IVA

Che cos’è l’IVA? Si tratta un’imposta indiretta sui consumi che si applica sul valore aggiunto di ogni fase della produzione e dello scambio di beni e servizi ed è in vigore in 63 Paesi del mondo. Secondo l'Unione Europea, l'aliquota IVA standard deve essere almeno del 15%.

Il calcolo dell’IVA si basa sull’aumento di valore che un bene o un servizio acquisisce ad ogni passaggio economico, il cosiddetto valore aggiunto; dalla produzione fino al consumo finale. Ed è proprio il consumatore finale a sobbarcarsi per il costo dell’Iva, attraverso un sistema di detrazione e rivalsa, mentre per l'imprenditore o il professionista, cioè i soggetti passivi dell’imposta, l'IVA rimane neutrale.

Chi vende beni o servizi infatti detrae l'imposta pagata sugli acquisti (di altri beni e servizi effettuati nell'esercizio d'impresa) dall'imposta addebitata a titolo di rivalsa agli acquirenti dei beni o dei servizi prestati. L'IVA pende quindi soltanto sul capo di chi non ha diritto alla detrazione quindi sui clienti e consumatori finali.

Dal 1° ottobre 2013 in Italia l’aliquota Iva standard è passata dal 21% al 22%. Il secondo aumento di un punto percentuale nel giro di due anni. L’aliquota era infatti salita dal 20 al 21% a far data dal 17 settembre del 2011.

All'entrata in vigore dell’Iva in Italia, il 1º gennaio 1973, l'aliquota ordinaria, cioè quella che si applica alla maggior parte di beni o servizi, era al 12%. È salita al 14% nel 1977, al 15% nel 1980, al 18% nel 1982, al 19% nel 1988, al 20% nel 1997 e appunto al 21% nel 2011. Fino all’ultimo, sofferto, aumento con indubbie ricadute negative previste per i già asfittici consumi interni, mentre dovrebbero scamparla le nostre vendite all’estere, anche extra Ue, non gravate dell’Iva all’origine.

In Italia esistono tre aliquote IVA. Quella minima, al 4%, si applica a beni e servizi di prima necessità (alimentari, stampa quotidiana e periodica, prima casa). Quella ridotta, al 10%, viene applicata ai servizi turistici (alberghi, bar, ristoranti e altri prodotti turistici), a determinati prodotti alimentari e a operazioni di recupero edilizio. Ordinaria o standard: cioè l’aliquota che da ottobre 2013 è salita al 22% e che si applica in tutti i casi in cui la normativa non prevede una delle due precedenti aliquote.

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