Oltre il 50% del reddito se ne va in tasse. Non male se si considera che ogni italiani ha un debito medio di 10.400 euro! Con la crisi non fanno che aumentare le famiglie (+2,7%) che non riescono ad onorare i propri impegni.
I conti in tasca agli italiani li ha fatti l’Istituto di ricerca di Dottori commercialisti e degli Esperti contabili (IRDCEC).
Un dato che viene calcolato comprendendo anche la quota stimata dall’Istat di economia sommersa. Ma a pagare le tasse sono, evidentemente, quelli che “sommersi” non sono. E se si toglie quella componente reale, ma invisibile al fisco dal Pil reale, la percentuale che si ottiene e’ ben superiore al 42,8% delle stime ufficiali.
Fisco più pesante d’Europa
Un primato tutto italiano quello delle tasse più pesanti d’Europa che non rende certo fieri. La pressione fiscale nel nostro Paese supera addirittura la Danimarca (49,2%), la Svezia (47,6%) e il Belgio (45,9%), a fronte di ben altri standard di servizi e di welfare.
Un’auto analisi che non lascia spazio all’ottimismo. Le PMI si guardano allo specchio per capire i motivi della scarsa competitività del made in italy. Prima causa associata all’insuccesso di impresa l’eccessiva pressione fiscale che rappresenta per il 75,5% delle imprese italiane un limite allo sviluppo e alla competitività, mentre la burocrazia incide negativamente sull’attività per il 61% dei casi.
L’indagine è stata realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format - Ricerche di Mercato su ‘fiscalità e pmi’ presentata ieri a Genova.
Lo spreco delle tasse
Stando all’opinione espressa dal 66% delle imprese, la pressione fiscale sarebbe legata alla cattiva gestione e allo spreco delle risorse pubbliche, mentre il 40% sostiene che il peso elevato delle tasse sia riconducibile alla diffusione dell’evasione fiscale.
La tassa più odiata e demonizzata dalle imprese italiane sarebbe l’Irap, ritenuta superflua dal 35% del campione intervistato. L’introduzione della telematica e delle politiche di semplificazione amministrativa degli ultimi cinque anni non sembrerebbero ancora avere sortito interamente gli effetti sperati. Nonostante l’introduzione delle nuove tecnologie, infatti, il rapporto tra impresa e uffici del fisco e della previdenza è migliorato secondo il 40% delle imprese, è invece rimasto ’sostanzialmente uguale’ per il 50%.
Ormai è deciso: la tassa sul lusso sarà abolita. Così, quest’estate in Sardegna gli yatch e gli aerei privati che sbarcheranno sull’isola non dovranno pagare la tassa introdotta tre anni fa dall’ex governatore Renato Soru. La notizia arriva da Ugo Capellacci, nuovo Presidente della Regione, che ha consegnato una bozza della Finanziaria regionale 2009 ai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil. che dovrà essere approvata il prossimo mese. Sono anche previsti interventi a sostegno della lotta alle povertà e per le imprese. E’ quanto emerge nella bozza, illustrata dal presidente della Regione: si tratta di una prima parte della Manovra che sarà varata in due tempi, la prima entro aprile affronterà le emergenze, la seconda entro giugno definirà le politiche per lo sviluppo.
Il Fisco si informatizza e passa al Web snellendo le procedure per i contribuenti, scopri come con la nuova guida delle Entrate “Tutto il Fisco con un click“.
Una nuova ed esauriente guida dell’Agenzia delle Entrate illustra i servizi attivi online spiegando come basti un click per trasmettere le dichiarazioni, effettuare i pagamenti ma anche per avere informazioni e scaricare modulistica.
Uno dei principali strumenti telematici a servizio dei cittadini è certamente costituito dal portale dei servizi on-line dell’Agenzia delle Entrate, accessibile dal sito istituzionale internet o direttamente a questo indirizzo. Tramite questo sito si possono presentare dichiarazioni, effettuare pagamenti, registrare contratti di locazione, comunicare dati, inviare istanze, chiedere informazioni e consultare il proprio “cassetto fiscale”, senza muoversi dalla propria scrivania e senza affrontare chilometriche code agli sportelli.
Attraverso l’utilizzo del “cassetto fiscale”, ad esempio, il contribuente può consultare, in modo veloce e immediato, tutti i dati e le informazioni che riguardano la sua posizione fiscale mentre utilizzando il servizio dei pagamenti telematici o quello di trasmissione delle dichiarazioni, può verificare velocemente la correttezza e la regolarità dei propri adempimenti.
I vantaggi per gli utenti dei servizi telematici sono quindi notevoli: risparmio di tempo, comodità, sicurezza sia sotto il profilo della correttezza della procedura attuata che per la protezione dei dati trasmessi.
Una scadenza che scotta quella di chiusura dell’esercizio per imprese e professionisti. Come ogni anno ci si troverà a dover fare i conti con l’acconto di imposta che, viste le novità in finanziaria, subiranno alcuni correttivi già a partire dall’Unico di quest’anno. Entro il 30 novembre infatti dovrà essere effettuato il versamento della seconda o unica rata dell’anticipo Irpef, Ires e Irap per quanti abbiano periodo di imposta coincidente con l’anno solare.
La base di calcolo dell’acconto storico (quello indicato nella dichiarazione dell’anno scorso) dovrà essere ricalcolata come se le disposizioni fossero in vigore già nel 2006.
Per calcolare il secondo acconto 2007 occorre porre in evidenza le norme riguardanti i costi auto, le spese telefoniche, lo scorporo aree e le nuove deduzioni Irap oggetto di recenti interventi legislativi.
Continua a leggere: Unico 2008: l'acconto d’imposta è ad ostacoli
Il grande liberalizzatore l’aveva promesso, fare impresa sarà più facile dal 2008! Spariti i fumi della demagogia elettorale vediamo quale delle promesse è stata mantenuta nella sostanza (v. articolo). Cinque i punti fondamentali su cui la maggioranza di governo aveva prospettato il deciso rilancio del mondo imprenditoriale:
1. Snellimento burocratico
Un’impresa al giorno toglie la burocrazia di torno!
Avevano favoleggiato una sfrangiata agli oltre 70 adempimenti che servivano ad avviare un’attività, tramite il ricorso alle procedure telematiche. Una comunicazione unica per tutti gli adempimenti amministrativi per l’iscrizione al registro delle imprese, ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e per l’ottenimento del codice fiscale e della partita Iva.
In effetti il Decreto legge “Impresa in un giorno” ha predisposto la presentazione al Registro delle Imprese, in via telematica o mediante la Camera di commercio competente, della «comunicazione unica». Dal 3 aprile scorso sono quindi effettive le regole sulla costituzione di impresa che evita lo slalom di due mesi di passaggi burocratici. Una volta definita la forma societaria scelta, gli adempimenti relativi alla richiesta di partita IVA e codice fiscale, iscrizione al Registro Imprese, INPS e INAIL saranno fatti semplicemente con la comunicazione unica presso il Registro Imprese.
Restano salvi tuttavia tutti gli adempimenti amministrativi e burocratici richiesti dalla normativa per l’avvio delle attività produttive (comunicazioni al comune, richieste di autorizzazioni amministrative, …).
Le aliquote abbassano le orecchie! Si prospetta un 2008 all’insegna del risparmio per le imprese.
Scende a quota 3,9% l’Irap che «viene separata completamente dal bilancio e diventa sempre più chiaramente un’imposta regionale» spiega Visco, mentre passa dal 33 al 27,5% l’Ires, l’imposta sui redditi delle società.
Moderatamente soddisfatta Confindustria che auspica comunque tagli d’imposta più decisi per il futuro.
Il menù della finanziaria non si esaurisce qui però. Come riportato dal notiziario dell’Agenzia delle Entrate infatti tornerà al 5% la percentuale di partecipazione al reddito delle plusvalenze esenti. La disposizione si applicherà a quelle realizzate a decorrere dal periodo di imposta successivo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007; resterà, comunque, ferma all’84% l’esenzione per le plusvalenze realizzate dalla predetta data fino a concorrenza delle svalutazioni dedotte ai fini fiscali nei periodi imposta anteriori a quello in corso al 1° gennaio 2004.
Forfait al 20%
Per le microimprese, invece, viene introdotta un’imposta sostituiva sul reddito al 20%. Interessati all’operazione gli imprenditori senza dipendenti e con un giro d’affari massimo di 30mila euro lordi all’anno e non ha effettuato investimenti superiori ai 15mila euro negli ultimi tre anni.
Il nuovo forfettone si applica sul giro d’affari annuale, meno i costi. A quel che resta, si applica l’aliquota del 20%.
L’aliquota al 20% viene versata a fini Irpef ed esenta da Irap e Iva. I contribuenti interessati dal nuovo regime, che è comunque opzionale, non saranno sottoposti agli studi di settore.
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Veloce sulla strada quanto nello slalom al fisco il giovanissimo campione a due ruote sembra aver nascosto negli anni un tesoretto da 60 milioni di euro per un’evasione stimata dall’Agenzia delle entrate intorno ai 42 milioni.
Applicando le sanzioni massime previste, si arriva alla bella sommetta di 112 milioni.
Non solo mafia e soliti ignoti evadono le tasse dunque. Valentino Rossi avrebbe fino al 2002 presentato un condono fiscale automatico, pagando circa 100 euro. Questo in Italia. Poi c’è la Gran Bretagna, dove ufficialmente il campione risiede. Nel 2001, ha dichiarato un reddito di 825 mila euro. Un milione nel 2002, 650 mila euro nel 2003, versati a Valentino dalla Footy Limited, società britannica che, guarda caso, ha la sede al 32 di Sackville street, a Londra, stesso indirizzo della sua Great White London (GWL). La Footy ltd risulta amministrata da un cittadino britannico ma residente a Dubai, località del Golfo persico di gran moda e dal regime fiscale ancora più blando di quello londinese. Il problema è che gli 007 dell’Agenzia, dopo mesi di accertamenti, avrebbero ricostruito una fitta rete di relazioni con la madrepatria. A cominciare dalle otto automobili, assicurate tutte a Pesaro e intestate a lui o comunque a lui riconducibili. Oltre allo yacht, un Pershing a bordo del quale si fatto pizzicare qualche volta anche dai paparazzi (v. articolo).
Il contenzioso col fisco inizia nel 2000, con il trasferimento della residenza a Londra. In quell’anno, il fisco accerta compensi dai vari sponsor per 6 milioni di euro, che diventano 7,2 nel 2001, poi 12,6 milioni nel 2002, 12,1 nel 2003 fino a i 20,8 del 2004. Una fitta rete di coperture fiscali, prestanome e conti all’estero complicano e aggravano la situazione del “doctor”.
Continua a leggere: Impennata di evasione fiscale per Valentino Rossi .. ma non solo
Periodo di bilanci per famiglie e contribuenti. Dopo il tormentone elettorale e la propaganda sbandierata a ritmo di liberalizzazioni e lotta all’evasione gli italiani raccolgono i primi frutti delle proprie scelte politiche, e, caso strano, non piacciono quasi a nessuno. Secondo le stime dello Sportello del Contribuente sarebbero macroscopici gli aumenti fiscali in dichiarazione con un extra-spesa di 736 euro.
Gli aumenti riguardano ICI, TARSU, IVA, IMPOSTE DI REGISTRO, IPOTECARIE, CATASTALI, ACCISE, BOLLI, addizionali regionali e comunali IRPEF. Un valzer di imposte che fa letteralmente girar la testa alle famiglie su vorticosi rincari.
Nonostante una natalità a tasso zero e un PIL stagnante in Italia ancora qualcosa cresce: le imposte e non di poco secondo le proiezioni che stimano un aumento del 152,7% per la tassa spazzatura, dell’11,8% per l’Irpef, dell’8,6% per l’IVA e, dulcis in fundo, del 113,3% per ICI, IMPOSTE DI REGISTRO, IPOTECARIE, CATASTALI.
Il pungolo dei rincari colpisce le tasche dei contribuenti anche su bolli, auto e imposte di trascrizione sui passaggi di proprietà con aumenti del 13,5%. Le stime complessive parlano chiare: in media vi è stato un incremento di spesa pari a 736 euro a famiglia, con un aumento del 12,6% rispetto l’anno precedente.
Ha scelto la procedura di rimborso forfetaria l’esecutivo, stabilendo una rimborsabilità IVA al 40% per tutte le imprese e i professionisti ad esclusione dei settori della pesca e agricoltura per cui la ddetraibilità è stabilita al 35%. Costituisce oggetto di rimborso l’Iva assolta su acquisti effettuati tra il 1° gennaio 2003 e il 13 settembre 2006.
Abbandonata quindi definitivamente l’ipotesi di un rimborso fino al 100% prevista da una eventuale procedura analitica di discussione dei valori prefissati con il Fisco, imprese e professionisti potranno, tramite la compilazione degli appositi moduli forniti dall’Agenzia, presentare istanza di rimborso entro il 16 aprile 2007.
Si potranno detrarre tutte le spese relative ad acquisto di veicoli a trasporto promiscuo e tutte le fatture o documenti equipollenti (bolle doganali o schede carburante.
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