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Prestiti

Banche, la raccolta cresce, i privati chiedono più credito

pubblicato da Roberto in: Mutui Prestiti Investire Banche

Banche, la raccolta cresce, i privati chiedono pi�¹ credito
In giugno il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti concessi al settore privato, corretto per le cartolarizzazioni cancellate dai bilanci bancari, è lievemente aumentato al 4,6% dal 4,4% di maggio. Lo ha reso noto la Banca d’Italia, spiegando che il tasso di incremento dei prestiti alle famiglie è stato pari al 5%, in lieve flessione rispetto al 5,2%; quello dei prestiti alle società non finanziarie è salito al 5,1% dal 5% del mese precedente.
Il tasso di crescita delle sofferenze, non corretto per le cartolarizzazioni ma tenendo conto delle discontinuità statistiche, ha continuato a ridursi, passando al 23,4% dal 24,8% del periodo precedente.

Sul fronte della raccolta bancaria, sempre in giugno, l’aumento sui dodici mesi dei depositi del settore privato ha registrato una variazione negativa pari a -1%: un valore più contenuto del -1,5% registrato il mese scorso. Il tasso di crescita sui dodici mesi della raccolta obbligazionaria ha continuato a salire, attestandosi al 4,6% rispetto al 4,2% di maggio.

I tassi sui finanziamenti alle imprese erogati sempre in giugno sono aumentati di 21 punti base al 3,17%, in misura leggermente più contenuta rispetto ai tassi ufficiali. Inoltre sono lievemente aumentati i tassi di interesse sui prestiti erogati alle famiglie produttrici (al 4,56% dal 4,48% di maggio). I tassi sulle nuove erogazioni, comprensivi di oneri e spese accessorie (Taeg), per l’acquisto di abitazione e credito al consumo sono rispettivamente aumentati di sei punti base (al 3,44%) e di 11 punti base (al 9,14%). I tassi passivi sui depositi in essere sono cresciuti allo 0,88% dallo 0,86% del periodo precedente.

Cresce l'indebitamento degli italiani, una media di 19.000 euro a famiglia

pubblicato da Roberto in: Casa Mutui Prestiti Consumatori

Alla fine del 2010, l'indebitamento medio nazionale delle famiglie italiane ha raggiunto  19.198 euro, 3.268 in piu' della media registrata l'anno precdeente, non solo per mutui per l'acquisto della casa, prestiti per beni mobili e ristrutturazioni, ma sopratutto per credito al consumo.
Alla fine del 2010, l’indebitamento medio nazionale delle famiglie italiane ha raggiunto 19.198 euro, 3.268 in piu’ della media registrata l’anno precdeente, non solo per mutui per l’acquisto della casa, prestiti per beni mobili e ristrutturazioni, ma sopratutto per credito al consumo.

I dati sono stati resi noti dalla CGIA. A livello provinciale le difficolta’ maggiori sono a carico delle famiglie residenti in Provincia di Roma (debito pari a 27.727 Euro), seguite da quelle di Lodi (27.479 Euro) e da quelle di Milano (27.241 Euro). Al quarto posto troviamo la provincia di Prato (25.912 Euro), al quinto Varese (25.085 Euro) e al sesto Como (24.608 Euro).

Tendenzialmente ,” dichiara Giuseppe Bortolussi segretario CGIA, “la maggiore incidenza del debito sul reddito la ritroviamo tra i nuclei famigliari con possibilita’ economiche medio-basse. E’ chiaro che con il perdurare della crisi economica questa situazione non tende a migliorare. Non dimentichiamo, inoltre, che in Italia esiste un ampio mercato del prestito informale che non transita per i canali ufficiali. Con la contrazione dei prestiti effettuati dalle banche in questi ultimi anni, ho l’impressione che questo fenomeno sia in espansione, con il pericolo che la piaga dell’usura si diffonda sempre di piu’ e non solo nel Mezzogiorno”.

Crisi, il governo prepara un decreto legge su pensioni ed Iva

pubblicato da Roberto in: Pensione Prestiti Tasse Consumatori

Crisi, il governo prepara un decreto legge su pensioni ed Iva
Per anticipare d’un anno il pareggio servono tra i 20 e 30 miliardi: presumibilmente 4 miliardi nel 2012 e il resto nel 2013. Ma la riforma del Welfare assistenziale è difficile che riesca, da sola, a raggiungere l’obiettivo. Nel giro d’orizzonte, pertanto, non si esclude nemmeno una nuova stagione di privatizzazioni e l’aumento dell’Iva su beni voluttuari e di lusso. Il tempo, per definire il pacchetto, è comunque strettissimo.

Saranno sicuramente aumentati i controlli sulle pensioni di invalidità. Ma già ora l’Inps ha intensificato le verifiche portandole a 150-200 mila l’anno; ciò ha determinato la revoca del 17% delle pensioni controllate. Certamente si potrà ulteriormente intensificare l’attività di verifica ma è difficile che si possano recuperare alti margini. L’altra leva riguarda l’innalzamento dei criteri per ottenere l’assegno, portando per esempio dal 36 al 42% il grado di invalidità necessario per ottenere il beneficio ma ciò escluderebbe, lo si è visto con la precedente manovra, infermità importanti. Infine, l’intenzione è di inserire un tetto di reddito per l’accompagnamento, argomento come si sa, da maneggiare con cura. Altra possibilità, l’intervento sulle pensioni di reversibilità: o con l’introduzione di un requisito anagrafico minimo o legando il beneficio all’aspettativa di vita.

Nel mirino ci sono le pensioni d’anzianità. A parte l’anno aggiuntivo per le finestre d’uscita, oggi siamo a quota 96 con un minimo di 59 anni, nel 2013 si arriverà a 97 con un minimo di 61 anni. Non si esclude un blocco o, comunque, un innalzamento dei requisiti. C’è poi l’aumento dell’età di vecchiaia per le donne a 65 anni, obiettivo da reggiungere tra il 2020 e il 2032. Infine, potrebbe essere anticipato dal 2013 al 2012 il meccanismo automatico che aggancia l’età per la pensione di vecchiaia all’allungamento della vita media.

Standard & Poor declassa il debito USA

pubblicato da Roberto in: Prestiti Investire Banche

Il debito USA per la prima volta in 70 anni è stato declassato
Dopo 70 anni gli USA perdono il massimo rating, la tripla A. A decretarlo è stata la Standard & Poor, la più prestigiosa tra le società di rating. Il debito Usa sarà da domani classato come AA+. Secondo l’agenzia di rating il compromesso raggiunto sul debito dal Congresso americano non è sufficiente per risanare le finanze dello stato. Una dozzina di paesi, tra i quali il Liechtenstein, mantengono il massimo grado di rating, mentre il debito americano ora è parificato a quello del Belgio.

Il processo di comunicazione del downgrade è stato complesso, in quanto i dirigenti del tesoro hanno fatto notare agli analisti di S&P che avevano fatto un errore di calcolo da 2 mila miliardi di controvalore del debito. Questo ha provocato un ritardo nell’annuncio, ma S&P ha mantenuto la propria decisione. L’agenzia ha criticato l’efficacia stabilità e prevedibilità della politica economica e fiscale delle istituzioni americane in un momento di crescenti sfide globali.

La Cina, il maggior paese creditore degli Stati Uniti, aveva accolto con freddezza l’adozione del piano per evitare il default Usa: “I giorni in cui lo zio Sam, piegato dai debiti, poteva facilmente dilapidare quantità infinite di prestiti stranieri sono ormai contati“, si legge nel comunicato. Ancor più duro Guan Jianzhong, presidente dell’agenzia di rating cinese Dagong: “La risposta degli Stati Uniti al problema del debito è stata arrogante. Non ci vorrà molto tempo prima che scoppi la crisi del debito sovrano Usa. La crisi del debito Usa è più preoccupante di quella dell’eurozona, sia perchè in Europa tocca solo pochi paesi ma anche per le diverse soluzioni adottate“.

Mercato dell'auto, mai così male

pubblicato da Roberto in: Prestiti Trasporti Auto Prezzi

Ancora in calo il mercato dell'auto, mai cosi' basso dal 1983
In linea con la previsione diffusa nei giorni scorsi, il mese di luglio ha registrato un’ulteriore brusca frenata (-10,7%), con appena 137.442 immatricolazioni del mercato dell’auto, il livello più basso dal lontano 1983, quando furono vendute 127.193 vetture. Tutto ciò è il risultato anche dalla crisi economica.

Il mercato dell’auto nel periodo gennaio-luglio, secondo quanto comunicato lunedì dal ministero delle Infrastrutture ha evidenziato una flessione del 12,7% e 1.151.146 unità vendute, rispetto alle 1.319.282 di un anno fa. L’andamento degli ordini acquisiti, inoltre, ha registrato nel mese un calo del 5%, sul già basso livello dello scorso anno, con circa 123.000 contratti, che ridimensiona ulteriormente un contenuto portafoglio di ordini inevasi. I prezzi rimangono costanti.

Tornando al mercato di luglio, i privati hanno evidenziato ancora una flessione del 14,3%, scendendo al 65,7% di quota di mercato, mentre crescono le società, che recuperano quasi tre punti di rappresentatività, portandosi al 19,4% del totale. Pur se in flessione in termini di volumi, il noleggio conferma nel mese la quota di mercato di un anno fa del 14,9%. Prosegue, inoltre, la corsa del diesel al 56,3% del totale, mentre rimane stabile la rappresentatività delle vetture a benzina (38,2%).

Il mercato dell’usato, infine, ha registrato in luglio una flessione del 3,3%, con 381.257 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture. Nei primi 7 mesi di questo anno le 2.784.736 unità trasferite segnano una crescita del 3,6%, rispetto alle 2.688.976 dello stesso periodo del 2010. Prosegue, inoltre, la corsa del diesel al 56,3% del totale (quasi 6 punti in più di un anno fa), mentre rimane stabile la rappresentatività delle vetture a benzina (38,2%). Il mercato dell’usato, infine, ha registrato in luglio una flessione del 3,3%, con 381.257 trasferimenti di proprietà, al lordo delle minivolture. Nei primi 7 mesi di questo anno le 2.784.736 unità trasferite segnano una crescita del 3,6%, rispetto alle 2.688.976 dello stesso periodo del 2010.

Il numero delle auto immatricolate dal gruppo Fiat a luglio è calato dell’8,39% rispetto a luglio 2010.

Credito al consumo: gli italiani i più insolventi d'Europa

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Prestiti

Come mai i tassi d’interesse dei prestiti personali in Italia sono più alti della media europea? La risposta potrebbe essere, banalmente, “perché gli italiani sono quelli con il tasso d’insolvenza più alto nel vecchio continente“. Questo sembra emergere da uno studio pubblicato sul sito di Bankitalia dal titolo “Which households use consumer credit in Europe?” e realizzato dalle ricercatrici Silvia Magri, Raffaella Pico e Cristiana Rampazzi.

Bankitalia sta dando diffusione ai risultati, anche se questi non rappresentano la “posizione ufficiale” della nostra banca centrale. I dati, riferiti al 2008, indicano grosse variazioni nella percentuale di famiglie che risultano inadempienti quando si tratta di rimborsare le rate di un prestito personale da paese a paese.

Le percentuale di insolvenza più bassa si registra nel Regno Unito con un 2,3% (il paese che fa un ricorso maggiore al credito al consumo) mentre Germania, Francia, Spagna e Olanda oscillano fra il 5% e l’8%. Il nostro paese è comunque in testa con un 10,5% di insolventi, in pratica una persona su dieci si rivela un cattivo pagatore. La situazione, almeno secondo lo studio, è comunque “migliorata” rispetto al 2005, ma questo pericoloso primato non riesce a togliercelo nessuno.

Prestiti personali: I cittadini inglesi sono i più indebitati

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Prestiti


La Consumer Credit Counselling Service (Cccs), la più grande Onlus britannica che si occupa di assistere le persone che hanno abusato del credito al consumo, ha stimato l’indebitamento degli abitanti del Regno Unito arrivando alla cifra complessiva di un trilione e mezzo di sterline. Un cifra mostruosa che indica la facilità con la quale negli anni scorsi gli inglesi hanno usato (e abusato) degli strumenti del credito fra prestiti e rateizzazioni vivendo molto al di sopra delle loro possibilità.

Il sogno di poter acquistare più o meno tutto pagando poi in tante piccole rate ha generato una serpeggiante crisi fra le famiglie inglesi che, in presenza di un problema di salute, la perdite del posto di lavoro, una spesa imprevista, si trovano impossibilitate a rispettare gli impegni mensili con i tanti creditori. Il Cccs ha nominato un nuovo presidente, Lord Stevenson di Balcamara, che ha rinnovato l’allarme:

Mi è bastato trascorrere qualche ora nel nostro call center per capire la portata del problema. Ho sentito di una persona con 46mila sterline di debiti sparse tra 12 creditori, ciascuno dei quali non sa di non essere l’unico. C’è bisogno di qualcuno che tenga le fila di tutto ciò, ponendosi come intermediario: se il debitore ha qualcuno che parla a suo nome, può ottenere condizioni migliori per rispettare gli impegni.

Ogni 12 mesi nel Regno Unito 416 mila persone si rivolgono al Cccs, anche se la situazione negli ultimi due anni è migliorata con l’indebitamento medio che è passato da 28 mila sterline a 21 mila. L’augurio è che in Italia, paese storicamente più solido almeno per quanto riguarda l’indebitamento dei privati, non si finisca in questa stessa deriva.

Prestiti anche per andare in vacanza

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Prestiti Vacanze


L’ultima frontiera dei prestiti personali? Quelli per andare in vacanza. Secondo uno studio di Prestiti.it lo scorso anno sono stati 35 mila gli italiani che hanno chiesto un finanziamento per potersi permettere la vacanza dei loro sogni. Un’abitudine poco sana, ma “obbligata” se si guarda all’attuale mercato del lavoro che prevede sempre meno lavoratori assunti con un contratto che garantisca quella “quattordicesima mensilità” in grado di garantire le risorse per poter andare in ferie.

Marco Giorgio di Prestiti.it è convinto che si tratti di un fenomeno inevitabilmente in crescita:

Il viaggio rappresenta un bisogno vero e proprio per gli Italiani e con l’arrivo dell’estate registriamo un aumento rilevante di richieste di questo tipo: +27% da aprile a oggi. Evidentemente, sono sempre di più i cittadini che preferiscono pianificarne il pagamento attraverso un prestito personale, che rende indolore la spesa diluendola sul lungo periodo.

Prestito nuovi nati: il termine per le domande scade il 30 giugno

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Prestiti Leggi


Occhio alla scadenza. Vostro figlio è nato nel 2010 e avete bisogno di un prestito? Il termine per presentare una domanda per un prestito agevolato per i “nuovi nati” dello scorso anno scade il 30 giugno prossimo. Mancano pochi giorni dunque per presentarsi in uno degli istituto convenzionati e poter usufruire delle particolari condizioni riservate ai genitori per poter richiedere un finanziamento fino a 5000 euro.

Del “Fondo Nuovi Nati“, noto come “Bonus Bebé”, vi avevamo già parlato in passato. Le modalità non sono cambiate, bisogna soltanto ricordare che la scadenza delle domande per i nati nel 2010 è il 30 giugno 2011. Il Fondo garantito dallo Stato permette alle banche aderenti di applicare ai prestiti personali un tasso annuo effettivo globale (TAEG) fisso, non superiore al 50% del tasso effettivo globale medio (TEGM), in vigore al momento.

Per le famiglie dei bambini nati o adottati nell’anno 2010 che siano portatori di malattie rare è previsto, in aggiunta, un contributo che riduce ulteriormente il tasso di interesse (TAEG) allo 0,5%. La domanda può essere presentata direttamente presso le banche l’apposito modulo, nel quale viene autocertificato il possesso dei requisiti richiesti e dichiarando:

  • le proprie generalità e quelle del minore nato a adottato (specificando in tal caso gli estremi del provvedimento): Nome e Cognome, Luogo e Data di nascita, Codice fiscale
  • l’esercizio della potestà genitoriale sul minore, specificando se si esercita tale potestà da solo a insieme ad altro soggetti in caso di esercizio della potestà condiviso, generalità dell’altro soggetto e dichiarazione che è richiesto un solo prestito per ogni minore.

Tassi d'interesse sui prestiti bancari: ad Aprile sono cresciuti

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Mutui Prestiti Investire


Secondo “Moneta e banche“, supplemento di giugno di Bankitalia, i tassi sui prestiti bancari sono saliti nel mese di Aprile (ultimo sul quale sono disponibile i dati). Il tasso di crescita su base annua dei prestiti alle famiglie è cresciuto al 5.3% dal 5.1% di marzo mentre quello dei prestiti alle società non finanziarie è sceso al 4.4% dal 4.7%.

I tassi sui mutui per l’acquisto di case sono aumentati al 3.31% dal 3.23% di marzo. Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze è sceso in aprile al 26.3% dal 27.1% di marzo mentre i depositi del settore privato anno registrazione una variazione negativa dello 0.2% che va considerato guardando anche alla crescita al 2.6% (rispetto al 2.1% di marzo) sui 12 mesi della raccolta obbligazionaria. Crescono ancora anche i tassi sulle erogazioni del credito al consumo (8.84% contro l’8.74% di marzo).

In compenso sale la remunerazione dei nuovi depositi a scadenza accesi nel mese (1.82% contro l’1.70% di marzo), in particolare quelli sui nuovi depositi delle imprese (1.92% rispetto a 1.70% di marzo).