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Nei primi 8 mesi del 2011 è fallita una società al giorno

pubblicato da Roberto in: Lavoro Leggi Tasse

Nei primi 8 mesi del 2011 è fallita una società al giornoDa una parte nuove iniziative, dall’altra realtà costrette a gettare la spugna. Il problema a Brescia non è tanto l’aumento del numero dei fallimenti registrato nei primi 8 mesi del 2011, ma la loro qualità. Aziende conosciute, economicamente pesanti e importanti dal punto di vista del mantenimento dei livelli occupazionali che finiscono con i bilanci in rosso.

Per la precisione già 219 a fine agosto di quest’anno (erano 205 ad agosto 2010, praticamente una al giorno), a cui si aggiungono 15 società ammesse al concordato preventivo (17 lo scorso anno). È la cancelleria della sezione commerciale del Tribunale di Brescia a tenere il conto dell’inarrestabile caduta delle imprese della provincia, 221 i fallimenti registrati nel 2009, 266 nel 2010.

E l’andamento dei primi otto mesi dell’anno in corso (+7% su agosto 2010) fa intendere che si potrebbe addirittura sfiorare il record negativo di 283 raggiunto nel 2005. «A preoccupare», spiega Stefano Rosa, «presidente della sezione commerciale al quarto piano del Palagiustizia – non è il numero, ma la consistenza. Livelli come questi sono già stati toccati negli anni Ottanta. Il problema oggi è che stiamo parlando di aziende importanti, sia dal punto di vista economico che occupazionale». A trainare il record negativo il settore edile, ma anche la gdo e il caseario, dove su tutti spicca il fallimento della Medeghini, depositato in tribunale lo scorso marzo.

«Siamo di fronte a dati drammatici, sia per la produttività del territorio che per la tenuta dell’occupazione. A fallire non sono più i piccoli negozietti, sono interi gruppi, con diversi stabilimenti produttivi. La Medeghini di Mazzano ne è un esempio». Una situazione, per Saottini, solo in parte spiegabile con la caduta dei mercati: «ci troviamo di fronte allo scoppio di una bolla, soprattutto nell’edilizia».

Via Ansa.

I medici chiedono intervento dell'Antitrust

pubblicato da Roberto in: Lavoro Salute Leggi Consumatori

I medici chiedono intervento dell'Antitrust
I medici proprio non ci stanno a vedere offerte stracciate su visite e prestazioni specialistiche sui siti di gruppi d’acquisto online. Dopo aver denunciato a giornali e agenzie la scorrettezza di questo modello di business applicato alla salute, la Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri presenta una denuncia all’Antitrust.

I medici chiedono, inoltre, all’Antitrust di aprire un’indagine formale “volta a verificare la scorrettezza della pratica commerciale messa in atto dalla società Groupon, adottando con provvedimento cautelare ogni misura ritenuta idonea a impedire il procrastinarsi del danno che deriva ai consumatori“.

E la battaglia dei medici non si ferma qui: la FNOMCeO ha scritto ai Nas, segnalando la non-chiarezza nei messaggi della Società Obiettivo Risarcimento; la Federazione chiede ancora ai Nas di verificare che le prestazioni mediche e odontoiatriche promosse da Groupon “a tariffe irrisorie, indiscutibilmente inferiori ai costi i produzione, siano rese da personale specializzato, nel rispetto dei limiti di sicurezza e siano erogate in strutture a norma“.

Un’altra lettera della FNOMCeO è indirizzata al Ministero della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura e si sottolinea la “proliferazione di iniziative, anche mediatiche, che hanno il chiaro scopo di incrementare a dismisura il contenzioso verso i medici, inducendo l’opinione pubblica a credere che sempre e comunque il medico commetta degli errori“, creando addirittura una presunzione di colpevolezza.

Via Helpconsumatori.

Eni annuncia la cassa integrazione per 400 lavoratori

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Leggi

Eni annuncia la cassa integrazione per 400 lavoratori di Porto Marghera
Eni ha annunciato ai sindacati l’apertura della cig per i 400 lavoratori della raffineria di Porto Marghera dal primo novembre prossimo.

Lo riferisce Alberto Morselli, segretario generale della Filctem-Cgil, al termine di un incontro con l’azienda. Nei prossimi giorni, spiega Morselli, «inizierà il confronto con l’azienda, anche a livello nazionale, per ottenere effettive garanzie sulla futura riapertura dell’impianto di Marghera».

«La crisi è proprio vera, senza precedenti, ma allora poche chiacchiere; è proprio questo il momento in cui l’Eni deve decidere gli investimenti da fare, soprattutto tra innovazione e ricerca, se si ha a cuore l’assetto industriale del Paese. E lo deve fare subito, oggi se si vuole evitare il rischio di non vedere più ripartire la raffineria, così come ci siamo trovati di fronte al triste epilogo del ciclo del cloro».

Via Ilsole24ore.

Premi assicurativi più cari

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Leggi Tasse

Premi assicurativi più cari
Oneri Inail più cari. A partire dal 1° luglio gli importi di minimali e massimali di rendita, valori limiti utilizzati ai fini del calcolo e del versamento dei premi assicurativi, risultano rivalutati dell’1,55% per effetto della variazione Istat.

Per i lavoratori parasubordinati, questo significa che i tetti mensili, minimo e massimo, entro cui calcolare i premi assicurativi, si fissano rispettivamente a euro 1.223,43 (euro 1.204,7 fino al 30 giugno) e a euro 2.272,08 (euro 2.237,30 fino al 30 giugno). Lo spiega l’Inail nella circolare n. 49/2011 aggiornando i valori già diffusi con la circolare n. 21/2011.

Per calcolare i premi assicurativi bisogna tener conto, mensilmente, della retribuzione fissata dalle leggi e dai contratti collettivi, da confrontare con l’importo pari al 9,5% del trattamento minimo di pensione Inps. Da tale confronto si prende il valore più elevato che rappresenta il limite al di sotto del quale non può essere calcolato il premio dovuto all’Inail. A partire dal 1° luglio 2011, spiega la circolare Inail, questo minimo imponibile giornaliero per il settore industriale sale a 48,94 euro (fino al 30 giugno euro 48,19); rapportato a un mese (26 giorni), il minimale assume valore di euro 1.223,43 (euro 1.204,70 fino al 30 giugno).

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Cgia, famiglie rischiano 2,6 mld di tasse comunali in più

pubblicato da Roberto in: Leggi Tasse Consumatori Prezzi

Cgia, famiglie rischiano 2,6 mld di tasse comunali in più
Con la manovra di ferragosto del governo nel 2012 le famiglie italiane rischiano un nuovo salasso: potrebbero ammontare a circa 2,6 miliardi, infatti, le tasse comunali in arrivo dopo che ai sindaci è stata concessa la possibilità di aumentare l’aliquota dell’addizionale comunale Irpef fino a toccare il valore massimo dello 0,8%.

E’ la Cgia di Mestre a fare i conti. Una “nuova cattiva notizia” per i contribuenti italiani con cui cercare “di ridar ‘fiato’ alle casse comunali per compensare, almeno in parte, ai durissimi tagli subiti in questi ultimi anni”, spiega in una nota il segretario degli artigiani di Mestre, Giuseppe Bortolussi che quantifica: “con questa misura rischiamo 2,6 miliardi di tasse comunali in piu’. Una vera e propria stangata che si abbattera’ sulle famiglie e sulle piccole imprese“.

L’eventualità che i comuni sfruttino la possibilita’ offerta loro dal governo, infatti, è data quasi per scontata dalla Cgia: “appare abbastanza probabile che molti Sindaci approfitteranno di questa possibilita’ per fare cassa. Infatti, non rientrando nei decreti sul federalismo fiscale che vietano un incremento della pressione fiscale, questo sblocco totale delle addizionali comunali Irpef andra’ ad appesantire la tassazione locale sui contribuenti italiani”, denuncia ancora ricordando come la stima del gettito dell’applicazione dell’addizionale comunale Irpef, attualmente in vigore, è pari a circa 3 miliardi di euro.

Via Yahoo.

Meno pensioni di invalidità liquidate nel 2010

pubblicato da Roberto in: Lavoro Pensione Leggi

Meno pensioni di invalidità; liquidate nel 2010
Pensioni di invalidità sempre più al setaccio per combattere i falsi casi. “Sono 21.282 le false pensioni di invalidita’ revocate solo nel 2009; 371.872 in meno le richieste pervenute nel 2010 rispetto al 2009“. E’ quanto si legge nella risposta che il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha inviato al capogruppo della Lega Nord alla Camera, Marco Reguzzoni, a seguito di due interrogazioni presentate proprio sul tema falsi invalidi e false pensioni. “Contro le 539.077 prestazioni di invalidita’ civile liquidate nel 2009, nel 2010 si e’ passati a 462.038, cioe’ 77.039 in meno“, sottolinea la nota ministeriale.

Il Lazio“, si legge ancora nella risposta del ministero. “è passato dalle 60.195 pensioni d’invalidita’ del 2009 alle 46.588 del 2010, la Campania dalle 60.144 alle 49.796 e la Puglia dalle 47.839 a 39.684“. “Dai dati si evince come i maggiori controlli servano sia come deterrente contro le richieste avanzate da chi non ne ha diritto, sia per smascherare i falsi invalidi nelle varie regioni. Uno dei risultati piu’ evidenti e’ che, contro le 539.077 prestazioni di invalidita’ civile liquidate nel 2009, nel 2010 si e’ passati a 462.038, cioe’ 77.039 in meno. Da cui ne deriva naturalmente un minor peso sulle casse dell’Inps“.

“All’interno del piano di verifiche straordinarie - prosegue la nota ministeriale - a livello nazionale nel 2009 e’ stato revocato l’11,69% delle prestazioni, ovvero c’e’ stato il riscontro di 21.282 non conformita’ su circa 200.000 controlli effettuati. Le regioni maggiormente colpite sono state la Campania con il 19,36% di non conformita’ (6.706 revoche), la Calabria (13,76% con 2.225 revoche), la Basilicata (12,75% con 252 revoche) e la Sardegna (12,12% con 1.915 revoche)”.

Via Ansa.

Lavoro: obbligo per scuole di pubblicare curriculum studenti

pubblicato da Roberto in: Lavoro Leggi

Lavoro: obbligo per scuole di pubblicare curriculum studentiParte ufficialmente la liberalizzazione del collocamento, con la firma, da parte del Ministro del lavoro, del Decreto che fissa i dettagli operativi per l’attuazione delle norme fissate dalla Legge n. 111 del 2011. Quest’ultima consente di svolgere attività di intermediazione nel mercato del lavoro a molti soggetti diversi, come le scuole, le università (pubbliche e private), i Comuni (anche in forma associata e le comunità montane), le Camere di Commercio, le associazioni sindacali e datoriali, i patronati, gli Enti bilaterali, le associazioni senza fini di lucro, l’Enpals, i siti internet no profit.

Il fulcro di tale attività, per tutti, è il portale Cliclavoro, che svolge le funzione di “borsa continua nazionale del lavoro“, prevista dalle varie leggi di riforma del mercato del lavoro. Per poter svolgere l’attività di intermediazione, i soggetti devono avere l’interconnessione con la “borsa” e ottenere l’iscrizione all’Albo delle agenzie per il lavoro.

Per quanto riguarda scuole e università, in particolare, il Decreto stabilisce che: le scuole devono pubblicare sui propri siti istituzionali i curriculum dei propri studenti dell’ultimo anno di corso, fino a 12 mesi dopo il conseguimento del titolo; le università devono pubblicare sui propri siti istituzionali i curriculum dei propri studenti dalla data di immatricolazione e almeno fino a 12 mesi dal conseguimento della laurea.

In entrambi i casi, il modello da adottare è quello standard del curriculum vitae europeo. Gli istituti che non rispettano le regole stabilite dal Decreto sono soggetti a sanzioni anche pecuniarie.

Via Ansa.

Attenzione ai Compro Oro

pubblicato da Roberto in: Lavoro Leggi Consumatori Prezzi

Sempre più diffusi, ma non è tutto oro quello che luccica. Attenzione ai Compro Oro
Compro oro, fenomeno in crescita. Con un elemento in più: una penombra normativa. La denuncia viene dall’Ambulatorio Antiusura di Roma, che torna ad accendere i riflettori su un fenomeno ampiamente colto dalle associazioni dei consumatori. Di fronte alla crisi e alle crescenti difficoltà in cui versano le famiglie, due fenomeni si stanno infatti imponendo: la crescita del gioco, nella speranza che dove non arriva l’economia arrivi la fortuna, e la vendita dei gioielli di famiglia nei Compro Oro.

Spiega l’Ambulatorio Antiusura di Roma: “La diffusione dei Compro Oro è un fenomeno che si osserva, oramai, da qualche tempo. Spesso, ci si rivolge a tali attività in situazioni di bisogno e debolezza e con un potere contrattuale nullo. Dove c’è sofferenza e la norma latita, lì s’insinua il crimine“.

Per l’Ambulatorio i Compro Oro rappresentano il simbolo di “una disperazione diffusa, per la quale non si esita a svendere il valore affettivo, prima ancora che economico, degli oggetti che passano di mano sui banconi di queste attività“. E a fronte della sofferenza economica e del sovraindebitamento che conducono le famiglie a vendere il proprio oro, c’è un disagio che “il crimine ha saputo rendere redditizio, insinuandosi in un contesto di penombra normativa che i fatti di cronaca hanno reso insostenibile e privo di giustificazione in una società che vuole definirsi civile. Troppo spesso dietro queste attività si nascondono i nuovi usurai, che possono, così, esporre impunemente la loro “insegna” e fare affari alla luce del giorno approfittando di chi si trova in condizioni di difficoltà“.

Le associazioni dei consumatori stanno da tempo monitorando il fenomeno. È in crescita, con migliaia di punti vendita e un volume d’affari che, secondo il Movimento Consumatori, è pari a 350 mila euro per ogni punto vendita e secondo l’Adoc, il fenomeno ha questo andamento: rispetto allo scorso anno il 30% in più dei consumatori ha venduto i propri gioielli presso un Compro Oro, un’attività che complessivamente è cresciuta del 25% nell’ultimo anno.

Via Helpconsumatori.

Unioncamere, cerchiamo ingegneri e tecnici

pubblicato da Roberto in: Lavoro Investire Leggi

Quali sono le figure richieste dalle aziende?Oltre 74.000 laureati, 244.000 diplomati e 80.000 persone con la qualifica professionale, più 196.000 candidati con la sola scuola dell’obbligo. Si ripartiranno così le 595.000 assunzioni non stagionali che le imprese intendono effettuare nell’arco di quest’anno.

Lo evidenzia il dato annuale sulle previsioni di assunzione nell’industria e nei servizi di Unioncamere e ministero del Lavoro.

La rilevazione accende un faro su alcuni fenomeni: l’incremento cospicuo soprattutto della domanda di qualifiche professionali, previste in crescita di quasi 16mila unità; l’aumento della richiesta in termini assoluti di diplomati; il fatto che quasi 20mila laureati, oltre 45mila diplomati, 17mila qualifiche professionali e 34.500 persone prive di formazione specifica sono considerati “introvabili” dalle imprese perché i candidati al posto di lavoro sono pochi o inadeguati per la loro preparazione scolastica o, più in generale, per le competenze possedute.

Lo studio dell’economia è così il consiglio più saggio per le matricole universitarie“, mettono in evidenza da Unioncamere, “visto che anche quest’anno sarà proprio ai “dottori” in questa facoltà che le imprese destineranno il maggior numero di assunzioni previste tra i laureati. Alta anche la richiesta complessiva di ingegneri, che raggiunge quasi le 21mila unità“.

Via Finanza.

La pressione fiscale reale supererò il 54%, parola della Cgia

pubblicato da Roberto in: Leggi Tasse Risparmio

La pressione fiscale reale supererÃ�² il 54%, parola della CgiaPer i contribuenti onesti è una notizia shock: “nel 2014, gli effetti complessivi delle manovre correttive di luglio e di Ferragosto faranno schizzare la pressone fiscale reale oltre il 54%. Un livello che rischia di deprimere l’economia e gettare nello sconforto milioni e milioni di italiani fedeli al fisco”. Ad affermarlo è il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi.

La Cgia, che da anni fa un monitoraggio molto puntuale sull’andamento della pressione fiscale reale, è giunta a questo risultato ricordando che il nostro Pil nazionale, include anche la cifra imputabile all’economia sommersa prodotta dalle attivita’ irregolari che, non essendo conosciute al fisco.

Secondo l’Istat, l’economia in nero si aggirerebbe tra i 255 e i 275 mld di euro l’anno. Ricordando che la pressione fiscale ufficiale e’ data dal rapporto tra le entrate fiscali/contributive ed il Pil prodotto in un anno, nel 2010 la pressione fiscale ufficiale ha toccato il 42,6%.

Tuttavia, rileva la Cgia di Mestre, ”se ’storniamo’ dalla ricchezza prodotta la quota addebitabile al sommerso economico che non produce nessun gettito per l’Erario, il Pil diminuisce (quindi si ‘contrae’ il denominatore) e, pertanto, aumenta il risultato che emerge dal rapporto”.

Via Cgia.