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  <title>Soldiblog.it</title>
  <subtitle>Come risparmiare soldi: consigli di economia domestica</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-05-17T05:51:12+00:00</updated>
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    <title type="html">Tempo di crisi, alcuni consigli per investire</title>
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      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-12T15:00:59+00:00</published>
    <updated>2011-09-12T15:00:59+00:00</updated>
    <dc:subject>investire</dc:subject><dc:subject>legge-biagi</dc:subject><dc:subject>consumatori</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject><dc:subject>azioni</dc:subject><dc:subject>consumatore</dc:subject><dc:subject>consumi</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>investimenti</dc:subject><dc:subject>titoli di stato</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4091/tempo-di-crisi-alcuni-consigli-per-investire"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/azionititolidistatocomeinvestireconsigli_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="360" height="236" alt="Nelle ultima settimana la Borsa italiana ha subito nuovamente forti cali; il valore azionario di molte societ&Atilde;�&Acirc;&nbsp; italiane quotate in Borsa si &Atilde;�&Acirc;&uml; ridotto  e il differenziale dei titoli italiani e quelli tedeschi ha toccato valori non immaginabili. Ma quali sono i rischi che corrono gli investitori italiani?" />Nelle ultima settimana la <strong>Borsa italiana</strong> ha subito nuovamente forti cali; il valore azionario di molte società italiane si è ridotto  e il differenziale dei titoli italiani e quelli tedeschi ha toccato valori non immaginabili. Ma quali sono i <strong>rischi</strong> che corrono gli <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/investire">investitori </a>italiani?</p>
<p>Per quanto riguarda i <a href="http://www.soldiblog.it/tag/titoli di stato">titoli di Stato</a>, è bene ricordare che l&#8217;aumento del differenziale rispetto ai <strong>Bund tedeschi</strong> non si traduce immediatamente in perdite per il piccolo investitore.</p>
<p>Lo <strong>spread</strong> aumenta perché tutti corrono a rifugiarsi nei Bund spingendo il rendimento del titolo tedesco ai minimi storici (1,85% per la scadenza decennale) e perché, viceversa, gli operatori vendono i BTP. Ogni aumento di un punto percentuale del tasso si traduce automaticamente in un <strong>calo del prezzo</strong> del titolo in mano al <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/risparmiare">risparmiatore</a>. Si tratta comunque di perdite potenziali: se l&#8217;investitore conserva l&#8217;obbligazione fino alla naturale scadenza otterrà indietro l&#8217;intero capitale investito.  Se invece decide oggi di vendere avrà una perdita legata alla riduzione di prezzo del titolo sul mercato rispetto al momento dell&#8217;acquisto.</p>
 <p>
Rispetto all&#8217;investimento in <a href="http://www.soldiblog.it/tag/azioni">azioni,</a> chi ha azioni in portafoglio e decide di venderle adesso avrà delle perdite: il consiglio è di aspettare tenendo sotto controllo gli andamenti di mercato.</p>
<p>Buone notizie per chi ha accesso un <a href="http://www.soldiblog.it/tag/mutui">mutuo </a>a <strong>tasso variabile</strong>; la crisi finanziaria ha ridotto i tassi di mercato, l&#8217;Euribor, il parametro di riferimento dei mutui indicizzati, da agosto è in continua discesa, dunque le rate del mutuo trarranno qualche vantaggio dalla crisi.</p>
<p>Via <a href="http://www.altroconsumo.it">Altroconsumo</a>.</p>
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    <title type="html">L’inganno nel lavoro: finti soci, autonomi, ma subordinati</title>
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      <name>matteo</name>
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    <published>2010-09-16T11:24:30+00:00</published>
    <updated>2010-09-16T11:24:30+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>lavoro</dc:subject><dc:subject>leggi</dc:subject><dc:subject>legge-biagi</dc:subject><dc:subject>inganno</dc:subject><dc:subject>lavoro</dc:subject><dc:subject>precariato</dc:subject><dc:subject>sindacato</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/3288/linganno-nel-lavoro-finti-soci-autonomi-ma-subordinati"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/FINTISOCI.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="216" alt="" /> Flessibilità. Negli ultimi anni tutti i lavoratori hanno imparato a fare i conti con lei, divenuta una qualità fondamentale da esibire nella ricerca del lavoro. Il lavoro subordinato stabile è passato di moda, trasformandosi in para-subordinato, a tempo determinato, a progetto e in mille altre forme. Oggi, anche questo non basta più: e l’Italia si riempie di finte partite Iva e di giovani impiegati formalmente e contrattualmente promossi a “soci” di imprese commerciali. Un meccanismo subdolo e spesso non regolare, contro il quale – in alcuni casi – si può combattere con l’aiuto del sindacato.</p>
 <p>
<strong>Basta una truffa&#8230; e il dipendente diventa autonomo</strong><br />
Si prenda, come esempio, il caso di una ragazza che lavora come commessa in un negozio. Il proprietario dell’impresa propone alla giovane un contratto di “associazione in partecipazione”. A occhi inesperti potrebbe sembrare una promozione, ma è necessario valutare tutto con grande cautela. Il contratto di associazione in partecipazione, infatti, attribuisce all’associato la partecipazione agli utili dell’impresa. Chi sottoscrive questo contratto, dunque, dovrebbe partecipare effettivamente al rischio d’impresa, avendo una parte attiva nel controllo della gestione economica (su cui, periodicamente, dovrebbe essere informato attraverso un rendiconto). Non sempre, però, il contratto viene rispettato come dovrebbe: se la commessa continua a svolgere un lavoro subordinato, vengono a mancare i requisiti di autonomia previsti dalla forma contrattuale. In tal caso, si è in presenza di una truffa, con cui l’imprenditore cerca di liberarsi dall’obbligo di pagare liquidazione e contributi sanitari e pensionistici a quelli che, a conti fatti, rimangono suoi dipendenti.</p>
<p><strong>Se il lavoro autonomo&#8230; è finto</strong><br />
Bisogna ricordare, infatti, che quando nella quotidianità del lavoro permane un reale vincolo gerarchico, conservando all’imprenditore la capacità di impartire direttive e istruzioni, ci si trova di fronte a un rapporto di lavoro subordinato. Se è questo ciò che si verifica, dunque, la nostra commessa, nonostante contrattualmente figuri come una lavoratrice autonoma, rimane una dipendente subordinata.</p>
<p><strong>Aspetti spiacevoli dell’inganno</strong><br />
Questa discrepanza tra inquadramento contrattuale del lavoratore e reali caratteristiche del rapporto di lavoro ha alcune conseguenze davvero spiacevoli. Il lavoratore, che formalmente dovrebbe godere di autonomia ed esercitare un certo controllo sull’andamento dell’attività, si trova a dovere rispettare un preciso orario di lavoro, a giustificare le assenze per malattia e a dovere richiedere le ferie, senza che nel contratto che ha sottoscritto sia specificato nulla in proposito.</p>
<p><strong>Come comportarsi</strong><br />
Se ci si trova in un caso simile, si può valutare l’opportunità di rivolgersi a un sindacato per essere aiutati nel compiere i passi necessari per ottenere il riconoscimento dei propri diritti.</p>
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    <title type="html">Caro mutui, la consulenza è gratis! </title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2008-10-23T11:14:45+00:00</published>
    <updated>2008-10-23T11:14:45+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>casa</dc:subject><dc:subject>mutui</dc:subject><dc:subject>legge-biagi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Alla sua seconda edizione l’iniziativa “Caro mutui: cosa fare?” ripropone ai cittadini del capoluogo lombardo il servizio completamente gratuito di consulenza preventiva per l’acquisto della[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/2141/caro-mutui-la-consulenza-e-gratis"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/caromutui.jpg" class="post" align="left" border="0" width="234" height="244" alt="Caro mutui" /> Alla sua seconda edizione l’iniziativa “Caro mutui: cosa fare?” ripropone ai cittadini del capoluogo lombardo il servizio completamente gratuito di consulenza preventiva per l’acquisto della casa e la stipula, rinegoziazione e portabilità del mutuo. </p>
<p>Si consolida quindi l’appuntamento annuale promosso dal Notariato, dal Comune di Milano e dalle Associazioni dei Consumatori con l’obiettivo di fornire le informazioni e i consigli necessari per affrontare con la dovuta sicurezza un’operazione economica che oggi ancor più spaventa per i rischi  che può comportare.</p>
 <p>
Con questo spirito è stato annunciato il Protocollo di intesa sulla portabilità dei mutui siglato dal Consiglio Notarile di Milano e da Banca Antonveneta, Banca Intesa San Paolo, Banca Popolare di Milano, ING Direct, UniCredit Banca, UniCredit Banca per la Casa e inviato per adesione a tutte le banche presenti sul territorio milanese per far sì che la portabilità prevista dal decreto Bersani venga di fatto applicata senza oneri per il cittadino. </p>
<p>Da oggi, 23 ottobre, potranno quindi essere prenotati oltre 1100 appuntamenti presso 240 studi notarili di Milano e della Lombardia per il periodo dal 3 al 14 novembre sul sito <a href="http://www.comprarcasasenzarischi.it">www.comprarcasasenzarischi.it</a>. </p>
<p>Mercoledì 29 ottobre alle 18.00 presso la sala Orlando dell’Unione del Commercio - Corso Venezia 47/49 -  si terrà un incontro tra cittadini, notai e rappresentanti delle Associazioni dei Consumatori che affronterà in modo colloquiale le tematiche relative all’acquisto della casa e all’aumento del costo dei mutui, individuando i modi più efficaci per combattere il problema.<br />
L’incontro, cui interverrà tra gli altri il responsabile per le politiche dei Consumatori di Cittadinanzattiva Giustino Trincia, sarà moderato da Antonio Lubrano. </p>
<p>Saranno distribuite le  nuove Guide al Cittadino che il Consiglio Nazionale del Notariato ha realizzato con 11 Associazioni dei Consumatori per informare  su questi temi nel modo più semplice e comprensibile.</p>
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    <title type="html">Cambiare mutuo: surrogare o sostituire questo il dilemma!</title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2007-12-13T15:45:06+00:00</published>
    <updated>2007-12-13T15:45:06+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>casa</dc:subject><dc:subject>mutui</dc:subject><dc:subject>banche</dc:subject><dc:subject>legge-biagi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[A poche ore dall’accordo congiunto di 5 banche centrali di immettere liquidità sui mercati per controbilanciare il presunto affondo della crisi dei mutui subprime crescono ancora le rate sui mutui a[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1559/cambiare-mutuo-surrogare-o-sostituire-questo-il-dilemma"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/DilemmadifilosofiadiCiro.jpg" class="post" align="left" border="0" width="270" height="405" alt="Dilemma di filosofia di Ciro" /> A poche ore dall’accordo congiunto di 5 banche centrali di immettere liquidità sui mercati per controbilanciare il presunto affondo della crisi dei mutui subprime crescono ancora le rate sui mutui a causa delle “manovre speculative” delle banche sull’Euribor. </p>
<p>A denunciarlo l’Adusbef, secondo cui i mutui a tasso variabile sono aumentati rispetto a settembre di 84 euro al mese. Nonostante le manovre per alleggerire l’effetto boomerang sui mercati mondiali l’associazione critica l’atteggiamento di “governi, banche centrali e Antitrust, che lasciano il cartello bancario composto da 44 istituti europei padrone dell’Euribor, manovrandolo sulla pelle dei mercati e dei cittadini”. </p>
<p>Una vistosa impennata dei tassi medi (dal 5,85 al 6,5%) da settembre a novembre ha reso rischiosi i mutui a tasso variabile, considerando che su un mutuo da 200.000 euro, gli incrementi mensili registrati si sono attestati tra i 66 e gli 84 euro.</p>
 <p>
Per dribblare la corsa frenetica del costo del denaro basta tenere sott’occhio qualche utile consiglio e ricorrere alla rinegoziazione delle condizioni di mutuo. Attenzione però a non confondere termini e condizioni di surroga con quelli di rinegoziazione. Tre sono le vie praticabili per ridefinire il proprio mutuo: la surrogazione, la sostituzione e la rinegoziazione. Se nei primi due casi si procede al cambiamento dell’istituto di credito nel terzo si modificano solo le condizioni fermo restando l’istituto (v. <a href="http://www.24minuti.ilsole24ore.com/24Minuti/20071210/Milano/10.shtml">articolo</a>).</p>
<p><strong>Cosa si intende per Surrogazione?</strong></p>
<p>Definita dal sole 24 Ore la via più economica, questa procedura era già contemplata dall’articolo 1202 del Codice civile.<br />
In questo caso si cambia la propria banca trasportando l’ipoteca senza costi aggiuntivi (portabilità prevista dal Decreto Bersani Bis) al nuovo istituto di credito. Rimanendo invariata l’ipoteca l’ammontare complessivo del debito non subirà variazione alcuna e si conserveranno i benefici fiscali del vecchio contratto (si continuano a detrarre gli interessi passivi in caso di acquisto di prima casa, non si pagano più bolli, etc), ma possono altresì essere modificati durata e tasso.</p>
<p>La comodità principale risiede nel fatto che non si deve procedere all’iscrizione di una nuova ipoteca, evitando di dover pagare l’annessa imposta sostitutiva (dallo 0,25 al 2%). A carico del debitore c’è, però, l’atto notarile di surroga, necessario per attribuire alla nuova banca le garanzie che assistevano l’operazione estinta. Atto che va pubblicato nei registri immobiliari e deve essere in forma autentica. </p>
<p>Diverse le strade, più o meno semplici, che si possono intraprendere per la surroga:</p>
<ul>
<ol>
a) unico atto nel quale convergono mutuatario, vecchia e nuova banca;</ol>
<ol>b) due atti: il nuovo mutuo e un altro atto, nel quale siano contenute la quietanza (estinzione del vecchio mutuo) e la dichiarazione di surroga;</ol>
<ol>c) tre atti distinti: il nuovo mutuo, l’atto di quietanza e la surroga;</ol>
</ul>
<p>La prima strada è sicuramente la più veloce nonché la più economica ed è praticabile in 4 facili mosse:</p>
<ul>
<li>Si stipula un nuovo mutuo con una nuova banca; il nuovo mutuo si qualifica come finalizzato (cosiddetto “mutuodiscopo”) a procurare la provvista (soldi) per estinguere il vecchio mutuo</li>
<li>Si utilizza il ricavato del nuovo mutuo per andare a estinguere il vecchio mutuo e si dichiara alla vecchia banca che, per effettuare l’estinzione, si utilizza denaro proveniente da un nuovo mutuo</li>
<li>Si deve otteneredalla vecchia banca una quietanza di estinzione del vecchio mutuo; la vecchia banca prende atto della dichiarazione del debitore di essersi procurato, mediante un nuovo mutuo, i fondi per estinguere il vecchio</li>
<li>Si stipula l’atto di surrogazione e il debitore dichiara di sostituire la nuova banca alla vecchia banca nelle garanzie (l’ipoteca, ma anche una eventuale fideiussione) che assistevano il vecchio mutuo, con la conseguenza di “portare” (da qui deriva il termine “portabilità”) la vecchia ipoteca a garanzia del nuovo mutuo</li>
</ul>
<p><strong>La Sostituzione questa sconosciuta..</strong></p>
<p>Piace poco alle banche che rilanciano invece sulla sostituzione, guarda a caso decisamente più costosa per il cliente. Come per la surrogazione anche per la sostituzione bisogna traslocare il proprio mutuo da una banca all’altra iscrivendo però anche una nuova ipoteca (con il vantaggio che, oltre a tasso e durata può cambiare anche la somma finanziata). In questo caso quindi il mutuatario dovrà ripagare l’imposta sostitutiva (dallo 0,25 al 2% dell’erogato) e sarà esposto al rischio di perdere i vantaggi fiscali nel caso in cui il nuovo mutuo sia di importo superiore alla residua quota di capitale da rimborsare, maggiorata delle spese e degli oneri correlati.</p>
<p><strong>Alla scoperta della rinegoziazione </strong></p>
<p>Per gli indefessi fedeli alla propria banca si può parlare di rinegoziazione delle condizioni, non sempre rispondenti alle richieste del cliente. Sotto minaccia di abbandono però gli istituti sono portati a concedere maggiori privilegi a quanti decidano di confermare la propria fidelizzazione. Nelle facoltà della banca, in questo caso, ridefinire lo spread e la durata del mutuo. Vista la competizione serrata del settore molte banche stanno giocando d&#8217;anticipo proponendo ai clienti a rischio soluzioni più convenienti. Immediata la risposta del mercato con 42 mutui rinegoziati nei primi nove mesi dell’anno e 100mila nuove richieste.</p>
<p>Il podio degli istituti più “rinegoziati” spetta ai grandi poli bancari: Intesa SanPaolo con 80mila email ai mutuatari a rischio, UniCredit e Mps che hanno recentemente varato una politica per consentire la rinegoziazione a costo zero.</p>
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    <title type="html">Contratti a termine, non oltre i 36 mesi</title>
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    <updated>2007-10-18T09:43:03+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1406/contratti-a-termine-non-oltre-i-36-mesi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/contratti_termine1.jpg" class="post" align="left" border="0" width="200" height="288" alt="Contratti a termine" /> Anche il precariato ha un limite! Con il plauso di Confindustria e l’approvazione dei sindacati il nuovo protocollo sul welfare si appresta a ricevere la benedizione parlamentare. Nulla di nuovo per i contratti a tempo determinato, che, come previsto dal Governo Berlusconi, non potranno superare i 36 mesi, dopodichè sarà possibile una sola proroga con la stipula presso la direzione provinciale del lavoro e l&#8217;assistenza di un sindacato tra quelli &#8220;comparativamente più rappresentativi&#8221; a livello nazionale. Nulla di nuovo sul fronte occidentale per tutte le altre forme contrattuali come i contratti a progetto.</p>
<p>Vengono però esclusi da queste nuove norme i lavoratori impegnati in attività stagionali mentre è previsto un periodo transitorio di 15 mesi per coloro che hanno già avuto contratti con la stessa azienda ma non ha ancora raggiunto i 36 mesi complessivi. Il Disegno di Legge, se riconfermato dalle sessioni parlamentari, entrerà in vigore con l’anno nuovo. </p>
<p>Queste in breve le novità per i giovani precari:</p>
<p><strong>Contratti precedenti al 2008</strong></p>
<p>Per quanti abbiano già accumulato precedentemente al 1 gennaio 2008 un certo numero di mesi di contratto a termine e che siano assunti dalla stessa azienda dopo il 1 gennaio 2008 è previsto che le nuove regole siano applicate dopo 15 mesi dall&#8217;entrata in vigore della legge, presumibilmente quindi da aprile 2009. Questo per risolvere il nodo di quei lavoratori a cavallo tra vecchie e nuove norme. &#8220;Il periodo di lavoro già effettuato alla data di entrata in vigore della legge si computa, insieme ai periodi successivi di attività ai fini della determinazione del periodo massimo, decorsi 15 mesi dalla medesima data&#8221;, dice il testo.</p>
<p><strong>Contratti in corso</strong></p>
<p>Rimarrà in vigore la vecchia disciplina invece per quei lavoratori attualmente occupati che hanno già un contratto in essere. In questo caso infatti le nuove norme si applicheranno solo nel caso l&#8217;azienda decida di rinnovare il contratto a termine.</p>
<p><strong>Lavoratori Stagionali</strong></p>
<p>Sono esentati dall&#8217;applicazione delle nuove norme invece i lavoratori stagionali le cui attività sono ricomprese nell&#8217;elenco contenuto nel Dpr del 1963 nonché di quelli che saranno individuati dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali. </p>
<p><strong>Contratti a tempo indeterminato</strong></p>
<p>I lavoratori che nell&#8217;esecuzione di uno o più contratti a termine presso la stessa azienda abbiano prestato attività lavorativa per un periodo superiore ai 6 mesi hanno diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i succesivi 12 mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine. </p>
<p>Anche i lavoratori assunti a termine per lo svolgimento di attività stagionali hanno diritto di precedenza rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attivtià stagionali. Il diritto di precedenza può essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti in tal senso la propria volontà al datore di lavoro entro rispettivamente sei mesi e tre mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso e si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.</p>
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    <title type="html">Precari a tempo indeterminato</title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2007-08-16T11:51:56+00:00</published>
    <updated>2007-08-16T11:51:56+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/1296/precari-a-tempo-indetreminato"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/Schiavi_moderni.jpg" class="post" align="left" border="0" width="270" height="336" alt="Schiavi Moderni" /> “La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età. Prima non c’era, adesso c’è. Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato progetto per poter applicare la legge Biagi e creare i nuovi schiavi moderni. Dal pulire i cessi al rispondere al telefono. Lavoratori dipendenti si sono trasformati in imprenditori con partita Iva, senza soldi e senza sicurezze. Lavoratori transbiagici. Una sottospecie di schiavi. Meno tutelati degli schiavi sudisti. La legge Biagi è una legge di sinistra per una politica del lavoro di ultra destra. Copiata dai faraoni. Call-center al posto di piramidi” (<a href="http://grillorama.beppegrillo.it/schiavimoderni/">leggi il libro</a>).</p>
<p>Inizia così l’ultima creazione letteraria del Grillo parlante sul precariato in Italia. Pietra dello scandalo che ha suscitato non poche polemiche dal mondo politico e non solo. Che si sia d’accordo o meno con le parole del comico è innegabile che &#8220;legge Biagi&#8221; sia ormai diventato il sinonimo di &#8220;precarietà&#8221; nell&#8217;immaginario comune. Gli ultimi in ordine di tempo a confermarlo sono stati il deputato di Rifondazione Francesco Caruso e il comico Beppe Grillo, definendo la moderna flessibilità come una malattia endemica se non addirittura un arma. </p>
<p>In vigore dalla fine del 2003 la riforma Biagi ha fatto levitare considerevolmente i contratti a tempo determinato prospettando alle nuove generazioni un futuro di precariato senza diritti ma con molti doveri. Ed è così che a fronte di una totale assenza di sicurezza contrattuale i co.co.pro si trovano a dover sostenere una crescente pressione contributiva. </p>
<p>Ieri il giuslavorista Pietro Ichino ha risposto duramente alle polemiche sollevate da Caruso e Grillo e avvallate dalla sinistra &#8220;radicale&#8221;, sostenendo che, più che contro la legge Biagi, dovrebbero prendersela con la legge Treu. In effetti, fu proprio questa legge del 1997 a fornire ai datori di lavoro strumenti come il contratto a tempo determinato e il lavoro interinale, ai quali la Biagi ha aggiunto altre possibilità come lavoro a chiamata, staff leasing (l&#8217;affitto di intere squadre di lavoratori) e outsourcing (il subappalto di interi rami d&#8217;azienda). È più probabile che a creare il senso di precarietà non siano tanto gli strumenti in sé, quanto piuttosto l&#8217;uso che ne viene fatto. Un esempio classico è quello del part-time: introdotto dalla legge Treu per permettere maggiore libertà al lavoratore, spesso viene utilizzato dal datore di lavoro per gestire con più flessibilità il personale.</p>
<p>Intanto il ministro per le politiche giovanili, Giovanna Melandri, propone un fitto programma di incentivi ai talenti e alla creatività con case low cost e finanziamenti per la creazione di impresa.<br />
Dopo l’aumento  delle aliquote contributive sui contratti ai parasubordinati (dal 16 al 23% ed ora al 26%), si progetta un’estensione massima a 36 mesi dei contratti a termine con conseguente assunzione a tempo indeterminato. E per venire incontro ai 4,5 mln giovani tra 25-35 anni vivono ancora con i loro genitori vuoi per comodità vuoi per necessità, la Finanziaria 2007 ha predisposto un meccanismo di vantaggio fiscale di 2.600 euro di detrazione dal reddito per i circa 500 mila studenti universitari fuori sede.</p>
<p>E le stelle stanno a guardare…</p>
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    <title type="html">&quot;Buoni&quot; e cattivi del lavoro occasionale</title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2007-03-21T10:12:24+00:00</published>
    <updated>2007-03-21T10:12:24+00:00</updated>
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    <summary type="text"><![CDATA[Scritto nel 2001 il vituperato &amp;#8220;Libro Bianco sul Mercato del Lavoro in Italia - proposte per una società attiva e per un lavoro di qualità&amp;#8221; del professor Biagi sembra aver ancora[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/896/buoni-e-cattivi-del-lavoro-occasionale"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/buonilavoro.jpg" class="post" align="left" border="0" width="256" height="175" alt="Buoni lavoro" /> Scritto nel 2001 il vituperato &#8220;Libro Bianco sul Mercato del Lavoro in Italia - proposte per una società attiva e per un lavoro di qualità&#8221; del professor Biagi sembra aver ancora molto da dire in materia di flessibilità e lotta al lavoro sommerso. Ed ecco che il Governo si appresta a riconsiderare i buoni da lavoro occasionale, introdotti con la Legge 276/03 (<a href="http://www.welfare.gov.it/RiformaBiagi/default.htm ">Legge Biagi</a>) già presenti in altri paesi europei. Si tratta di voucher del valore di 10 Euro che contengono oltre al pagamento della prestazione occasionale (7,5 Euro nette), il 20% di ritenute Inps e Inail e un 5% di rimborso spese del concessionario, per un massimo di 5.000 Euro annui (elevabili a 10.000 nel caso di imprese familiari), oltre i quali sarà consigliabile la sottoscrizione di un contratto vero e proprio. Entro tre mesi il ministro del lavoro emanerà i decreti attuativi mentre a breve sarà attivata la sperimentazione, già attiva a Treviso, in 10 comuni italiani (Milano, Verbania, Varese, Bolzano, Venezia, Lucca. Latina, Bari e Catania). I soggetti che la misura intende tutelare si individuano principalmente disoccupati da oltre un anno, inoccupati (studenti, disabili), pensionati ed extracomunitari che soggiornino regolarmente in Italia non oltre i sei mesi successivi alla perdita dell’occupazione (v. <a href="http://www.ilmeridiano.info/articolo.php?Rif=6992">articolo</a>).  </p>
<p><strong>Lavori occasionali</strong></p>
<p>Il buono lavoro riguarderà tutte quelle prestazioni di natura domestica come pulizie, riparazioni, lavori di giardinaggio e cure assistenziali verso anziani, bambini e ammalati per i quali aziende e professionisti non sono disposti a sostenere le spese di un regolare contratto di impiego che non superino i 30 giorni nell’arco dell’anno.</p>
<p><strong>Dove si acquisteranno</strong></p>
<p>Il voucher potrà essere venduto in appositi centri autorizzati tra cui società private specializzate nel welfare per le aziende, centri per l’impiego, sportelli pubblici ed eventualmente anche esercizi commerciali.</p>
<p>Il buono lavoro è presente in Francia, Belgio ed Inghilterra ormai da diversi anni consentendo un accertato aumento di posti di lavoro seppur con modalità e finalità leggermente diverse, a seconda del mercato del lavoro contestuale.<br />
In Francia prende il nome di Chèque emploi services universel ed è destinato a lavori a domicilio come il babysitteraggio o l&#8217;’ssistenza ad anziani. Il buono può essere acquistato dalle banche sottoforma di libretto di assegni oppure presso enti privati abilitati. Con i Cesu sono state impiegate nel solo trimestre 2006 36.000 persone.<br />
Nel vicino Belgio invece si parla di Titre Service e sono disponibili in forma cartacea ed elettronica, anche in questo caso per prestazioni a domicilio. Le imprese sono in questo caso incentivate all’acquisto dei voucher grazie ad un rimborso statale di 21 Euro per singolo buono utilizzato. A fine 2005 si calcolano 29.000 nuovi posti di lavoro grazie al Titre.<br />
Oltre Manica diventa Children Voucher e sono esclusivamente dedicati alla cura dei bambini, a compensazione della strutturale mancanza di asili nido nelle campagne inglesi. I voucher sono particolarmente utilizzati in questo caso dalla piccole aziende non dotate di strutture di nursery ma propense a garantire ai propri dipendenti i servizi di operatori specializzati.</p>
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    <title type="html">Quel che resta degli Assegni familiari nelle tasche degli Italiani</title>
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      <name>Dust</name>
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    <published>2007-02-22T10:03:21+00:00</published>
    <updated>2007-02-22T10:03:21+00:00</updated>
    <dc:subject>uncategorized</dc:subject><dc:subject>agevolazioni</dc:subject><dc:subject>leggi</dc:subject><dc:subject>legge-biagi</dc:subject><dc:subject>tasse</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[&amp;#8220;Aprire la busta paga e scoprire che il collega senza figli disabili ha più assegni familiari di te.
E&amp;#8217; quanto successo a circa 4mila famiglie italiane in seguito[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/820/quel-che-resta-degli-assegni-familiari-nelle-tasche-delle-famiglie"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/assegnifamiliari.JPG" class="post" align="left" border="0" width="251" height="235" alt="Assegni familiari disabili" /> &#8220;Aprire la busta paga e scoprire che il collega senza figli disabili ha più assegni familiari di te.<br />
E&#8217; quanto successo a circa 4mila famiglie italiane in seguito all&#8217;ultima Finanziaria.&#8221; (da <a href="http://www.disabili.com/">Disabili.com</a>)</p>
<p>L&#8217;anomalia rilevata nella rimodulazione degli assegni familiari a carico operata dalla Finanziaria 2007 sembra aver colpito i nuclei con persone disabili per le quali non è stato previsto alcun aumento significativo. Se crescono gli importi (a volte raddoppiano persino) per le categorie 11 (famiglie biparentali senza disabili) e 12 (famiglie monoparentali senza disabili a carico) non sembra migliorare di molto la situazione per le categorie comprese tra la 13 e la 19 relative a nuclei con figli inabili, per cui è stato previsto un esiguo aumento in assegno del 15%.</p>
<p>La <a href="http://qn.quotidiano.net/cgi-bin/back.cgi?mainurl=http://www.disabili.com/">denuncia</a> è partita da un papà di disabile minorenne il quale ha segnalato che se il tentativo di armonizzazione degli assegni familiari è valso per alcuni, è avvenuta invece una discriminazione palese verso le famiglie con disabili, per  le quali è stato introdotto un aumento del 15% del contributo indistintamente dallo scaglione di reddito! </p>
<p>Ne consegue - comunica il contribuente denunciatario -  che per moltissimi casi gli assegni familiari percepiti dalle famiglie con disabili sono piu&#8217; bassi.</p>
<p><strong>Alcuni esempi:</strong><br />
<strong>Famiglia di 3 persone </strong>(2 genitori + 1 figlio) - Reddito annuo lordo 37.500 € </p>
<ul>
<li>se figlio disabile prende 17,81 € al mese</li>
<li>se figlio normalmente abile prende 42,71 € al mese</li>
<li>differenza 24,90 € al mese in meno</li>
</ul>
<p><strong>Famiglia di 4 persone </strong>(2 genitori + 2 figli) - Reddito annuo lordo 40.000 €</p>
<ul>
<li>se figlio disabile prende 45,74 € al mese</li>
<li>se figlio normalmente abile prende 71,33 € al mese</li>
<li>differenza 25,59 € al mese in meno</li>
</ul>
<p>Nel complesso sembra proprio che tra nuove addizionali Irpef (<a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/2007/busta_paga/busta_paga_default.shtml?uuid=455e17a4-b207-11db-9cd5-00000e251029&#038;type=Libero#">aliquote comunali</a> presentate al 15 febbraio) e meccanismi di detrazione per il calcolo dell&#8217;imposta  si stia registrando un rincaro progressivo sull&#8217;anno fiscale precedente, accentuato per le famiglie numerose. Secondo i dati del sole 24 Ore infatti i nuclei biparentali con coniuge e figlio a carico il rincaro medio oscilla tra i 106 (reddito a 20.000 Euro) e i 124 Euro (reddito a 40.000 Euro), per sfiorare i 190 Euro nel caso di tre figli a carico!</p>
<p>Risponde critico il ministro Rosy Bindi che ammettendo l&#8217;aumento dell&#8217;imponibile derivante dal passaggio del sistema delle deduzione a quello delle detrazioni, sostiene a spada tratta l&#8217;effetto benefico dei nuovi assegni familiari per nuclei con  redditi a 40.000 Euro con 2 figli a carico, per il 67% dei quali si è verificato invece un effettivo risparmio.</p>
<p>Il Sole 24 Ore conclude la diatriba ribadendo che il nuovo sistema di prelievo annulla le differenze tra famiglie con familiari a carico e famiglie senza &#8220;carichi&#8221; oltre a diminuire i vantaggi di risparmio prospettati in finanziaria per via delle nuove aliquote sulle addizionali comunali in crescita.  </p>
<p>Se il risparmio effettivo rimane un arcano difficilmente calcolabile se non su singolo caso contributivo, quel che rimane certo è una effettiva e reiterata discriminazione verso le famiglie con disabili!</p>
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    <title type="html">Job on call sì, ma come funziona?</title>
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      <name>Faust</name>
    </author>
    <published>2007-01-03T17:07:10+00:00</published>
    <updated>2007-01-03T17:07:10+00:00</updated>
    <dc:subject>lavoro</dc:subject><dc:subject>legge-biagi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Tra le tipologie di contratto introdotte dalla riforma Biagi ce ne è una che va sotto il nome anglosassone di
job on call (tradotto lavoro a chiamata) e che risponde ai bisogni di quelle aziende che[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/685/job-on-call-si-ma-come-funziona"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/JobPhoneCall2.jpg" class="post" align="left" border="0" width="200" height="200" alt="job on call biagi" /><br />
Tra le tipologie di contratto introdotte dalla riforma Biagi ce ne è una che va sotto il nome anglosassone di<br />
<a href="http://www.intrage.it/rubriche/lavoro/contrattifles/lavoro_intermittente/index.shtml">job on call</a> (tradotto lavoro a chiamata) e che risponde ai bisogni di quelle aziende che nell&#8217;arco dell&#8217;anno devono fare i conti con picchi di produzione. In questi particolari periodi dell&#8217;anno il lavoratore viene chiamato. </p>
<p><a href="http://www.filodiritto.com/diritto/pubblico/lavoro/lavorointermittentebonzagnibasso.htm">La forma contrattuale del job on call è stata istituita con la circolare del Ministero del Welfare del 2 febbraio 2005 .</a></p>
<p>Come funziona?</p>
<p>Con il contratto di lavoro intermittente o a chiamata il lavoratore si mette a disposizione di un datore di lavoro che può utilizzare la prestazione lavorativa quando ne ha bisogno. </p>
<p>Il contratto può essere a tempo determinato o indeterminato e deve essere stipulato in forma scritta. Può riguardare lo svolgimento di prestazioni discontinue o intermittenti che dovranno essere individuate dai contratti collettivi di lavoro o in assenza dal Ministero del Lavoro con apposito decreto ministeriale. </p>
<p>Possono accedere a questo tipo di contratto:</p>
<ul>
<li>i lavoratori discontinui;</li>
<li>i soggetti in stato di disoccupazione con meno di 25 anni di età;</li>
<li>lavoratori con più di 45 anni di età che siano stati espulsi dal ciclo produttivo o siano iscritti alle liste di mobilità e di collocamento;</li>
<li>tutti i lavoratori che prestano la loro attività in determinati periodi nell&#8217;arco della settimana, del mese o dell&#8217;anno.</li>
</ul>
<p>Durante la durata del periodo di validità del contratto il lavoratore ha diritto a due tipologie di compensi.</p>
<p>Il contratto di lavoro intermittente infatti si presenta in una duplice veste, rispettivamente con o senza l&#8217;obbligo di corrispondere una <strong>indennità di disponibilità</strong>, a seconda che il lavoratore si vincoli o meno a rispondere alla chiamata. L&#8217;obbligo di rispondere alla chiamata deve essere espressamente pattuito nel contratto di lavoro intermittente.</p>
<p>L&#8217;indennità di disponibilità copre i periodi durante i quali il lavoratore rimane in attesa di utilizzazione garantendo la sua disponibilità al datore di lavoro.  L&#8217;indennità non è anticipata alla stipulazione del contratto ma è corrisposta a consuntivo alla fine del mese. </p>
<p>Quando invece lavora, ha diritto al <strong>normale trattamento economico</strong> previsto dai contratti collettivi, in proporzione alla prestazione effettivamente eseguita, al pari dei lavoratori che hanno le stesse mansioni. La legge prevede infatti che il lavoratore intermittente non debba ricevere, per i periodi lavorati, un trattamento economico e normativo complessivamente meno favorevole rispetto al lavoratore di pari livello, a parità di mansioni svolte. </p>
<p>Tra gli <strong>obblighi</strong> del lavoratore invece: il rifiuto ingiustificato di rispondere alla chiamata del datore di lavoro da parte del prestatore che si è obbligato contrattualmente, ricevendo l&#8217;indennità di disponibilità, può comportare la risoluzione del contratto, la restituzione della quota di indennità di disponibilità riferita al periodo successivo all&#8217;ingiustificato rifiuto, nonché un risarcimento del danno nella misura fissata dai contratti collettivi o, in mancanza, dal contratto di lavoro. </p>
<p>Infine. Il datore di lavoro è tenuto a versare i contributi, oltre che sull&#8217;importo della retribuzione corrisposta, sull&#8217;effettivo ammontare della indennità di disponibilità, anche in deroga alla vigente normativa in materia di minimale contributivo. Il trattamento economico derivante dal contratto collettivo costituisce reddito di lavoro subordinato e trova pertanto applicazione la disciplina prevista <a href="http://www.cercaleggi.it/tuir27maggio2005.pdf">dall&#8217;articolo 51 del TUIR</a> &#8220;Determinazione del reddito di lavoro dipendente&#8221;. (<a href="http://www.filodiritto.com/notizieaggiornamenti/20febbraio2005/minlavorocirc4lavorointermittente.htm">per approfondire</a>)</p>
]]></content>
    

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    <title type="html">Mutui atipici: ma qualcosa sta cambiando?</title>
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      <name>Faust</name>
    </author>
    <published>2006-07-27T16:05:44+00:00</published>
    <updated>2006-07-27T16:05:44+00:00</updated>
    <dc:subject>casa</dc:subject><dc:subject>lavoro</dc:subject><dc:subject>mutui</dc:subject><dc:subject>legge-biagi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Cambia il gioco, cambiano le regole. Il mercato del lavoro negli ultimi anni é radicalmente mutato (merito o colpa della Legge Biagi). In Italia l’esercito dei giovani con contratto a termine (o[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/387/mutui-atipici-ma-qualcosa-sta-cambiando"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/2056.jpg" class="post" align="left" border="0" width="180" height="255" alt="mutuo atipico" /></p>
<p>Cambia il gioco, cambiano le regole. Il mercato del lavoro negli ultimi anni é radicalmente mutato (merito o colpa della Legge Biagi). In Italia l’esercito dei giovani con contratto a termine (o progetto) conta circa 2,5 milioni di leve. Ed alla precarietà del posto di lavoro, in molti casi, si accompagna, con altrettanta incertezza, quella della costruzione di un progetto di vita, a cominciare dalla “prima casa”. (<a href="http://www.miaeconomia.it/BANCHEEMUTUI/Mutui_2_213_83121_Mutuiatipicipergiovaniprecari_articolo.html">leggi</a>)</p>
<p>Un tempo poteva accendere un mutuo solamente chi aveva un contratto a tempo determinato ma ora dato che, a quanto pare, il posto fisso é diventato ormai quasi una chimera, alle banche non resta che adeguarsi. La situazione attuale del mercato del lavoro impone delle condizioni decisamente diverse e quindi non c’è da stupirsi che gli istituti di credito guardino i lavoratori con occhi parzialmente nuovi.</p>
<p>Ecco spiegato il perché dei “mutui atipici” attraverso i quali le banche aprono le loro porte anche a chi non ha un contratto a tempo indeterminato.</p>
<p>Quali sono le caratteristiche di questa tipologia di mutuo? (<a href="http://www.guidamutui.it/confronto.php?Submit=Ordina&#038;tipo=&#038;perc_int=&#038;durata_max=&#038;redditi=LA&#038;finalita=&#038;target=&#038;linkid=2">Confronta le principali offerte</a>) </p>
<p>Al di là delle differenze tra le singole banche si possono delineare alcuni tratti tipicamente distintivi del finanziamento atipico:</p>
<ul>
<li>é destinato all&#8217;acquisto della prima casa;</li>
<li>è destinato a giovani di età non superiore a 35 anni con un contratto in essere ed un periodo minimo di mesi lavorativi alle spalle variabile da istituto a istituto;</li>
<li>copre normalmente l&#8217;80% del valore dell&#8217;immobile fino ad un massimo di 150.000 Euro ed una durata massima di 30 anni;</li>
<li>sull&#8217;abitazione é obbligatorio stipulare una polizza rischio incendi e scoppio che tuteli la banca in caso di deterioramento dell’immobile (è facoltativa quella per gli infortuni);</li>
<li>infine viene accesa un’ipoteca pari al 150%-200% della somma erogata.</li>
</ul>
<p>Come è già facile immaginare sono prodotti più costosi rispetto a quelli tradizionali (d’altronde il rischio dell’Istituto è maggiore) il che spiega, solo in parte, l’insuccesso di queste &#8220;nuove&#8221; forme di mutuo. Ma siccome l’apertura del mercato dei mutui ai giovani precari è un fenomeno abbastanza giovane sicuro come l&#8217;oro che qualcosa cambierà.</p>
<p>Da segnalare che già avevamo dato notizia (<a href="http://www.soldiblog.it/post/11/milanesi-tutti-appesiad-un-filo-sottotitolo-quando-il-mutuo-e-atipico">leggi</a>) dell&#8217;esistenza di Fondi di Garanzia finalizzati alla copertura dei rischi connessi all&#8217;erogazione di mutui per l&#8217;acquisto della prima casa. (chiedete nel vostro Comune)</p>
<p>Se, da una parte, è vero che alcune banche, attualmente,  applicano al tasso di interesse per i mutui dedicati ai precari uno <em>spread</em> superiore alle offerte tradizionali impedendo così l’accesso al finanziamento “atipico”, altre si mantengono vicine alla media. Il vero limite dei mutui ad hoc tuttavia non è rappresentato dal tasso ma dal capitale finanziabile, che non supera i 150.000 euro, cifra davvero esigua quest’ultima, soprattutto nelle grandi città. E poiché l’importo massimo del finanziamento non può superare l’80% del capitale finanziabile, l’unica strada percorribile è quella di avere un capitale liquido residuo da aggiungere al prestito della banca.</p>
<p>Esattamente un anno fa Altroconsumo aveva denunciato una situazione pesantissima sul fronte mutui (<a href="http://www.soldionline.it/SOL_Editoriale.nsf/alldocs/39117fe24cddd130c125702f0045e0d2?OpenDocument&#038;Click=">leggi</a>) chiedendo attenzione sulla peggiore situazione di chi non ha un lavoro fisso e fa parte dell’esercito dei lavoratori atipici, ma forse a poco a poco le cose stanno cambiando.</p>
<p>D&#8217;altronde, cambia il gioco e cambiano le regole.</p>
]]></content>
    

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    <title type="html">Legge Biagi: meglio col lifting o al naturale?</title>
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      <name>Faust</name>
    </author>
    <published>2006-06-09T17:30:00+00:00</published>
    <updated>2006-06-09T17:30:00+00:00</updated>
    <dc:subject>lavoro</dc:subject><dc:subject>leggi</dc:subject><dc:subject>legge-biagi</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Si torna a parlare di legge Biagi, cavallo di battaglia (o di Troia) dei vecchi scontri elettorali.
C&amp;#8217;era chi la voleva, chi la voleva togliere e chi invece le voleva dare solo qualche[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/256/legge-biagi-meglio-col-lifting-o-al-naturale"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/sprecario.JPG" class="post" align="left" border="0" width="213" height="274" alt="legge_biagi" /></p>
<p>Si torna a parlare di legge Biagi, cavallo di battaglia (o di Troia) dei <a href="http://www.soldiblog.it/post/103/dopo-le-elezioni-nel-paese-dei-cachi-cosa-ne-sara-della-legge-biagi-la-marcia-indietro-di-chirac-sul-cpe">vecchi scontri elettorali</a>.</p>
<p>C&#8217;era chi la voleva, chi la voleva togliere e chi invece le voleva dare solo qualche accorciatina.</p>
<p>E allora?</p>
<p>Si farà la riforma della Biagi?</p>
<p>Oppure le faranno solo un lifting?</p>
<p>Forse meglio al naturale?</p>
<p>Secondo l’ultimo rapporto Mcs,  società specializzata nella ricerca e selezione di personale, sette aziende su dieci sono disposte a  sopportare costi un pò più elevati (vi ricordate il cuneo fiscale?) pur di mantenere i contratti flessibili previsti dalle legge Biagi sul mercato del  lavoro. </p>
<p>Quali sono i principali benefici della Legge Biagi?</p>
<p>Secondo le imprese (le percentuali indicano chi ha risposto a favore, per la serie viva le risposte con le crocette):
<ul>
<li>la scoperta di talenti  (68%) </li>
<li>la possibilità di provare giovani laureati (63%)</li>
<li>offrendo loro una esperienza pratica (58%)</li>
<li>reinserimento di persone di età maggiore  rimaste senza impiego (47%)</li>
<li>la maggiore flessibilità nella gestione delle risorse umane (45%)</li>
</ul>
<p>Preoccupazioni desta invece la possibilità di revisione della Legge Biagi e della Legge Treu, che potrebbe provocare:</p>
<ul>
<li>un rallentamento (86%)</li>
<li>una  riduzione delle assunzioni (71%)</li>
</ul>
<p>Unanime anche il giudizio positivo espresso dai responsabili delle risorse umane sulla legge Biagi:
<ul>
<li>il 76% la giudica molto positiva</li>
<li>il 22% abbastanza positiva</li>
</ul>
<p><a href="http://www.miaeconomia.it/LAVOROEPENSIONI/Newslavoro_8_225_85172_LeggeBiagileimpreseancoralavogliono_articolo.html">Cosa ne pensano i Sindacati?</a></p>
<p><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=94705">E i metalmeccanici?</a></p>
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    <title type="html">Legge Biagi: banco di prova del Governo prodi</title>
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    <author>
      <name>Dust</name>
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    <published>2006-05-02T22:37:32+00:00</published>
    <updated>2006-05-02T22:37:32+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/146/legge-biagi-banco-di-prova-del-governo-prodi"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/precario.jpg" class="post" align="left" border="0" width="239" height="270" alt="precario" /> Precariato o flessibilità ? Sicuramente ormai uno strumento necessario per competere sui mercati internazionali, fuggendo da lotte di retroguardia legate ad un mondo ormai superato. Il tema della Legge Biagi sta cominciando a riscaldarsi in attesa della formazione del governo prodi. La CGIL ha già preso ampiamente posizione proponendo l&#8217;abolizione, anzi meglio, la totale riscrittura della Legge : in che termini non si sa. </p>
<p>Ovviamente non si è fatta attendere la risposta della CISL : l&#8217;obiettivo deve essere quello di completare la Legge Biagi &#8220;cercando come reperire le risorse per offrire ai lavoratori flessibili le tutel che oggi non hanno&#8221;. </p>
<p>Ma in realtà il problema è su un altro piano: oggi l&#8217;economia ha spostato nella fascia del precariato tutte quelle attività per cui la competitività è in forte discussione, sarebbe cià una falsa partenza affrontare prima la Biagi e poi, solo dopo,  un serio piano per la competitività. Vi invito a l<a href="http://www.libertaeguale.com/libertaeguale/public/notiziaView.jsp?idArea=10014&#038;id=11961&#038;type=200">eggere con attenzione questo articolo, secondo me di rara lucidità</a>.<br />
 <br />
Intanto Confindustria ha già chiaramente detto la sua :</p>
<blockquote><p>LEGGE BIAGI: Confindustria ritiene che vada esclusa ogni ipotesi di intervento teso a eliminare o a modificare in maniera sostanziale la legge. La riforma del mercato del lavoro va completata con nuovi e moderni ammortizzatori sociali per fornire una effettiva protezione del lavoratore nel mercato, sulla base di un assetto delle tutele che non scoraggi la ricerca attiva di opportunità occupazionali.</p></blockquote>
<p>Prodi, ora che è al governo, potrà abbandonare le critiche alla Biagi, e seguendo le posizioni filo-confindustriali della sua campagna elettorale diventerà il vero difensore e sostenitore della Legge.<br />
Prodi quindi è già tirato per la giacca, ma dove il vero problema per soddisfare tutti, come ha detto Bonanni sta nel reperimento delle risorse : primo passo quindi tagli e tasse.</p>
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