Una tassa che serva a prevenire e a curare meglio. Il Congresso europeo Esmo (European society for medical oncology) che ha riunito dall’8 al 12 ottobre a Milano gli oncologi del Vecchio Continente si è chiuso su questa proposta, a metà tra il provocatorio e l’innovatore.
Possono più i soldi delle campagne mediatiche
La medicina sta progredendo nella sua guerra contro il cancro, ma l’incidenza di alcune patologie aumenta in tutta Europa. Gli ultimi dati disponibili a riguardo, infatti, dimostrano che se la mortalità per cancro in generale è in calo, quella per tumore al polmone tra le donne e per melanoma tra gli uomini è in crescita (rispettivamente dell’1,5% e dell’2,6% dal 1998 al 2005). Il dato è sconfortante se si considera che quest’ultime - secondo gli specialisti - sono neoplasie ipersensibili alla prevenzione.
In periodo di crisi, inevitabilmente, molto di quanto si dice a riguardo del campo del lavoro finisce per attenere alla tematica dell’occupazione. Eppure sarebbe opportuno non abbassare la guardia su altri aspetti, quali la sicurezza sul lavoro, non meno importanti delle cifre che fotografano l’avanzare della disoccupazione in Italia. Quello della lotta agli infortuni sul lavoro è un settore in cui rimane molto da fare nel nostro Paese.
Numeri spaventosi
Secondo un’indagine dell’Anmil (Associazione nazionale dei mutilati e invalidi del lavoro), nel corso del 2009 in Italia si sono verificati 790mila infortuni sul lavoro, di cui più di mille sono risultati mortali (e altre 300 persone sono rimaste affette da malattie professionali).
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Non c’è la criminalità, né l’emergenza climatica in cima alle preoccupazioni degli italiani, ma la magra situazione economica. Gli incubi degli abitanti del Belpaese sono descritti per filo e per segno in uno studio targato Censis.
La ricerca
Il Censis ha indagato tra i timori degli italiani per conto del Forum ANIA-Consumatori, la fondazione fondazione promossa dall’ANIA per rendere più sistematico il dialogo tra imprese di assicurazione e consumatori. I risultati dello studio sono stati presentati il 5 ottobre nel corso dei lavori del convegno ‘Gli scenari del welfare, tra nuovi bisogni e voglia di futuro’.
I risultati della ricerca sono chiari: la non autosufficienza e l’impossibilità di pagare le spese mediche sono indicate dagli italiani, rispettivamente nel 85,7% e nell’82,5% dei casi, come le principali preoccupazioni cui far fronte, superando per distacco la criminalità e la disoccupazione.
E’ ancora sotto collaudo per verificare il funzionamento del sistema informatico ma a breve sarà possibile per i datori di lavoro richiedere i certificati di malattia dei propri dipendenti tramite Posta Elettronica Certificata PEC. Questo significa che le aziende potranno visualizzare via web le attestazioni di malattia dei propri lavoratori sia collegandosi via web al sistema INPS http://www.inps.it, sia richiedendone all’Istituto l’invio alla propria casella di Posta elettronica certificata. La prassi è stata prevista nel Decreto del Ministero della salute del 26 febbraio 2010.
La circolare specifica nel dettaglio l’iter che ciascun datore di lavoro, pubblico o privato, deve attuare se desidera il servizio in oggetto.
Si tratta nello specifico di una semplificazione amministrativa per i datori di lavoro che denunciano ondine le malattie professionali; rispetto al passato, infatti, non sarà necessario allegare il certificato medico se non viene espressamente richiesto dall’Istituto assicuratore.
Dagli Stati Uniti arrivano brutte notizie per chi non vuole perdere il piacere di un bicchiere di buon vino ogni tanto; se le si ascolta, però, avendo a cuore il benessere generale della società, il tam-tam d’oltreoceano diventa un ritmo incoraggiante: un gruppo di studiosi ha scoperto che l’aumento della tassa su alcolici e super-alcolici potrebbe salvare ogni anno migliaia di vite.
La ricerca
In una ricerca pubblicata sull’American Journalf Public Health si rende noto che con un aumento delle tasse su vino, birra e liquori si riescono a limitare notevolmente i costi umanitari e sanitari legati all’abuso di bevande alcoliche.
La recente crisi e le sempre più impellenti esigenze di risparmio delle famiglie spingono sempre più gli italiani all’acquisto online dove il costo dei medicinali è inferiore rispetto a quello al banco. Tuttavia sebbene il Ministero della Salute italiano abbia aperto alla possibilità di acquistare farmaci online ha ribadito il proprio orientamento all’approccio consapevole evitando i pericolosi “fai da te”.
Numerose associazioni dei consumatori hanno espresso il loro apprezzamento per i consigli pubblicati dal Ministero (leggi).
Il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, Massimiliano Dona, ad esempio ha espresso il suo apprezzamento nei confronti del decalogo pubblicato sul sito del Ministero che rappresenta un altro passo sulla “giusta strada per aiutare i consumatori a compiere scelte consapevoli e responsabili, specie in un settore delicato come quello dell’assunzione di farmaci”.
In particolare secondo il vademecum:
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Sono 25 milioni e devono confrontarsi, giorno dopo giorno, con una sanità che sta diventando sempre meno attenta alle loro esigenze. I malati cronici italiani - riuniti in occasione della prima Conferenza sull’accesso alle cure nelle malattie croniche - lanciano l’allarme sulla propria situazione, avvertendo di sentirsi abbandonati da sistema sanitario nazionale.
Entrata in vigore nel 2004 a sostituzione del vecchio codice fiscale, molte tessere sanitari stanno per scadere (dura infatti sei anni dalla data di emissione) e per essere rimpiazzate da altre nuove.
La tessera sanitaria
La tessera sanitaria è una carta elettronica multiuso contenente i principali dati sanitari dei pazienti ma anche i codici per l’accesso ad altri servizi on-line.
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Sembra essere giunto al termine il balletto che - da quando la manovra Finanziari ha iniziato a essere discussa - ha interessato cifre che vogliono dire molto di più di quanto facciano solitamente i numeri, quelle riguardanti la soglia di invalidità necessaria per ottenere la pensione. Inizialmente, la propensione al rigore fiscale aveva suggerito al governo di innalzare la soglia limite d’invalidità per concedere le indennità d’accompagnamento dal 74 all’80%; nei giorni, scorsi, invece, la commissione Bilancio del Senato ha approvato un testo in cui tutto torna come era.
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Primo comandamento del buon datore di lavoro: non sottovalutare la salute dei propri dipendenti, sia perché è giusto garantire a ciascuno la possibilità di lavorare nel migliore dei modi, sia perché - egoisticamente - se ne trarrà vantaggio personale: questo è quanto sostiene l’EU-OSHA, l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro.
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