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Salute

Altroconsumo, 7 italiani su 10 hanno paura di un errore medico

pubblicato da Roberto in: Salute Leggi Concorrenza Consumatori

Altroconsumo, 7 italiani su 10 hanno paura di incappare in un errore medicoGli italiani non si fidano tanto degli ospedali, o meglio, si preoccupano di incappare, prima o poi, in qualche errore medico. Da un’indagine condotta da Altroconsumo emerge che ben il 70% degli italiani ha paura di essere vittima di un errore o di una cattiva pratica medica. A preoccuparsi di più sono le donne e i cittadini che abitano al Sud o nelle isole. Il timore principale è nei confronti della scarsa professionalità o negligenza del personale sanitario e di una diagnosi sbagliata dovuta a erronea interpretazione degli esami svolti.

Questo senso di insicurezza diffusa non si registra, invece, in altri Paesi europei. Ad esempio in Belgio e Spagna, come risulta da una stessa indagine condotta da Altroconsumo in questi Paesi, i cittadini imputano la colpa degli errori medici principalmente allo stress, al super lavoro del personale e al poco tempo a disposizione per il singolo paziente.

In Italia i 3 errori più menzionati sono stati la diagnosi sbagliata, la diagnosi mancata o fatta in ritardo e l’errore nel prescrivere una terapia o un trattamento farmacologico. Il 35% di chi ha risposto ha raccontato della morte di un parente in conseguenza di errore medico e il 68% ha detto che l’errore è stato commesso in ospedale. Una volta convinti di essere stati vittima di un errore però, non tutti hanno cercato giustizia: solo il 65%.

Perché? Soprattutto per il timore di dover avere di nuovo bisogno dello stesso medico in futuro e in qualche caso anche perché non si sapeva bene cosa fare e a chi rivolgersi. A conferma di questo dato, pochi ritengono sia utile rivolgersi allo stesso medico responsabile dell’errore o all’ospedale in cui l’errore è stato commesso. In molti pensano invece che sia più efficace rivolgersi a un avvocato, al Tribunale del malato o alla polizia. Gli avvocati sono anche quelli che danno più soddisfazione, sia quanto a informazioni fornite, sia per quel che riguarda il sentirsi seguiti nel corso della vicenda. Anche i medici chiamati per un parere esterno godono della fiducia dei pazienti, anche se spesso, nelle risposte al questionario, emerge la difficoltà di trovare un professionista disposto a “mettersi contro” un collega e a certificare l’errore commesso. Infine, ad avere la quasi completa fiducia dei cittadini sono i medici di famiglia: solo l’8% teme di incorrere in un loro errore.

Via Helpconsumatori.

La professioni del futuro, l'infermiere

pubblicato da Roberto in: Lavoro Salute

La professioni del futuro, l'infermiere
Per chi deve decidere quale indirizzo dare ai propri studi e verso quale direzione instradare la propria carriera professionale, un suggerimento arriva da Oltreoceano. Nei giorni scorsi, un magazine economico ha stilato la classifica di quelle che saranno le 10 professioni, per vantaggi economici e opportunità di lavoro, dei prossimi dieci anni.

Non solo ingegneri civili e medici, tra quelle che potrebbero essere le professioni più fortunate dei prossimi dieci anni rientrano anche gli igienisti dentali, i consulenti finanziari, gli analisti informativi e gli esperti di marketing.

Quello della salute è un settore fondamentale per la società e, nei prossimi anni, sarà assai remunerativo anche per i suoi lavoratori. L’invecchiamento della popolazione e la crescente richiesta di servizi medici di base potrebbe rendere ricchi medici, infermieri e igienisti dentali.

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Torna ad ottobre il ticket sulle pensioni di lusso

pubblicato da Roberto in: Lavoro Pensione Salute Prezzi

Torna ad ottobre il ticket sulle pensioni di lusso
Pensioni d’oro nel mirino dell’Inpdap. Per effetto della manovra finanziaria, infatti, ripartirà a ottobre il prelievo del 5% sulle pensioni pubbliche che superano complessivamente i 90 mila euro lordi annui, e del 10% su quelle eccedenti i 150 mila euro.

La ritenuta era stata introdotta dalla manovra di luglio, e poi abrogata da quella di ferragosto. L’ennesima versione della manovra, tuttavia ha ripristinato la misura in maniera definitiva. Coloro che, quindi, non si sono visti applicare il ticket alla rata di settembre non pensino di scamparla: con la rata di ottobre arriverà anche il conguaglio per il mese mancante.

È la nota operativa 30/2011 dell’Inpdap a contenere tutte le coordinate del provvedimento, che dovrebbe aiutare lo Stato a rastrellare i soldi necessari a raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio. La legge 148/2011, in vigore dal 17 settembre scorso, prevede che il ticket sulle pensioni d’oro resti in vigore dal 1 agosto 2011 al 31 dicembre 2014, e che, per la precisione, si applichi sulla parte eccedente le due soglie fissate, non sull’intero importo della pensione.

Ovvero, il prelievo del 5% si calcolerà dai 90 mila euro in su, mentre quello di 10% solo dai 150 mila euro in su. Nel calcolo dei tetti oltre i quali si applica il prelievo si tiene conto di ogni tipo di pensione e di rendita proveniente da qualsiasi ente, comprese quelle private. Nella nota operativa dell’Inpdap, inoltre, viene ricordato che l’importo del ticket diminuisce l’imponibile da assoggettare all’IRPEF; è, in altre parole, un «onere deducibile» dal reddito.

Via Inpdap.

I medici chiedono intervento dell'Antitrust

pubblicato da Roberto in: Lavoro Salute Leggi Consumatori

I medici chiedono intervento dell'Antitrust
I medici proprio non ci stanno a vedere offerte stracciate su visite e prestazioni specialistiche sui siti di gruppi d’acquisto online. Dopo aver denunciato a giornali e agenzie la scorrettezza di questo modello di business applicato alla salute, la Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri presenta una denuncia all’Antitrust.

I medici chiedono, inoltre, all’Antitrust di aprire un’indagine formale “volta a verificare la scorrettezza della pratica commerciale messa in atto dalla società Groupon, adottando con provvedimento cautelare ogni misura ritenuta idonea a impedire il procrastinarsi del danno che deriva ai consumatori“.

E la battaglia dei medici non si ferma qui: la FNOMCeO ha scritto ai Nas, segnalando la non-chiarezza nei messaggi della Società Obiettivo Risarcimento; la Federazione chiede ancora ai Nas di verificare che le prestazioni mediche e odontoiatriche promosse da Groupon “a tariffe irrisorie, indiscutibilmente inferiori ai costi i produzione, siano rese da personale specializzato, nel rispetto dei limiti di sicurezza e siano erogate in strutture a norma“.

Un’altra lettera della FNOMCeO è indirizzata al Ministero della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura e si sottolinea la “proliferazione di iniziative, anche mediatiche, che hanno il chiaro scopo di incrementare a dismisura il contenzioso verso i medici, inducendo l’opinione pubblica a credere che sempre e comunque il medico commetta degli errori“, creando addirittura una presunzione di colpevolezza.

Via Helpconsumatori.

Farmacie: la via il ridimensionamento delle parafarmacie

pubblicato da Roberto in: Salute Consumatori Prezzi Risparmio

Farmacie: la via il ridimensionamento delle parafarmacie
Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti replica alla dichiarazione del presidente della commissione Sanità di palazzo Madama, Antonio Tomassini, che a margine di un convegno ha dichiarato, parlando del ddl di riforma del sistema farmaceutico: “Quanto alle parafarmacie nella mia legge il capitolo é ben tracciato, possono essere inserititi degli elementi che però non siano di sopraffazione e senza forzare la mano“.

Secondo il MNLF il “progetto è finalizzato unicamente a ridimensionare il ruolo delle parafarmacie e quindi delle liberalizzazioni“.

Sarà una delle peggiori leggi del settore non solo perché metterà la parola fine all’esperienza delle parafarmacie impedendone sviluppi per l’occupazione e gli investimenti, ma non porterà che poche decine di nuove farmacie rafforzando, di fatto, il monopolio dei titolari di farmacia in Italia. Mentre il Paese soffre una delle più gravi crisi economiche della sua storia continuano a prevalere gli interessi corporativi. dimostrando una insensibilità agli interessi generali.

Via Ansa.

Senza sigarette i soldi non vanno in fumo

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Salute Prezzi Risparmio

Senza sigarette i soldi non vanno in fumoFa male alla salute e danneggia il portafoglio: un pacchetto di sigarette al giorno costa 1.500 euro l’anno. E con la manovra i prezzi saliranno 11, 8 milioni di fumatori.

Nel 2010, in Italia, sono stati venduti 87 milioni di chili di sigarette. Un chilo corrisponde a cinquanta pacchetti da venti. In media, un fumatore consuma 13,6 sigarette al giorno.

Il 41,4% degli ex fumatori dice di aver smesso di fumare per motivi di salute, il 35,9% perché fa male, il 5,9% per la nascita di un figlio e il 3,4% per risparmiare. Dalle accise sulle sigarette (58,5% sul prezzo di vendita) lo Stato ricava 10,48 miliardi di euro, di cui 7,5 spesi poi in costi sanitari.

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Liberalizzazioni, stop ai nuovi servizi in farmacia

pubblicato da Roberto in: Salute Concorrenza Consumatori Prezzi

Liberalizzazioni, stop ai nuovi servizi in farmacia
Stop alle disposizioni sui nuovi servizi in farmacia quelli che prevedono, ad esempio, la possibilità di far lavorare nelle strutture anche infermieri e fisioterapisti.

L’articolo che regolava i nuovi servizi è stato infatti accantonato. La denuncia arriva, congiuntamente, dal Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, dall’Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane e dalla Federazione Esercizi Farmaceutici che scrivono in una nota: “mentre Standard & Poor’s declassava il rating dell’Italia e il Fondo Monetario Internazionale ci diceva che non riusciremmo ad ottenere il pareggio di bilancio senza riforme e liberalizzazioni, il Parlamento italiano era sotto scacco della lobby dei farmacisti titolari di farmacia“.

Spiegano che durante i lavori sul ddl 1447-A “Delega al Governo per il riassetto della normativa in materia di sperimentazione clinica e per la riforma degli ordini delle professioni sanitarie, nonché disposizioni in materia sanitaria” alla Camera dei Deputati, è stato ottenuto lo stralcio dell’articolo 12, relativo ai servizi da erogare in farmacia, rinviandone l’esame nell’ambito della discussione del ddl 863 Gasparri-Tomassini che da tre anni è all’esame della Commissione igiene e sanità del Senato. Per le tre associazioni, si tratta di una strategia volta a evitare che “una maggioranza trasversale potesse approvare gli emendamenti che prevedevano la liberalizzazione dei farmaci di fascia C, permettendo alle parafarmacie di vendere anche i medicinali con obbligo di ricetta ma non a carico del SSN“.

Il MNLF, L’ANPI e la FEF, si legge nella nota, “ritengono tale atto grave e contrario agli interessi del Paese, perché rinunciare in questo momento alla creazione di 3500 nuove aziende e con esse a 8500 posti di lavoro, 400 milioni di euro di risparmio per i cittadini e 600 milioni di euro d’investimenti, solo per tutelare gli interessi della “casta” dei titolari di farmacia, evidenzia la debolezza di una maggioranza sempre più in balia dei “veti” imposti dalle corporazioni“.

Via Ansa.

Legge Brunetta, a rischio di costituzionalità

pubblicato da Roberto in: Lavoro Salute Leggi

Giudice del lavoro di Livorno solleva la questione di legittimità della norma quando prevede la decurtazione dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia dei dipendenti pubblici
Giudice del lavoro di Livorno solleva la questione di legittimità della norma quando prevede la decurtazione dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia dei dipendenti pubblici.

Di fatto la malattia diventa un ‘lusso’ che il lavoratore non potrà più permettersi e ciò appare in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione che prevede che sia garantita una retribuzione proporzionata ed in ogni caso sufficiente a garantire un’esistenza libera e dignitosa”.

Il giudice del lavoro di Livorno Jacqueline Monica Magi ha sollevato con un’ordinanza la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 71 della legge 133/2008, la legge cosiddetta Brunetta, che prevede per i dipendenti pubblici una decurtazione dello stipendio per i primi 10 giorni di malattia.

Per il giudice la norma presenta profili di incostituzionalità con riferimento agli articoli 3, 32, 36 e 38 della Costituzione. In particolare, riguardo all’articolo 3, nell’ordinanza si rileva “un’illegittima disparità di trattamento nel rapporto di lavoro dei lavoratori del settore pubblico rispetto a quelli del settore privato”. Sul “diritto alla salute”di cui all’articolo 32 la norma “crea di fatto un abbassamento della tutela della salute del lavoratore che, spinto dalle necessità economiche, viene di fatto indotto a lavorare aggravando il proprio stato di malattia, creando così un vulnus a se stesso e al Paese”.

Con riferimento all’articolo 36 in sostanza con la decurtazione il guadagno, “dati gli stipendi che percepiscono ad oggi i lavoratori del comparto pubblico, diventa tale da non garantire al lavoratore una vita dignitosa”. “Privare durante la malattia un lavoratore di parte dello stipendio e della retribuzione globale di fatto integra esattamente quel far venire meno i mezzi di mantenimento e assistenza al cittadino in quel momento inabile al lavoro”.

Via Adico.

Addio al certificato medico cartaceo, benvenuto certificato on line

pubblicato da Roberto in: Lavoro Salute Leggi

Dallo scorso 13 settembre il certificato medico cartaceo sarà sostituito da quello elettronico
Dal prossimo 13 settembre i datori di lavoro potranno consultare i certificati medici dei propri dipendenti on line.

L’epoca dei certificati medici cartacei sta per finire e tutti i datori di lavoro non potranno più chiedere la copia cartacea delle attestazioni di malattia ai dipendenti. Dalla data spartiacque (il 13 settembre scorso) per consultare la documentazione sarà obbligatorio accedere all’utilizzo di sistemi informatici.

Dal punto di vista strettamente economico e normativo nulla è cambiato nel senso che rimane l’obbligo di comunicare tempestivamente l’assenza dal lavoro poiché l’introduzione del nuovo sistema telematico non esonera il lavoratore dall’avvisare l’azienda.

Il certificato medico online contiene i dati della diagnosi, il codice fiscale del lavoratore, la residenza o il domicilio abituale, eventuale domicilio di reperibilità durante la malattia, data di inizio malattia, data di rilascio del certificato, data presunta di fine malattia, modalità ambulatoriale o domiciliare della visita eseguita.

In caso di malfunzionamento dei sistemi telematici, resta l’obbligo per il lavoratore di presentare l’attestazione cartacea (rilasciata dal medico) al proprio datore di lavoro e, ove previsto, alla consegna all’Inps del certificato, secondo le modalità tradizionali previgenti.

Via Borsaitaliana.

Prestazioni mediche, a quali si non applica l'IVA?

pubblicato da Roberto in: Salute Leggi Tasse Prezzi

A quali prestazioni mediche non si applica l'IVA?
Per rispondere a questa domanda, è necessario far riferimento all’articolo 10, punt 15), del d.p.r. n. 633 del 1972, in conformità a quanto disposto dall’articolo 13, lettera p) della direttiva comunitaria 17 maggio 1977, n. 77/388, la quale prevede l’esenzione dall’IVA per le “prestazioni di trasporto di malati e feriti con veicoli all’uopo equipaggiati, effettuati da imprese autorizzate o da ONLUS”. La richiamata previsione stabilisce il regime di esenzione dall’IVA per il trasporto di malati o feriti effettuato, con autoambulanza o altri mezzi attrezzati ad ambulanza, da ONLUS o da imprese autorizzate.

Possono pertanto beneficiare del trattamento di esenzione di cui al citato articolo:
a) il soccorso medico extra ospedaliero a seguito di incidenti del traffico, di infortuni sul lavoro, sportivi e del tempo libero o comunque a seguito di qualunque evento o patologia che comporti rischio per la sopravvivenza del singolo e della collettività;
b) il trasporto primario, ovvero il trasferimento del paziente dal luogo dell’evento al presidio ospedaliero più idoneo;
c) il trasporto secondario ovvero il trasferimento di pazienti critici da ospedale a ospedale e il trasporto di neonati a rischio;
d) lo stazionamento del mezzo di soccorso in occasione di eventi e manifestazioni.

Via Fiscooggi.