Fabrizio Saccomanni

L’ex direttore generale della Banca D’Italia Fabrizio Saccomanni dal 28 aprile 2013 è il nuovo ministro dell’Economia e delle Finanze del governo guidato da Enrico Letta. 71 anni, romano, laurea in economia e commercio alla Bocconi e studi di perfezionamento negli States, Saccomanni è l’ennesimo tecnico prestato alla politica. A quanto pare il suo nome per il dicastero di Via XX settembre è stato praticamente blindato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che considera l’economista, direttore generale di Bankitalia dal 2006, l’uomo giusto per provare a fare uscire il Paese dalle secche della crisi.

Appassionato di poesia e lui stesso compositore di versi in dialetto romano, Saccomanni per lustri è stato il rappresentante di Palazzo Koch presso gli organismi economico-finanziari internazionali (dal Fmi alla Bce). Oltre ad essere un profondo conoscitore della materia, gli vengono riconosciute grandi doti e abilità diplomatiche e negoziali. Quando già il suo nome circolava tra i papabili per un governo di larghe intese l’economista chiarì: “Adesso siamo contenti perché lo spread è a 300, ma dovrebbe essere a 100 e ancora meno, tenuto conto di tutto ciò che è stato fatto. È chiaro che la sostenibilità della finanza pubblica è legata alla ripresa della crescita, e su questo fronte non abbiamo fatto granché".

Dopo il suo insediamento Saccomanni ha spiegato che la sua filosofia di governo sarà basata sul principio meno tasse e più crescita. Archiviata la fase “cura di cavallo” somministrata al Paese dal governo Monti, ora urge tagliare pressione fiscale e spesa pubblica per rilanciare potere d’acquisto e consumi, lasciandoci alle spalle il clima di “incertezza psicologica” che ha avvolto l’intera economia e il settore del credito. Banche e imprese vanno coinvolte in un “grande patto” per l'Italia, per farla uscire dalla spirale di pessimismo e incertezza in cui è piombata.

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