La cessione del quinto è lo strumento che nel campo del credito al consumo si è dimostrato più dinamico nel corso del 2009, un anno in cui moltissime famiglie italiane non hanno potuto fare a meno di ricorrere a qualche forma di finanziamento.
L’indebitamento nel nostro Paese riguarda il 26% delle famiglie che contano un debito medio di 10 mila euro. Siamo comunque tra i paesi europei con il minor tasso di indebitamento fanno sapere dall’Abi. Il dato però potrebbe rispecchiare un tasso di indebitamente particolarmente caro, eccedente la media europea.
Perché si indebitano gli italiani? Nel 62,8% per acquistare casa con un mutuo, nel 10,3% per semplici prestiti personali e nel restante 11,2% per l’acquisto di beni come l’auto o gli elettrodomestici. La cessione del quinto dello stipendio o della pensione incide per il 2,6% mentre le carte revolving per il 4,6%.
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Che futuro può avere il social lending dopo la chiusura di Zopa? La risposta è il prestito person-to-person. Sebbene non sia visto di buon occhio dagli istituti di credito un canale di intermediazione che favorisce i prestiti tra privati a tassi decisamente convenienti sembra aver debuttato con successo il sito di Prestiamoci, primo esempio in Italia di credito p2p (persona a persona).
Di cosa si tratta?
Prestiamoci ha inaugurato il prestito tra persone che mira a convertire la banca al suo ruolo originario di cassaforte, sfruttando le possibilità offerte dal web 2.0 (tra cui online banking, community) e promuovendo via Internet il prestito tra persone sostenendo le Pmi e le famiglie italiane nella realizzazione di imprese e progetti.
Nato dalle menti creative di tre giovani imprenditori (Mariano Carozzi, da Banca Sella spa mentre Paolo Galvani e Giovanni Tarditi) l’ambizioso progetto si appoggia a Banca Sella.
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Si chiama Finanziamenti.it ed è un vero e proprio motore di ricerca per la comparazione dei finanziamenti proposti dalle più importanti agenzie di credito al consumo. Il progetto, ideato e gestito dal Gruppo Triboo, permette ai consumatori di comparare le offerte di diverse società che operano nei servizi di erogazione del credito, confrontare le condizioni e scegliere infine la tipologia di finanziamento che più si adatta alle sue esigenze.
Tra le agenzie che presentano le proprie offerte sul motore di ricerca, spiccano i nomi illustri di Agos, Findomestic, Unicredit, Plusvalore, Prestitionline, Fiditalia, Forus, Compass e altre.
Come funziona?
Facile ed intuitivo il tool comparativo guida passo a passo l’utente nella scelta del servizio più consono alle sue necessità. Già a partire dalla homepage, l’utente può scegliere se chiedere un finanziamento personale, per l’acquisto di una casa o di un’auto, o la cessione del quinto dello stipendio. La procedura avviene attraverso tre step: si compila un form nel quale lasciare i propri dati personali e specificare il tipo di finanziamento di cui ha bisogno, indicando l’importo desiderato; una volta inoltrata la richiesta, si accede a un’area nella quale si possono confrontare le offerte delle diverse agenzie che rispondono al tipo di interrogazione fatta; a questo punto, non resta che scegliere il tipo di prestito di cui si ha bisogno.
Stralciato definitivamente dagli elenchi degli intermediari il sito di social lending più famoso d’Italia non eserciterà più la propria attività. L’altolà arriva della Banca d’Italia, che sta esaminando anche la posizione dell’altro sito di prestiti P2P, www.boober.it gestito da Centax.
La vicenda
La notifica di sospensione delle attività è datata 10 luglio. Il motivo? Zopa avrebbe fatto raccolta di pubblico risparmio e non semplice intermediazione di pagamenti a causa della giacenza sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito.
Problemi in vista per Boober
La vicenda potrebbe avere delle ripercussioni anche sull’altro operatore di socila lending, Boober. Sul sito della Banca d’Italia è segnalato che Centax è stata cancellata dall’elenco degli intermediari. Il decreto non è stato però ancora notificato e comunque non riguarda l’attività di prestito, ma le attività di garanzia degli assegni usati dagli utenti per pagamenti nei negozi. Attività che Centax svolge dal 1988.
Bankitalia ritiene che Centax con la sua attività presti fideiussioni a garanzia degli assegni e che dunque dovrebbe avere per questo motivo un patrimonio più elevato di quello attuale per operare.
Semaforo rosso per Zopa. L’altolà arriva da Bankitalia che ha deciso nella seduta di venerdì scorso di congelare la pratica del social lending. Sarebbero attualmente 40 mila i soggetti coinvolti nello scambio di denaro online sottoforma di piccoli prestiti.
L’operatore sarebbe stato depennato dall’elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 del Testo unico bancario a causa della giacenza sul Conto Prestatori del denaro in attesa di uscire in prestito. Questo avrebbe cambiato le funzioni dell’intermediario che da semplice intermediario di pagamenti diventa un vero e proprio operatore di raccolta del risparmio.
A denunciare la pericolosa esposizione dei cittadini italiani è l’Organo che vigila sul legame tra economia e criminalità. Stando alla recente rilevazione dell’Osservatorio socio economico sulla criminalità del Cnel infatti si registrerebbe nel nostro Paese una “pericolosa dilatazione dell’area del sovraindebitamento” che sfocia, preoccupantemente nel ricorso a forme di usura più o meno palesi.
La sproporzionata crescita del fenomeno sarebbe connessa all’evidente difficoltà delle famiglie a far fronte ai debiti per arrivare a fine mese.
È stata altresì registrata la “crescita esponenziale del ricorso a varie forme di credito da parte dei cittadini in difficoltà”, nonchè l’aumento del ricorso alla cessione del quinto dello stipendio.
I numeri parlano chiaro: a fronte di una flessione nel mercato del credito al consumo che si e’ attestato, fino ad aprile 2009, intorno all’11%, nei primi tre mesi del 2009 c’e’ stata invece una crescita boom del quinto: per l’Osservatorio Assofin ha, infatti, rilevato un aumento del 25%.
Spopola il credito al consumo: meno prestiti ai privati e alle aziende e più cessioni del quinto dello stipendio. Piacciono alle banche questi finanziamenti, perchè blindati dalla garanzia di un’entrata fissa ogni mese e da una salata assicurazione obbligatoria a carico del cliente. Chi è alla ricerca di una boccata di ossigeno per le proprie finanze, invece, paga tassi più alti (intorno all’8%) perché in media superano di due punti il tasso d’interesse applicato ai prestiti personali.
L’impennata della cessione
Stando alle rilevazioni Assofin l’aumento delle erogazioni si aggira intorno al 25% nei primi tre mesi del 2009. Gli addetti ai lavori riferiscono però di un incremento ancora più ampio che va ben oltre il 30%. L’erogazione dei prestiti personali ai privati invece è scesa del 10%. La nuova strada è stata battuta soprattutto dai pensionati a caccia di liquidi. Tra gli appartenenti a questa categoria l’erogazione di prestiti fortificati è saliti addirittura del 41%.
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Debutterà a Genova la nuova iniziativa di finanziamento a costo zero per le famiglie. Il modello, ideato da Francesca Balzani ex braccio destro di Victor Uckmar nonchè assessore al bilancio del Comune di Genova, sarà progressivamente esportato in tutta Italia.
Come funziona?
“Le famiglie genovesi otterranno fino a cinquemila euro senza un centesimo di interesse - spiega la Balzani - ma, ovviamente, le banche che distribuiranno questi fondi chiederanno che il Comune paghi le singole pratiche: ebbene, noi lanciamo una gara tra le banche e cerchiamo non solo la capillarità sul territorio ma anche un atteggiamento “aperto” nei confronti della gente. È chiaro che se arriva un grande cliente come il Comune di Genova ti mettono il tappeto rosso: noi pretendiamo lo stesso atteggiamento nei confronti di chi va a chiedere mille, duemila euro e che oggi viene trattato con sprezzo”.
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Spinte dall’incessante marea della crisi economica molte famiglie ricorrono al Monte di Pietà. Secondo Lannutti (Adusbef) il fenomeno riguarderebbe indistintamente le famiglie del nord e del meridione “Perfino a Vicenza, nel ricco Nordest, sostiene, ci si impegna i gioielli di famiglia”.
La conferma ufficiosa, di “un trend in crescita da qualche anno”, arriva anche da Piazza del Monte di Pietà a Roma, dove Unicredit Banca di Roma gestisce il più antico istituto di credito su pegno della Capitale.
Il Monte di Pietà
Un’attività che in Italia è esercitata da una cinquantina di banche, la maggioranza delle quali aderisce all’Associazione italiana degli istituti di credito su pegno. Qualche dato più preciso, relativamente a Roma, lo dà la Banca d’Italia che stima intorno al 5% l’aumento al ricorso al credito su pegno.