L’Abi e le 13 associazioni dei consumatori ammesse al tavolo della trattativa hanno raggiunto l’accordo per la terza proroga della sospensione temporanea dei mutui. Fino al 31 luglio sarà possibile recarsi nella propria agenzia e chiedere al proprio istituto di credito, in presenza dei requisiti richiesti, la dilazione della scadenza delle rate più prossime. Si tratta di una misura tampone, un piccolo aiuto per far fronte ad emergenze di breve durata che possono colpire le famiglie che devono onorare il proprio debito, per le misure strutturali c’è ancora bisogno di tempo come spiegato proprio dall’Abi:
Nell’attesa di esaminare congiuntamente un quadro di possibili misure strutturali di sostegno alle famiglie, quest’ultima proroga si è resa necessaria per supportare ancora i nuclei che dovessero trovarsi in situazione di momentanea difficoltà. In questo ambito, si riconferma la volontà di continuare a sostenere il dialogo e la collaborazione tra banche e associazioni dei consumatori e la rinnovata attenzione del settore a favore delle famiglie nel contesto dell’attuale crisi.
Nell’accordo è specificato che le domande di sospensione possono essere presentate soltanto nel caso in cui sia dimostrabile che gli eventi che hanno determinato la difficoltà economica siano avvenuti prima del 30 giugno 2012. Questa misura tampone ha già determinato la sospensione da parte delle banche di 55 mila mutui per un valore di 7 miliardi di debito residuo: le famiglie che hanno fatto richiesta hanno potuto godere di una maggiore liquidità per 420 milioni di euro.
Molti giovani italiani sognano una casa di proprietà, ma il loro desiderio spesso è destinato ad avverarsi soltanto molti anni più tardi, raggiunti (o superati) i 40 anni. In base ad un recente studio condotto dal portale immobiliare Casa.it, il 40% di chi è a caccia di un’abitazione ha più di 40 anni: presumibilmente, è questa l’età in cui si raggiunge una buona stabilità economica e si è dunque in grado di sostenere il peso di un mutuo casa.
I giovani tra i 25 e i 30 anni rappresentano solo il 20% di coloro che cercano una casa da acquistare, mentre tra i 18 e i 25 anni appena il 7% si sente in grado di compiere questo passo. Questi dati mostrano ancora una volta quanto i giovani italiani siano penalizzati da situazioni lavorative precarie che gli impediscono di ottenere credito presso le banche e di accendere un mutuo ipotecario, specie in questo periodo di generale incertezza finanziaria. Nonostante le difficoltà, la casa di proprietà resta una delle priorità per i cittadini, che la preferiscono all’affitto nell’82% dei casi. Un italiano su tre investe nel mattone per mettere al sicuro i propri anni futuri ma anche, nel 39% dei casi, per lasciare un buon patrimonio in eredità a figli e nipoti.
Via Casa.

”Tassi dei mutui in salita nei prossimi mesi la tensione sui mercati sui titoli bancari, non solo italiani ma anche esteri, sta generando difficoltà anche operative per il mondo bancario e potenziali conseguenze a cascata per il sistema economico“, scrive, in una nota, Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline.
L’aumento dei costi della raccolta bancaria si riflette sugli spread caricati sopra i tassi di interessi, dove si registra ”un aumento medio di 0,30% per i tassi fissi e di circa 0,10% per i tassi variabili nel periodo tra giugno e settembre Lo spread medio per un mutuo a 20 anni e’ ora dell’1,59% per i tassi fissi e dell’1,41% per i variabili, con punte ben superiori al 2%”, sottolinea il direttore di Mutuionline.
Via Yahoo.
Secondo Idealista, nell’ultimo anno il numero gli annunci di scambio o permuta è in costante aumento. In un contesto di compravendite fiacche, professionisti e privati cercano modi alternativi per vendere gli immobili.
Gli annunci di scambio o permuta sono cresciuti del 73% nell’ultimo anno, un fenomeno che ha preso quota da quando, con la crisi, le banche hanno iniziato a erogare meno prestiti finalizzati all’acquisto della casa.
“Il tema è di interesse in quanto aiuta a comprendere le mutate condizioni del mercato. Una domanda fiacca ha finito per deprimere anche il mercato di sostituzione, perché chi vende non vuole compromettersi prima di avere la certezza di aver concluso la trattativa. con meno soldi in circolazione, ma una maggiore offerta di immobili, la permuta è diventa un’alternativa valida per accelerare le compravendite”
Sul piano legale la permuta è regolata dal codice civile (art. 1552) che recita: la permuta è il contratto (1321) che ha per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà di cose, o di altri diritti, da un contraente all’altro (1376)
la permuta può essere pura, ossia senza nessun altro corrispettivo in denaro, o con conguaglio, ossia con il pagamento aggiunto di una differenza che viene pattuita è conveniente perché le imposte pagate sull’immobile dal valore più elevato vengono divise a metà è rischiosa solo se gli immobili sono ipotecati, altrimenti i rischi legati all’operazione sono praticamente nulli.
Via Idealista.

Solo poco meno del cinque per cento delle richieste di mutui da parte dei giovani viene accolto dalle banche. L’assenza di contratti di lavoro stabili, le difficoltà nel trovare un garante e la mancanza di un profilo creditizio affidabile sono, invece, i motivi più ricorrenti dei rifiuti.
Un’analisi di Mutui.it, comparatore online di mutui, registra che quasi un preventivo di mutuo su quattro per l’acquisto della prima casa arriva da giovani under 30. A questo alto numero di richieste, però, non corrisponde un numero altrettanto elevato di erogazioni: al momento di ottenere il finanziamento verrà accolto meno del 5% delle domande.
Nel dettaglio, la richiesta media fatta da chi non ha ancora compiuto i 30 anni è di 150.000 euro, pari al 77% del valore dell’immobile che si vorrebbe acquistare; nel 52% dei casi viene preferito il tasso fisso, solo nel 25% quello variabile. Gli under 30, che hanno mediamente 27 anni al momento della compilazione del preventivo, vorrebbero infine che il loro mutuo durasse circa 26 anni.
Via Mutui.
Leggi anche: Mutui più facile per le giovani coppie.

La fiducia degli italiani nei confronti della situazione del Paese diminuisce ma aumenta l’intenzione di acquistare abitazioni. E’ quanto ha registrato l’Osservatorio di Findomestic che ha messo in luce una mancanza generale di prospettive future per gli italiani accanto ad una percepita difficoltà a mettere da parte qualche soldo.
Se la fiducia degli Italiani è diminuita a causa delle speculazioni finanziarie e da una manovra che promette solo sacrifici rispetto ad un panorama economico sempre più incerto, il settore casa, invece, registra, da ormai due mesi, un risultato positivo.
Per quanto concerne il prezzo delle case, secondo dati recenti, i costi per l’acquisto di un appartamento tipo di 90 mq in una zona semicentrale richiede 18 anni di stipendi contro i 15 del 2001.
Via Borsaitaliana.
A tutti sarà capitato di fare una scelta, sopratutto in materia immobiliare, affrettata per poi pentirsi il momento dopo. Pensando di fornire indicazioni utili a tutela dei consumatori, Idealista ha elencato i 20 rimpianti di chi ha già comprato una casa.
Eccoli:
1. avrei potuto sollecitare al venditore alcune riparazioni prima che mi consegnasse la casa. pensavo fosse in condizioni migliori;
2. avrei potuto fare un’offerta iniziale più bassa per trattare meglio sul prezzo;
3. avrei potuto conoscere meglio il quartiere e visitarlo in orari diversi, di mattina, di pomeriggio e di notte;
4. avrei potuto aspettare di avere dei maggiori risparmi, perché il mutuo all’80% mi sta costando troppo;
5. avrei potuto fare un sopralluogo insieme a un tecnico, così mi sarei accorto della cattiva situazione degli impianti;
6. avrei potuto accontentarmi di una casa più economica e destinare parte dei soldi per ristrutturarla a mio piacimento;
7. mi sarei potuto rivolgere a un architetto anziché ristrutturare da solo. avrei sicuramente migliorato la vivibilità dalla mia casa;
9. avrei potuto vedere gli atti e i regolamenti condominiali;
10. non mi sarei dovuto fidare delle rassicurazioni del venditore.
Ancora:
Da settembre mutui più facili per giovani coppie, anche se hanno un contratto di lavoro non a tempo indeterminato. Potranno infatti ottenere piu’ facilmente mutui prima casa a condizioni di favore. E’ quanto previsto dall’intesa siglata dal Ministro della Gioventù e l’ABI sul Fondo di garanzia per l’accesso ai mutui per l’acquisto dell’abitazione principale.
L’iniziativa avviata con il Ministro Giorgia Meloni nasce dall’esigenza primaria di favorire l’inserimento dei giovani nella vita sociale, anche attraverso l’acquisto della propria abitazione, tenendo conto del contesto economico che non lascia ancora intravedere segnali definitivi di uscita dalla crisi.
Il Fondo, gestito dalla Consap SpA, ha una dotazione patrimoniale a regime di 50 milioni di euro. Rilascia a favore delle banche e degli intermediari finanziari garanzie a prima richiesta a copertura di un ammontare non superiore a 75.000 euro, costituito dal 50% della quota capitale dei mutui ammissibili, degli interessi contrattuali calcolati in misura non superiore al tasso legale e dei costi di recupero non superiori al 5% del capitale residuo.
Siamo giunti all’ultima puntata dello speciale sul Credito al Consumo, parliamo di mutui.
Per tutta la durata del mutuo, in più, la banca deve fornire al proprio cliente le comunicazioni sull’andamento del mutuo, in gergo, deve illustrare l’andamento del rimborso previsto dal piano di ammortamento. Se il mutuo è vincolato ad un conto corrente, anche gli estratti conto devono essere inviati con una certa regolarità: almeno una volta l’anno, oppure ogni sei, tre o un mese.
Anche per i mutui immobiliari è stata abolita la penale per l’estinzione anticipata del finanziamento e sono state introdotte novità sull’ipoteca e la surroga. L’ipoteca, per esempio, che la banca iscrive come garanzia durante l’acquisto di una casa, si estingue con il mutuo e la banca, entro 30 giorni è obbligata ad inviarne una quietanza al consumatore che ha finito di pagare il mutuo.
La Riforma del Credito al Consumo, infine, ha inciso sulla vita delle associazioni no profit e delle cooperative iscritte negli elenchi che, da settembre 2010, possono accedere ai finanziamenti per l’avvio delle imprese, a patto che siano rispettate tre condizioni: che il prestito non superi i 25 mila euro, che il credito sia effettivamente usato per avviare o sviluppare nuove iniziative imprenditoriali, che i soggetti finanziati siano sottoposti a monitoraggio e assistenza.
Tutte le news sull’argomento si trovono a questo link.

In giugno il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti concessi al settore privato, corretto per le cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è lievemente aumentato al 4,6% dal 4,4% di maggio. Lo ha reso noto la Banca d’Italia, spiegando che il tasso di incremento dei prestiti alle famiglie è stato pari al 5%, in lieve flessione rispetto al 5,2%; quello dei prestiti alle società non finanziarie è salito al 5,1% dal 5% del mese precedente.
Il tasso di crescita delle sofferenze, non corretto per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche, ha continuato a ridursi, passando al 23,4% dal 24,8% del periodo precedente.
Sul fronte della raccolta bancaria, sempre in giugno, l’aumento sui dodici mesi dei depositi del settore privato ha registrato una variazione negativa pari a -1%: un valore più contenuto del -1,5% registrato il mese scorso. Il tasso di crescita sui dodici mesi della raccolta obbligazionaria ha continuato a salire, attestandosi al 4,6% rispetto al 4,2% di maggio.
I tassi sui finanziamenti alle imprese erogati sempre in giugno sono aumentati di 21 punti base al 3,17%, in misura leggermente più contenuta rispetto ai tassi ufficiali. Inoltre sono lievemente aumentati i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie produttrici (al 4,56% dal 4,48% di maggio). I tassi sulle nuove erogazioni, comprensivi di oneri e spese accessorie (Taeg), per l’acquisto di abitazione e credito al consumo sono rispettivamente aumentati di sei punti base (al 3,44%) e di 11 punti base (al 9,14%). I tassi passivi sui depositi in essere sono cresciuti allo 0,88% dallo 0,86% del periodo precedente.