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Ultima ora, Borsa in caduta libera, spread e rendimenti record

pubblicato da Roberto in: Investire Leggi

Ultima ora, Borsa in caduta libera, spread e rendimenti record
Continua la corsa del differenziale tra titoli italiani e tedeschi, che fanno registrare nuovi picchi: prima 4,23%, poi sale ancora fino a 437 punti base.

I rendimenti dei Btp decollano e toccano il 6,21%.

A picco i mercati europei: Milano sprofonda, Parigi e Francoforte perdono oltre il 3%. Secondo gli analisti sta pesando la decisione del governo greco di indire un referendum sul piano di salvataggio concordato con l’Europa. Calano quasi tutti i mercati orientali.

Rallenta la produzione cinese: l’indice manifatturiero delle pmi cala a ottobre. Palazzo Chigi smentisce colloqui riservati tra Berlusconi, il Cancelliere Merkel e il presidente Sarkozy: “Inverosimile cambio vertici ministero Economia“.

Via Ansa.

Lavoro: in Italia è boom del “made in China”

pubblicato da Roberto in: Lavoro Leggi

Lavoro: in Italia è boom del “made in China”Le uniche a non conoscere la crisi sembrano essere le imprese cinesi in Italia che continuano a crescere accanto alla crescita demografica degli asiatici nel nostro Paese.

In una Italia segnata dalla crisi, l’imprenditoria cinese non solo non ha accusato il colpo ma è addirittura cresciuta a ritmi vertiginosi. Secondo i dati diffusi dalla Cgia di Mestre alla fine del 2010 le imprese cinesi hanno superato le 54.000 unità con una crescita che, rispetto al 2009, è stata del 8,5%.

Crescono non solo le nuove imprese ma anche le imprese italiane guidate da imprenditori cinesi: tra il 2002 e il 2010 la loro presenza nella penisola italiana è cresciuta del +150,7% e in alcune regioni meridionali come Molise, Calabria e Basilicata, i ritmi sono addirittura quadruplicati fino a toccare punte del 400%. In termini assoluti la maggior concentrazione di imprenditori cinesi si trova in Lombardia (10.998), seguono i colleghi che lavorano in Toscana (10.503) e quelli che hanno scelto il Veneto come regione in cui avviare l’impresa (6.343).

Si registra una concentrazione particolarmente forte nel commercio (39,5%) e nel manifatturiero (30,6%). Di questi ultimi ben il 94,5% (pari a 15.618 imprenditori) sono occupati nel tessile, nell’abbigliamento, nelle calzature e nella pelletteria. Significativa la presenza anche nel settore alberghiero, dei bar e della ristorazione: le attività condotte da titolari cinesi sono più di 10mila unità.

Via Borsaitalia.

Assicurazioni: raccolta semestrale in calo, cresce solo l'Rc auto

pubblicato da Roberto in: Assicurazioni Leggi Auto Consumatori

Cala a 58,7 miliardi nel primo semestre la raccolta totale di premi delle imprese assicurative italiane e dalle rappresentanze per l'Italia delle imprese extraeuropee del settore. Lo rileva l'Isvap, segnalando un crollo del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Cala a 58,7 miliardi nel primo semestre la raccolta totale di premi delle imprese assicurative italiane e dalle rappresentanze per l’Italia delle imprese extraeuropee del settore. Lo rileva l’Isvap, segnalando un crollo del 15,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

In particolare, la raccolta nei rami vita, pari a 40,3 miliardi di euro, ha registrato una contrazione del 21,9% su base annua, con una significativa flessione della relativa incidenza sul portafoglio globale (68,7% rispetto al 74,3% precedente). Il calo ha riguardato nello specifico le polizze tradizionali di ramo I, che dopo i forti incrementi dell’ultimo periodo, sono state pari a 30,7 miliardi, con una variazione in negativo del 20,5%.

L’andamento della raccolta nei rami danni, pari a 18,4 miliardi di euro, ha evidenziato invece un incremento del 3% che fa salire la relativa incidenza di queste polizze sul portafoglio totale al 31,3% (contro il 25,7% nello stesso periodo del 2010).

L’analisi della raccolta per canale distributivo segnala, infine, per i rami vita una flessione del ricorso a banche e Poste (58,5% contro il 63,7% precedente), mentre per i rami danni sono preponderanti le agenzie con mandato (82%).

Via Borsaitaliana.

Disoccupazione giovanile al 27,9%. Precariato in costante aumento

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Leggi

Disoccupazione giovanile al 27,9%. Precariato in costante aumento
In Italia il tasso di disoccupazione giovanile è al 27,9%, ben superiore alla media ponderata dell’area Ocse (16,7%). Lo riferisce l’organizzazione parigina nel suo Employment Outlook, basato su dati di fine 2010. La quota è in aumento di oltre 9 punti percentuali rispetto all’inizio della crisi, nel 2007, quando la disoccupazione giovanile era il 20,3%.

La gravità dell’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro è dimostrata anche dal dato dell’organizzazione sul precariato: in Italia il 46,7% delle persone tra i 15 e i 24 anni che lavorano ha un impiego temporaneo. La percentuale dei giovani precari in Italia, sempre secondo i dati Ocse, è in costante aumento dall’inizio della crisi: 42,3% nel 2007, 43,3% nel 2008 e 44,4% nel 2009. Il balzo avanti è ancora più rilevante rispetto al dato del 1994, quando la percentuale di under 25 italiani con un impiego temporaneo era del 16,7%.
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Nei primi 8 mesi del 2011 è fallita una società al giorno

pubblicato da Roberto in: Lavoro Leggi Tasse

Nei primi 8 mesi del 2011 è fallita una società al giornoDa una parte nuove iniziative, dall’altra realtà costrette a gettare la spugna. Il problema a Brescia non è tanto l’aumento del numero dei fallimenti registrato nei primi 8 mesi del 2011, ma la loro qualità. Aziende conosciute, economicamente pesanti e importanti dal punto di vista del mantenimento dei livelli occupazionali che finiscono con i bilanci in rosso.

Per la precisione già 219 a fine agosto di quest’anno (erano 205 ad agosto 2010, praticamente una al giorno), a cui si aggiungono 15 società ammesse al concordato preventivo (17 lo scorso anno). È la cancelleria della sezione commerciale del Tribunale di Brescia a tenere il conto dell’inarrestabile caduta delle imprese della provincia, 221 i fallimenti registrati nel 2009, 266 nel 2010.

E l’andamento dei primi otto mesi dell’anno in corso (+7% su agosto 2010) fa intendere che si potrebbe addirittura sfiorare il record negativo di 283 raggiunto nel 2005. «A preoccupare», spiega Stefano Rosa, «presidente della sezione commerciale al quarto piano del Palagiustizia – non è il numero, ma la consistenza. Livelli come questi sono già stati toccati negli anni Ottanta. Il problema oggi è che stiamo parlando di aziende importanti, sia dal punto di vista economico che occupazionale». A trainare il record negativo il settore edile, ma anche la gdo e il caseario, dove su tutti spicca il fallimento della Medeghini, depositato in tribunale lo scorso marzo.

«Siamo di fronte a dati drammatici, sia per la produttività del territorio che per la tenuta dell’occupazione. A fallire non sono più i piccoli negozietti, sono interi gruppi, con diversi stabilimenti produttivi. La Medeghini di Mazzano ne è un esempio». Una situazione, per Saottini, solo in parte spiegabile con la caduta dei mercati: «ci troviamo di fronte allo scoppio di una bolla, soprattutto nell’edilizia».

Via Ansa.

I medici chiedono intervento dell'Antitrust

pubblicato da Roberto in: Lavoro Salute Leggi Consumatori

I medici chiedono intervento dell'Antitrust
I medici proprio non ci stanno a vedere offerte stracciate su visite e prestazioni specialistiche sui siti di gruppi d’acquisto online. Dopo aver denunciato a giornali e agenzie la scorrettezza di questo modello di business applicato alla salute, la Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri presenta una denuncia all’Antitrust.

I medici chiedono, inoltre, all’Antitrust di aprire un’indagine formale “volta a verificare la scorrettezza della pratica commerciale messa in atto dalla società Groupon, adottando con provvedimento cautelare ogni misura ritenuta idonea a impedire il procrastinarsi del danno che deriva ai consumatori“.

E la battaglia dei medici non si ferma qui: la FNOMCeO ha scritto ai Nas, segnalando la non-chiarezza nei messaggi della Società Obiettivo Risarcimento; la Federazione chiede ancora ai Nas di verificare che le prestazioni mediche e odontoiatriche promosse da Groupon “a tariffe irrisorie, indiscutibilmente inferiori ai costi i produzione, siano rese da personale specializzato, nel rispetto dei limiti di sicurezza e siano erogate in strutture a norma“.

Un’altra lettera della FNOMCeO è indirizzata al Ministero della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura e si sottolinea la “proliferazione di iniziative, anche mediatiche, che hanno il chiaro scopo di incrementare a dismisura il contenzioso verso i medici, inducendo l’opinione pubblica a credere che sempre e comunque il medico commetta degli errori“, creando addirittura una presunzione di colpevolezza.

Via Helpconsumatori.

Eni annuncia la cassa integrazione per 400 lavoratori

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Leggi

Eni annuncia la cassa integrazione per 400 lavoratori di Porto Marghera
Eni ha annunciato ai sindacati l’apertura della cig per i 400 lavoratori della raffineria di Porto Marghera dal primo novembre prossimo.

Lo riferisce Alberto Morselli, segretario generale della Filctem-Cgil, al termine di un incontro con l’azienda. Nei prossimi giorni, spiega Morselli, «inizierà il confronto con l’azienda, anche a livello nazionale, per ottenere effettive garanzie sulla futura riapertura dell’impianto di Marghera».

«La crisi è proprio vera, senza precedenti, ma allora poche chiacchiere; è proprio questo il momento in cui l’Eni deve decidere gli investimenti da fare, soprattutto tra innovazione e ricerca, se si ha a cuore l’assetto industriale del Paese. E lo deve fare subito, oggi se si vuole evitare il rischio di non vedere più ripartire la raffineria, così come ci siamo trovati di fronte al triste epilogo del ciclo del cloro».

Via Ilsole24ore.

Premi assicurativi più cari

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Leggi Tasse

Premi assicurativi più cari
Oneri Inail più cari. A partire dal 1° luglio gli importi di minimali e massimali di rendita, valori limiti utilizzati ai fini del calcolo e del versamento dei premi assicurativi, risultano rivalutati dell’1,55% per effetto della variazione Istat.

Per i lavoratori parasubordinati, questo significa che i tetti mensili, minimo e massimo, entro cui calcolare i premi assicurativi, si fissano rispettivamente a euro 1.223,43 (euro 1.204,7 fino al 30 giugno) e a euro 2.272,08 (euro 2.237,30 fino al 30 giugno). Lo spiega l’Inail nella circolare n. 49/2011 aggiornando i valori già diffusi con la circolare n. 21/2011.

Per calcolare i premi assicurativi bisogna tener conto, mensilmente, della retribuzione fissata dalle leggi e dai contratti collettivi, da confrontare con l’importo pari al 9,5% del trattamento minimo di pensione Inps. Da tale confronto si prende il valore più elevato che rappresenta il limite al di sotto del quale non può essere calcolato il premio dovuto all’Inail. A partire dal 1° luglio 2011, spiega la circolare Inail, questo minimo imponibile giornaliero per il settore industriale sale a 48,94 euro (fino al 30 giugno euro 48,19); rapportato a un mese (26 giorni), il minimale assume valore di euro 1.223,43 (euro 1.204,70 fino al 30 giugno).

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Cgia, famiglie rischiano 2,6 mld di tasse comunali in più

pubblicato da Roberto in: Leggi Tasse Consumatori Prezzi

Cgia, famiglie rischiano 2,6 mld di tasse comunali in più
Con la manovra di ferragosto del governo nel 2012 le famiglie italiane rischiano un nuovo salasso: potrebbero ammontare a circa 2,6 miliardi, infatti, le tasse comunali in arrivo dopo che ai sindaci è stata concessa la possibilità di aumentare l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef fino a toccare il valore massimo dello 0,8%.

E’ la Cgia di Mestre a fare i conti. Una “nuova cattiva notizia” per i contribuenti italiani con cui cercare “di ridar ‘fiato’ alle casse comunali per compensare, almeno in parte, ai durissimi tagli subiti in questi ultimi anni”, spiega in una nota il segretario degli artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi che quantifica: “con questa misura rischiamo 2,6 miliardi di tasse comunali in piu’. Una vera e propria stangata che si abbattera’ sulle famiglie e sulle piccole imprese“.

L’eventualità che i comuni sfruttino la possibilita’ offerta loro dal governo, infatti, è data quasi per scontata dalla Cgia: “appare abbastanza probabile che molti Sindaci approfitteranno di questa possibilita’ per fare cassa. Infatti, non rientrando nei decreti sul federalismo fiscale che vietano un incremento della pressione fiscale, questo sblocco totale delle addizionali comunali Irpef andra’ ad appesantire la tassazione locale sui contribuenti italiani”, denuncia ancora ricordando come la stima del gettito dell’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, attualmente in vigore, è pari a circa 3 miliardi di euro.

Via Yahoo.

Meno pensioni di invalidità liquidate nel 2010

pubblicato da Roberto in: Lavoro Pensione Leggi

Meno pensioni di invalidità; liquidate nel 2010
Pensioni di invalidità sempre più al setaccio per combattere i falsi casi. “Sono 21.282 le false pensioni di invalidita’ revocate solo nel 2009; 371.872 in meno le richieste pervenute nel 2010 rispetto al 2009“. E’ quanto si legge nella risposta che il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha inviato al capogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni, a seguito di due interrogazioni presentate proprio sul tema falsi invalidi e false pensioni. “Contro le 539.077 prestazioni di invalidita’ civile liquidate nel 2009, nel 2010 si e’ passati a 462.038, cioe’ 77.039 in meno“, sottolinea la nota ministeriale.

Il Lazio“, si legge ancora nella risposta del ministero. “è passato dalle 60.195 pensioni d’invalidita’ del 2009 alle 46.588 del 2010, la Campania dalle 60.144 alle 49.796 e la Puglia dalle 47.839 a 39.684“. “Dai dati si evince come i maggiori controlli servano sia come deterrente contro le richieste avanzate da chi non ne ha diritto, sia per smascherare i falsi invalidi nelle varie regioni. Uno dei risultati piu’ evidenti e’ che, contro le 539.077 prestazioni di invalidita’ civile liquidate nel 2009, nel 2010 si e’ passati a 462.038, cioe’ 77.039 in meno. Da cui ne deriva naturalmente un minor peso sulle casse dell’Inps“.

“All’interno del piano di verifiche straordinarie - prosegue la nota ministeriale - a livello nazionale nel 2009 e’ stato revocato l’11,69% delle prestazioni, ovvero c’e’ stato il riscontro di 21.282 non conformita’ su circa 200.000 controlli effettuati. Le regioni maggiormente colpite sono state la Campania con il 19,36% di non conformita’ (6.706 revoche), la Calabria (13,76% con 2.225 revoche), la Basilicata (12,75% con 252 revoche) e la Sardegna (12,12% con 1.915 revoche)”.

Via Ansa.