tracciabili.

Partite Iva “fantasme”
Le misure della manovra sono finalizzate a tenere in vita solo quelle che eoperano nel nostro sistema. Il decreto prevede che i titolari di partita IVA che, sebbene obbligati, abbiano dimenticato di comunicare la cessazione della propria attività entro i 30 gg prescritti dalla norma, possono ora sanare la violazione versando spontaneamente, entro novanta giorni a partire dal 6 luglio, un importo pari a 129 Euro, somma che equivale a 1/4 della sanzione minima dovuta secondo la norma vigente.

Ristrutturazioni agevolate

La manovra prevede il taglio di sei punti percentuali della ritenuta d’acconto trattenuta dalle banche e dalle poste sui bonifici incassati da chi esegue lavori di ristrutturazioni di case o finalizzati al risparmio energetico. L’aliquota, infatti, passa dal 10 al 4% e si applica agli accrediti effettuati dal 6 luglio 2011, data di entrata in vigore della manovra. A questo proposito, la circolare chiarisce che, nel caso in cui banche o Poste Italiane, nei primi giorni in cui la misura è diventata operativa, abbiano continuato a operare la vecchia ritenuta nei confronti dei beneficiario del bonifico potranno accreditargli direttamente la differenza del 6% trattenuta in più.

Insediato al ministero dello Sviluppo gli Stati generali per l'export

pubblicato da Roberto in: Casa Lavoro Investire Ambiente

A ottobre si riuniranno gli Stati generali dell'export. Nei giorni scorsi, peraltro, si sono insediati i sei tavoli di lavoro per preparare l'appuntamento di autunno
A ottobre si riuniranno gli Stati generali dell’export. Nei giorni scorsi, peraltro, si sono insediati i sei tavoli di lavoro per preparare l’appuntamento di autunno. Lo scopo è quello di ascoltare gli imprenditori, suddivisi in gruppi di lavoro e competenze settoriali, sarà una sorta di campus che metterà a frutto le esperienze, le proposte e le idee innovative per un impegno comune a sostegno del made in Italy.

Sei i tavoli tematici, presieduti da altrettanti consiglieri per l’internazionalizzazione: agroalimentare/artigianato, ambiente/energia/materie prime, arredo/sistema casa, automazione/meccanica/mobilità, abbigliamento/sistema persona, servizi. Per la composizione dei tavoli, sottolineano dal ministero dello Sviluppo, gli uffici hanno lavorato insieme al consigliere personale per l’export del premier, Massimo Calearo.

L’annuario dell’Istat offre sul tema export un risultato dalla doppia lettura: nel 2010, nonostante le turbolenze dell’economia internazionale, le esportazioni italiane sono aumentate del 15,8% ma la nostra quota sul commercio mondiale è scesa dal 3,3 al 3 per cento: insomma, ci sono da difendere le nostre eccellenze per non perdere posizioni, anche con politiche più incisive rispetto a quanto fatto finora.

Cresce l'indebitamento degli italiani, una media di 19.000 euro a famiglia

pubblicato da Roberto in: Casa Mutui Prestiti Consumatori

Alla fine del 2010, l'indebitamento medio nazionale delle famiglie italiane ha raggiunto  19.198 euro, 3.268 in piu' della media registrata l'anno precdeente, non solo per mutui per l'acquisto della casa, prestiti per beni mobili e ristrutturazioni, ma sopratutto per credito al consumo.
Alla fine del 2010, l’indebitamento medio nazionale delle famiglie italiane ha raggiunto 19.198 euro, 3.268 in piu’ della media registrata l’anno precdeente, non solo per mutui per l’acquisto della casa, prestiti per beni mobili e ristrutturazioni, ma sopratutto per credito al consumo.

I dati sono stati resi noti dalla CGIA. A livello provinciale le difficolta’ maggiori sono a carico delle famiglie residenti in Provincia di Roma (debito pari a 27.727 Euro), seguite da quelle di Lodi (27.479 Euro) e da quelle di Milano (27.241 Euro). Al quarto posto troviamo la provincia di Prato (25.912 Euro), al quinto Varese (25.085 Euro) e al sesto Como (24.608 Euro).

Tendenzialmente ,” dichiara Giuseppe Bortolussi segretario CGIA, “la maggiore incidenza del debito sul reddito la ritroviamo tra i nuclei famigliari con possibilita’ economiche medio-basse. E’ chiaro che con il perdurare della crisi economica questa situazione non tende a migliorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Con la contrazione dei prestiti effettuati dalle banche in questi ultimi anni, ho l’impressione che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura si diffonda sempre di piu’ e non solo nel Mezzogiorno”.

Boom di sfratti nel 2010, tutta colpa della crisi

pubblicato da Roberto in: Casa Prezzi Inflazione

Boom di sfratti, colpa della crisi economica
Record di sfratti nel 2010. Secondo la ricerca condotta su dati Ministero degli Interni, l’anno scorso sono stati operati 65.489 sfratti, risultando in una crescita pari al 6,5% rispetto al 2009 e validi a stabilire il numero record di sfratti da qui a 15 anni addietro.Nel dettaglio, la ricerca ha appurato, rispetto al 2009, un calo delle richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario del 5,6%, ma un aumento degli sfratti esecutivi dell’8,1%. Entrando ancor più nel dettaglio, l’indagine rileva come gli sfratti per morosità abbiano fatto registrare, nel corso degli anni, un costante aumento sia in termini assoluti sia in termini che percentuali sul totale: nel 1983, infatti, con 17.895 provvedimenti rappresentavano il 13% degli sfratti emessi, mentre nel 1997 avevano raggiunto la quota del 50% del totale con 26.332 provvedimenti. L’anno scorso, punto culminante di questa ascesa, gli sfratti per morosità sono stati 56.147, evidenziando una crescita dell’8,9% sul 2009 e addirittura del +29% nel biennio 2008-2010. Che la situazione sia peggiorata in modo sostanziale lo si evince anche dal rapporto tra i provvedimenti si sfratti emessi e il numero delle famiglie residenti in Italia: nel 2010 si è arrivati al rapporto di uno sfratto ogni 380 famiglie, a fronte di uno sfratto ogni 539 famiglie nel 2001 e uno ogni 401 famiglie nel 2009.

Negli ultimi cinque anni sono stati emessi circa 268mila provvedimenti di sfratto, di questi oltre 216mila per morosità, mentre 127mila sono state le esecuzioni di provvedimenti emessi anche in periodo precedenti. Ogni anno il numero di coppie, singoli e famiglie che sono obbligati a lasciare una casa in locazione in cui risiedono aumenta perché non riescono a pagare l’affitto dell’alloggio, una situazione resa ancor più drammatica se l’inquilino è un giovane. I motivi purtroppo sono sempre determinati dalle locazioni troppo alte rispetto ai redditi troppo bassi, di norma precari o percepiti all’ingresso nel mondo del lavoro, mentre il classico mutuo dedicato all’acquisto di un immobile, risulta impraticabile soprattutto pensando alle future prospettive salariali.

Secondo dati Ires, su elaborazione di rilevazioni della Banca d’Italia, circa il 60% degli under 35 guadagna non più di 1.000 euro al mese, a cui si devono comunque aggiungere un 13,2% di disoccupati.Uno stipendio che non permette in alcun modo di far uscire i bamboccioni fuori dalla casa paterna dal momento che la locazione media mensile si aggira intorno ai 650 euro.

Scade oggi il termine per versare dell'acconto della cedolare secca

pubblicato da Roberto in: Casa Tasse Risparmio

Scade il 5 agosto il termine ultimo per effettuare il pagamento dell'acconto sulla cedolare secca. Tutto ci�² che si deve sapere sulla agevolazione Irpef.
Scade domani il termine per effettuare il versamento ritardato della prima rata dell’acconto sulla cedolare secca nella misura dell’85% della tassa dovuta. Diverse le soluzioni di versamento dell’acconto per i contratti in corso nel 2011: se l’importo dovuto e’ inferiore a 257,52 euro, in unica soluzione, entro il 30 novembre 2011; se l’importo dovuto e’ pari o superiore a 257,52 euro, in 2 rate, di cui: la prima, nella misura del 40%, entro il 6 luglio 2011 o, scaduto tale termine, entro il 5 agosto con la maggiorazione dello 0,40%; la seconda, nella restante misura del 60%, entro il 30 novembre 2011. Per i contratti con decorrenza successiva al 31 maggio 2011, il versamento d’acconto deve essere fatto, in unica rata, entro il 30 novembre 2011. Per i contratti con decorrenza dal 1novembre 2011, l’acconto non e’ dovuto.

La prima rata dell’acconto può essere versata ratealmente e sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi. L’acconto per il 2011 non e’ dovuto e la cedolare va versata interamente a saldo (nel giugno del 2012) se l’importo su cui calcolare l’acconto non supera 51,65 euro. Il versamento deve essere effettuato tramite il modello F24 modalità che quest’anno devono utilizzare anche i contribuenti che ricorrono all’assistenza fiscale.

Si ricorda che in tutti i casi in cui sia stata già esercitata l’opzione per la cedolare, il locatore deve inviare all’inquilino dell’alloggio affittato la prevista raccomandata con la quale comunica allo stesso la scelta di avvalersi del regime della cedolare e contestualmente rinuncia all’aggiornamento del canone di locazione.