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Lavoro

I ricchi più ricchi e i poveri più poveri, cresce la disuguaglianza

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Lavoro Risparmio


Secondo il rapporto dell’Ocse l’Italia ha visto crescere la disuguaglianza fra i redditi negli ultimi 10 anni. In sostanza, come recita il titolo, i ricchi sono sempre più ricchi e i poveri sono sempre più poveri. Dietro a questa osservazione, spesso abusata, ci sono i freddi numeri. I dati si riferiscono al 2008, ma le condizioni attuali indicano che la tendenza può essersi soltanto acuita negli ultimi 3 anni. Nel 2008, infatti, il reddito medio del 10% della popolazione con maggiori disponibilità economiche era 10 volte superiore al 10% della popolazione più povera.

49.300 euro contro 4.877, un divario impressionante che a metà degli anni ‘90 era rimasto “contenuto” in un rapporto di 8 a 1. L’1% degli italiani più ricchi è passato da un divario del 7% nel 1980 ad uno del +10% nel 2008. I “ricchi italiani” hanno un identikit preciso: sono liberi professionisti che hanno visto crescere la loro quota di reddito su quello complessivo del 10% dal 1980 ad oggi.

Le cause sono da ricercare nella diffusione di fenomeni come la disoccupazione, ma anche nel mancato adeguamento progressivo delle retribuzioni dei dipendenti che non hanno alcun margine per veder crescere il proprio reddito al contrario dei professionisti, detentori della leva delle tariffe per le loro prestazioni in periodi in cui l’economia è florida e la mantengono anche in una situazione di generale difficoltà economica.

Calano le tredicesime, i consumi natalizi subiranno un colpo mortifero?

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Lavoro Pensione Tasse


La tredicesima (per quei lavoratori e pensionati che hanno ancora la fortuna di averne diritto) è un’autentica boccata d’ossigeno. Da sempre consente di avere quelle risorse in più per far fronte a spese urgenti ed inderogabili, ma anche per dare impulso in maniera decisa ai consumi del periodo natalizio. I più giovani lo sanno perfettamente: si tratta di uno strumento in rapida estinzione non essendo prevista per tante nuove tipologie di lavoro precario.

La conferma arriva numericamente da quest’anno: per la prima volta in 20 anni in Italia calerà il monte tredicesime. La somma di quelle spettanti a lavoratori e pensionati sarà di 35 miliardi di euro (-0,8 miliardi, con un ribasso del 2,2% rispetto al 2010). Nello specifico il calo riguarderà tutte le categorie, con proporzioni differenti: 10,20 miliardi ai pensionati (-1,92%); 9,20 miliardi ai lavoratori pubblici (-1,07%); 15,6 mld (-3,10%) ai dipendenti privati.

Se i soggetti che ne hanno diritto sono sempre meno è ovvio che il monte cali, ma secondo le associazioni dei consumatori l’effetto sarà devastante in particolare per i consumi. Secondo Elio Lannutti di questi 35 miliardi soltanto il 20,2% sarà realmente nella disponibilità di pensionati e lavoratori una volta sottratte tutte quelle scadenze fiscali e non (tasse, bolli, rate e bollette) ed è presumibile che gran parte di questi soldi non verranno spesi tenendo conto dell’incerta situazione economica. Il risultato? Un nefasto -6.9% dei consumi natalizi, un’altra mazzata per il commercio e per le entrate fiscali che ne derivano.

Liberi professionisti: tanti e "poveri"

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Lavoro


Il libro “I professionisti e il sindacato: tra scoperta e innovazione“, curato da Davide Imola, responsabile delle professioni per la Cgil, fotografa la realtà dei 6 milioni di lavoratori autonomi italiani, il “popolo delle partite Iva”, che nell’ultimo ventennio hanno visto un’autentica esplosione nei numeri, meno eclatante a guardare i loro redditi. I cosiddetti “capitalisti molecolari”, 80% in possesso di un titolo d’istruzione superiore come la laurea, superano i 15 mila euro di reddito annuo soltanto nel 56,4% dei casi.

Quasi la metà rimane in un range di reddito basso, con un livello di contribuzione previdenziale non adeguato e che difficilmente gli garantirà nel futuro, sempre più incerto, un trattamento pensionistico degno di questo nome. Questi soggetti, troppo spesso, non scelgono di essere liberi professionisti, ma sono obbligati ad esserlo da un mercato del lavoro che comprime le tutele e le garanzie in cambio della possibilità di una forma di collaborazione da “esterno”.

La Cgil, con colpevole ritardo, ammette che per “questi lavoratori è cresciuta la necessità di rappresentanza e, in assenza di un’iniziativa sindacale adeguata, sono proliferate le forme di auto organizzazione“. La nascita della Consulta del lavoro professionale del primo sindacato italiano cerca di fornire una risposta a queste categorie e sono già nate 62 associazioni (in gran parte gruppi informali) che in diversi settori hanno scelto di sostenere la Cgil in un percorso di rappresentanza tutto da sperimentare.

L’e-commerce vale 7,6 miliardi di fatturato

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Hi-Tech Leggi

L�e-commerce vale 7,6 miliardi di fatturatoL’e-commerce italiano è in forte crescita. Secondo la ricerca sui mercati digitali consumer della School of management del Politecnico di Milano il giro d’affari del mercato online è destinato ad un incremento del 17% per un valore alla fine dell’anno 2011 di 7,6 miliardi.

Se già il 2010 ha fatto registrare un più che soddisfacente +15%, l’anno in corso è destinato a confermare il trend positivo. Si tratta di una crescita recente, nel 2009 il commercio elettronico è stato sostanzialmente piatto.

Per dare uno scossone al mercato sono stati necessari investimenti importanti, sia nazionali che stranieri. Un esempio di successo è fornito dalla statunitense Amazon, primo nome ad aver fatto comparsa nell’e-business già alla fine degli anni ’90.

La scelta opulata di procedere all’apertura di uno store digitale anche nel nostro Paese solo nel novembre del 2010 testimonia che l’e-business italiano è ancora lontano dalla maturità, seppur da un paio di anni abbia fatto passi da gigante. A stimolare le aziende ad aprire un negozio virtuale vi sono la diffusione massiccia della rete oggi ampiamente disponibile anche in mobilità e con nuovi supporti come i tablet pc.

L’Italia procede a ritmo serrato. Secondo l’istituto di ricerca Forrester la crescita media stimata nel resto del mondo è tra il 12 e il 14%. Tendenza dell’ultimo anno è anche l’affermarsi del social shopping.

Si tratta di una pratica che sta prendendo rapidamente piede nel nostro Paese. Il meccanismo è semplice, si cerca di attirare acquirente proponendo sconti particolarmente elevati che verranno applicati alla merce venduta al raggiungimento di un certo numero di persone interessate. Un ottimo modo per le aziende di farsi pubblicità, vendere stock di merci e guadagnare quindi dalla vendita di grandi quantità.

Via Ansa.

Rapporto 2010 del Mediatore Europeo: 70% delle denunce fatte via Internet

pubblicato da Roberto in: Lavoro Concorrenza Consumatori

Rapporto 2010 del Mediatore Europeo: 70% delle denunce fatte via Internet
L’85% delle denunce ricevute nel 2010 dal Mediatore europeo, Nikiforos Diamandouros, sono state inviate via Internet; il 52% del totale dei casi è stato completato in 3 mesi. La maggior parte delle denunce sono arrivate dal Lussemburgo, mentre gli inglesi sono i cittadini europei che meno fanno ricorso al Mediatore europeo.

Sono alcuni dati del rapporto annuale 2010 presentato da Diamandouros durante la sessione plenaria a Strasburgo del Parlamento Europeo. Gli eurodeputati hanno applaudito il lavoro svolto, sottolineando con preoccupazione il numero crescente di denunce presentate contro la Commissione. Il numero complessivo di denunce presentate dai cittadini europei è diminuito rispetto al 2009, ma la causa è la scarsa conoscenza dei poteri conferiti al Mediatore: il 70% delle denunce ricevute sarebbero dovute arrivare al difensore civico nazionale. Le denunce che possono essere accettate dal Mediatore Europeo devono riguardare la trasgressione di una legge dell’UE da parte di un’istituzione europea.

Le denunce esaminate nel 2010 a chi erano indirizzate principalmente? Le accuse possono essere divise in 5 categorie: la mancanza di trasparenza, appalti e sovvenzioni, denunce da parte dei lavoratori delle istituzioni europee (prima - o invece - di andare in tribunale), l’ufficio europeo di selezione del personale e il ruolo della Commissione come garante dei trattati. Tutti i cittadini possono sporgere denuncia se ritengono che la Commissione non segua correttamente le procedure o nel caso in cui un paese membro non rispetti le leggi dell’UE.

Via Helpconsumatori.

Mercati in chiusura, ecco la situazione

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire

Mercati in chiusura, ecco la  situazione
A un’ora e mezzo dall’apertura delle contrattazioni Wall Street riduce le forti perdite delle prime battute mentre si cerca di capire se la Grecia andrà davvero avanti nel progetto di referendum popolare sugli accordi con Ue e Fmi. Il Dow Jones perde l’1,76%, 210,62 punti, a quota 11.744,39; il Nasdaq cede l’1,98%, 53,15 punti, a quota 2.631,35; e lo S&P 500 arretra del 2,02%, 25,27 punti, a quota 1.228,03.

Per la prima volta nel corso della giornata le Borse europee e con loro Piazza Affari hanno tentato di fermare la progressione delle vendite: a circa un’ora e mezza dalla chiusura l’indice Ftse Mib segna una perdita del 6,08%, l’Ftse All Share un ribasso del 5,56%.

Tra i titoli principali sono sempre le banche a trascinare al ribasso i listini: Intesa SanPaolo rientrata alle contrattazioni e segna un calo del 13,25%, seguita da Unicredit, che cede il 9,55%, dal Monte dei Paschi di Siena (-7,27%) e dalla Banca popolare di Milano (-6,71%).

Male anche Fiat, che perde il 6,82%, e Fondiaria Sai, in asta di volatilità al ribasso, cosi’ come la controllante Premafin, che però poco prima segnava un leggero rialzo.

Via Repubblica.

Piazza affari - 7%. Spread da record. L'Italia trema, per davvero

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Banche Leggi

Piazza affari - 7%. Spred da record. L'Italia trema, per davvero
Senza freni gli indici europei che aggiornano i minimi di giornata.

Milano tocca addirittura -7,08% sotto quota 14.900 punti per poi risalire a -6,64%. Francoforte cede il 5,62%, Parigi il 5,3%, Madridi il 4,9%. Limitano i danni Zurigo (-3%) e Londra (-3,3%).

Sul Ftse Mib, seduta choc per i bancari: -14,4% Intesa Sanpaolo, -11% Unicredit, -8,7% Mps. Fiat industrial lascia sul terreno il 12,7%.

Nuovo record per lo spread che raggiunge 452 punti.

Con il Btp decennale sono sotto pressione anche i titoli del Tesoro a due e a cinque anni, che segnano nuovi record storici. Il rendimento del biennale schizza al 5,67% sul mercato secondario mentre quello del quinquennale vola al 6,28%. In quest’ultimo caso lo spread col bund a cinque anni si allarga a 532 punti base.

Via Repubblica.

News dalla borsa, indici in caduta libera. Ultima ora

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Leggi Consumatori

News dalla borsa, indici in caduta libera. Ultima ora
Nuovo minimo di giornata per Piazza Affari. IL Ftse Mib cede il 5%. Intesa SanPaolo e Unicredit sono nuovamente in asta di volatilità con ribassi teorici rispettivamente del 10,84% e dell’8,61%. Fiat Industrial cede il 7,85% e FonSai il 6,44%.

I credit-default swap sull’Italia, i contratti derivati con cui ci si protegge dal rischio default, volano al record storico di 491 punti sulla piattaforma Cma. Lo riferisce Bloomberg.

Lo spread tra il Btp decennale e l’analogo bund tedesco ha sfiorato questa mattina i 440 punti base, arrivando fino a quota 439,9, prima di ripiegare a 432 punti. Il rendimento del titolo italiano è volato fino al 6,26% per poi scendere al 6,20% intorno alle 10.30.

Via Borsaitaliana.

Lavorare quattro giorni alla settimana? Perchè no

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire

Lavorare quattro giorni alla settimana? Perch�¨ no
Nei Paesi anglosassoni, e in particolare negli Stati Uniti, le aziende propongono la formula 4 giorni-10 ore con sempre maggior frequenza. E non sono pochi i lavoratori che l’accettano di buon grado, convinti che in questa modalità di lavoro i vantaggi superino gli svantaggi.

Molti dipendenti la approvano tale scelta, per esempio, perché permette loro di risparmiare sui costi per il mantenimento dei figli (per esempio, le baby sitter e gli asili).

Dall’altra parte, i datori di lavoro spingono su questa formula perché consente loro di avere una maggiore copertura degli orari in ufficio. Nello Stato dello Utah, dove la settimana lavorativa da quattro giorni è diventata obbligatoria per molti dipendenti pubblici, il consumo di energia si è ridotto del 13% nel primo anno di sperimentazione e, secondo le stime, gli impiegati hanno risparmiato nel complesso 6 milioni di dollari in carburante per il non fatto di non essere andati a lavoro in auto di venerdì.

Via Yahoo.

La professioni del futuro, l'infermiere

pubblicato da Roberto in: Lavoro Salute

La professioni del futuro, l'infermiere
Per chi deve decidere quale indirizzo dare ai propri studi e verso quale direzione instradare la propria carriera professionale, un suggerimento arriva da Oltreoceano. Nei giorni scorsi, un magazine economico ha stilato la classifica di quelle che saranno le 10 professioni, per vantaggi economici e opportunità di lavoro, dei prossimi dieci anni.

Non solo ingegneri civili e medici, tra quelle che potrebbero essere le professioni più fortunate dei prossimi dieci anni rientrano anche gli igienisti dentali, i consulenti finanziari, gli analisti informativi e gli esperti di marketing.

Quello della salute è un settore fondamentale per la società e, nei prossimi anni, sarà assai remunerativo anche per i suoi lavoratori. L’invecchiamento della popolazione e la crescente richiesta di servizi medici di base potrebbe rendere ricchi medici, infermieri e igienisti dentali.

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