Generalmente si ritiene che un prezzo più alto sia indice di qualità più elevata. Tale assunto, seppur valido nella maggior parte dei casi, non è detto che sia scolpito nella pietra. Questo è il caso, per esempio, dei farmaci. Tra un farmaco “di marca” e un farmaco generico, molto spesso siamo portati ad acquistare il primo, convinti che non sia la salute il settore su cui si deve risparmiare. Eppure…
Avete fatto compere in farmacia, ma non vi orientate più con gli scontrini e non capite se quanto avete acquistato sia detraibile o meno? L’Agenzia delle Entrate, mettendo ordine tra le diverse sigle recentemente comparse sugli scontrini, ha precisato quali sono le diciture che identificano farmaci detraibili.
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Nonostante i foschi presagi e le predizioni di sventura, il 2009 è passato e la tanto temuta Influenzasuina-H1N1-InfluenzaA non si è lasciata alle spalle lo stuolo di morti che, a un certo punto dell’anno, sembrava praticamente certo avrebbe provocato. Oggi, i governi di buona parte del mondo si ritrovano sulle spalle il peso di avere concesso troppo credito all’atmosfera d’allarme.
Quando la flessibilità precipita in precarietà, finisce per risentirne anche la salute dei lavoratori. Se la settimana scorsa abbiamo dato notizia di uno studio in cui si mettevano in luce gli effetti benefici della flessibilità lavorativa sulla condizione psicofisica delle persone, adesso, dall’Inghilterra, giunge l’eco di una ricerca che mette in guardia dai pericoli della precarietà.
Quelli resi noti da ADICO (Associazione difesa consumatori) sono dati da prendere con tutta la cautela del caso, perché provenienti da un’inchiesta realizzata su un ridottissimo gruppo di individui, ma non possono che dettare qualche preoccupazione. Che il fenomeno sia più o meno quantitativamente rilevante, in Italia c’è chi fatica ad arrivare alla fine e, pur di superare le difficoltà economiche, è disposto a tagliare le spese per le cure mediche.
Nel 2004, quando venne addottata, la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita sollevò grandi dibattiti, etici e politici. Già l’anno successivo si tennero alcuni quesiti referendari – falliti per non aver raggiunto il quorum – volti ad abrogare specifici passaggi del testo normativo. Nel maggio 2009, però, una sentenza della Corte Costituzionale è intervenuta su una delle prescrizioni basilari della legge, lasciando un vuoto normativo che potrebbe impattare non poco sulle tasche di quanti vogliano fare ricorso alla fecondazione assistita. Per risolvere questa situazione nella maniera meno dispendiosa per i cittadini, a quanto pare, sta lavorando una commissione del ministero della Salute.
Saranno anche tempi di crisi, ma, a quanto pare, ciò che importa è affrontare le difficoltà con un sorriso impeccabile e in forma apparentemente smagliante. Nonostante gli affanni finanziari degli ultimi anni, il settore della bellezza italiano non arretra e, anzi, aumenta la propria estensione.
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Se ne è parlato nelle scorse settimane (anche in questo blog): in un 2009 di crisi, gli italiani hanno aumentato le spese per giochi e concorsi a premio. L’economia va giù… e i giochi crescono! Il meccanismo – se ci si pensa bene – non stupisce (di fronte alle difficoltà, a volte è più facile cercare riparo nella fortuna), ma allarma… almeno a detta di Paola Vinciguerra, presidente dell’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico.

Ossessione della concorrenza? Complesso del mercato? Invidia della libera contrattazione? Qualunque sia il “disturbo” da cui le professioni la ritengano affetta, la commissione Antitrust è riuscita a piegare l’Ordine degli Psicologi, imponendo a quest’ultimo la cancellazione dal Codice deontologico di ogni riferimento a qualsivoglia tariffa minima.
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Dopo tanto soffiare sul fuoco, spinti dalla grancassa del sistema mediatico, si è infine giunti al momento del dunque: al tempo della paura succede quello dei conti e l’Europa rischia di ritrovarsi non solo cornuta e spaventata, ma anche mazziata e raggirata. Nel bel mezzo del periodo indicato da stregoni ed esperti come culmine della paventata pandemia d’influenza H1N1, gli Stati Europei sono costretti ad aprire gli armadietti stipati di dosi di vaccino nei mesi scorsi. Che fare dei milioni di dosi in eccesso acquistate in gran fretta e rapidamente dimenticate inutilizzate?