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Investire

Bot: il rendimento scende sotto il 2%

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Investire


Per la prima volta dal maggio scorso, un secolo fa se consideriamo i frenetici eventi che hanno scandito la crisi finanziaria del nostro paese negli ultimi mesi, i rendimenti dei Bot semestrali scendono sotto la soglia del 2%. Nell’ultima asta il Tesoro è riuscito a collocare 8 miliardi di titoli (la domanda era arrivata a 10,7) con un rendimento pari al 1,969%. Non più l’investimento molto conveniente dal punto di vista dei tassi come nelle aste meno recenti, ma un buon segnale per tutto il paese.

Tutti i sacrifici imposti dal governo Monti ai cittadini sarebbero resi inutili se i rendimenti dei titoli di Stato con i quali l’Italia deve obbligatoriamente finanziarsi nell’attuale situazione volassero alle stelle. Da qui tutta la preoccupazione per il livello dello spread: se non torna stabilmente intorno ai 300 punti l’Italia dovrà continuare a pagare tassi d’interesse che rischiano di diventare il definitivo cappio al collo del nostro paese.

Gli investitori che continuano a credere nei titoli di Stato saranno certamente meno contenti di ricevere tassi meno elevati di rendimento, ma almeno possono essere ancora più sicuri (sia chiaro, la sicurezza matematica non c’è e non ci sarà mai) che quegli stessi titoli non diventino carta straccia a causa di un default.

Foto | © TM News

Un fallimento su tre colpa dei ritardi nei pagamenti

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Investire Banche


Nel 2011 nel nostro paese sono fallite 11.615 aziende. Tanti sono gli imprenditori italiani che hanno portato i libri in Tribunale negli ultimi 12 mesi e, secondo le stime, il 31% di questi l’ha fatto non solo perché strozzati dalla crisi economica, ma soprattutto perché la prima conseguenza della crisi in Italia è il ritardato pagamento per prestazioni e servizi già venduti e che avrebbero dovuto essere incassati da tempo.

Secondo i dati Intrum Justitia in Europa sono il 25% le aziende che falliscono a causa dei ritardati pagamenti dei loro clienti, ma tenendo conto che nel nostro paese questi ritardi superano la media europea di 26 giorni è naturale vedere un proporzionale aumento delle aziende che chiudono a causa dei pagamenti dilazionati all’infinito.

Negli ultimi 4 anni i ritardati pagamenti sono arrivati in Italia alla soglia record di 53 giorni medi di attesa contro i 27 giorni medi del 2008, quasi due mesi che oggi possono diventare fatali grazie al sistema bancario sempre più restio a concedere credito ai privati e alle attività produttive se si innestano in un sistema nel quale anche i pagamenti “in orario” si attestano sono una media di 180 giorni contro il cliente è la pubblica amministrazione e 103 se il committente è un privato.

Il recepimento della direttiva europea contro il ritardo nei pagamenti è sempre più urgente, soprattutto per contrastare il fenomeno che porta gli imprenditori in mancanza di liquidità ad entrare nella schiera degli “sfiduciati”, quanti di fronte alle difficoltà decidono di chiudere piuttosto che andare ancora una volta con il cappello in mano a chiedere aiuto a banche sempre più sorde alle esigenze delle imprese.

Foto | © TM News

BTP-Day: un successo senza precedenti

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Investire Risparmio


Gli italiani dimostrano di credere, più di quanto non si potesse immaginare, alla solidità finanziaria del nostro paese. Il Btp-Day, un’iniziativa dell’ABI per promuovere l’acquisto di titoli di stato che prevedeva la possibilità di sottoscrivere contratti senza dover pagare alcuna spesa di negoziazione, è stato un successo, oltre le più rosee aspettative. Sono stati in tanti fra i piccoli investitori a scegliere proprio la giornata di ieri per acquistare Bot e Btp, in proporzione moltissimi guardando al numero di prenotazioni che erano arrivate nei giorni scorsi nell’ambito di questa iniziativa.

Sul Mot, il Mercato dei Titoli di Stato, sono stati registrati 86.681 contratti e un controvalore pari a oltre 2,7 mld. Di questi ben 80.962 contratti e 2,5 miliardi erano sui titoli di Stato italiani. Le media del mese di novembre 2011 si era attestata a quota 39.500 contratti giornalieri, un aumento del 100%.

Il titolo più scambiato è stato il Bot con scadenza 31 maggio 2012 (247 milioni di euro di controvalore) seguito da Btp Agosto 2013 con 137 milioni. D’altra parte i rendimenti, complice l’instabilità finanziaria, sono molto vantaggiosi, ma si tratta comunque di una mole di acquisti che dimostra come non sia così elevato il timore di un default in tempi brevi per il nostro paese proprio in una giornata nella quale dall’agenzia di rating Moody’s è arrivato un allarme in questo senso. Alla fine prevarrà la fiducia patriottica o la malefica speculazione finanziaria?

L’e-commerce vale 7,6 miliardi di fatturato

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Hi-Tech Leggi

L�e-commerce vale 7,6 miliardi di fatturatoL’e-commerce italiano è in forte crescita. Secondo la ricerca sui mercati digitali consumer della School of management del Politecnico di Milano il giro d’affari del mercato online è destinato ad un incremento del 17% per un valore alla fine dell’anno 2011 di 7,6 miliardi.

Se già il 2010 ha fatto registrare un più che soddisfacente +15%, l’anno in corso è destinato a confermare il trend positivo. Si tratta di una crescita recente, nel 2009 il commercio elettronico è stato sostanzialmente piatto.

Per dare uno scossone al mercato sono stati necessari investimenti importanti, sia nazionali che stranieri. Un esempio di successo è fornito dalla statunitense Amazon, primo nome ad aver fatto comparsa nell’e-business già alla fine degli anni ’90.

La scelta opulata di procedere all’apertura di uno store digitale anche nel nostro Paese solo nel novembre del 2010 testimonia che l’e-business italiano è ancora lontano dalla maturità, seppur da un paio di anni abbia fatto passi da gigante. A stimolare le aziende ad aprire un negozio virtuale vi sono la diffusione massiccia della rete oggi ampiamente disponibile anche in mobilità e con nuovi supporti come i tablet pc.

L’Italia procede a ritmo serrato. Secondo l’istituto di ricerca Forrester la crescita media stimata nel resto del mondo è tra il 12 e il 14%. Tendenza dell’ultimo anno è anche l’affermarsi del social shopping.

Si tratta di una pratica che sta prendendo rapidamente piede nel nostro Paese. Il meccanismo è semplice, si cerca di attirare acquirente proponendo sconti particolarmente elevati che verranno applicati alla merce venduta al raggiungimento di un certo numero di persone interessate. Un ottimo modo per le aziende di farsi pubblicità, vendere stock di merci e guadagnare quindi dalla vendita di grandi quantità.

Via Ansa.

Le PMI italiane sempre più “on the cloud”

pubblicato da Roberto in: Investire Hi-Tech Concorrenza

Le PMI italiane sempre più �on the cloud�
Un numero crescente di imprese è sempre più attratto dalla migrazione da servizi desktop a servizi di cloud computing, in cui il software è caricato su un server e usufruito mediante la rete.

Questa soluzione appare particolarmente indicata al fine di permettere un contenimento dei costi e una più facile gestione. Vengono infatti evitati gran parte degli interventi di assistenza, che possono essere compiuti da remoto, così come gli aggiornamenti che avvengono in modo automatico online.

Il panorama della “nuvola” si arricchisce oggi col pacchetto Suite Ospit@.

Il numero di server virtuali già attivati nell’ambito dell’offerta Ospit@ Virtuale (pensato per le piccole e medie imprese) e Hosting Evoluto (soluzione analoga per le aziende medio-grandi) ammonta a oltre 1.700. Le imprese appaiono sempre più ricettive nei confronti di proposte all’avanguardia che permettano una facile gestione e un approccio semplificato ma allo stesso tempo performante con le nuove tecnologie al servizio del business.

Via Asca.

Piazza affari, una giornata senza precedenti

pubblicato da Roberto in: Varie Investire Inflazione

Piazza affari, una giornata senza precedenti
Seduta pessima per Piazza Affari: la perdita del 6,13% dell’indice Ftse All Share equivale a 22 miliardi di euro bruciati in una giornata.

Piazza Affari non registrava perdite così pesanti dall’ottobre del 2008, nel pieno della crisi dei mutui subprime. Nella cronistoria delle peggior performance registrate, a partire dal 1997, dal principale indice della Borsa di Milano, sono soltanto tre i risultati peggiori: il 10 ottobre di tre anni fa (-7,14%); l’11 settembre 2001 (-7,57%), giorno degli attentati alle Torri gemelle e al Pentagono, e il 6 ottobre 2008 (-8,24%).
Nel 2011, il record negativo finora era stato il 10 agosto, quando il Ftse MIb aveva chiuso a -6,65%.

L’annuncio choc del premier greco, George Papandreou, di indire un referendum sugli aiuti internazionali alla Grecia, affonda i listini europei. Anche Wall Street perde oltre il 2%. Piazza Affari risente dell’impennata record degli spread e del timore che un default greco possa trasformare l’Italia nella prima vittima del contagio. Precipitano anche Parigi che cede il 5,38% a 3.068,33%, Francoforte che arretra del 5% a 5.834,51 punti e Londra che perde il 2,21% a 5.421,57 punti. Atene affonda dell’8,14%, Madrid del 4,64% e Lisbona del 3,68%. Crollano i bancari, specie in Francia e in Italia, con Intesa a -15,8%, SocGen -17% e Bnp Paribas -13,2%.

Via Repubblica.

Mercati in chiusura, ecco la situazione

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire

Mercati in chiusura, ecco la  situazione
A un’ora e mezzo dall’apertura delle contrattazioni Wall Street riduce le forti perdite delle prime battute mentre si cerca di capire se la Grecia andrà davvero avanti nel progetto di referendum popolare sugli accordi con Ue e Fmi. Il Dow Jones perde l’1,76%, 210,62 punti, a quota 11.744,39; il Nasdaq cede l’1,98%, 53,15 punti, a quota 2.631,35; e lo S&P 500 arretra del 2,02%, 25,27 punti, a quota 1.228,03.

Per la prima volta nel corso della giornata le Borse europee e con loro Piazza Affari hanno tentato di fermare la progressione delle vendite: a circa un’ora e mezza dalla chiusura l’indice Ftse Mib segna una perdita del 6,08%, l’Ftse All Share un ribasso del 5,56%.

Tra i titoli principali sono sempre le banche a trascinare al ribasso i listini: Intesa SanPaolo rientrata alle contrattazioni e segna un calo del 13,25%, seguita da Unicredit, che cede il 9,55%, dal Monte dei Paschi di Siena (-7,27%) e dalla Banca popolare di Milano (-6,71%).

Male anche Fiat, che perde il 6,82%, e Fondiaria Sai, in asta di volatilità al ribasso, cosi’ come la controllante Premafin, che però poco prima segnava un leggero rialzo.

Via Repubblica.

Piazza affari - 7%. Spread da record. L'Italia trema, per davvero

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Banche Leggi

Piazza affari - 7%. Spred da record. L'Italia trema, per davvero
Senza freni gli indici europei che aggiornano i minimi di giornata.

Milano tocca addirittura -7,08% sotto quota 14.900 punti per poi risalire a -6,64%. Francoforte cede il 5,62%, Parigi il 5,3%, Madridi il 4,9%. Limitano i danni Zurigo (-3%) e Londra (-3,3%).

Sul Ftse Mib, seduta choc per i bancari: -14,4% Intesa Sanpaolo, -11% Unicredit, -8,7% Mps. Fiat industrial lascia sul terreno il 12,7%.

Nuovo record per lo spread che raggiunge 452 punti.

Con il Btp decennale sono sotto pressione anche i titoli del Tesoro a due e a cinque anni, che segnano nuovi record storici. Il rendimento del biennale schizza al 5,67% sul mercato secondario mentre quello del quinquennale vola al 6,28%. In quest’ultimo caso lo spread col bund a cinque anni si allarga a 532 punti base.

Via Repubblica.

Piazza affari crolla a - 6%. L'Italia al baratro?

pubblicato da Roberto in: Investire Leggi Risparmio

Piazza affari crolla a  - 6%. L'Italia al baratro?
Appare oramai inarrestabile la caduta di Piazza Affari. L’Ftse Mib perde ora oltre il 6%, lasciando sul terreno il 6,26%, a 15.014 punti.

Continua a salire la tensione sul mercato dei titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi ha sfondato quota 440 punti, aggiornando il record storico. Il differenziale tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi è salito fino a 441 punti. Il rendimento dei Btp è schizzato al 6,22%.

L’euro sotto pressione a metà seduta, in un mercato preoccupato per il riacutizzarsi della crisi del debito sovrano e della minore crescita economica in Cina. Le vendite tecniche e la speculazione sulle riunioni di questa settimana di Bce e Fed alimentano il fronte della lettera e l’avversione al rischio degli investitori. A metà seduta l’euro quota 1,3702 dollari (1,3934) dopo avere oscillato tra 1,3670 e 1,3871.

Intanto, riunione interministeriale di emergenza oggi pomeriggio in Francia. Si svolgerà all’Eliseo, mentre precedentemente è stato reso noto che a metà giornata sul nuovo peggioramento delle tensioni di mercati si svolgerà un consulto telefonico tra il presidente Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Intanto, in Italia, Berlusconi segue la crisi con il Ministro Tremonti assicurando ai cronisti che non c’è pericolo per l’Italia.

Via Repubblica.

Ultima ora. Crisi finanziari, giù tutta l'Europa.

pubblicato da Roberto in: Investire Banche Inflazione

Ultima ora. Crisi finanziari, gi�¹ tutta l'Europa.
Listini europei in picchiata a metà giornata sui nuovi timori per la zona euro.

La decisione della Grecia di proporre un referendum sul piano di salvataggio e lo spread fra i Btp e Bund tedeschi che ha sfiorato quota 440 punti hanno innescato una massiccia ondata di vendite che ha colpito in particolare il settore bancario.

A Milano il Ftse Mib arretra del 5,44% e il Ftse All Share il 4,9%.

Si fa ancora più ripida la caduta dei listini europei per il timore di un default della Grecia e di un contagio all’Italia della crisi del debito sovrano. Francoforte cede il 5%, Parigi il 4% mentre, Atene (-7,6%), la maglia nera in Europa.

Via Repubblica.