La crisi che ha colpito duramente le economie occidentali negli ultimi anni, ha portato numerose famiglie a sfruttare le forme di facilitazione concesse nei diversi campi. È notizia di questi giorni, per esempio, che ben 24mila nuclei familiari - messi in difficoltà da cassa integrazione, mobilità o licenziamenti - hanno approfittato della possibilità di sospensione delle rate del mutuo concessa dal Piano Famiglie.
I numeri dell’ABI
In un comunicato, l’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, ha reso noto che la sospensione delle rate è stata applicata, tra febbraio e giugno 2010 - a ben 23.793 contratti di mutuo, interessando un debito residuo di 3,2 miliardi di euro. Grazie al Piano Famiglie, dunque, si sono liberati 155 milioni di euro di liquidità in più, che - suddivisi tra tutte le famiglie che hanno fatto richiesta - significano un media di 6.800 euro in più a nucleo familiare da spendere.
Verrà prorogata il Piano Famiglie, l’iniziativa che vede la sospensione delle rate del mutuo per 12 mesi e sottoscritto da ABI e associazioni di consumatori come risposta alla crisi che ha colpito migliaia di italiani.
A chiedere la proroga al nuovo presidente dell’ABI, Associazione Bancaria Italiana, Giuseppe Mussari, è l’Adiconsum, l’associazione a difesa dei consumatori, nell’ambito di un percorso che dia ulteriore continuità ed ulteriore sviluppo nelle relazioni e nei rapporti tra il sistema bancario e le Associazioni dei Consumatori. La proposta lanciata da Adiconsum all’Abi è la risposta ad una situazione di perdurante crisi in cui si ritrovano le famiglie italiane: le società finanziarie, ricorda l’Associazione, evidenziano un calo del credito al consumo legato sia alla recessione sia all’indebitamento crescente delle famiglie. E aumentano le famiglie che hanno chiesto la sospensione della rata del mutui.
La moratoria dei mutui, che è entrata in vigore il 1° febbraio 2010 voluta da un accordo fra l’Associazione bancaria italiana (Abi) e le associazioni dei consumatori a beneficio delle famiglie con disagi economici, ha avuto successo. L’iniziativa, infatti, prevedeva la sospensione delle rate del mutuo nei confronti di quei soggetti che nel 2009 e nel 2010 hanno subito (o subiranno) eventi sfavorevoli quali la perdita del lavoro, l’ingresso in cassa integrazione, la morte o l’insorgenza di condizioni di non autosufficienza del sottoscrittore del prestito. Il direttore generale Abi, Giovanni Sabatini, è molto soddisfatto per l’efficienza e l’efficacia.
Con il secondo numero dei Temi di Economia e Finanzia, il Centro Ricerche e Studi Abi indaga a fondo l’andamento congiunturale dei mercati bancari e finanziari e fornisce qualche spiegazione sul livello del costo dei finanziamenti concessi alle famiglie per acquistare casa. Costo della raccolta, rapporto tra ammontare del finanziamento e valore della casa, inefficienza della giustizia civile sono le principali determinanti dei costi dei mutui.
Vi ricordate la moratoria dei mutui, quella voluta del “Piano famiglie” partita dal primo febbraio scorso che prevedeva la sospensione della rata per un anno a favore di chi si trova a fare i conti con una rata divenuta troppo difficile da rimborsare? Ad oggi sono più di 15 mila le famiglie che hanno scelto di sospendere il proprio mutuo: questi dati si riferiscono ai mesi di Febbraio, Marzo e Aprile del 2010, per un importo di quasi 2,3 miliardi di euro.
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Sebbene da più parti continuino ad arrivare segnali positivi sul mercato immobiliare che oltre alla flessione dei prezzi ha registrato un incremento dei mutui nel primo trimestre del 2010, per gli italiani acquistare casa con una rata costante costa di più rispetto alla media delle famiglie europee.
Il costo della tranquillità
Ma qual è il prezzo che deve pagare chi decide di optare per un prestito fisso di 100 mila euro da restituire in 20 anni? Secondo quanto elaborato dal Corriere Economia sui dati dell’Ufficio statistiche della BCE al febbraio 2010, in Italia il mutuo a tasso fisso costa 33 euro al mese in più rispetto alla media europea. Il dato per un mutuo fisso di 100 mila euro della durata di vent’anni corrisponde ad un esborso di ottomila euro in più.
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Dal primo febbraio è partita la moratoria che prevede la sospensione delle rata del mutuo per un anno. L’iniziativa denominata Piano famiglie è frutto di un accordo tra l’ Abi e le Associazioni dei consumatori ed è rivolta a chi si trova a fare i conti con un mutuo divenuto troppo difficile da rimborsare. Pertanto a beneficiare dell’accordo sono coloro che hanno subito durante il 2009 o subiranno nel 2010 eventi spiacevoli come la perdita di lavoro, la cassa integrazione, una malattia invalidante o la perdita un familiare che produceva il reddito.
La moratoria si applica ai mutui prima casa, anche in fase di preammortamento, e quelli cartolarizzati, di importo fino a 150mila euro e alle famiglie con reddito non superiore a 40mila euro che siano rimaste indietro con i pagamenti delle rate fino a 180 giorni.
Come si sospendono le rate
Sono circa il 90% le banche che hanno deciso di aderire al Piano famiglie ma non tutte però vi aderiscono alla stessa maniera. Infatti si posso individuare due possibilità di sospensione della rete:
Cos’è meglio fare?
L’aiuto offerto dall’Abi e dalle banche se apparentemente può sembrare utile è però da valutare bene. Sospendere le rate del mutuo non è poi la scelta più conveniente da fare perché poi alla fine della moratoria, quindi allo scadere dell’anno, ci si può ritrovare con delle rate più onerose rispetto a quelle iniziali. E’ quindi meglio pagare gli interessi mese per mese.
La sospensione delle rate per un anno è dunque conveniente per coloro che dopo un anno hanno la certezza di vedere il loro stato finanziario migliorato e quindi con delle entrate sicure. mentre è sconsigliabile per chi ha perso lavoro e non ha la certezza entro un anno di trovare altro impiego: in questa maniera potrebbe capitare il caso che il soggetto non riesca a pagare le rate dal momento che scade l’anno di sospensione e oltre a perdere il lavoro perde anche la casa.
Invece può risultare efficace aderire alla moratoria nei casi in cui non ci sono molte alternative: ad esempio nei casi in cui una famiglia abbia già saltato di pagare qualche rata e si è già visto negare dalla banca la possibilità di allungare il prestito.
Anche se può sembrare difficile, risparmiare sui finanziamenti per la casa si può, ma occorre dedicare un po’ di tempo alla ricerca e sentire quale banca offre le condizioni migliori. Va detto che non esiste un “tasso migliore”, ma esiste il tasso più adatto alla propria situazione finanziaria. Vanno tenuti in considerazione, come elementi chiave, per una scelta, la propria propensione al rischio e la variabilità del proprio reddito.
Per arrivare alla scelta ideale, inoltre, è necessario sapere rispondere ad alcune domande, che proponiamo di seguito.
La cessione del quinto è lo strumento che nel campo del credito al consumo si è dimostrato più dinamico nel corso del 2009, un anno in cui moltissime famiglie italiane non hanno potuto fare a meno di ricorrere a qualche forma di finanziamento.
Anche le banche, a quanto pare, hanno un cuore. È emerso dal Forum CSR 2010, appuntamento annuale che l’associazione bancaria italiana dedica alla responsabilità sociale d’imprese. Al Forum, giunto alla quinta edizione, hanno partecipato oltre 200 persone, 50 relatori italiani e internazionali, nonché – come ovvio – banche imprese, istituzioni, giornalisti e accademici.