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Inflazione

Divario record fra salari e inflazione

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Consumatori Inflazione


L’Istat ha certificato oggi dati molto allarmanti che fotografano l’impoverimento delle famiglie italiane. L’aumento tendenziale delle retribuzioni nel 2011 è fermo ad un +1,4% lontanissimo dall’inflazione arrivata al 3,3% sulla spinta dell’Iva al 21% e dell’aumento dei prezzi dei carburanti. Si tratta del divario più rilevante fra questi due dati dal 1995. Nei fatti le retribuzioni sono ferme mentre il costo della vita continua a salire, con ovvie conseguenze per i budget delle famiglie.

L’indice che misura la fiducia dei consumatori è ai minimi dal 1996, ma non si tratta soltanto di un fenomeno ascrivibile all’emotività perché secondo un’indagine di Bankitalia i redditi reali delle famiglie comparati ai prezzi sono ai livelli del 1991, un passo indietro di 20 anni. Le associazioni dei consumatori, Adusbef e Federconsumatori, lanciano l’allarme sulla situazione delle famiglie a reddito fisso:

Il potere d’acquisto è diminuito dell’1,9% secondo i dati odierni dell’Istat. Questo significa, per una famiglia media monoreddito che percepisce un reddito 1.500 euro al mese una diminuzione del potere di acquisto pari a 342 euro l’anno, mentre nel caso il reddito percepito sia di 2.000 euro al mese la diminuzione del potere di acquisto e’ pari a 456 euro l’anno.

Tutto questo mentre non frenano la loro corsa un po’ tutte le tariffe, dal gas all’elettricità senza dimenticare la mazzata in arrivo sul fronte delle imposte. La situazione è oltre i limiti della sostenibilità considerando che per il 2012 si prospetta un’ulteriore aumento dei prezzi nel solo settore alimentare pari a 392 euro a famiglia.

Foto | © TM News

Inflazione 2011: tasso medio del 2,8%

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Prezzi Inflazione


L’Istat ha diffuso i dati dell’indice dei prezzi al consumo per lo scorso mese di dicembre fornendo la prima stima per il tasso medio dell’inflazione per l’anno 2011. Nessuno si aspettava grosse inversioni di tendenza (nemmeno era possibile immaginarle), ma fa riflettere una crescita su base annua del 2,8% se si guarda al 2010 quando l’aumento restò entro limiti più che accettabili fissandosi all’1,5%.

La spinta inflazionistica è stata, come ovvio, alimentata dai carburanti. Il prezzo della benzina a dicembre è cresciuto del 15,8% su base annua, quello del gasolio del 24,3% sempre rispetto allo stesso mese del 2010. Sono dati pesanti, l’effetto combinato dall’aumento delle quotazioni del petrolio e del sempre più consistente prelievo fiscale si fa sentire e preoccupa anche in prospettiva futura. Come noto l’aumento dei prezzi di benzina e diesel si scarica a cascata su tutti gli altri beni e servizi che richiedono, in un modo o nell’altro, l’uso dei carburanti nelle fasi di produzione e distribuzione. In generale il settore trasporti è il più penalizzato con un +7,1% seguito da quello per abitazione, acqua, elettricità e combustibili con +6,3% e dalle bevande alcoliche e tabacchi (+6%).

In questo contesto proseguono gli appelli delle associazioni dei consumatori al ministro Passera per un incontro urgente proprio sulla questione del prezzo dei carburanti. Trovare soluzioni, il riferimento è all’introduzione di un sistema che eviti l’effetto moltiplicatore dell’Iva in presenza di aumenti di accise e del prezzo del prodotto stesso, e farlo in fretta. Saranno ascoltati?

10 anni di tariffe (pubbliche) impazzite

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Prezzi Inflazione


Negli ultimi 11 anni il tasso d’inflazione ha fatto segnare un +27,1%. Un aumento del costo della vita rilevante, soprattutto se confrontato all’aumento delle retribuzioni, ma ancora più impressionante è lo scostamento con la crescita dei prezzi dei servizi pubblici. Dal 2000 al 2011 le bollette per l’acqua sono salite in media del 70,2%, la tassa sulla raccolta dei rifiuti è cresciuta del 61%, tutti aumenti superiori al doppio dell’inflazione registrata.

Autentici salassi che in alcune situazioni particolari (questi sono aumenti “medi”) sono ben più gravi. Se si esclude i servizi di telefonia non si salva nessun settore. I trasporti ferroviari sono cresciuti del 53,2%, i pedaggi autostradali +49,1%, i trasporti urbani +39,5% e il gas per riscaldamento del 43,3%.

Vicini al tasso d’inflazione si trovano i servizi postali (+30,4%) e l’energia elettrica (+26,2%) mentre soltanto le spese per il telefono sono in negativo con un -11%. Una magra consolazione. Lo studio della Cgia di Mestre ha messo in evidenza un dato ancora più allarmante: gran parte degli aumenti rilevati si è concentrata proprio nel quadriennio 2008-2011 (quello della “crisi”). A fronte di una crescita dell’inflazione del 4,9% le impennate dei prezzi sono state evidenti: le bollette dell’acqua (+25,5%), i biglietti dei trasporti ferroviari (+23,6%) ed i pedaggi autostradali (+16,6%).

Carburanti, aumentano accise. Le critiche

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Caro energia Auto Consumatori Inflazione

Carburanti, aumentano accise. Le criticheAumentano le accise sui carburanti per fronteggiare l’emergenza causata dall’alluvione in Liguria e in Toscana. Così, rileva Staffetta Quotidiana, i prezzi alla pompa hanno risentito, nel ponte dei Santi, dell’aumento delle accise in vigore dal 1° novembre, per un ammontare di 0,89 centesimi, che con l’aggiunta dell’Iva al 21% hanno un impatto sul prezzo finale compreso fra 1 centesimo e 1,1 centesimi al litro.

L’aumento della accise è sempre tema controverso. Commenta il segretario generale Adiconsum Pietro Giordano: “Giusta la solidarietà per le popolazioni colpite dalle alluvioni, ma auspichiamo che non venga prorogata per decenni, come accaduto per esempio per la guerra in Abissinia“.

L’insieme delle decisioni sui carburanti hanno ripercussioni inevitabili. Prosegue Giordano: “Tali decisioni nel loro complesso pesano ulteriormente sui redditi delle famiglie già fortemente colpite dalla crisi economica, e peseranno sul tasso d’inflazione, che Adiconsum prevede in novembre prossimo al 4%. Ciò provocherà un ulteriore aumento dei prezzi di tutti i prodotti alimentari e non, che già hanno avuto un balzo in avanti grazie all’effetto Iva e agli arrotondamenti illeciti. È tempo di segni di discontinuità che blocchino tassazioni dirette e indirette sui soliti noti, cioè lavoratori dipendenti e pensionati, e creino le condizioni per politiche di sviluppo che diano occupazione e quindi reddito ai giovani e alle donne che come rileva l’Istat sono le categorie più colpite dalla crisi economica in atto“.

Quello che viene contestato da più parti al Governo non è la bontà della motivazione alla base dell’aumento delle accise, quanto il fatto che il ricorso a questo tipo di provvedimento sia diventato la soluzione immediata per qualunque tipo di emergenza, in assenza di progetti alternativi. Commentano ad esempio Federconsumatori e Adusbef: “Non contento di aver aumentato l’Iva al 21%, e di aver innalzato in diverse riprese l’accisa sui carburanti, il Governo ha pensato bene di aumentare ancora una volta l’accisa. Nulla da dire sulla motivazione, condividiamo pienamente la necessità di stanziare aiuti per la Liguria e la Toscana, colpite dalle violente alluvioni dei giorni scorsi, ma non è questo il modo“.

Via Ansa.

Tassametri taroccati a Roma, Codacons deposita esposto

pubblicato da Roberto in: Concorrenza Consumatori Inflazione

Tassametri taroccati a Roma, Codacons deposita esposto
Tassametri taroccati che aumentano, a volte raddoppiano, il prezzo della corsa. E’ quanto succede a Roma, secondo l’inchiesta pubblicata dal Corriere della Sera.

La falsificazione dei tassametri come gli altri illeciti sono fatti estremamente gravi per cui è necessario un forte impegno dell’amministrazione comunale al fine di mettere in campo un’operazione trasparenza“. Lo ha affermato Umberto Marroni, capogruppo di Roma Capitale. “Un’iniziativa necessaria per dare risposte chiare non solo agli utenti, romani e turisti, ma anche ai tanti, che sono la maggioranza, tassisti onesti che ogni giorno con serietà svolgono il loro lavoro nel rispetto delle regole“.

Sul caso interviene anche il Codacons che ha depositato oggi stesso un esposto in Procura, chiedendo di indagare sul giro di tassametri taroccati. “Si tratta di una truffa gravissima che consente ad alcuni tassisti disonesti di triplicare gli incassi a danno dei clienti, e determina un ingiusto arricchimento a vantaggio delle officine criminali che alterano i tassametri. Una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a spillare soldi ai cittadini“.

Per questo il Codacons, nell’esposto inviato alla Procura della Repubblica di Roma, chiede di aprire delle indagini alla luce dei possibili reati di truffa aggravata, associazione a delinquere e falso, acquisendo la registrazione realizzata dal Corriere della Sera e individuando le officine responsabili delle manomissioni. L’associazione chiede inoltre sia disposto il sequestro delle officine stesse e dei taxi coinvolti nella scandalosa vicenda.

Via Codacons.

Stime provvisorie, l'inflazione schizza al 3,4%

pubblicato da Roberto in: Concorrenza Consumatori Inflazione

Stime provvisorie, l'inflazione schizza al 3,4%
Il tasso d’inflazione annuo a ottobre è salito al 3,4% dal 3% di settembre. È il dato più alto da ottobre 2008. Lo rileva l’Istat nelle stime provvisorie, che indicano un aumento dello 0,6% su base mensile, il rialzo maggiore da giugno 1995. Secondo l’Istituto di Statistica, a pesare sono stati gli effetti della manovra, in particolare dell’incremento dell’Iva. Aumenti record per benzina e gas naturale: la prima è aumentata del 17,8% (dal +16,3% di settembre) su base annua, mentre è salita dello 0,8% su base mensile. Forte rialzo anche per il prezzo del gas naturale, che su settembre aumenta del 3,4% e su base annua balza all’11,3%, dal 7,6% di settembre.

Sempre più grave ed allarmante la crescita del tasso di inflazione” commentano Federconsumatori e Adusbef che parlano di “una crescita incontrollata in piena contraddizione con l’andamento dei consumi e del potere di acquisto delle famiglie“. Quanto alle cause, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef sostengono che l’aumento “non può avere alcuna giustificazione o spiegazione al di fuori delle volontà speculative ormai chiare ed evidenti, nonché della demenziale manovra di aumento dell’IVA operata dal Governo“.

Un capolavoro” commenta, invece, Confesercenti che aggiunge: “Una scelta sbagliata, come per altro denunciato fin da subito da Confesercenti, e che per giunta si alimenta del costo crescente dei prezzi dei carburanti, rivelandosi per quello che è: un boomerang contro l’economia italiana e lo sviluppo“.

Via Federconsumatori.

Piazza affari, una giornata senza precedenti

pubblicato da Roberto in: Varie Investire Inflazione

Piazza affari, una giornata senza precedenti
Seduta pessima per Piazza Affari: la perdita del 6,13% dell’indice Ftse All Share equivale a 22 miliardi di euro bruciati in una giornata.

Piazza Affari non registrava perdite così pesanti dall’ottobre del 2008, nel pieno della crisi dei mutui subprime. Nella cronistoria delle peggior performance registrate, a partire dal 1997, dal principale indice della Borsa di Milano, sono soltanto tre i risultati peggiori: il 10 ottobre di tre anni fa (-7,14%); l’11 settembre 2001 (-7,57%), giorno degli attentati alle Torri gemelle e al Pentagono, e il 6 ottobre 2008 (-8,24%).
Nel 2011, il record negativo finora era stato il 10 agosto, quando il Ftse MIb aveva chiuso a -6,65%.

L’annuncio choc del premier greco, George Papandreou, di indire un referendum sugli aiuti internazionali alla Grecia, affonda i listini europei. Anche Wall Street perde oltre il 2%. Piazza Affari risente dell’impennata record degli spread e del timore che un default greco possa trasformare l’Italia nella prima vittima del contagio. Precipitano anche Parigi che cede il 5,38% a 3.068,33%, Francoforte che arretra del 5% a 5.834,51 punti e Londra che perde il 2,21% a 5.421,57 punti. Atene affonda dell’8,14%, Madrid del 4,64% e Lisbona del 3,68%. Crollano i bancari, specie in Francia e in Italia, con Intesa a -15,8%, SocGen -17% e Bnp Paribas -13,2%.

Via Repubblica.

Ultima ora. Crisi finanziari, giù tutta l'Europa.

pubblicato da Roberto in: Investire Banche Inflazione

Ultima ora. Crisi finanziari, gi�¹ tutta l'Europa.
Listini europei in picchiata a metà giornata sui nuovi timori per la zona euro.

La decisione della Grecia di proporre un referendum sul piano di salvataggio e lo spread fra i Btp e Bund tedeschi che ha sfiorato quota 440 punti hanno innescato una massiccia ondata di vendite che ha colpito in particolare il settore bancario.

A Milano il Ftse Mib arretra del 5,44% e il Ftse All Share il 4,9%.

Si fa ancora più ripida la caduta dei listini europei per il timore di un default della Grecia e di un contagio all’Italia della crisi del debito sovrano. Francoforte cede il 5%, Parigi il 4% mentre, Atene (-7,6%), la maglia nera in Europa.

Via Repubblica.

La pausa pranzo, 270 Euro al mese

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Consumatori Prezzi Inflazione

La pausa pranzo, 270 Euro al mese
La pausa pranzo fuori casa costa cara. In un solo anno, dal 2010 a oggi, i prezzi praticati in bar e punti di ristoro self service sono aumentati in media di oltre il 3%. Un pasto tipo composto da acqua, un piatto di pasta, un dessert e un caffè costava 5,53 euro nel 2001; è arrivato a 11,95 euro l’anno scorso; quest’anno già costa oltre 12 euro (12,31 euro) con un aumento percentuale pari al 123% in dieci anni. Alla fine, un pasto tipo in un bar o in un self service può arrivare a costare oltre 270 euro al mese.

Sono i rincari denunciati da Adusbef e Federconsumatori: “Alla luce di questi rincari, in tempo di crisi sono sempre di più i consumatori che rinunciano alla ‘pausa pranzo’ nei punti self service/bar e preferiscono portarsi il pranzo da casa, oppure acquistarlo direttamente nei negozi o nei supermercati“.

Le due associazioni propongono un’analisi dei rincari per singole voci, spalmate nell’arco degli ultimi dieci anni. Una tazzina di caffè, ad esempio, partiva da 62 centesimi nel 2001, dopo l’introduzione dell’euro, ed è arrivata quest’anno a una media di 96 centesimi, con un aumento dell’1% rispetto al 2010 e del 55% in dieci anni. Dal 2001 al 2011, una bottiglia da mezzo litro d’acqua è aumentata dal 217%, passando da 52 centesimi a 1,65 euro, con un aumento del 3% solo rispetto allo scorso anno. La pizza margherita della pausa pranzo costava 3,36 euro nel 2001, ora arriva a 8,70 euro, nel 2010 stava a 8,50 euro: più 2% sull’anno, più 159% in dieci anni.

Un piatto di pasta è rincarato del 150% in dieci anni: costava 2,32 euro nel 2001; è arrivato a 5,60 euro nel 2010; quest’anno già si attesta su una media di 5,80 euro, con un aumento percentuale annuale del 4%. Per un dessert al piatto, nel 2001 servivano 2,07 euro; nel 2010 il prezzo si attestava su 3,80 euro; quest’anno è stato ulteriormente ritoccato a 3,90 euro, con un aumento del 3% e dell’88% nell’arco di dieci anni. Un panino è aumentato, dal 2001, del 94%, passando da circa 1,55 euro ai 3 euro rotondi di quest’anno. E una pizzetta rossa è passata da 77 centesimi del 2001 ai 2,30 euro di quest’anno: in dieci anni, il prezzo è salito del 199%.

Via Vocearancio.

Come ottenere un aumento di stipendio!

pubblicato da Roberto in: Lavoro Concorrenza Inflazione

Come ottenere un aumento di stipendio!
Chiedere, e ottenere, un incremento della propria retribuzione. Passo dopo passo, come farsi dire di si.

La retribuzione media di un lavoratore dipendente italiano è di 25.980 euro l’anno. Secondo una statistica americana, il 95% dei lavoratori dipendenti, durante la propria carriera professionale, non chiede mai all’azienda un aumento di stipendio.

Prima di procedere con la richiesta è necessario valutare se si è nella posizione giusta per farlo. Chi è nuovo, dovrebbe aspettare almeno sei mesi; chi svolge già da tempo e in maniera efficiente i compiti assegnati o si assume nuove responsabilità, può valutare la richiesta.

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