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  <title>Soldiblog.it</title>
  <subtitle>Come risparmiare soldi: consigli di economia domestica</subtitle>
  <rights type="html"><![CDATA[2005-2011 Blogo.it]]></rights>
  <updated>2012-02-04T07:00:10+00:00</updated>
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    <title type="html">Automobili: GPL e Metano sempre più diffuse</title>
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      <name>Mario Marcello Forte</name>
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    <published>2012-01-19T19:26:19+00:00</published>
    <updated>2012-01-19T19:26:19+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>trasporti</dc:subject><dc:subject>auto</dc:subject><dc:subject>gpl</dc:subject><dc:subject>metano</dc:subject><dc:subject>risparmio auto gpl</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[I prezzi della benzina sono alle stelle, ma lo è soprattutto quello del diesel considerando l&amp;#8217;andamento storico. Ormai non è più un&amp;#8217;espressione retorica dire che i due carburanti[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4709/automobili-gpl-e-metano-sempre-piu-diffuse"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/gpl_01.jpg" class="post" border="0" width="586" alt="" /><br clear="all" />I prezzi della <strong>benzina</strong> sono alle stelle, ma lo è soprattutto quello del <strong>diesel</strong> considerando l&#8217;andamento storico. Ormai non è più un&#8217;espressione retorica dire che i due carburanti &#8220;costano uguale&#8221;. Questo elemento induce a considerare sempre di più l&#8217;alternativa del <strong>GPL</strong> e del <strong>metano</strong>. I due carburanti &#8220;alternativi&#8221; sono sempre più diffusi e offrono diversi vantaggi. Il primo è di carattere &#8220;ambientale&#8221;, le <a href="http://www.soldiblog.it/categoria/auto">auto</a> a gas non sono sottoposte alle restrizioni del traffico e possono circolare in ogni caso, il secondo è (come ovvio) di carattere economico.</p>
<p>Non bisogna ascoltare quanti parlano di &#8220;<em>risparmio del 50%-60%</em>&#8221;  rispetto alla &#8220;verde&#8221;, almeno quando si tratta del GPL: un buon 40% è un dato più credibile e veritiero. Se è vero che il GPL costa ormai un euro in meno al litro rispetto alla benzina ha comunque un rendimento inferiore del 15-20%. Le auto diesel poi hanno consumi, soprattutto quelle più moderne, molto più bassi delle auto a benzina/gas, ma l&#8217;aumento dei prezzi recente permette di calcolare un risparmio del 30% usando il gas rispetto alla vecchia nafta.</p>
<p>In questi tempi di crisi si tratta di cifre importanti, soprattutto sul lungo periodo. La prova che gli italiani cominciano a pensarla nello stesso modo sono i dati forniti da <strong>Euromobility</strong> sulla diffusione delle automobili a GPL e a Metano nelle principali città e province italiane. I numeri sono quelli del 2010, ma nel confronto con il 2009 fanno evidenziare un +19,7% di auto a GPL circolanti e un +7,8% per quelle a metano. La media nelle 50 città monitorate è passata dal 6,06% del 2009 al 7,04% del 2010, ma nelle province di Ravenna, Ferrara e Bologna le auto a gas raggiungono il 18% del totale degli autoveicoli circolanti, una diffusione che comincia a divenire sempre più rilevante. </p>
<p>Foto | © TM News</p>
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    <title type="html">Saldi 2012 partiti, per il Codacons è già flop</title>
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    <author>
      <name>Mario Marcello Forte</name>
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    <published>2012-01-05T15:43:55+00:00</published>
    <updated>2012-01-05T15:43:55+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>consumatori</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>calendario saldi</dc:subject><dc:subject>codacons</dc:subject><dc:subject>saldi</dc:subject><dc:subject>saldi invernali 2012</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La prima giornata dei saldi &amp;#8220;ufficiali&amp;#8221; nelle principali città italiane (qui potete trovare il calendario) è stato un flop secondo le rilevazioni, in questo caso davvero in[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4687/saldi-2012-partiti-per-la-codacons-e-gia-flop"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/saldi2012.jpg" class="post" border="0" width="586" alt="" /><br clear="all" />La prima giornata dei saldi &#8220;ufficiali&#8221; nelle principali città italiane (<a href="http://www.soldiblog.it/post/4661/saldi-gennaio-2012-il-calendario-anticipato-al-5/">qui potete trovare il calendario</a>) è stato un flop secondo le rilevazioni, in questo caso davvero in &#8220;tempo reale&#8221; del <strong>Codacons</strong>, l&#8217;associazione dei consumatori presieduta da Carlo Rienzi. Il calo delle vendite rispetto al primo giorno di saldi invernali dello scorso anno è quantificabile in un 20%.</p>
<blockquote><p>Dalle ore 10 alle ore 12:30, il primo giorno di saldi ha fatto segnare non solo un calo degli acquisti, ma anche una sensibile diminuzione del numero di cittadini nelle vie dello shopping rispetto alla prima giornata di sconti del 2011. Mediamente l&#8217;afflusso di consumatori e&#8217; stato inferiore del 35%. Bene solo gli outlet e alcuni grandi centri commerciali. Il trend negativo appare in linea con le nostre previsioni. Far partire i saldi così a ridosso delle festività, è una scelta che i cittadini non sembrano premiare, dal momento che i portafogli sono stati già svuotati dalle spese di Natale e Capodanno. Nel corso del weekend i dati su vendite e afflusso potrebbero migliorare leggermente, ma restano nere le previsioni sul lungo termine.</p></blockquote>
<p>Al di là del valore &#8220;scientifico&#8221; di queste rilevazioni, decisamente troppo tempestive per essere precise, la questione dei saldi viene affrontata dal Codacons da un punto di vista condivisibile. La partenza dei saldi ravvicinata alle festività natalizie ha l&#8217;effetto di anticipare, di fatto, gli sconti praticati dai negozianti al 27 dicembre per evitare di vivere giorni di attesa con vendite troppo basse. I consumatori con una scadenza così vicina ad un periodo di forti acquisti non hanno la pazienza di attendere, diverso sarebbe se il calendario dei saldi avesse il suo avvio ad inizio febbraio.</p>
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    <title type="html">Gli Italiani non sono più le formiche d&#039;europa</title>
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      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-30T14:00:37+00:00</published>
    <updated>2011-09-30T14:00:37+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>investire</dc:subject><dc:subject>consumatori</dc:subject><dc:subject>consumatori</dc:subject><dc:subject>crisi</dc:subject><dc:subject>inflazione</dc:subject><dc:subject>istat</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Gli italiani non sono piu&amp;#8217; le formiche d&amp;#8217;Europa. La crisi morde risparmi e potere d&amp;#8217;acquisto mentre aumentano le spese non comprimibili. Dagli ultimi dati[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4321/gli-italiani-non-sono-piu-le-formiche-deuropa"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/risparmio_03.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="280" alt="Gli Italiani non sono più le formiche d'europa" /><br clear="all" />Gli italiani non sono piu&#8217; le formiche d&#8217;Europa. La <a href="http://www.soldiblog.it/tag/crisi">crisi</a> morde risparmi e <strong>potere d&#8217;acquisto</strong> mentre aumentano le spese non comprimibili. Dagli ultimi dati dell&#8217;<strong>Istat</strong> emerge la conferma di un trend in atto da 15 anni.</p>
<p>Nel secondo trimestre dell&#8217;anno il <strong>tasso di risparmio</strong> delle famiglie italiane è sceso al minimo storico dell&#8217;11,3% con una contrazione dello 0,4% sui tre mesi precedenti e dell&#8217;1,2% rispetto a un anno fa. In pratica in appena 12 mesi gli italiani. Un tasso di risparmio dell&#8217;11,3% è esattamente la meta&#8217; rispetto al 22,66% del 1996, che collocava gli italiani al primo posto in Europa, 4 punti in piu&#8217; dei francesi, 6 in piu&#8217; dei tedeschi e e oltre il doppio la propensione al risparmio degli inglesi. </p>
<p>Nel 2002 <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/risparmiare">risparmiavamo</a> il 16,82% del reddito, superati dal Belgio ma ancora ben al di sopra della media dei paesi euro pari al 10,86%. Nel 2009, ultimo anno elaborato da Eurostat, la propensione al risparmio degli italiani e&#8217; scesa al 13,98% mentre quella dei paesi euro e&#8217; salita al 13,32%. Nell&#8217;<strong>area euro</strong> su 15 paesi sono 8 a mostrare un tasso di risparmio superiore agli italiani. E anche considerando l&#8217;Europa a 27, l&#8217;Italia presenta valori sotto la media che e&#8217; al 13,21%. La flessione del tasso di risparmio è conseguenza della contrazione del potere d&#8217;acquisto. Sempre nel secondo trimestre dell&#8217;anno in corso il potere di acquisto delle famiglie italiane e&#8217; diminuito dello 0,3% rispetto al secondo trimestre del 2010 e dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. </p>
<p>Il reddito disponibile e&#8217; infatti aumentato del 2,3% rispetto al 2010 a fronte di una spesa per consumi aumentata del 3,7% (+0,9% rispetto al trimestre precedente). Anche sul potere d&#8217;acquisto gli italiani da tempo perdono terreno. Tra i paesi euro la media del potere d&#8217;acquisto e&#8217; 108, per l&#8217;Italia e&#8217; 100, inferiore anche agli spagnoli, ben al di sotto del 128 dei tedeschi e lontanissimo dal 283 dei residenti in Lussemburgo. </p>
<p>Via <em>Istat</em>.</p>
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    <title type="html">Assicurazioni, si alla class action</title>
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      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-29T17:06:53+00:00</published>
    <updated>2011-09-29T17:06:53+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>assicurazioni</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject><dc:subject>assicurazioni</dc:subject><dc:subject>consumatori</dc:subject><dc:subject>corte di cassazione</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Qualche giorno fa la sentenza la Corte di Cassazione ha denunciato l&amp;#8217;esistenza di un cartello tra compagnie assicurative sanzionato dall&amp;#8217;Antitrust nel 2000 ha prodotto un aumento[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4313/assicurazioni-si-alla-class-action"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/rcautoassicurazioni.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="Assicurazioni, si alla class action" /><br clear="all" />Qualche giorno fa la sentenza la <a href="http://www.soldiblog.it/tag/corte di cassazione">Corte di Cassazione</a> ha denunciato l&#8217;esistenza di un cartello tra compagnie assicurative sanzionato dall&#8217;<strong>Antitrust</strong> nel 2000 ha prodotto un aumento illecito dei premi a danno dei <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/consumatori">consumatori</a> che, perciò, vanno risarciti.</p>
<p>&#8220;<em>Si tratta di una sentenza molto importante non tanto dal punto di visto dei contenti ma in quanto riconosce una grossa valenza processuale al provvedimento dell&#8217;Antitrust, in particolare, e a tutti i provvedimenti delle Autorità di garanzia</em>&#8220;, ha commentato Pietro Giordano, segretario generale <strong>Adiconsum</strong>. </p>
<p>La sentenza della <strong>Cassazione</strong> stabilisce che in presenza di un provvedimento di un&#8217;Authority che riconosce un <strong>illecito anticoncorrenziale</strong> si riconosce perciò stesso un danno ai consumatori. Le Aziende sono chiamate, per contro, a dimostrare che non c&#8217;è un nesso di causa effetto tra la condotta anticoncorrenziale e il danno ai consumatori.</p>
<p>La sentenza in questione scaturisce da un provvedimento Antitrust con il quale l&#8217;<strong>Agcm </strong>sanzionò un cartello orizzontale tra le imprese assicuratrici tra gli anni 1994-2000: in quegli anni, le aziende avevano dato vita ad uno scambio di informazioni , tra cui dati sensibili riferiti ai clienti, a seguito del quale ci fu un aumento dei premi. </p>
<p>Via <a href="http://www.helpconsumatori.it">Helpconsumatori</a>.</p>
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    <title type="html">Matrimonio low-cost? Si può, con lo sponsor.</title>
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      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-29T15:00:49+00:00</published>
    <updated>2011-09-29T15:00:49+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject><dc:subject>crisi</dc:subject><dc:subject>famiglia</dc:subject><dc:subject>matrimonio</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>social network</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Nei momenti di crisi economica la necessità aguzza l&amp;#8217;ingegno e spuntano fuori tante idee creative e, soprattutto, low-cost: nell&amp;#8217;era dei social network non poteva mancarne uno sui[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4311/matrimonio-low-cost-si-puo-con-lo-sponsor"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/matrimonio_01.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="324" alt="Matrimonio low-cost? Si pu&Atilde;�&Acirc;&sup2;. Ecco come fare." /><br clear="all" />Nei momenti di <a href="http://www.soldiblog.it/tag/crisi">crisi economica</a> la necessità aguzza l&#8217;ingegno e spuntano fuori tante idee creative e, soprattutto, <strong>low-cost</strong>: nell&#8217;era dei social network non poteva mancarne uno sui matrimoni. </p>
<p>Si chiama &#8220;Sposi con lo sponsor&#8221; ed è il primo <a href="http://www.soldiblog.it/tag/social network">social network</a> dedicato agli sposi e alle aziende che vedono nel <strong>matrimonio</strong> un&#8217;insolita vetrina di promozione: è online sul sito <a href="http://www.vivalowcost.com">Vivalowcost</a> ed offre alle coppie la possibilità di trovare uno <strong>sponsor</strong> che contribuisca in parte alle spese del proprio <a href="http://www.soldiblog.it/tag/matrimonio">matrimonio</a>, in cambio di un po&#8217; di pubblicità durante il giorno dell&#8217;evento.</p>
<p>La coppia apre un profilo sul <strong>social network</strong> e inizia a postare commenti, pubblicare foto, aprire un blog e raccontare la propria storia. C&#8217;è anche la possibilità di integrare il proprio profilo di facebook. Intanto, anche le aziende hanno la possibilità di aprire una propria pagina e si realizza così una vera e propria <strong>piazza virtuale</strong> in cui la domanda incontra l&#8217;offerta. </p>
<p>A volte si trova pronta risposta da parte di aziende di servizi che &#8220;sponsorizzano&#8221; il matrimonio offrendo un servizio ad un costo molto più basso o addirittura gratis come ad esempio le fotografie e riprese video, fino ai più costosi <strong>abiti da sposa</strong> e sala ricevimenti. E le coppie di sposi possono confrontarsi, scambiarsi pareri e a volte anche qualche buon consiglio per vincere la diffidenza iniziale propria e dei parenti scettici. </p>
<p>Via <a href="http://www.helpconsumatori.it">Helpconsumatori</a>.</p>
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    <title type="html">La pausa pranzo, 270 Euro al mese</title>
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    <author>
      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-28T11:00:18+00:00</published>
    <updated>2011-09-28T11:00:18+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>consumatori</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>inflazione</dc:subject><dc:subject>adusbef</dc:subject><dc:subject>consumatori</dc:subject><dc:subject>federconsumatori</dc:subject><dc:subject>inflazione</dc:subject><dc:subject>lavoro</dc:subject><dc:subject>pranzo</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[La pausa pranzo fuori casa costa cara. In un solo anno, dal 2010 a oggi, i prezzi praticati in bar e punti di ristoro self service sono aumentati in media di oltre il 3%. Un pasto tipo composto da acqua,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4293/la-pausa-pranzo-270-euro-al-mese"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/pausapranzo.jpg" class="post-h" border="0" width="432" height="287" alt="La pausa pranzo, 270 Euro al mese" /><br clear="all" />La <strong>pausa pranzo</strong> fuori casa costa cara. In un solo anno, dal 2010 a oggi, i prezzi praticati in bar e punti di ristoro self service sono aumentati in media di oltre il 3%. Un <strong>pasto tipo</strong> composto da acqua, un piatto di pasta, un dessert e un caffè costava 5,53 euro nel 2001; è arrivato a 11,95 euro l&#8217;anno scorso; quest&#8217;anno già costa oltre 12 euro (12,31 euro) con un aumento percentuale pari al 123% in dieci anni. Alla fine, un pasto tipo in un bar o in un self service può arrivare a costare oltre 270 euro al mese.</p>
<p>Sono i rincari denunciati da <a href="http://www.soldiblog.it/tag/adusbef">Adusbef </a>e <a href="http://www.soldiblog.it/tag/federconsumatori">Federconsumatori</a>: &#8220;<em>Alla luce di questi rincari, in tempo di crisi sono sempre di più i consumatori che rinunciano alla &#8216;pausa pranzo&#8217; nei punti self service/bar e preferiscono portarsi il pranzo da casa, oppure acquistarlo direttamente nei negozi o nei supermercati</em>&#8220;.</p>
<p>Le due associazioni propongono un&#8217;analisi dei rincari per singole voci, spalmate nell&#8217;arco degli ultimi dieci anni. Una <strong>tazzina di caffè</strong>, ad esempio, partiva da 62 centesimi nel 2001, dopo l&#8217;introduzione dell&#8217;euro, ed è arrivata quest&#8217;anno a una media di 96 centesimi, con un aumento dell&#8217;1% rispetto al 2010 e del 55% in dieci anni. Dal 2001 al 2011, una bottiglia da <strong>mezzo litro d&#8217;acqua</strong> è aumentata dal 217%, passando da 52 centesimi a 1,65 euro, con un aumento del 3% solo rispetto allo scorso anno. La <strong>pizza margherita</strong> della pausa pranzo costava 3,36 euro nel 2001, ora arriva a 8,70 euro, nel 2010 stava a 8,50 euro: più 2% sull&#8217;anno, più 159% in dieci anni.</p>
<p>Un <strong>piatto di pasta</strong> è rincarato del 150% in dieci anni: costava 2,32 euro nel 2001; è arrivato a 5,60 euro nel 2010; quest&#8217;anno già si attesta su una media di 5,80 euro, con un aumento percentuale annuale del 4%. Per un dessert al piatto, nel 2001 servivano 2,07 euro; nel 2010 il <a href="http://www.soldiblog.it/tag/prezzi">prezzo</a> si attestava su 3,80 euro; quest&#8217;anno è stato ulteriormente ritoccato a 3,90 euro, con un aumento del 3% e dell&#8217;88% nell&#8217;arco di dieci anni. Un <strong>panino</strong> è aumentato, dal 2001, del 94%, passando da circa 1,55 euro ai 3 euro rotondi di quest&#8217;anno. E una pizzetta rossa è passata da 77 centesimi del 2001 ai 2,30 euro di quest&#8217;anno: in dieci anni, il prezzo è salito del 199%.</p>
<p>Via <a href="http://www.vocearancio.it">Vocearancio</a>.</p>
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    <title type="html">Istat, a luglio vendite in calo. Peggiore dato dal gennaio 2010</title>
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      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-28T09:00:04+00:00</published>
    <updated>2011-09-28T09:00:04+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>tasse</dc:subject><dc:subject>concorrenza</dc:subject><dc:subject>consumatori</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>istat</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[A luglio le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,1% rispetto a giugno e del 2,4% rispetto a luglio 2010. 
Lo rileva l&amp;#8217;Istat, spiegando che si tratta del dato tendenziale peggiore da[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4291/istat-a-luglio-vendite-in-calo-peggiore-dato-dal-gennaio-2010"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/istat.gif" class="post-h" border="0" width="432" height="162" alt="Istat, a luglio vendite in calo. Peggiore dato dal gennaio 2010" /><br clear="all" />A luglio le <strong>vendite al dettaglio</strong> sono diminuite dello 0,1% rispetto a giugno e del 2,4% rispetto a luglio 2010. </p>
<p>Lo rileva l&#8217;<a href="http://www.soldiblog.it/tag/istat">Istat,</a> spiegando che si tratta del dato tendenziale peggiore da gennaio 2010. Tra <strong>maggio e luglio</strong> si è registrato un calo dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti mentre nei primi sette mesi dell&#8217;anno si segnala una <strong>riduzione</strong> dello 0,7% rispetto allo stesso periodo del 2010.</p>
<p>Le vendite dei <strong>prodotti alimentari </strong>a luglio sono diminuite dello 0,3% rispetto a giugno 2011, mentre sono diminuite del 2% rispetto a luglio 2010 (-0,2% nei primi sette mesi dell&#8217;anno). Le vendite dei prodotti <strong>no alimentari</strong> sono diminuite dello 0,1% rispetto a giugno e del 2,6% rispetto a luglio 2010. Le vendite della<strong> grande distribuzione</strong> a luglio sono diminuite nel complesso del 2,5% rispetto a luglio 2010 e dello 0,6% nei primi sette mesi dell&#8217;anno mentre le imprese operanti su piccole superfici hanno perso il 2,4% tendenziale e lo 0,9% nei primi sette mesi dell&#8217;anno. All&#8217;interno della grande distribuzione a prevalenza alimentare tengono le vendite dei discount su base tendenziale (-0,9% a luglio rispetto a luglio 2010) mentre gli ipermercati perdono il 3,9% e i supermercati l&#8217;1,7%. I discount nei primi sette mesi dell&#8217;anno registrano un lieve avanzamento +0,9% a fronte di un calo delle vendite per gli ipermercati del 2,7%.</p>
 <p>
&#8220;<em>Spero che ora sia chiaro che non &#8220;abbaiavamo alla luna&#8221; quando di recente abbiamo manifestato la nostra contrarietà all&#8217;aumento dell&#8217;IVA</em>&#8221; ha affermato il Presidente della Confesercenti Venturi commentando i dati che l&#8217;<strong>Istat</strong> ha diffuso questa mattina. &#8220;<em>I conti pubblici devono tornare, ma insistiamo nell&#8217;invocare tagli drastici alla rappresentanza istituzionale, non solo al Cnel, agli sprechi ed agli abusi sulla spesa pubblica</em>&#8221; ha concluso il Presidente.</p>
<p>&#8220;<em>Siamo purtroppo di fronte ad una crisi strutturale</em>&#8220;, dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum, &#8220;<em>che va affrontata con interventi strutturali che facciano riprendere i consumi e quindi la produzione di beni e servizi e quindi l&#8217;occupazione Lo Stato venda almeno parte dei suoi beni immobili che hanno costi di manutenzione enormi e persegua fermamente l&#8217;evasione fiscale tassando i patrimoni degli evasori che troppo spesso si trovano in società di comodo che gestiscono ville faraoniche, parchi macchine di lusso, barche, cavalli, ecc.</em>&#8220;.</p>
<p>Via <a href="http://www.istat.it">Istat</a>.</p>
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    <title type="html">Come difendersi dall&#039;aumento dell&#039;IVA (seconda parte)</title>
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    <published>2011-09-27T09:00:04+00:00</published>
    <updated>2011-09-27T09:00:04+00:00</updated>
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Come[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4275/come-difendersi-dallaumento-delliva-seconda-parte"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/aumentoiva212011.gif" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="Come difendersi dall'aumento dell'IVA, ecco come fare." /> Il modo più comodo per sapere dove andare a fare la spesa è consultare prima uno sito comparatore di <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/prezzi">prezzi</a>. Nel giro di pochi anni ne sono nati diversi in Italia, tra i primi <a href="http://www.risparmiosuper.it">Risparmiosuper</a>. </p>
<p>Come funziona: si seleziona la città, l’indirizzo e i prodotti che compongono la propria spesa e la ricerca indica il supermercato più conveniente. È possibile anche fare una ricerca sul singolo prodotto. <a href="http://www.klikkapromo.it">Klikkapromo</a> invece permette di confrontare oltre 100mila prodotti in 310 supermercati della Lombardia.</p>
<p><a href="http://www.smsconsumatori.it">Smsconsumatori</a> è un <strong>servizio gratuito</strong> che informa sui prezzi dei principali prodotti agro-alimentari. Basta inviare un sms al 47947 con il nome del prodotto a cui si è interessati e si riceve un messaggio con il <strong>prezzo medio nazionale</strong> all’origine e all’ingrosso, e il prezzo medio di vendita macro regionale. Ad esempio, inviando la parola “uovo” si riceve l’sms: 19/09 Uova (confezione 6 pezzi): Origine 0,65 - Ingrosso 0,95 - Vendita: nord 1,40 centro 1,20 sud 1,10. Cinque il numero massimo di richieste al giorno, trenta al mese. Il progetto è promosso dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.</p>
<p>Ci sono vari modi per fare un pieno alla propria auto spendendo meno, uno di questi è utilizzare i siti che comparano i prezzi nei vari distributori: <a href="http://www.prezzibenzina.it">Prezzibenzina</a> (copre tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione per le grandi città), <a href="http://www.pienorisparmio.it">Pienorisparmio</a> (grazie a Google Maps permette di visualizzare con chiarezza la meta).</p>
<p>Via <a href="http://www.vocearancio.it">Vocearancio</a>.</p>
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    <title type="html">Come difendersi dall&#039;aumento dell&#039;IVA (prima parte)</title>
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      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-26T15:00:00+00:00</published>
    <updated>2011-09-26T15:00:00+00:00</updated>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4273/come-difendersi-dallaumento-delliva-prima-parte"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/aumentoiva212011.gif" class="post-h" border="0" width="432" height="288" alt="Come difendersi dall';aumento dell'IVA, ecco come fare." /><br clear="all" />Sabato 17 settembre è scattato l’aumento dell’<a href="http://www.soldiblog.it/tag/iva+">IVA</a>. In concreto questo significa che ogni famiglia italiana spenderà circa 92 euro in più all’anno.</p>
<p>Le preoccupazioni maggiori da parte delle <strong>associazioni dei consumatori</strong> riguardano gli aumenti sulla spesa, l’abbigliamento, la <a href="http://www.soldiblog.it/tag/benzina">benzina</a> e gli elettrodomestici. Secondo il <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/consumatori">Codacons</a> il 35% degli esercizi commerciali ha già adeguato i prezzi. I rincari sono stati applicati soprattutto nei <strong>piccoli negozi</strong>, sui generi di piccolo importo, come i prodotti per la pulizia delle casa e l’igiene personale, e nelle grandi città, in particolare Milano, Venezia e Napoli.</p>
<p>Per venire incontro ai <a href="http://www.soldiblog.it/tag/consumatori">consumatori</a>, la <strong>grande distribuzione</strong> ha deciso di prendersi carico dell’aumento: Esselunga non cambierà i propri prezzi, Crai e Coop hanno deciso di bloccare tutti i prezzi dei loro prodotti a marchio fino a fine anno e Carrefour sta pensando di fare lo stesso. Anche nel settore dell’abbigliamento molte aziende hanno deciso di assorbire l’aumento dell’Iva per non gravare sui clienti: listini invariati per Zara , Benetton e Stefanel.</p>
<p>La <strong>prima cosa</strong> a cui prestare attenzione sono gli arrotondamenti e il trucco del prezzo netto. Ad esempio, se un bene costa 16 euro, con l’aumento dell’Iva il nuovo prezzo deve essere 16,13 euro, perché il prezzo IVA esclusa che dà come netto 16 è 13,3 ed è su quello che va applicata la nuova aliquota. <strong>Adiconsum </strong>invita i consumatori a segnalare sul suo sito o presso le sedi regionali eventuali aumenti di beni e servizi superiori all’1%.</p>
<p>Via <a href="http://www.vocearancio.it">Vocearancio</a>.</p>
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    <title type="html">Senza sigarette i soldi non vanno in fumo</title>
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      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-26T14:00:55+00:00</published>
    <updated>2011-09-26T14:00:55+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>salute</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject><dc:subject>aumento costo sigarette</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>salute</dc:subject><dc:subject>sigarette</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Fa male alla salute e danneggia il portafoglio: un pacchetto di sigarette al giorno costa 1.500 euro l&amp;#8217;anno. E con la manovra i prezzi saliranno 11, 8 milioni di fumatori.
Nel 2010, in Italia,[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4271/senza-sigarette-i-soldi-non-vanno-in-fumo"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/sigarette_01.jpg" class="post" border="0" align="left" width="360" height="239" alt="Senza sigarette i soldi non vanno in fumo" />Fa male alla <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/salute">salute</a> e danneggia il portafoglio: un pacchetto di sigarette al giorno costa 1.500 euro l&#8217;anno. E con la manovra i <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/prezzi">prezzi</a> saliranno 11, 8 milioni di fumatori.</p>
<p>Nel 2010, in <strong>Italia</strong>, sono stati venduti 87 milioni di chili di sigarette. Un chilo corrisponde a cinquanta pacchetti da venti. In media, un fumatore consuma 13,6 sigarette al giorno. </p>
<p>Il 41,4% degli ex fumatori dice di aver smesso di fumare per motivi di salute, il 35,9% perché fa male, il 5,9% per la nascita di un figlio e il 3,4% per risparmiare. Dalle accise sulle sigarette (58,5% sul prezzo di vendita) lo Stato ricava 10,48 miliardi di euro, di cui 7,5 spesi poi in <strong>costi sanitari</strong>.</p>
 <p>
Con la nuova <a href="http://www.soldiblog.it/tag/manovra di ferragosto">manovra</a> del governo le accise sui tabacchi lavorati aumenteranno. </p>
<p>Dopo <strong>venti minuti</strong> dall’ultima sigaretta la pressione sanguigna tende a normalizzarsi; dopo otto ore il livello di <strong>monossido di carbonio</strong> nel sangue scende verso la norma e s’incrementa il livello di ossigeno; dopo 24 ore i capelli, la pelle e l’alito non hanno più l’<strong>odore del fumo</strong>; dopo 48 ore il senso del gusto e dell’olfatto migliorano; dopo 72 ore è più facile respirare e aumenta la capacità polmonare; dalle due settimane ai tre mesi aumenta il livello di energia, il viso è più roseo e rilassato, la pelle più luminosa e i capelli più splendenti; dopo nove mesi tosse, congestione, fatica e respiro corto diminuiscono. </p>
<p>Dopo <strong>cinque anni</strong> il rischio di decesso per tumore polmonare si riduce progressivamente del 50% circa, diminuisce il rischio di sviluppare tumori in altre sedi anatomiche: bocca, esofago, faringe, laringe, reni, vescica e pancreas.</p>
<p>Via <a href="http://www.vocearancio.it">Vocearancio</a>.</p>
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    <title type="html">Quanto sono aumentati i prezzi con l’introduzione dell’euro</title>
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      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-26T13:00:04+00:00</published>
    <updated>2011-09-26T13:00:04+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>inflazione</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject><dc:subject>altroconsumo</dc:subject><dc:subject>in evidenza</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject>
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    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4269/quanto-sono-aumentati-i-prezzi-con-lintroduzione-delleuro"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/euro.png" class="post" border="0" align="left" width="359" height="360" alt="Quanto sono aumentati i prezzi con l'introduzione dell'euro" />Il decimo compleanno dell&#8217;euro non cade in un momento felice per le tasche degli italiani. Nell&#8217;ultimo decennio, infatti, si è registrato un aumento medio dei <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/prezzi">prezzi al consumo</a> (+21%) e contemporaneamente una crescita più lenta dei <strong>redditi pro capite</strong> (+14%); di conseguenza c&#8217;è stata una riduzione del potere d&#8217;acquisto pari al -7%. I dati diffusi da <strong>Altroconsumo</strong> fotografano una situazione assai difficile per i bilanci familiari, poiché emerge una crescita notevole delle principali voci di spesa.</p>
<p>I rincari hanno infatti riguardato il <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/trasporto">trasporto</a> marittimo (+147%) e aereo (+61%), i treni (+46%), le utenze per acqua (+52%) e gas (+34%), le bevande alcoliche e i tabacchi (+53%), l&#8217;istruzione (+26,5%) e la ristorazione (+28,9%). </p>
<p>I <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/auto">premi Rc</a> auto sono aumentati enormemente in città come Napoli (+122%) e Palermo (+77%), mentre a Roma le <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/assicurazione">polizze assicurative</a> per le moto hanno subito un&#8217;impennata del +136%.</p>
 <p>
Un aumento contenuto si è avuto, invece, nel settore dell&#8217;abbigliamento e delle calzature (+17,9%) e dell&#8217;arredamento (+20,5%), nelle spese per tempo libero e cultura (+10,9%) e nella sanità (+2,8%).</p>
<p>In generale, la crescita dell&#8217;<a href="http://www.soldiblog.it/categorie/inflazione">inflazione</a> è stata in media del 2,3% annuo. Il trend è stato lineare, ad eccezione nel biennio 2007-2008, quando i <strong>generi alimentari</strong> e l&#8217;<a href="http://www.soldiblog.it/categorie/caro-energia">energia</a> subirono i ricarichi improvvisi sui prezzi dei cereali e del petrolio. Il costo del grano, della farina e degli altri derivati dei cereali è aumentato in linea con l&#8217;<a href="http://www.soldiblog.it/categorie/inflazione">inflazione</a> fino al 2007, per poi compiere un deciso balzo in avanti che non si è ancora arrestato.</p>
<p>Come sottolinea l&#8217;analisi dell&#8217;associazione dei <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/consumatori">consumatori</a>, non è stato il passaggio all&#8217;euro a determinare gli incrementi di maggiore portata. La crescita di prezzi e <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/prezzi">tariffe</a> è stata condizionata soprattutto dagli ostacoli alla concorrenza e dall&#8217;inefficienza industriale. Non a caso, c&#8217;è stato un abbassamento dei prezzi proprio in quei settori rimodellati con le liberalizzazioni e con forme distributive alternative.</p>
<p>Via <a href="http://www.altroconsumo.it">Altroconsumo</a>.</p>
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    <title type="html">Consumatori, torna la Social card, con regole nuove</title>
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      <name>Roberto</name>
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    <published>2011-09-26T09:00:02+00:00</published>
    <updated>2011-09-26T09:00:02+00:00</updated>
    <dc:subject>risparmiare</dc:subject><dc:subject>pensione</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject><dc:subject>isee</dc:subject><dc:subject>pensionati</dc:subject><dc:subject>pensioni</dc:subject><dc:subject>prezzi</dc:subject><dc:subject>risparmio</dc:subject><dc:subject>social card</dc:subject>
    <summary type="text"><![CDATA[Dovrebbe partire a breve la nuova Social card per le famiglie che vivono una situazione di disagio economico. La carta acquisti funzionerà in 12 città e prevede ricariche diverse in base al costo della[...]]]></summary>
    <content type="html" xml:lang="it-it" xml:base="http://www.soldiblog.it/post/4265/consumatori-torna-la-social-card-con-regole-nuove"><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/soldiblog/SocialCard.jpg" class="post" border="0" align="left" width="360" height="227" alt="Consumatori, torna la Social card, con regole nuove" />Dovrebbe partire a breve la nuova <a href="http://www.soldiblog.it/tag/social car">Social card</a> per le famiglie che vivono una situazione di <strong>disagio economico</strong>. La <strong>carta acquisti</strong> funzionerà in 12 città e prevede ricariche diverse in base al <strong>costo della vita</strong> delle singole realtà. La carta sarà gratuita e si potrà utilizzare per il sostegno della spesa alimentare e per le bollette della luce e del gas.</p>
<p><strong>Possono richiedere</strong> la carta i cittadini italiani con età superiore o uguale ai 65 anni, con un reddito e un Isee  inferiore ai 6.000 euro annui; bambini italiani di età inferiore ai 3 anni con un <a href="http://www.soldiblog.it/tag/isee">Isee</a> inferiore ai 6.000 euro annui</p>
<p>La carta vale 40 euro al mese e funziona come una normale carta di pagamento elettronico, con la differenza che le spese vengono addebitate allo Stato. La carta viene ricaricata ogni 2 mesi con 80 euro.</p>
 <p>
Gli sconti sono usufruibili nei <strong>negozi convenzionati</strong> che sostengono il programma Carta acquisti ed espongono il simbolo; con la carta si potrà inoltre accedere direttamente alla <a href="http://www.soldiblog.it/categorie/caro-energia">tariffa elettrica</a> agevolata e si potranno ottenere altri benefici e agevolazioni che sono in corso di studio.</p>
<p>Per richiedere la carta è necessario presentare originale e fotocopia del documento di identità; attestazione <strong>Isee</strong> in corso di validità, relativa al beneficiario e il modulo di richiesta disponibile online o in tutti gli uffici postali. Tutta la documentazione deve essere poi presentata ad un ufficio postale, che rilasciare la Carta acquisti. Ulteriori informazioni possono essere richieste agli uffici postali o all&#8217;Inps, oppure attraverso i numeri 803.164 dell&#8217;Inps o 800.666.888 del programma Carta acquisti.</p>
<p>Via <a href="http://www.ansa.it">Ansa</a>.</p>
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