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Salute

Sindrome da rientro, sempre più italiani ne soffrono

pubblicato da Roberto in: Tempo libero Lavoro Salute Vacanze

Dopo aver trascorso una settimana o più ad alzarsi tardi, a stare allâ��aria aperta e a ridere e scherzare senza una tabella di marcia da seguire, il rientro alla quotidianità può essere molto difficile sia dal punto di vista fisico che psicologico.Dopo aver trascorso una settimana o più ad alzarsi tardi, a stare all’aria aperta, ridere e scherzare senza una tabella di marcia, il rientro può essere molto difficile sia dal punto di vista fisico sia psicologico.

Senso di stordimento, calo dell’attenzione, mal di testa, problemi di digestione, raffreddore, mal di gola, tosse e vari dolori muscolari sono i disturbi che possono presentarsi al rientro dalle vacanze. Ma il sintomo maggiormente diffuso della sindrome da rientro è l’ansia e la depressione generate dalla difficoltà di riprendere il lavoro da dove si è lasciato.

Non sono da escludere neppure forti emicranie, spossatezza, momenti di sonnolenza o nervosismo e stati di apatia. Se questi sintomi durano per pochi giorni non c’è nulla di cui preoccuparsi, ma se tendono a perdurare debbono essere interpretati come disagio e insoddisfazione che andrebbe approfondito.

Via Adico.

Se la scelta del pediatra diventa un rebus

pubblicato da matteo in: Varie Casa Salute

Ogni mamma lo sa: la scelta del pediatra cui affidare la salute del proprio pargolo è una delle più delicate da compiere. Peccato che, ancora oggi, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non aiuti le mamme italiane nel difficile compito. Questo, almeno, è quanto emerge da una ricerca condotta da Altroconsumo.

La ricerca
L’associazione di consumatori ha preso in considerazione l’attività svolta dal sistema pediatrico del SSN in 9 tra le principali città del Paese: Milano, Roma, Torino, Napoli, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari.

Secondo quanto emerso dall’indagine, a complicare la vita di mamme e bebè sarebbero numerosi disservizi, che iniziano proprio negli organi deputati a fornire informazioni ai cittadini.

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Sanità: le tasse godono di ottima salute!

pubblicato da Dust in: Varie Salute

Tasse sanità Quanto ci costa la salute pubblica? 1.178 euro a famiglia. La spesa sanitaria pubblica italiana e’ molto inferiore a quella di altri importanti paesi europei, ma assolutamente in linea con la media europea. Le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 21,3%.

Secondo l’ultimo report OECD la sanità pubblica nel nostro Paese non costa tanto di più rispetto ai nostri vicini europei. Top “spender” dell’Unione nel 2008 sarebbe stata la Norvegia con una spesa pro capite di 4.300 euro, seguita da Svizzera, Lussemburgo e Austria. La maggior parte dei paesi europei settentrionali e occidentali spende pro capite tra 2.500 e 3.500 EUR/PPA (parità di potere d’acquisto), vale a dire dal 10% al 60% in più della media UE. La spesa sanitaria in Italia e’ stata pari a 2.870 dollari pro capite nel 2008, sotto la media Ocse che e’ di 3.060 dollari. Tuttavia, per incidenza sul Pil la spesa risulta pari al 9,1% contro una media Ocse del 9%

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Fumatori: per smettere ci vuole il giusto “incentivo”!

pubblicato da Dust in: Varie Salute Leggi

Fumatori Cala la vendita di sigarette ma resta pressoché stabile la percentuale di fumatori nel nostro Paese (circa 1 su 4). La Legge Sirchia insomma sembra un provvedimento “tutto fumo e niente arrosto”. A 6 anni dal provvedimento cala del 12% la vendita delle bionde ma rimane pressoché invariato il numero dei fumatori, che rimangono una percentuale significativa della popolazione (il 22,6% contro il 23,8% del 2003).

La fascia che conta più fumatori è quella dei giovani adulti, tra i 25 e i 34 anni, con una percentuale del 32.3%, addirittura in crescita rispetto al 2009. Fumatori che non si arrendono ma che, probabilmente, fumano meno.

Il giusto incentivo

Il calo delle vendite non tiene conto del fenomeno del contrabbando online e offline, suggerisce Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità. Sarebbe invece utile creare un sistema di rimborso per i farmaci anti-fumo, come già avviene in altri paesi europei (ad esempio la Gran Bretagna). Gran Bretagna «il governo ha finanziato il rimborso dei farmaci utili per smettere di fumare, decidendo che conviene investire in tal senso perché il costo delle patologie fumo-correlate nella popolazione sarebbe di gran lunga maggiore. E in Francia i farmaci anti-fumo vengono rimborsati al consumatore con un ticket». I costi non sarebbero esorbitanti: «Abbiamo calcolato che per garantire un ciclo di terapia farmacologica anti-fumo per 500mila persone basterebbero 200mila euro, una cifra tutto sommato contenuta ma mirata a un’azione concreta ed efficace. Si potrebbe pensare a un meccanismo di rimborsabilità tramite i centri anti-fumo pubblici».

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Federalismo sanitario, quanto ci costa?

pubblicato da Dust in: Varie Salute Tasse

Costi sanitari Quanto vale la salute? Dipende da regione a regione. Le analisi ambulatoriali in Puglia costano in media il 56% in più che in Emilia Romagna, le visite specialistiche in Piemonte sono più care dell’82% rispetto all’Umbria e i prelievi di sangue arrivano a far registrare differenze del 1000% da regione a regione. Sono questi i dati su cosa può produrre il federalismo sanitario presentati in un’indagine da Altroconsumo.

L’analisi dell’associazione ha passato al setaccio i tariffari 2009 delle varie regioni, analizzando le 31 prestazioni ambulatoriali più richieste divise fra visite specialistiche, esami di laboratorio e diagnostici.

Il “prelievo” sanitario
Prendendo come riferimento le analisi del sangue Altroconsumo evidenzia disparità regionali nell’ordine del 1000%. Se infatti fare un prelievo in una struttura pubblica o convenzionata del Lazio può costare 52 centesimi, la stessa analisi eseguita nelle Marche arriva a raggiungere i 6 euro e 20 centesimi.

Non va meglio alle visite ginecologiche: se in Umbria la media si aggira sui 16 euro, le piemontesi sono chiamate a pagare – per la stessa prestazione - più di 30 euro ( circa l’82% in più). E così anche per le radiografie al polso, in Veneto si possono fare per 28 euro, ma facendo qualche chilometro in più ed arrivando in Emilia Romagna, potremmo pagare lo stesso esame la metà.

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Parafarmacie: risparmio in pillole

pubblicato da Dust in: Varie Risparmiare Salute

ParafarmaciaL’alternativa “low cost” ai farmaci generici si chiama “parafarmacia”, e non è certo una novità. Lo è però il testo di legge Gasparri-Tomassini al vaglio presso la commissione Igiene e Sanità del Senato, sul riordino del sistema farmaceutico, che imporrebbe significative limitazioni al sistema concorrenziale della distribuzione.

Aumenta quindi la pressione di associazioni e consumatori affinché la liberalizzazione venga estesa anche ai farmaci con obbligo di prescrizione (fascia C). La concorrenza nel settore, inaugurata dalle lenzuolate Bersani, avrebbe giovato ai consumatori, producendo rincari minimi in 4 anni, del 3,4% (contro il 19% registrato negli anni precedenti la riforma).
Il mercato del farmaco in Italia e’ il terzo d’Europa, il quinto del mondo e con il maggior numero dei farmaci salvavita distribuiti ai cittadini a prezzi controllati, si difende Tomassini, presidente della commissione Sanita’ di Palazzo Madama.

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Tutti i costi della cautela

pubblicato da matteo in: Varie Salute

Errare è umano, ma quando lo sbaglio arriva in campo medico può rivelarsi particolarmente spiacevole, sia per il paziente – che dovrà scontare gli eventuali problemi di salute conseguenti – sia per il dottore – che corre il rischio di trovarsi di fronte a richieste di risarcimento molto corpose. Con la medicina, dunque, non si scherza e la paura dello scivolone finisce per avere ricadute evidenti anche sullo stato di forma delle finanze pubbliche e dei singoli medici.

Paure concrete
“Medicina difensiva”: è questo il nome dell’abitudine che sta prendendo piede negli ospedali italiani e che fa tremare le casse del sistema sanitario nazionale. Di cosa si tratta? Della pratica invalsa tra i medici di prescrivere esami diagnostici o misure terapeutiche più che per assicurare la salute del paziente, per garantire il medico dalle responsabilità legali seguenti alle cure mediche prestate.

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Sanità: 54 euro di debito a testa

pubblicato da matteo in: Varie Salute

La sanità italiana ridotta in numeri: i conti economici sono sulla via del miglioramento, ma non ancora in perfetta salute; nel frattempo, altri indicatori lasciano intendere scenari preoccupanti. Il rapporto Cergas Bocconi sul 2010 ha sottoposto a check-up il sistema sanitario nazionale e ha raccolto alcuni dati interessanti.

Il debito pro-capite
Che abbia utilizzato o meno gli ospedali pubblici, ogni italiano porta sulle spalle un debito in sanità pari a 54 euro. Il dato è una media e, come tutte le medie, va interpretato, ma è sufficiente per rendere l’idea degli squilibri che ancora affliggono il servizio sanitario.

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Sanità e trasporti: partono i rincari!

pubblicato da Dust in: Varie Salute Trasporti

Rincari Una copertina sempre più stretta a coprire gli enormi ammanchi di bilancio italiani. Il re è nudo o quasi direbbe qualcuno.

Ritorno di fuoco per il ticket a 10 euro

Tra le vittime degli equilibrismi finanziari ci sarà anche la sanità, con la reintroduzione del ticket sanitario a 10 euro. Il ticket sugli esami diagnostici non verrà finanziato per l’intero anno: i ticket saranno congelati solo per 5 mesi su 12. Una operazione che costerà 347,5 milioni di euro a fronte di un costo di 834 milioni indicato per l’intero 2011 nel Patto per la salute 2010-2012. L’abolizione del ticket aggiuntivo era stata promossa nel 2007 da due senatori dell’Ulivo e prevedeva la volontarietà della cancellazione del balzello da parte delle Regioni a invarianza di gettito, senza pesare sui saldi finanziari degli enti locali.

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Anche la sanità ha il suo low cost

pubblicato da matteo in: Varie Salute

Terzo millennio inoltrato: in Italia, per alcuni, la sanità rappresenta ancora un problema. Lo sostiene l’ADICO (Associazione Difesa Consumatori A.DI.CO), rendendo noto che nell’anno passato ben 3 milioni di italiani hanno vissuto momenti di difficoltà economica a causa delle spese sanitarie. Una congiuntura che apre la strada al low cost anche in campo medico.

Allarme in cifre
La difficoltà ad accedere alle cure necessarie, secondo l’associazione di tutela dei consumatori, ha riguardato un esercito composto complessivamente da 5 milioni di persone, 3 dei quali sono stati costretti a spendere cifre inconciliabili con il proprio reddito.

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