Si torna a parlare di legge Biagi, cavallo di battaglia (o di Troia) dei vecchi scontri elettorali.
C’era chi la voleva, chi la voleva togliere e chi invece le voleva dare solo qualche accorciatina.
E allora?
Si farà la riforma della Biagi?
Oppure le faranno solo un lifting?
Forse meglio al naturale?
Secondo l’ultimo rapporto Mcs, società specializzata nella ricerca e selezione di personale, sette aziende su dieci sono disposte a sopportare costi un pò più elevati (vi ricordate il cuneo fiscale?) pur di mantenere i contratti flessibili previsti dalle legge Biagi sul mercato del lavoro.
Continua a leggere: Legge Biagi: meglio col lifting o al naturale?
Precariato o flessibilità ? Sicuramente ormai uno strumento necessario per competere sui mercati internazionali, fuggendo da lotte di retroguardia legate ad un mondo ormai superato. Il tema della Legge Biagi sta cominciando a riscaldarsi in attesa della formazione del governo prodi. La CGIL ha già preso ampiamente posizione proponendo l’abolizione, anzi meglio, la totale riscrittura della Legge : in che termini non si sa.
Ovviamente non si è fatta attendere la risposta della CISL : l’obiettivo deve essere quello di completare la Legge Biagi “cercando come reperire le risorse per offrire ai lavoratori flessibili le tutel che oggi non hanno”.
Ma in realtà il problema è su un altro piano: oggi l’economia ha spostato nella fascia del precariato tutte quelle attività per cui la competitività è in forte discussione, sarebbe cià una falsa partenza affrontare prima la Biagi e poi, solo dopo, un serio piano per la competitività. Vi invito a leggere con attenzione questo articolo, secondo me di rara lucidità.
Continua a leggere: Legge Biagi: banco di prova del Governo prodi

Elezioni, Striptease e Legge Biagi…
A meno di un giorno dalla chiusura delle urne due sono le cose venute a galla in modo abbastanza chiaro: la prima é che l’Italia é un Paese spaccato in due, diviso a metà; l’altra é che gli italiani non stanno poi così male come dicono.
A dircelo é quella fetta di elettorato “estensionista” latitante nelle elezioni 2001 e “scesa in campo” domenica e ieri.
Ecco i risultati dopo tre settimane all’insegna di colpi sotto la cintola, neo-maccartismo liberale, telenovele elettorali e un’Italia sempre più in preda ad isteria collettiva sotto la minaccia biblica dello striptease di Giuliano Ferrara. Lo zapping non fa distinguo tra politici e “Fattoria”, le liti tra i reduci del Psi, le visioni lisergiche di Pannella e le veglie funebri di Vespa ed Emilio Fede.
Il tutto potrebbe benissimo andar sintetizzato in una sola parola, come direbbe la Pivano: mescalina!!!