Un paese di cicale e formiche l’Italia, almeno stando ai recenti dati dell’”Osservatorio su Risparmi degli italiani” di Ing Direct.
Secondo infatti una ricerca commissionata a Gfk Eurisko pubblicata dal quotidiano “Il Giornale” circa sei italiani su dieci riescono a risparmiare.
Il “bonus” energia permette di limare le bollette dell’energia di casa per le famiglie con un reddito modesto.
Il Governo per venire incontro alle difficoltà economiche delle famiglie ha varato alcune iniziative tra cui il Piano Famiglie dedicato ai mutui casa e un piano per aiutare coloro che non riescono a pagare la fornitura di energia elettrica e di gas.
Riprende a settembre l’inizio della scuola e come ogni anno ecco puntualmente le famiglie alle prese con le spese dei testi scolastici, più tutto il materiale da corredo (zaini, astucci, diari, penne , quaderni…).
Secondo Federconsumatori complessivamente le famiglie italiane si troveranno a dover spendere per la scuola ben 918 Euro (468 euro di testi scolastici +450 euro di corredo scolastico), con un aumento complessivo del 4% rispetto al 2009, ovvero di 36,70 euro.
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Mentre le Associazioni dei consumatori lanciano l’allarme sulle bollette pazze per l’elettricità e il gas dall’Authority arriva una buona notizia. L’Autorità per l’energia infatti ha reso noto di aver avviato nelle ultime settimane alcune verifiche relative alle modalità con cui alcuni operatori stanno applicando in bolletta i conguagli per il servizio gas. Ciò a seguito di segnalazioni di Associazioni e di consumatori che si sono rivolti anche allo Sportello per il consumatore di energia e che lamentavano bollette di conguaglio con importi anomali.
Sulla base di queste segnalazioni, l’Autorità ha inviato richieste formali di informazioni e chiarimenti agli operatori coinvolti per poter adottare al più presto tutte le misure eventualmente necessarie a tutelare i clienti del servizio gas e a garantire la correttezza degli importi applicati in bolletta.
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Le pratiche registrate a favore dei neogenitori, secondo i dati diffusi dall’Abi, sono state a fine luglio 2010 4.000 per un ammontare di 19.7 milioni di euro. Si tratta in sostanza di agevolazioni concesse dalle banche a favore di famiglie con nuovi nati o adottati nel corso del 2009.
Le operazioni di finanziamento effettuate dalle banche sono garantite dal fondo per le politiche della famiglia fino ad un massimo del 75% dell’eventuale insolvenza, tramite un apposito stanziamento di 25 milioni di euro.
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Dopo quasi un mese dall’inizio delle svendite, l’andamento dei saldi si rivela non entusiasmante. Le vendite si attestano su livelli medio-bassi in tutto il Paese (per esempio, secondo i dati di Confcommercio si registra un +1% a Milano rispetto all’anno scorso, mentre in Emilia Romagna le vendite vengono definite “stabili, ma sottotono”). Sulle spese degli italiani, oltre alla recente crisi economica, potrebbe pesare - stando a quanto sostiene Adiconsum - anche l’anacronistica forma con cui le svendite vengono realizzate.
Il momento è cruciale e secondo le associazioni di consumatori le strade che si sta tentando di percorrere per uscire dal vicolo cieco delle difficoltà economiche non sono quelle corrette. Dopo un anno difficile per l’economia mondiale, Federconsumatori e Adusbef danno un’interpretazione negativa ai dati sul credito al consumo comunicati da Assofin, Crif e Prometeia.
La ricerca dell’Osservatorio
La crisi planetaria e il trend negativo manifestato dal mercato del lavoro nel nostro Paese hanno avuto pesanti ripercussioni anche sul mercato del credito. Secondo quanto riscontrato da Assofin, Crif e Prometeia relativamente al settore, infatti, nel corso del 2009 le famiglie hanno incontrato maggiori difficoltà nel mantenere l’equilibrio economico-finanziario. Guardando alla dura realtà dei numeri, per esempio, è possibile notare come il tasso di default (indice di rischio di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate) per il credito al consumo mostri un trend di crescita - essendo salito costantemente per tutto l’anno per attestarsi al 3,2%, livello conservato nel primo trimestre del 2010. Entrando nel campo delle previsioni, poi, è possibile aspettarsi che nel 2010 l’evoluzione del mercato del credito sarà modesta, aggirandosi attorno al 3%.
Casa dolce casa? La saggezza popolare, a giudicare da quanto sostiene la l’Istat, andrebbe rivisitata: la casa è salata, molto salata. Nella struttura di spesa degli italiani, infatti, l’abitazione è una delle voci in capitolo più rilevanti, calamitando circa un terzo dei consumi complessivi.
L’indagine Istat
Secondo le rilevazioni condotte dall’istituto di statistica nazionale, nel corso del 2009 le famiglie italiane hanno destinato mediamente il 33,5% del proprio reddito a spese riguardanti l’abitazione. Il peso della casa sul bilancio familiare, dunque, risulta in crescita rispetto al 32,1% del 2008.
Con luglio arriva l’estate, quella vera. Ma prima ancora di costumi, ombrelloni, pinne e occhiali, la bella stagione porta in dote una sventagliata di saldi. A partire da giovedì, i negozi di tutto il Paese (con alcuni giorni di differenza a seconda delle regioni) daranno il via alla ridda delle vendite a prezzi scontati, nel tentativo di risollevare economicamente un anno non troppo fortunato.
Si parte da Torino
La prima grande città a vedere i cartelli dei prezzi scontati tappezzare le vetrine dei propri negozi sarà Torino, dove i saldi partiranno il primo luglio. Nella Capitale e a Milano, invece, le vendite scontate partiranno il 3 luglio, e così avverrà in tutta Italia (l’ultima regione sarà il Veneto, il 17 luglio)
Vi ricordate la moratoria dei mutui, quella voluta del “Piano famiglie” partita dal primo febbraio scorso che prevedeva la sospensione della rata per un anno a favore di chi si trova a fare i conti con una rata divenuta troppo difficile da rimborsare? Ad oggi sono più di 15 mila le famiglie che hanno scelto di sospendere il proprio mutuo: questi dati si riferiscono ai mesi di Febbraio, Marzo e Aprile del 2010, per un importo di quasi 2,3 miliardi di euro.
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