Le aliquote abbassano le orecchie! Si prospetta un 2008 all’insegna del risparmio per le imprese.
Scende a quota 3,9% l’Irap che «viene separata completamente dal bilancio e diventa sempre più chiaramente un’imposta regionale» spiega Visco, mentre passa dal 33 al 27,5% l’Ires, l’imposta sui redditi delle società.
Moderatamente soddisfatta Confindustria che auspica comunque tagli d’imposta più decisi per il futuro.
Il menù della finanziaria non si esaurisce qui però. Come riportato dal notiziario dell’Agenzia delle Entrate infatti tornerà al 5% la percentuale di partecipazione al reddito delle plusvalenze esenti. La disposizione si applicherà a quelle realizzate a decorrere dal periodo di imposta successivo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007; resterà, comunque, ferma all’84% l’esenzione per le plusvalenze realizzate dalla predetta data fino a concorrenza delle svalutazioni dedotte ai fini fiscali nei periodi imposta anteriori a quello in corso al 1° gennaio 2004.
Forfait al 20%
Per le microimprese, invece, viene introdotta un’imposta sostituiva sul reddito al 20%. Interessati all’operazione gli imprenditori senza dipendenti e con un giro d’affari massimo di 30mila euro lordi all’anno e non ha effettuato investimenti superiori ai 15mila euro negli ultimi tre anni.
Il nuovo forfettone si applica sul giro d’affari annuale, meno i costi. A quel che resta, si applica l’aliquota del 20%.
L’aliquota al 20% viene versata a fini Irpef ed esenta da Irap e Iva. I contribuenti interessati dal nuovo regime, che è comunque opzionale, non saranno sottoposti agli studi di settore.
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Veloce sulla strada quanto nello slalom al fisco il giovanissimo campione a due ruote sembra aver nascosto negli anni un tesoretto da 60 milioni di euro per un’evasione stimata dall’Agenzia delle entrate intorno ai 42 milioni.
Applicando le sanzioni massime previste, si arriva alla bella sommetta di 112 milioni.
Non solo mafia e soliti ignoti evadono le tasse dunque. Valentino Rossi avrebbe fino al 2002 presentato un condono fiscale automatico, pagando circa 100 euro. Questo in Italia. Poi c’è la Gran Bretagna, dove ufficialmente il campione risiede. Nel 2001, ha dichiarato un reddito di 825 mila euro. Un milione nel 2002, 650 mila euro nel 2003, versati a Valentino dalla Footy Limited, società britannica che, guarda caso, ha la sede al 32 di Sackville street, a Londra, stesso indirizzo della sua Great White London (GWL). La Footy ltd risulta amministrata da un cittadino britannico ma residente a Dubai, località del Golfo persico di gran moda e dal regime fiscale ancora più blando di quello londinese. Il problema è che gli 007 dell’Agenzia, dopo mesi di accertamenti, avrebbero ricostruito una fitta rete di relazioni con la madrepatria. A cominciare dalle otto automobili, assicurate tutte a Pesaro e intestate a lui o comunque a lui riconducibili. Oltre allo yacht, un Pershing a bordo del quale si fatto pizzicare qualche volta anche dai paparazzi (v. articolo).
Il contenzioso col fisco inizia nel 2000, con il trasferimento della residenza a Londra. In quell’anno, il fisco accerta compensi dai vari sponsor per 6 milioni di euro, che diventano 7,2 nel 2001, poi 12,6 milioni nel 2002, 12,1 nel 2003 fino a i 20,8 del 2004. Una fitta rete di coperture fiscali, prestanome e conti all’estero complicano e aggravano la situazione del “doctor”.
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Periodo di bilanci per famiglie e contribuenti. Dopo il tormentone elettorale e la propaganda sbandierata a ritmo di liberalizzazioni e lotta all’evasione gli italiani raccolgono i primi frutti delle proprie scelte politiche, e, caso strano, non piacciono quasi a nessuno. Secondo le stime dello Sportello del Contribuente sarebbero macroscopici gli aumenti fiscali in dichiarazione con un extra-spesa di 736 euro.
Gli aumenti riguardano ICI, TARSU, IVA, IMPOSTE DI REGISTRO, IPOTECARIE, CATASTALI, ACCISE, BOLLI, addizionali regionali e comunali IRPEF. Un valzer di imposte che fa letteralmente girar la testa alle famiglie su vorticosi rincari.
Nonostante una natalità a tasso zero e un PIL stagnante in Italia ancora qualcosa cresce: le imposte e non di poco secondo le proiezioni che stimano un aumento del 152,7% per la tassa spazzatura, dell’11,8% per l’Irpef, dell’8,6% per l’IVA e, dulcis in fundo, del 113,3% per ICI, IMPOSTE DI REGISTRO, IPOTECARIE, CATASTALI.
Il pungolo dei rincari colpisce le tasche dei contribuenti anche su bolli, auto e imposte di trascrizione sui passaggi di proprietà con aumenti del 13,5%. Le stime complessive parlano chiare: in media vi è stato un incremento di spesa pari a 736 euro a famiglia, con un aumento del 12,6% rispetto l’anno precedente.
Ha scelto la procedura di rimborso forfetaria l’esecutivo, stabilendo una rimborsabilità IVA al 40% per tutte le imprese e i professionisti ad esclusione dei settori della pesca e agricoltura per cui la ddetraibilità è stabilita al 35%. Costituisce oggetto di rimborso l’Iva assolta su acquisti effettuati tra il 1° gennaio 2003 e il 13 settembre 2006.
Abbandonata quindi definitivamente l’ipotesi di un rimborso fino al 100% prevista da una eventuale procedura analitica di discussione dei valori prefissati con il Fisco, imprese e professionisti potranno, tramite la compilazione degli appositi moduli forniti dall’Agenzia, presentare istanza di rimborso entro il 16 aprile 2007.
Si potranno detrarre tutte le spese relative ad acquisto di veicoli a trasporto promiscuo e tutte le fatture o documenti equipollenti (bolle doganali o schede carburante.
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Conto alla rovescia, per i contribuenti che devono presentare in via telematica le dichiarazioni annuali di Iva, Irap e sostituti di imposta e modello 770 ordinario. Adempimenti che riguarderebbero, secondo le note dell’agenzia delle entrate, ancora circa 8 milioni di contribuenti.
Ecco alcuni tra gli appuntamenti in agenda per il 31 ottobre:
Per evitare problemi di intasamento l’Agenzia delle entrate consiglia di non aspettare le ultime ore del 31 ottobre ‘06 per inviare le dichiarazioni. Le dichiarazioni scartate potranno comunque essere reinviate entro lunedì 6 novembre.
La presentazione telematica può essere effettuata direttamente dal contribuente tramite il servizio di fisconline
Tutti gli appuntamenti in scadenza il 31 ottobre sul sito dell’Agenzia delle entrate (leggi)
Del caso Irap ne avevamo già parlato. (leggi)
E’ salva!
La Corte di giustizia europea ha stabilito che l’Irap è compatibile con il diritto comunitario, in quanto presenta caratteristiche che la differenziano dall’Iva, e non può quindi essere ritenuta un’imposta sulla cifra d’affari.
E il tesoro italiano tira un sospiro di sollievo visto che un’altra condanna dell’Italia avrebbe potuto mettere in gioco un gettito da 30 miliardi di euro.
E visto come hanno fatto fronte ai rimborsi Iva sulle auto Visco & C. un sospiro di sollievo lo tiriamo pure noi: chissà cos’altro si sarebbero dovuti inventare per rientrare delle spese…

Come già precedentemente annunciato, il Governo ha varato il provvedimento sulle misure compensative, volte al recupero del debito da 15 miliardi prodotto dalla sentenza della Corte di giustizia europea dello scorso 14 settembre (leggi). Sentenza quest’ultima che sanciva l’illegittimità delle deroga sulle limitazioni alle detrazioni Iva per le auto aziendali e condannava il Fisco italiano al rimborso dell’Iva illegittimamente versata dai contribuenti relativa agli anni 2003, 2004 e 2005.
La bolletta auto (13,4 miliardi di euro) non andrà a pesare interamente sulla finanziaria ma ne metterà a suo carico solo 5 miliardi.
Il contenuto del provvedimento, secondo quanto riportato dal Sole24Ore di oggi, rappresenta un vero e proprio giro di vite.
Ma procediamo con ordine.
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“Ma quale manovra bis!” tuona dalle principali testate giornalistiche il ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa…
“Siamo consapevoli che la ripresa è quella che garantisce la solidità dei conti pubblici”, ha rimarcato il responsabile del Tesoro spiegando con “un ordine di priorità” il fatto che il Consiglio dei ministri ha prima esaminato i provvedimenti del ministero dello Sviluppo e poi è passato a quelli sui conti pubblici. Conti pubblici che per il 2005 presentano una situazione peggiore a quella di un altro anno critico come il 1992.
E annuncia che per sei regioni scattano gli aumenti automatici delle imposte Irap e per l’addizionale Irpef previsti nell’ultima Finanziaria per chi ha superato il tetto delle risorse destinate alla sanità. Le regioni interessate sono Liguria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Sicilia.
La vicenda dell’Irap é tutt’altro che in fase di risoluzione: a solo un mese dalla scadenza per il pagamento del saldo 2005, e del primo acconto 2006, la fine del contenzioso sembra ancora lontana. A detta del Sole24Ore che, questa settimana, ha pubblicato un bell’articolo sul supplemento del Lunedì Affari Privati, la speranza di scoprire qualcosa a breve sulla legittimità o meno dell’imposta é molto vana.
Dovremmo chiedere al vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco quale futuro ci attende. Lui, che l’ha ideata l’Irap, potrebbe avere qualcosa da dire in proposito. Ma probabilmente sarebbe troppo impegnato con il suo giro di vite su tasse & dintorni: “i conti pubblici sono un disastro!!!” “Basta condoni!” “Viva la tassa di successione e la lotta all’evasione!”
Nel frattempo le cause per il contenzioso Irap parcheggiano a Piazza Cavour. Una lunga sosta in Cassazione nell’attesa del verdetto da parte della Corte di giustizia delle Comunità europee (CGCE) sulla legittimità della tassazione Irap per i piccoli contribuenti ovvero dei professionisti e degli autonomi senza organizzazione.