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Risparmiare

Addio alle lampadine ad incandescenza!

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Caro energia Leggi Auto

Addio lampadine ad incandescenza, almeno in Europa. Dal 1° settembre 2011, saranno bandite dal mercato europeo quelle da 60 watt
Addio lampadine ad incandescenza, almeno in Europa. Dal 1° settembre 2011, saranno bandite dal mercato europeo quelle da 60 watt. Le lampadine da 100 e 75 sono state già ritirate e dal 2012 non ci saranno più neanche quelle da 40. Un passaggio in più fasi dalle lampadine tradizionali a quelle lampadine a risparmio energetico che permettono un risparmio energetico fino all’80 % rispetto a quelle meno efficienti a incandescenza.

Per l’occasione il Commissario europeo all’energia Gunter Oettinger ha dichiarato:

Hanno fatto parte della nostra vita quotidiana per così tanto tempo che sembra incredibile che debbano sparire. Per quale ragione? La lampadina di Edison, che ha prodotto luce per più di 100 anni consuma troppa energia per la luce che produce. Le nuove lampadine consentono di risparmiare fino all’80% di energia e durano 10 volte più a lungo. Cambiando tutte le lampadine una famiglia media può tranquillamente risparmiare fino a 50 euro l’anno di elettricità e l’insieme dell’UE può risparmiare l’equivalente della produzione annuale di 10 centrali elettriche e 15 tonnellate l’anno di emissioni di CO2, il che equivale a ritirare dalla circolazione 7 milioni di automobili

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Studiare costa, 40.000 italiani chiedono un prestito

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Prestiti Prezzi

Sono più di 40.000 gli Italiani che nell'ultimo anno hanno richiesto un prestito per pagare i propri studi o quelli dei figli.Sono più di 40.000 gli Italiani che nell’ultimo anno hanno richiesto un prestito per pagare i propri studi o quelli dei figli. Chi va alla ricerca di un prestito formazione e università ha in media 38 anni, aspira ad un finanziamento di circa 10.500 euro e ha intenzione di rimborsarlo in 51 mesi. L’età media risultante ingloba sia i genitori che hanno bisogno di supportare i propri figli nel loro processo di formazione, sia gli studenti che richiedono un prestito per se stessi.

L’indagine rileva che sono tanti gli studenti che si fanno carico in prima persona dei costi della loro formazione: oltre il 15% delle richieste di finanziamento è sottoscritto proprio dai diretti interessati, che fanno ricorso al credito al consumo per completare la propria formazione universitaria. Scendono, in questo caso, sia l’età media del richiedente, che si ferma a 25 anni, sia il valore del prestito richiesto 9.500 euro.

A preoccuparsi della formazione sono soprattutto le donne: se solitamente a richiedere un prestito sono prevalentemente gli uomini, quando si tratta di questa tipologia di finanziamento, la percentuale di donne che li richiede aumenta di 14 punti percentuali rispetto alla media, passando dal 24% al 38% delle richieste totali.

Via Prestiti.

Corredo scolastico sempre più caro, l'indagine di Klikkapromo

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Consumatori Prezzi Inflazione

http://risparmioemutui.blogosfere.it/images/risparmio%20libri%20usati.jpgAstucci, cartelle e altri prodotti di cartoleria. Con l’inizio dell’anno scolastico ormai alle porte diventa necessario l’acquisto del corredo che quest’anno ha subito un’impennata nei costi. Dal confronto effettuato dal sito Klikkapromo fra i prezzi attuali e quelli dell’anno scorso per matite, penne, quaderni e altri articoli di cancelleria emerge che la gran parte dei tradizionali prodotti back to school sta registrando aumenti mediamente del 9% rispetto all’analogo periodo 2010.

Dal confronto emerge che per alcuni prodotti come le tempere e le matite colorate il prezzo è salito rispettivamente del 52 e del 23%. Nel primo caso il costo medio di un singolo tubetto di tempera può arrivare a circa 50 centesimi, prezzo decisamente maggiore rispetto ai 32 centesimi del 2010. Lievi ribassi (dal 2 al 5%) vengono registrati per album, colle e correttori. L’unico vero calo degno di nota riguarda le tradizionali matite HB, il cui prezzo è sceso mediamente del 15%, ossia da 26 a 22 centesimi al pezzo.

L’indagine ha inoltre stimato la spesa minima, media e massima che le famiglie dovranno sostenere per l’acquisto del classico set di prodotti di cancelleria per ciascuno studente: quest’anno infatti il budget medio necessario per i propri figli si aggirerà attorno ai 57€. Per non parlare di coloro che opteranno per gli articoli più costosi che potranno arrivare a spendere anche oltre 90 € per riempire astucci e cartelle dei propri figli.

Via Klikkapromo.

Tempo di crisi, tempo di baratto al ristorante

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Lavoro Prezzi

In tempi di crisi mangiare al ristorante può diventare un lusso per pochi.  Ma una soluzione c'è: al posto della carta di credito, il conto si salda con quel vecchio oggetto che non serve più e che potrebbe invece fare la gioia di qualcun altro.In tempi di crisi mangiare al ristorante può diventare un lusso per pochi. Ma una soluzione c’è: al posto della carta di credito, il conto si salda con quel vecchio oggetto che non serve più e che potrebbe invece fare la gioia di altri. A Chicago, c’è un ristorante che ha introdotto il baratto come forma di pagamento alternativa al dollaro. E ogni sera il dieci per cento dei suoi incassi arriva proprio dalla più antica forma di commercio al mondo.

L’ultima cosa che il proprietario del Fireside a nord di Chicago è riuscito ad aggiustare grazie a questa forma di pagamento è i pavimenti del locale, e prima di ciò aveva acquistato la macchina del gelato, le stoviglie, tutti i tavoli, e si era anche sistemato per le vacanze.

Oggi il Fireside si appoggia a due delle grandi piattaforme online che mettono in contatto privati che offrono oggetti e servizi in cambio di altrettanta merce o lavoretti. Si chiamano ITEX o International Monetary System e dai loro siti ci si affilia e si entra nella rete americana del baratto organizzato.

Quando avremo il primo ristarante col baratto in Italia?

Risparmiare col trasloco (prima parte)

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Casa Consumatori Prezzi

Come si può risparmiare traslocando? Ecco come.
Il modo migliore per affrontare un trasloco è prepararlo per tempo. Questo permetterà di diminuire il carico di lavoro nei giorni del trasferimento e di spendere meno, potendo scegliere l’offerta più economica.

La prima decisione da prendere: traslocare da soli o affidarsi a una ditta specializzata. Nel primo caso sicuramente la spesa sarà minore, ma è necessario avere doti di manualità, un aiuto da parte di amici o familiari e mobili non troppo ingombranti da trasportare.

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Espolde la casa condivisa, per risparmiare

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Casa Consumatori Risparmio

Contro il caro abitazione  esplode il fenomeno  della condivisione della casa. In un anno sono più che quadruplicate le richieste di stanze in appartamenti in coabitazione, almeno stando a quanto sostenuto da  idealista.it, portale di annunci immobiliari.Contro il caro abitazione esplode il fenomeno della condivisione della casa. In un anno sono più che quadruplicate le richieste di stanze in appartamenti in coabitazione, almeno stando a quanto sostenuto da idealista.it, portale di annunci immobiliari.

L’indagine mostra anche una crescita dell’offerta di stanze pari al 85%, fino ai 4.844 immobili del campione analizzato, con un incremento delle ricerche del 327% un dato che testimonia il crescente interesse degli utenti per questa tipologia abitativa.

Da fenomeno tipicamente studentesco, negli anni la coabitazione è divenuta un trend tra gli under 35“, dice Vincenzo de Tommaso, responsabile ufficio studi di idealista.it, “la crisi picchia duro sulle nuove generazioni: lavori precari e mal retribuiti, mille euro al mese se va bene, con poche aspettative di crescita. così l’affitto in condivisione è divenuta l’unica strada da percorrere per un giovane che vuole lasciare la casa dei propri genitori”.

Questo popolo di conviventi, secondo ha un’età media 26 anni è prevalentemente di sesso femminile, generalmente non fuma, non possiede né ammette animali domestici e propende per il centro o i quartieri universitari delle città. Milano (-3,8%) e Roma (-8,4%) si confermano le città più care seppure in flessione rispetto allo scorso anno. Nel capoluogo meneghino la richiesta media per una stanza è di 442 euro/mese, fino ad un massimo di 800 euro nelle zone più ambite.

Nonostante la crisi gli affitti crescono

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Casa Inflazione

Nonostante la crisi del mercato immobiliare, non si fermano i prezzi degli affitti nelle maggiori cittÃ�  italiane.Nonostante la crisi del mercato immobiliare, non si fermano i prezzi degli affitti nelle maggiori città italiane. Lo evidenzia una ricerca di idealista.it. Secondo quanto emerge dai dati, l’atteso effetto cedolare secca per ora non c’è stato. Chi si aspettava una tendenza al ribasso delle locazioni è rimasto per ora deluso.

Roma vanta il primato degli affitti più alti a livello nazionale, guida anche la tendenza rialzista delle locazioni registrata negli ultimi sei mesi, con un incremento dei prezzi dell’1,7%, seguita da Milano e Torino, su di un punto e mezzo percentuale. La zona più cara della capitale si conferma il centro storico, con affitti in aumento del 7,2% a 22,6 euro/m². Crescono anche le locazioni dei quartieri a sud di Roma: Appia antica (+4,6% a 13,7 euro/m²) e Eur (+3,3% a 13,6 euro/m²). Resta invece praticamente invariato il quartiere Aurelia, fermo a 14,5 euro.

Più costoso rispetto a gennaio anche vivere in affitto a Milano, dove il prezzo medio al metro quadro delle case si aggira ora sui 15 euro, spinto dall’aumento di circa il 15% della zona Garibaldi-Porta Venezia, del 5,4% di Chiesa Rossa-Gratosoglio e del 4,4% dell’area Navigli-Bocconi. Rialzi più contenuti per i quartieri periferici. Calano gli affitti nel entro storico, che resta comunque la zona più cara della metropoli con i suoi quasi 20 euro al metro quadro, mentre il ribasso maggiore è stato segnato dalla periferica Città Studi: un -6,3% per un affitto di 13,4 euro.

La più conveniente tra le grandi città italiane risulta Torino, con il suo canone medio a 8,3 euro al metro quadro. Spicca l’incremento semestrale del 7,6% del quartiere Santa Rita-Lingotto-Mirafiori, a 7,7 euro al metro quadro, in un panorama di prezzi sostanzialmente stabili. In controtendenza i quartieri periferici di Aurora-Rebaudengo, con una diminuzione dell’1,6% a 7,6 euro, mentre la zona di Borgo Vittoria-Vallette è la più economica di Torino, a soli 7 euro al metro quadro.

Un milione e mezzo di italiani sono poveri

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Lavoro Inflazione

Sono 1 milione e 156 mila le famiglie che vivono in povertà assoluta in Italia.Sono 1 milione e 156 mila le famiglie che vivono in povertà assoluta in Italia. Gli individui in povertà assoluta sono oltre tre milioni, che salgono a ben oltre gli 8 milioni (il 13,8% della popolazione) se si considera la condizione di povertà relativa, ovvero l’incapacità di spendere oltre 992,46 euro al mese. Le più svantaggiate risultano essere le famiglie più numerose, quelle con un solo genitore, e quelle con almeno un anziano in casa. La povertà assoluta risulta elevata tra le famiglie in cui la persona di riferimento ha un basso titolo di studio, o un profilo occupazionale non elevato.

Tra le famiglie con a capo una persona occupata, le condizioni peggiori si osservano tra gli operai o assimilati (6,4%), mentre i valori più elevati si rilevano se la persona di riferimento è in cerca di occupazione (12,8%) e nelle famiglie in cui non sono presenti occupati né ritirati dal lavoro (19,6%). La povertà continua a essere maggiormente diffusa nel Mezzogiorno, tra le famiglie più ampie, in particolare con tre o più figli, soprattutto se minorenni.

Nel dettaglio, l’analisi dell’incidenza della povertà su base geografica rivela che Lombardia ed Emilia Romagna sono le regioni con i valori più bassi, pari al 4,0% e al 4,5% rispettivamente. Si collocano su valori dell’incidenza di povertà inferiori al 6% l’Umbria, il Piemonte, il Veneto, la Toscana, il Friuli Venezia Giulia e la provincia di Trento. Ad eccezione di Abruzzo e Molise, dove il valore dell’incidenza di povertà non è statisticamente diverso dalla media nazionale, in tutte le altre regioni del Mezzogiorno la povertà è più diffusa rispetto al resto del Paese. Le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Calabria (26,0%), Sicilia (27,0%) e Basilicata (28,3%).

Prezzi, ecco gli aumenti previsti

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Prezzi Inflazione

Stangata in arrivo per le famiglie italiane. E' quello che prevedono Adusbef e Federconsumatori secondo cui, a causa dell'incessante aumento di prezzi e tariffe nel nostro Paese, le famiglie italiane pagheranno 1.500 euro in più all'anno.
Stangata in arrivo per le famiglie italiane. E’ quello che prevedono Adusbef e Federconsumatori secondo cui, a causa dell’incessante aumento di prezzi e tariffe nel nostro Paese, le famiglie italiane pagheranno 1.500 euro in più all’anno.

Secondo i presidente delle associazioni dei consumatori, alla luce di tutto ciò “è indispensabile, prima di tutto, avviare severi controlli e verifiche per eliminare ogni ombra di speculazione. Infatti e’ assolutamente insopportabile che in molti settori dell’economia si stiano verificando aumenti di prezzi e tariffe. Cio’ si puo’ ascrivere solo a volonta’ speculative che nulla dovrebbero avere con sane regole di mercato“.

In particolare, gli aumenti piu’ consistenti si avranno nel settore del trasporto pubblico (+25-30%), assicurazione auto (+10-12%) e tariffe rifiuti (+9-11%). In netto rialzo anche la spesa per riscaldamento (+9%), le tariffe del gas (+7-8%) e per l’alimentazione (+5-6%).

Il Paese, proseguono i Presidenti “è attraversato da una forte contrazione dei consumi, a partire da quelli legati all’alimentazione. Tutto cio’ non deve essere permesso, ne chiediamo quindi il blocco e rivendichiamo maggiori verifiche, controlli e soprattutto sanzioni da tutte le autorita’ istituzionali preposte, dal Governo alle varie authority ai corpi ispettivi dello Stato su quanto sta accadendo, lo ripetiamo in tutti i settori, dall’acquisto di un chilo di pere alle tariffe Rc auto, dal prezzo della benzina a quello della raccolta dei rifiuti, soprattutto quando, come in campo energetico, oltre alla contrazione dei consumi si registra anche una forte diminuzione del prezzo della materia prima“.

Manovra di Ferragosto, tutte le novità

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Lavoro Investire Tasse

Ieri ad Arcore i partiti che sostengono il Governo hanno trovato la quadra. Via il contributo per chi guadagna piÃ�¹ di 90.000 euro e tagli alle pensioni. Le Province? Non si cancellano piÃ�¹.Anche se non definitivi, ecco le modifiche decise nell’incontro di Arcore.

Il contributo di solidarietà
Dal testo originale della manovra è stato cancellato il cosiddetto contributo di solidarietà, il prelievo straordinario sui redditi superiori a 90.000 euro.

Abolizione delle province sotto i 300.000 abitanti
Cancellata del tutto anche questa. L’abolizione totale delle province viene rimandata a una legge costituzionale, insieme al dimezzamento del numero dei parlamentari; in altre parole, ci terremo le province ancora per decenni.

Accorpamento dei comuni con meno di 1.000 abitanti
Annullato l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dal 2013, nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri. Insomma, si accorpano i servizi e non i comuni. Il risparmio previsto è circa 6 milioni di euro, non proprio moltissimo.

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