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  <title>Soldiblog</title>
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  <pubDate>Thu, 29 Jul 2010 19:26:36 GMT</pubDate>
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    <title>Credito al consumo: momento di pausa</title>
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    <pubDate>Wed, 07 Jul 2010 09:41:19 GMT</pubDate>
    <dc:creator>matteo</dc:creator>
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<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/STOPSTOP.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="225" alt="" /> Il momento è cruciale e secondo le associazioni di consumatori le strade che si sta tentando di percorrere per uscire dal vicolo cieco delle difficoltà economiche non sono quelle corrette. Dopo un anno difficile per l&#8217;economia mondiale, Federconsumatori e Adusbef danno un&#8217;interpretazione negativa ai dati sul credito al consumo comunicati da Assofin, Crif e Prometeia.</p>
<p><strong>La ricerca dell&#8217;Osservatorio</strong><br />
La crisi planetaria e il trend negativo manifestato dal mercato del lavoro nel nostro Paese hanno avuto pesanti ripercussioni anche sul mercato del credito. Secondo quanto riscontrato da Assofin, Crif e Prometeia relativamente al settore, infatti, nel corso del 2009 le famiglie hanno incontrato maggiori difficoltà nel mantenere l&#8217;equilibrio economico-finanziario. Guardando alla dura realtà dei numeri, per esempio, è possibile notare come il tasso di default (indice di rischio di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate) per il credito al consumo mostri un trend di crescita - essendo salito costantemente per tutto l&#8217;anno per attestarsi al 3,2%, livello conservato nel primo trimestre del 2010. Entrando nel campo delle previsioni, poi, è possibile aspettarsi che nel 2010 l&#8217;evoluzione del mercato del credito sarà modesta, aggirandosi attorno al 3%.</p>


<p>
<strong>I consumatori temono</strong><br />
I dati sono sembrati particolarmente negativi a Federconsumatori e Adusbef. Le due associazioni come causa principale della riduzione del credito al consumo additano la riduzione dei redditi motivata dalla crisi economica. Il dato, perciò, sarebbe preoccupante perché secondo questa interpretazione sarebbe lo stato di nuova povertà a provocare la riduzione del consumo e la conseguente contrazione del credito al consumo. Per voce dei loro presidenti, Rosario Trefiletti ed Elio Lanutti, le due associazioni dichiarano: &#8220;Se nei precedenti momenti di crisi, infatti, le famiglie si indebitavano, conservando, comunque, la speranza di riuscire a pagare i propri debiti, oggi il segnale ancora più grave, attestato da questi dati, proviene proprio dal fatto che sta scemando anche la speranza stessa di riuscire a saldare i debiti&#8221;.</p>
<p><strong>Quali soluzioni?</strong><br />
A complicare la situazione, nell&#8217;opinione di Adusbef e Federconsumatori, concorrerà la manovra finanziaria in via di definizione in questi giorni, che secondo le stime delle due associazioni avrà una ricaduta su potere d&#8217;acquisto delle famiglie a reddito fisso stimabile in un ammontare pari a 533 euro l&#8217;anno. A loro parere, piuttosto: &#8220;L&#8217;unica via d&#8217;uscita per invertire tale tendenza e imprimere una svolta decisiva per la nostra economia, oltre al necessario risanamento, consiste in un rilancio della domanda di mercato e un sostegno agli investimenti nei settori chiave della nostra industria. Ovviamente, tali operazioni non dovranno pesare sulle spalle dei cittadini, come invece fanno le misure previste dall&#8217;attuale manovra, ma dovranno ristabilire equità, attingendo risorse dalle tasche di banchieri, assicuratori ed evasori fiscali, nonché aumentando la tassazione sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie&#8221;.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/3205/credito-al-consumo-momento-di-pausa">Credito al consumo: momento di pausa</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 11:41 di mercoledì 07 luglio 2010.</p>
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  <item>
    <title>L&#039;avanzata dei mutui</title>
    <link>http://www.soldiblog.it/post/3114/lavanzata-dei-mutui</link>
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    <pubDate>Thu, 06 May 2010 07:13:04 GMT</pubDate>
    <dc:creator>matteo</dc:creator>
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    <description>Dal primo Report trimestrale &amp;#8220;Indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane&amp;#8221; realizzato da Abi in collaborazione con il ministero del[...]</description>
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<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/MUTUI_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="300" alt="" /> Dal primo Report trimestrale &#8220;Indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane&#8221; realizzato da Abi in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle politiche sociali emergono numeri interessanti per valutare la tenuta e lo stato di salute del sistema economico italiano. Particolarmente dense di significato sono le statistiche raccolte dall&#8217;indagine riguardo l&#8217;andamento del mercato dei mutui nell&#8217;ultimo trimestre 2009, che evidenziano una crescita delle richieste.</p>


<p>
<strong>In crescita mutui e credito al consumo</strong><br />
Nel corso degli ultimi tre mesi dell&#8217;anno passato, le famiglie italiani hanno incrementato, rispetto al 2008, le richieste di mutui finalizzati all&#8217;acquisto di abitazioni dell&#8217;8,2%. In termini assoluti, la crescita delle richieste di mutui è stimabile in una cifra vicina ai 247 miliardi di euro. Lo stesso periodo dell&#8217;anno ha visto crescere anche il livello del credito al consumo, che ha evidenziato un incremento del 6,7% a quota 113 miliardi di euro.</p>
<p><strong>Avanzano le sofferenze bancarie</strong><br />
Pur dimostrando una buona tenuta in tempi di crisi e un sufficiente grado di solidità, anche il sistema economico italiano lascia trapelare qualche messaggio d&#8217;allarme. Per esempio, il momento non particolarmente brillante dal punto di vista dell&#8217;economia globale è tra le cause della crescita delle sofferenze bancarie, che - con un incremento dello 0,33% rispetto al 2008 - hanno raggiunto l&#8217;1,19%.</p>
<p><strong>Alcune riflessioni</strong><br />
Fiduciose, ma caute, le conclusioni tracciate dai ricercatori che hanno stilato il rapporto: &#8220;Complessivamente emerge un buon livello di solidità delle famiglie italiane, anche se la crisi induce a monitorare con attenzione tutti i possibili fronti di vulnerabilità. Di fronte a questo, le sole politiche di credito non possono fornire una risposta globale, ma sono necessarie soluzioni più specifiche&#8221;.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/3114/lavanzata-dei-mutui">L'avanzata dei mutui</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 09:13 di giovedì 06 maggio 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Extrabanca: la banca parla straniero</title>
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    <pubDate>Tue, 23 Mar 2010 09:50:47 GMT</pubDate>
    <dc:creator>matteo</dc:creator>
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    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/BANCA.jpg" class="post" align="left" border="0" width="225" height="300" alt="" />Gli immigrati sono una parte crescente della popolazione italiana, contraddistinta – per altro – da grande vivacità sociale, ed è quindi logico che nascano servizi loro dedicati. È di ieri la notizia dell&#8217;apertura della filiale milanese (la prima) di Extrabanca, istituto di credito destinato ai cittadini immigrati.</p>


<p>
<strong>Obiettivi</strong><br />
Come ha sottolineato il presidente e fondatore, Andrea Orlandini, Extrabanca non è una banca etica, bensì una vera e propria banca commerciale privata, anche se contraddistinta da una forte valenza sociale. Il suo obiettivo è quello di divenire un faro per gli oltre 4 milioni di stranieri regolarmente residenti in Italia (pari al 6-7% della popolazione complessiva). Per accedere ai servizi offerti dall&#8217;istituto di credito (finanziamenti alle piccole aziende, concessione di mutui immobiliari, credito al consumo e gestione delle rimesse verso i Paesi d&#8217;origine ecc.), gli stranieri dovranno dimostrare di essere in possesso del permesso di soggiorno. </p>
<p><strong>Previsioni</strong><br />
I piani di crescita della banca si basano su proiezioni demografiche che vedono crescere senza sosta il numero di stranieri nel nostro Paese: si stima, infatti, che nel 2012 saranno 6,5 milioni i cittadini provenienti da altre parti del mondo (il 10,5% della popolazione). Assecondando tale sviluppo, l&#8217;istituto di credito conta di arrivare ad avere una clientela di 85-130mila persone, cui rivolgerà particolare attenzione: siccome si tratterà nella maggior parte dei casi di lavoratori, le filiali rimarranno aperte dalle 9 alle 19 da lunedi&#8217; a sabato e, occasionalmente, anche la domenica. Nel prossimo periodo, Extrabanca punta ad aprire nuove filiali (senza acquisire e riconvertire quelle di alti operatori) in quindici province. Dietro gli sportelli, i clienti troveranno persone provenienti da ogni parte del mondo: sui venti dipendenti attuali, ben il 55% è straniero e proveniente da 11 Paesi diversi.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/3049/extrabanca-la-banca-parla-straniero">Extrabanca: la banca parla straniero</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 11:50 di martedì 23 marzo 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>C’è un mutuo per tutti</title>
    <link>http://www.soldiblog.it/post/3022/ce-un-mutuo-per-tutti</link>
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    <pubDate>Thu, 04 Mar 2010 17:10:18 GMT</pubDate>
    <dc:creator>matteo</dc:creator>
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    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/prestiti.jpg" class="post" align="left" border="0" width="300" height="265" alt="" />La cessione del quinto è lo strumento che nel campo del credito al consumo si è dimostrato più dinamico nel corso del 2009, un anno in cui moltissime famiglie italiane non hanno potuto fare a meno di ricorrere a qualche forma di finanziamento.</p>


<p><strong><br />
Un terzo delle famiglie è indebitato</strong><br />
Secondo le ultime stime, l’Italia si è presentata innanzi al 2010 con quasi un terzo delle famiglie indebitate (26%). In molti casi (21%), poi, i debiti si moltiplicano e i finanziamenti diventano più d’uno sottoponendo i nuclei familiari a pressioni economiche spesso non facili da sostenere.<br />
<strong><br />
I finanziamenti più diffusi in Italia</strong><br />
Secondo i dati raccolti dalla Banca d’Italia ed elaborati dall’ABI, nel 62,8% dei casi i debiti contratti dalle famiglie italiane riguardano crediti di medio-lungo periodo (mutui, in genere) per un totale di quasi 240 miliardi di euro. Altre forme di finanziamento predilette dai cittadini del BelPaese sono il credito sul consumo immediato (11,2%, per un totale di 42,7 miliardi di euro), prestiti non finalizzati (10,3%, per 39,4 miliardi di euro) e una o più carte revolving (4,6%). Quello della cessione del quinto è un caso particolare: se è vero che questo strumento copre solo il 2,6% del mercato, per un totale di 9,8 miliardi di euro, abbia visto moltiplicarsi la propria rilevanza del 137%. In circa un terzo dei casi, i finanziamenti concessi con operazioni di credito al consumo vengono utilizzati per l’acquisto dell’auto.</p>
<p><strong>Rispetto all’Europa</strong><br />
In un confronto con gli altri Paesi europei, l’Italia risulta essere uno di quelli in cui l’indebitamento delle famiglie risulta contenuto. Se nella nostra nazione l’indebitamento dei nuclei familiari è pari al 57% del reddito disponibile, in realtà come quella francese e tedesca i tassi d’indebitamento sono molto più elevati, toccando rispettivamente l’80% e il 92%.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/3022/ce-un-mutuo-per-tutti">C’è un mutuo per tutti</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 19:10 di giovedì 04 marzo 2010.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Credito al consumo: indebitarsi costa caro</title>
    <link>http://www.soldiblog.it/post/2831/credito-al-consumo-indebitarsi-costa-caro</link>
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    <pubDate>Thu, 12 Nov 2009 08:27:57 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Dust</dc:creator>
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    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/autoblu2_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="171" height="240" alt="Credito al consumo" /> L’indebitamento nel nostro Paese riguarda il 26% delle famiglie che contano un debito medio di 10 mila euro. Siamo comunque tra i paesi europei con il minor tasso di indebitamento fanno sapere dall’Abi. Il dato però potrebbe rispecchiare un tasso di indebitamente particolarmente caro, eccedente la media europea.</p>
<p>Perché si indebitano gli italiani? Nel 62,8% per acquistare casa con un mutuo, nel 10,3% per semplici prestiti personali e nel restante 11,2% per l&#8217;acquisto di beni come l&#8217;auto o gli elettrodomestici. La cessione del quinto dello stipendio o della pensione incide per il 2,6% mentre le carte revolving per il 4,6%.</p>


<p>
<strong>Il costo dell&#8217;indebitamento</strong><br />
Il fatto che ci sia un basso ricorso al credito al consumo, mormora qualcuno, potrebbe dunque essere legato ai tassi più alti della media. Il credito al consumo in Italia resta una forma di indebitamento piu’ onerosa che all’estero. Il tasso di interesse praticato dalle banche italiane si attesta annualmente attorno al 10%, contro una media della zona dell’euro di poco superiore all’8%. I tassi piu’ alti si riscontrano nell’utilizzo delle carte di credito revolving (oltre il 17%). Seguono il credito finalizzato (poco meno del 12%), i prestiti personali (11% circa) e la cessione del quinto (9% senza includere le spese per le polizze assicurative).</p>
<p>Alla fine dell’anno scorso la quota di credito al consumo delle famiglie italiane si attestava al 10%, contro il 6% di fine 2003. Un livello simile a quello tedesco e leggermente inferiore a quello registrato in Francia e Spagna. Ancora significativa invece la distanza da Regno Unito e Stati Uniti dove la quota era superiore al 25%.</p>
<p>Complice la crisi però l’indebitamento è iniziato a crescere anche nel nostro Paese, dove tra la fine del 2003 e la metà del 2007, i finanziamenti del settore, compresi quelli erogati attraverso le carte di credito, hanno mostrato tassi di crescita sempre superiori al 15%. </p>
<p><strong>Attenzione a quelle revolving!</strong><br />
In proposito Altroconsumo avrebbe condotto un&#8217;indagine su diverse società individuando 10 prodotti &#8220;sbilanciati&#8221; a tutto favore dell&#8217;emittente. Le diffide dell&#8217;associazione consumatori riguardano Accord Italia, Agos, American Express Italia, Carrefour servizi finanziari, Cartasì, Compass, Consel, Ducato, Findomestic, Unicredit Family Financing Bank.<br />
L&#8217;analisi dei formulari delle carte di Altroconsumo ha rilevato la presenza di decine di clausole sbilanciate a tutto svantaggio dei diritti e degli interessi degli utenti. Le Camere di Commercio di Roma e Milano ne hanno confermato la vessatorietà.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/2831/credito-al-consumo-indebitarsi-costa-caro">Credito al consumo: indebitarsi costa caro</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 10:27 di giovedì 12 novembre 2009.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Prestiamoci: l’evoluzione dei prestiti peer-to-peer</title>
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    <pubDate>Thu, 01 Oct 2009 07:32:50 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Dust</dc:creator>
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    <description>Che futuro può avere il social lending dopo la chiusura di Zopa? La risposta è il prestito person-to-person. Sebbene non sia visto di buon occhio dagli istituti di credito un canale di intermediazione[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/prestitiP2P.jpg" class="post" align="left" border="0" width="208" height="247" alt="Prestiti peer to peer" /> Che futuro può avere il social lending dopo la chiusura di Zopa? La risposta è il prestito person-to-person. Sebbene non sia visto di buon occhio dagli istituti di credito un canale di intermediazione che favorisce i prestiti tra privati a tassi decisamente convenienti sembra aver debuttato con successo il sito di Prestiamoci, primo esempio in Italia di credito p2p (persona a persona).</p>
<p><strong>Di cosa si tratta?</strong><br />
Prestiamoci ha inaugurato il prestito tra persone che mira a convertire la banca al suo ruolo originario di cassaforte, sfruttando le possibilità offerte dal web 2.0 (tra cui online banking, community) e promuovendo via Internet il prestito tra persone sostenendo le Pmi e le famiglie italiane nella realizzazione di imprese e progetti. </p>
<p>Nato dalle menti creative di tre giovani imprenditori (Mariano Carozzi, da Banca Sella spa mentre Paolo Galvani e Giovanni Tarditi) l’ambizioso progetto si appoggia a Banca Sella.</p>


<p>
<strong>Come funziona?</strong><br />
Il sistema di credito per questi prestiti tra persone si basa sull&#8217;allineamento degli interessi di chi presta e di chi riceve il prestito. In apparenza un controsenso, ma gli interessi delle due parti, anche se non coincidenti - rimarcano gli esperti di Prestiamoci - possono rappresentare posizioni decisamente complementari se si vengono incontro con un&#8217;intermediazione ridotta all&#8217;indispensabile. In tal modo il tasso di finanziamento da un lato e la remunerazione dall&#8217;altro tendono ad avvicinarsi. Prestiamoci si instrada nel filone del &#8220;person to person&#8221; di seconda generazione dando seguito alle già varate esperienze tedesca e spagnola, risultando la prima comunità di prestiti tra persone nata in Italia per il mercato italiano. E&#8217; quasi integrale l&#8217;informatizzazione del sistema di transazione. </p>
<p>Nessun rischio, questa volta, di essere stralciati dall’elenco degli intermediari finanziari da Bankitalia per violazione dell’obbligo di separatezza delle disponibilità di terzi da quelle della società.</p>
<p>Il flusso di denaro tra prestatori e riceventi (e viceversa) passerà sempre attraverso la banca, ma le transazioni verranno gestite tramite un’applicazione web totalmente integrata con il sito. </p>
<p><strong>Il prestito</strong><br />
Qualunque somma offerta dal Prestatore è divisa in 30 quote che saranno allocate su più progetti/finanziamenti, ma la somma complessiva dei suoi investimenti non deve superare mai i 25.000,00 Euro.Il Prestatore può offrire da un minimo di 1.500,00 Euro ad un massimo di 25.000,00 Euro e la durata del finanziamento non può superare i 36 mesi.</p>
<p><strong>Quanto costa?</strong><br />
Al prestatore viene applicata una fee fissa d’iscrizione di 25,00 Euro una tantum più una commissione dello 0,8% sul valore di ogni singola rata incassata, mentre il richiedente dovrà corrispondere una quota d’iscrizione di 50,00 Euro una tantum più una commissione dell’1,2% sul valore di ogni singola rata di rimborso del prestito.<br />
L’operatore, fa sapere, si riserva la facoltà di modificare in qualsiasi momento la fee d’iscrizione e le commissioni previa comunicazione.</p>
<p><a href="http://www.prestiamoci.it/ ">Vai al sito di Prestiamoci</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/2728/prestiamoci-levoluzione-dei-prestiti-peer-to-peer">Prestiamoci: l’evoluzione dei prestiti peer-to-peer</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 09:32 di giovedì 01 ottobre 2009.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Finanziamenti a confronto sul Web</title>
    <link>http://www.soldiblog.it/post/2684/finanziamenti-a-confronto-sul-web</link>
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    <pubDate>Thu, 10 Sep 2009 08:44:25 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Dust</dc:creator>
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    <description>Si chiama Finanziamenti.it ed è un vero e proprio motore di ricerca per la comparazione dei finanziamenti proposti dalle più importanti agenzie di credito al consumo. Il progetto, ideato e gestito dal[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/finanziamenti.it.jpg" class="post" align="left" border="0" width="240" height="240" alt="Finanziamenti online" /> Si chiama Finanziamenti.it ed è un vero e proprio motore di ricerca per la comparazione dei finanziamenti proposti dalle più importanti agenzie di credito al consumo. Il progetto, ideato e gestito dal Gruppo Triboo, permette ai consumatori di comparare le offerte di diverse società che operano nei servizi di erogazione del credito, confrontare le condizioni e scegliere infine la tipologia di finanziamento che più si adatta alle sue esigenze. </p>
<p>Tra le agenzie che presentano le proprie offerte sul motore di ricerca, spiccano i nomi illustri di Agos, Findomestic, Unicredit, Plusvalore, Prestitionline, Fiditalia, Forus, Compass e altre. </p>
<p><strong>Come funziona?</strong><br />
Facile ed intuitivo il tool comparativo guida passo a passo l’utente nella scelta del servizio più consono alle sue necessità. Già a partire dalla homepage, l’utente può scegliere se chiedere un finanziamento personale, per l’acquisto di una casa o di un’auto, o la cessione del quinto dello stipendio. La procedura avviene attraverso tre step: si compila un form nel quale lasciare i propri dati personali e specificare il tipo di finanziamento di cui ha bisogno, indicando l’importo desiderato; una volta inoltrata la richiesta, si accede a un’area nella quale si possono confrontare le offerte delle diverse agenzie che rispondono al tipo di interrogazione fatta; a questo punto, non resta che scegliere il tipo di prestito di cui si ha bisogno.</p>


<p>
A completamento del servizio dal mese di luglio è attivo un servizio di call center che, come afferma Stefano Loberti, amministratore con delega per l’information technology di Triboo, “rappresenta una novità assoluta tra i comparatori di offerte di credito al consumo: il servizio consente infatti all’utente di attivare la sua pratica  dopo soli 15 minuti dalla richiesta di finanziamento, garantendogli una consulenza tempestiva e, soprattutto, mirata in base alle sue esigenze”. </p>
<p><strong>I numeri di Finanziamenti.it</strong><br />
Business in rapida ascesa vuoi per il periodo di crisi vuoi per la crescente propensione all’utilizzo dei finanziamenti, quello del credito al consumo ha portato il sito a maturare nel solo mese di giugno 2009 oltre 1.500.000 visite da parte di utenti unici, di cui 20.000 hanno poi richiesto un finanziamento. L’obiettivo che ci prefiggiamo per il 2010 è di portare a 50.000 le richieste mensili, con un tasso di conversione pari al 20% delle visite totali.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/2684/finanziamenti-a-confronto-sul-web">Finanziamenti a confronto sul Web</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 10:44 di giovedì 10 settembre 2009.</p>
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  </item>

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    <title>Zopa, stop definitivo da Bankitalia</title>
    <link>http://www.soldiblog.it/post/2626/zopa-stop-definitivo-da-bankitalia</link>
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    <pubDate>Mon, 27 Jul 2009 07:24:21 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Dust</dc:creator>
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    <description>Stralciato definitivamente dagli elenchi degli intermediari il sito di social lending più famoso d’Italia non eserciterà più la propria attività. L’altolà arriva della Banca d’Italia, che sta[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/stop.JPG" class="post" align="left" border="0" width="245" height="226" alt="Stop Zopa" /> Stralciato definitivamente dagli elenchi degli intermediari il sito di social lending più famoso d’Italia non eserciterà più la propria attività. L’altolà arriva della Banca d’Italia, che sta esaminando anche la posizione dell&#8217;altro sito di prestiti P2P, www.boober.it gestito da Centax.</p>
<p><strong>La vicenda</strong><br />
La notifica di sospensione delle attività è datata 10 luglio. Il motivo? Zopa avrebbe fatto raccolta di pubblico risparmio e non semplice intermediazione di pagamenti a causa della giacenza sul Conto Prestatori Zopa del denaro in attesa di uscire in prestito.</p>
<p><strong>Problemi in vista per Boober</strong><br />
La vicenda potrebbe avere delle ripercussioni anche sull’altro operatore di socila lending, Boober. Sul sito della Banca d&#8217;Italia è segnalato che Centax è stata cancellata dall&#8217;elenco degli intermediari. Il decreto non è stato però ancora notificato e comunque non riguarda l&#8217;attività di prestito, ma le attività di garanzia degli assegni usati dagli utenti per pagamenti nei negozi. Attività che Centax svolge dal 1988.<br />
Bankitalia ritiene che Centax con la sua attività presti fideiussioni a garanzia degli assegni e che dunque dovrebbe avere per questo motivo un patrimonio più elevato di quello attuale per operare.</p>


<p>
<strong>Nodi al pettine</strong><br />
Diverse le zone d’ombra di questa innovativa forma di prestito sociale: la scarsa o nulla convenienza rispetto ai prestiti bancari, senza contare la bassa tutela degli utenti.</p>
<p>Infine c&#8217;era anche la questione della raccolta del risparmio che avviene nel momento in cui i due siti raccolgono il denaro offerto dai prestatori prima di suddividerlo su diversi richiedenti.<br />
Quel che però ha decretato la chiusura di Zopa è stato l’accertamento dell’attività di raccolta del risparmio anziché del semplice trasferimento di fondi tra diversi conti correnti bancari.</p>
<p>Le proposte fatte da Zopa per arginare il problema non hanno convinto via Nazionale che dunque ha revocato l&#8217;autorizzazione ad operare. Da segnalare che la procedura di cancellazione era stata avviata il 4 febbraio e che dunque la società aveva avuto ben più di cinque mesi per risolvere la questione.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/2626/zopa-stop-definitivo-da-bankitalia">Zopa, stop definitivo da Bankitalia</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 09:24 di lunedì 27 luglio 2009.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Social lending, Zopa va in pensione!</title>
    <link>http://www.soldiblog.it/post/2599/social-lending-zopa-va-in-pensione</link>
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    <pubDate>Tue, 14 Jul 2009 09:45:12 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Dust</dc:creator>
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    <description>Semaforo rosso per Zopa. L’altolà arriva da Bankitalia che ha deciso nella seduta di venerdì scorso di congelare la pratica del social lending. Sarebbero attualmente 40 mila i soggetti coinvolti[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/pokeronline_01.jpg" class="post" align="left" border="0" width="250" height="242" alt="Social lending" /> Semaforo rosso per <a href="http://www.zopa.it/ZopaWeb/public/help/help-legale/various/cosa_succede_ora.htm ">Zopa</a>. L’altolà arriva da Bankitalia che ha deciso nella seduta di venerdì scorso di congelare la pratica del social lending. Sarebbero attualmente 40 mila i soggetti coinvolti nello scambio di denaro online sottoforma di piccoli prestiti. </p>
<p>L’operatore sarebbe stato depennato dall&#8217;elenco degli intermediari finanziari ex art. 106 del Testo unico bancario a causa della giacenza sul Conto Prestatori del denaro in attesa di uscire in prestito. Questo avrebbe cambiato le funzioni dell’intermediario che da semplice intermediario di pagamenti diventa un vero e proprio operatore di raccolta del risparmio.</p>


<p>
<strong>Che ne sarà degli iscritti e dei risparmi?</strong><br />
La sospensione riguarda attualmente solo la trattazione di nuovi prestiti e dell&#8217;ingresso di nuovi prestatori. A tutti gli iscritti è invece arrivata una mail dall&#8217;amministratore delegato di Zopa Italia Spa, Maurizio Sella, in cui si spiega tutto l&#8217;accaduto, e che «la società sta valutando tutte le iniziative, anche di natura giurisdizionale, per tutelare la propria posizione e la community». «A tutela tua e di tutti i Prestatori - garantisce Sella - rimane pienamente attiva la gestione dei prestiti in essere, sia per l&#8217;incasso delle rate sia per il recupero credito. Il denaro in prestito diventerà gradualmente disponibile al rientro delle rate mensili».</p>
<p>Inevitabile la reazione a catena dei sottoscrittori che nel Blog di Zopa ha scatenato una pioggia di messaggi in poche ore: «Senza entrare in questioni politiche - si legge in uno dei tanti post inviati - spero che quanto avvenuto sia frutto di un &#8220;malinteso&#8221;, e non l&#8217;ennesima conferma dell&#8217;assoluta incapacità della classe dirigente del nostro paese di accettare le novità provenienti &#8220;dal basso&#8221;, e di comprendere ciò che può essere buono per la collettività, e non solo per i soliti &#8220;amici&#8221;».</p>
<p><strong>I “warning”</strong><br />
Il social lending, bersaglio negli ultimi mesi delle critiche di diversi economisti, che hanno messo in evidenza i rischi corsi dai prestatori così come l&#8217;esiguità del guadagno rispetto ai canali tradizionali, finora in Italia ha visto l&#8217;adesione di oltre 40mila persone. In una recente intervista, Maurizio Sella aveva spiegato che «per chi ha prestato del denaro i tassi sono stati intorno al 7%, mentre per chi lo ha hanno oscillato intorno al 9,7%. Tutto questo mentre i tassi medi delle finanziarie per i richiedenti sono stati intorno al 14,5 per cento».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/07/zopa-bankitalia.shtml?uuid=c3fe9616-6fc8-11de-843d-f9161683cd6d&#038;DocRulesView=Libero">Il Sole 24ORE</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/2599/social-lending-zopa-va-in-pensione">Social lending, Zopa va in pensione!</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 11:45 di martedì 14 luglio 2009.</p>
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  <item>
    <title>Crisi economica: è allarme usura</title>
    <link>http://www.soldiblog.it/post/2535/crisi-economica-e-allarme-usura</link>
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    <pubDate>Fri, 12 Jun 2009 07:57:35 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Dust</dc:creator>
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    <description>A denunciare la pericolosa esposizione dei cittadini italiani è l&amp;#8217;Organo che vigila sul legame tra economia e criminalità. Stando alla recente rilevazione dell&amp;#8217;Osservatorio socio[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/strozzino.jpg" class="post" align="left" border="0" width="278" height="331" alt="Usura" />A denunciare la pericolosa esposizione dei cittadini italiani è l&#8217;Organo che vigila sul legame tra economia e criminalità. Stando alla recente rilevazione <a href="http://www.portalecnel.it/portale/HomePageSezioniWeb.nsf/vwhp/HP">dell&#8217;Osservatorio socio economico sulla criminalità del Cnel</a> infatti si registrerebbe nel nostro Paese una &#8220;pericolosa dilatazione dell&#8217;area del sovraindebitamento&#8221; che sfocia, preoccupantemente nel ricorso a forme di usura più o meno palesi.</p>
<p>La sproporzionata crescita del fenomeno sarebbe connessa all&#8217;evidente difficoltà delle famiglie a far fronte ai debiti per arrivare a fine mese. </p>
<p>È stata altresì registrata la &#8220;crescita esponenziale del ricorso a varie forme di credito da parte dei cittadini in difficoltà&#8221;, nonchè l&#8217;aumento del ricorso alla cessione del quinto dello stipendio.<br />
I numeri parlano chiaro: a fronte di una flessione nel mercato del credito al consumo che si e’ attestato, fino ad aprile 2009, intorno all’11%, nei primi tre mesi del 2009 c’e’ stata invece una crescita boom del quinto: per l’Osservatorio Assofin ha, infatti, rilevato un aumento del 25%.</p>


<p>
Il fenomeno - secondo il Consiglio - &#8220;comprende la proliferazione dei banchi di pegno, il ricorso a finanziarie più o meno legali fino ai prestiti familiari che conducono inevitabilmente all&#8217;erosione del risparmio&#8221;.<br />
Le contromisure previste dal Cnel comprendono &#8221; il monitoraggio del fenomeno insieme alle associazioni che fanno parte dell&#8217;Osservatorio socio economico sulla criminalità per disegnare entro settembre un quadro più chiaro della situazione affinché si possa debellare individuando strumenti efficaci il fenomeno incontrollato del ricorso al credito che sta aggravando la situazione economica del nostro paese a partire dalle classi sociali più svantaggiate&#8221;.</p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/2535/crisi-economica-e-allarme-usura">Crisi economica: è allarme usura</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 09:57 di venerdì 12 giugno 2009.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Cessione del quinto: è boom in tempo di crisi!</title>
    <link>http://www.soldiblog.it/post/2522/cessione-del-quinto-e-boom-in-tempo-di-crisi</link>
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    <pubDate>Mon, 08 Jun 2009 07:37:08 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Dust</dc:creator>
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    <description>Spopola il credito al consumo: meno prestiti ai privati e alle aziende e più cessioni del quinto dello stipendio. Piacciono alle banche questi finanziamenti, perchè blindati dalla garanzia di[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/cessione_quinto.jpg" class="post" align="left" border="0" width="237" height="264" alt="Cessione del quinto" /> Spopola il credito al consumo: meno prestiti ai privati e alle aziende e più cessioni del quinto dello stipendio. Piacciono alle banche questi finanziamenti, perchè blindati dalla garanzia di un’entrata fissa ogni mese e da una salata assicurazione obbligatoria a carico del cliente. Chi è alla ricerca di una boccata di ossigeno per le proprie finanze, invece, paga tassi più alti (intorno all&#8217;8%) perché in media superano di due punti il tasso d&#8217;interesse applicato ai prestiti personali. </p>
<p><strong>L’impennata della cessione</strong><br />
Stando alle rilevazioni Assofin l’aumento delle erogazioni si aggira intorno al 25% nei primi tre mesi del 2009. Gli addetti ai lavori riferiscono però di un incremento ancora più ampio che va ben oltre il 30%. L&#8217;erogazione dei prestiti personali ai privati invece è scesa del 10%. La nuova strada è stata battuta soprattutto dai pensionati a caccia di liquidi. Tra gli appartenenti a questa categoria l&#8217;erogazione di prestiti fortificati è saliti addirittura del 41%.</p>


<p>
«Purtroppo la cessione del quinto sta diventato la via di fuga per chi non arriva a fine mese con la propria paga e basta» dice Giancarlo Cupame, presidente di Assocred, l&#8217;Associazione Nazionale Distributori Prodotti Creditizi. «Ed è anche effetto della stretta creditizia da parte delle banche, una politica che non condividiamo perché garantire il credito alla persona fisica aiuta l&#8217;intero sistema Paese», commenta Cupame. «La cessione del quinto è esplosa negli ultimi tempi, fino a qualche tempo fa era un prodotto di nicchia ed era l&#8217;ultima spiaggia per chi aveva bisogno di soldi», racconta Roberto Anedda, direttore marketing di Mutuionline. «Questo strumento ha però conservato una forma di distribuzione molto arcaica e poco trasparente che finisce per far salire i costi». </p>
<p><strong>Quanto costa?</strong><br />
A fare la differenza nella cessione del quinto è il profilo del cliente che incide sul costo finale della pratica al di là del tasso applicato al prestito. Questo perché la cessione è accompagnata dalle polizze obbligatorie per legge che variano il proprio costo a seconda del tipo di impiego, dell&#8217;età, del genere di chi vuole il finanziamento. «La componente assicurativa pesa davvero molto sui costi da pagare e in percentuale potrebbe arrivare anche alla metà delle spese complessive», spiega Anedda.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/economia/grubrica.asp?ID_blog=67&#038;ID_articolo=638&#038;ID_sezione=244&#038;sezione=News">La Stampa</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/2522/cessione-del-quinto-e-boom-in-tempo-di-crisi">Cessione del quinto: è boom in tempo di crisi!</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 09:37 di lunedì 08 giugno 2009.</p>
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  </item>

  <item>
    <title>Prestito gratuito, un nuovo schema di finanziamento</title>
    <link>http://www.soldiblog.it/post/2453/prestito-gratuito-un-nuovo-schema-di-finanziamento</link>
    <guid isPermaLink="true">http://www.soldiblog.it/post/2453/prestito-gratuito-un-nuovo-schema-di-finanziamento</guid>
    <pubDate>Mon, 04 May 2009 07:50:59 GMT</pubDate>
    <dc:creator>Dust</dc:creator>
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    <description>Debutterà a Genova la nuova iniziativa di finanziamento a costo zero per le famiglie. Il modello, ideato da Francesca Balzani ex braccio destro di Victor Uckmar nonchè assessore al bilancio del Comune[...]</description>
    <content:encoded><![CDATA[
<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/finanziamento.JPG" class="post" align="left" border="0" width="240" height="240" alt="Finanzimanto " /> Debutterà a Genova la nuova iniziativa di finanziamento a costo zero per le famiglie. Il modello, ideato da Francesca Balzani ex braccio destro di Victor Uckmar nonchè assessore al bilancio del Comune di Genova, sarà progressivamente esportato in tutta Italia.</p>
<p><strong>Come funziona? </strong></p>
<blockquote><p>“Le famiglie genovesi otterranno fino a cinquemila euro senza un centesimo di interesse - spiega la Balzani - ma, ovviamente, le banche che distribuiranno questi fondi chiederanno che il Comune paghi le singole pratiche: ebbene, noi lanciamo una gara tra le banche e cerchiamo non solo la capillarità sul territorio ma anche un atteggiamento &#8220;aperto&#8221; nei confronti della gente. È chiaro che se arriva un grande cliente come il Comune di Genova ti mettono il tappeto rosso: noi pretendiamo lo stesso atteggiamento nei confronti di chi va a chiedere mille, duemila euro e che oggi viene trattato con sprezzo”. </p></blockquote>


<p>
<strong>Beneficiari</strong><br />
Potranno accedere al prestito gratuito i nuclei familiari con un reddito globale inferiore ai 25 mila euro annui, la cifra massima che si potrà chiedere è di cinquemila euro che potranno essere restituiti al massimo in tre anni. Ma - e questa è una delle novità maggiori - non bisognerà spiegare a chi sta dall´altra parte dello sportello la ragione per cui si chiede un prestito: l´obiettivo è proprio quello di cancellare sul nascere le umiliazioni cui è costretto a sottoporsi chi ha bisogno di un aiuto.</p>
<p><strong>Quali spese finanziabili?</strong><br />
Il bambino che avrebbe bisogno dell´apparecchio. Le gomme della vecchia Panda che sono lisce come un guscio d´uovo. La lavatrice che ha esalato l´ultimo respiro. Il conguaglio delle spese di amministrazione che dovreste saldare entro fine mese. Insomma tutti quei micro finanziamenti di cui necessitano le famiglie in periodi di crisi.</p>
<p><strong>Il bando</strong><br />
Aprirà il prossimo 6 maggio il bando del Comune per individuare la banca che offre al Comune le condizioni migliori per gestire il nuovo servizio di &#8220;Prestito gratuito&#8221;. </p>
<p>I tre milioni di euro necessari per avviare l´&#8221;Operazione fiducia&#8221; arrivano dall´avanzo (cioè dalle economie effettuate nel 2008 dal Comune, vedi articolo qui sotto) del 2008 e, a loro volta, faranno da leva finanziaria per un complesso di 10/15 milioni di euro. Se, come dicono le previsioni, la richiesta media sarà tra i due e i tremila euro, le famiglie genovesi che potranno accedere a questo nuovo servizio saranno da un minimo di 3.500 a un massimo di 5.000.  </p>
<p><a href="http://www.cittadigenova.com/Genova/Cronaca/Il-Comune-di-Genova-lancia-il-prestito-5729.aspx">Leggi l&#8217;articolo</a></p>

<p style="padding:5px;background:#ddd;border:1px solid #bbb;clear:both;"><a href="http://www.soldiblog.it/post/2453/prestito-gratuito-un-nuovo-schema-di-finanziamento">Prestito gratuito, un nuovo schema di finanziamento</a> &eacute; stato pubblicato su <a href="http://www.soldiblog.it">Soldiblog</a> alle 09:50 di lunedì 04 maggio 2009.</p>
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