Una chat al giorno leva il medico di torno. Secondo una ricerca Digitas Health, con il passare del tempo i cittadini europei ripongono sempre più fiducia nei moderni mezzi di comunicazione per ottenere consigli sulla propria salute.
La novità
Basta consulti e visite di controllo, basta ricche parcelle pagate ai professionisti per consulti di routine: stando ai risultati dell’indagine, gli abitanti del Vecchio Continente si affiderebbero sempre più spesso a socila network, chat, blog e forum online per raccogliere informazioni sul proprio stato di salute. Inoltre, tale tendenza sarebbe addirittura più marcata sul territorio europeo che su quello statunitense, dove la diffusione della rete è maggiore.
Cambiano le regole per le prenotazioni delle visite mediche: la Conferenza Stato-Regioni ha infatti approvato le linee guida predisposte dal ministero della Salute in merito all’istituzione del Cup (Centro unico di prenotazione) nazionale. L’obiettivo dell’innovazione è portare una maggiore efficienza nel funzionamento delle strutture sanitarie pubbliche, nel privato e nella libera professione, tenendo sotto controllo, nel contempo, le liste d’attesa e i trasferimenti tra regione e regione per scopi medici.
desso, le stanze della sanità saranno molto meno misteriose per i cittadini del Belpaese: il ministero della Salute, infatti, ha lanciato l’operazione trasparenza, avviando la pubblicazione online dei dati relativi all’efficienza dei sistemi sanitari regionali.
Ospedali a confronto
Raccolti in base ai servizi offerti dalle aziende sanitarie, i dati relativi a strutture sanitarie, Asl e ospedali saranno d’ora in poi messi a disposizione dei cittadini sul sito del ministero della Salute, rendendo possibile la verifica dell’efficienza dei diversi centri di cura. Ferruccio Fazio, ministro della Salute, accoglie con soddisfazione l’importante novità, sottolineando come si tratti non tanto di un provvedimento adottato per stilare graduatorie, quanto di una mossa compiuta per ridurre sprechi e inefficienze. Di primaria importanza, a suo dire, sarà la possibilità offerta ai cittadini di controllare l’efficienza di ogni singola azienda ospedaliera su qualsiasi tipo di intervento.
Sta per concludersi la gloriosa carriera del vecchio certificato medico? Almeno per quel che riguarda i dipendenti pubblici e i lavoratori della scuola sembra proprio così. Già dai prossimi giorni, infatti, osservando il nuovo impianto normativo, queste due categorie non avranno più l’obbligo di presentare personalmente (o inviare per raccomandata) all’Inps i certificati medici che giustificano l’assenza dal lavoro.
Generalmente si ritiene che un prezzo più alto sia indice di qualità più elevata. Tale assunto, seppur valido nella maggior parte dei casi, non è detto che sia scolpito nella pietra. Questo è il caso, per esempio, dei farmaci. Tra un farmaco “di marca” e un farmaco generico, molto spesso siamo portati ad acquistare il primo, convinti che non sia la salute il settore su cui si deve risparmiare. Eppure…
Avete fatto compere in farmacia, ma non vi orientate più con gli scontrini e non capite se quanto avete acquistato sia detraibile o meno? L’Agenzia delle Entrate, mettendo ordine tra le diverse sigle recentemente comparse sugli scontrini, ha precisato quali sono le diciture che identificano farmaci detraibili.
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Nonostante i foschi presagi e le predizioni di sventura, il 2009 è passato e la tanto temuta Influenzasuina-H1N1-InfluenzaA non si è lasciata alle spalle lo stuolo di morti che, a un certo punto dell’anno, sembrava praticamente certo avrebbe provocato. Oggi, i governi di buona parte del mondo si ritrovano sulle spalle il peso di avere concesso troppo credito all’atmosfera d’allarme.
Quando la flessibilità precipita in precarietà, finisce per risentirne anche la salute dei lavoratori. Se la settimana scorsa abbiamo dato notizia di uno studio in cui si mettevano in luce gli effetti benefici della flessibilità lavorativa sulla condizione psicofisica delle persone, adesso, dall’Inghilterra, giunge l’eco di una ricerca che mette in guardia dai pericoli della precarietà.
Quelli resi noti da ADICO (Associazione difesa consumatori) sono dati da prendere con tutta la cautela del caso, perché provenienti da un’inchiesta realizzata su un ridottissimo gruppo di individui, ma non possono che dettare qualche preoccupazione. Che il fenomeno sia più o meno quantitativamente rilevante, in Italia c’è chi fatica ad arrivare alla fine e, pur di superare le difficoltà economiche, è disposto a tagliare le spese per le cure mediche.
Nel 2004, quando venne addottata, la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita sollevò grandi dibattiti, etici e politici. Già l’anno successivo si tennero alcuni quesiti referendari – falliti per non aver raggiunto il quorum – volti ad abrogare specifici passaggi del testo normativo. Nel maggio 2009, però, una sentenza della Corte Costituzionale è intervenuta su una delle prescrizioni basilari della legge, lasciando un vuoto normativo che potrebbe impattare non poco sulle tasche di quanti vogliano fare ricorso alla fecondazione assistita. Per risolvere questa situazione nella maniera meno dispendiosa per i cittadini, a quanto pare, sta lavorando una commissione del ministero della Salute.