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Tasse

Nel 2011 "beccati" 7500 evasori totali

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Tasse


50 miliardi di euro di redditi non dichiarati, 8 miliardi di Iva evasa, 12 mila cittadini coinvolti, 7500 evasori totali. Sono questi alcuni dei numeri che riassumono il lavoro della Guardia di Finanza nel 2011 nella sua missione di contrasto all’evasione fiscale. Sorprende (in negativo ed insieme in positivo) il numero di soggetti scoperti che erano “completamente sconosciuti al fisco”: i 7500 contribuenti infedeli (aziende e liberi professionisti) avevano nascosto all’erario redditi per 21 miliardi di euro, una cifra impressionante pari ad una manovra finanziaria.

La Gdf ha potuto constatare il sempre florido fenomeno dell’evasione internazionale riferita a quelle società o quelle aziende che trasferiscono la propria sede all’estero fittiziamente per sottrarsi alle imposte italiane, il fenomeno vale quasi 11 miliardi di euro non dichiarati e sui quali gli evasori pagano (spesso non pagano) le tasse all’estero.

Il lavoro svolto ha portato risultati immediati e nel 2011 sono stati 900 milioni di euro sequestrati nell’ambito delle indagini. Secondo il report la Guardia di Finanza è in crescita anche la qualità degli accertamenti vista la percentuale del 96% di casi nei quali l’Agenzia delle Entrate si è limitata a riportare ai contribuenti i rilievi effettuati dai finanzieri.

Fra i 12 mila soggetti denunciati sono 2000 quelli che avevano omesso di presentare la dichiarazione dei redditi, altri 2000 quelli che avevano nascosto e distrutto volontariamente documenti contabili e 1981 i soggetti accusati di false fatturazioni. Sul fronte del lavoro nero sono stati scoperti 12.676 collaboratori in nero, 2500 di questi sono extracomunitari.

Foto | © TM News

Anche i Benzinai contro la liberalizzazione, sciopero di una settimana

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Caro energia Tasse Trasporti


Le misure per la liberalizzazione del settore della distribuzione dei carburanti non piacciono alle associazioni di categorie. Una settimana di sciopero dei benzinai, questa la risposta alle indiscrezioni sulle possibili modifiche del mercato previste dal Governo Monti. Figisc e Anisa Confcommercio sono convinte che sia in atto una manovra per distrarre gli italiani dalla vera causa dell’esplosione dei prezzi dei carburanti: tasse e accise.

Il settore carburanti dovrebbe essere coinvolto nelle liberalizzazioni con la possibilità per i gestori di rivolgersi a fornitori diversi a seconda dei prezzi slegando la singola pompa dal marchio esposto. Le liberalizzazioni sono viste come “un attacco” ai gestori che “non si può giustificare con l’obiettivo di calmierare i prezzi dei carburanti”.

I problemi sono altri, come spiega Luca Squeri di Figisc: “Da un anno a questa parte la responsabilità dell’aumento del prezzo della benzina è dovuta per l’80% all’aumento delle imposte deciso con le reiterate manovre sulle accise, mentre l’aumento della materia prima ha inciso per il 20%. I costi di distribuzione pesano sul prezzo finale circa per meno del 10% (poco piu’ del 2% lo percepisce il gestore, un importo fisso qualunque sia il prezzo del prodotto), contro una quota di imposte che vale il 60% del prezzo della benzina”.

Per carità, tutto giusto sulla carta, ma se lo sciopero venisse confermato i consumatori (già vessati dagli aumenti) si troverebbero anche ad affrontare il disagio di faticare a fare rifornimento per sette giorni. Oltre al danno la beffa.

Foto | Hop-Frog via photopin

Non solo Cortina: blitz della Guardia di Finanza a Roma

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Tasse


Non erano piaciuti a molti i controlli effettuati durante le festività natalizie da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate a Cortina. Si è parlato di operazione “strumentale”, uno “spottone” in grado di creare uno “Stato di Polizia tributaria” nel nostro paese secondo alcuni. La risposta dei finanzieri è di intensificare controlli, anche in altre zone d’Italia, per non dare l’impressione di “avercela con i ricchi”.

Nella giornata di oggi è infatti partito il “Piano Coordinato di controllo economico del territorio” con ben 405 controlli a Roma nella zona dello shopping hanno permesso di rilevare 190 violazioni per mancata o irregolare emissione di scontrini e ricevute fiscali.

In un solo pomeriggio la Guardia di Finanza ha dunque individuato un numero di violazioni pari a quelle scoperte nei primi 13 giorni dell’anno nella provincia di Roma, la dimostrazione (casomai ce ne fosse bisogno) che il fenomeno della mancata emissione dello scontrino è sempre diffusissimo. Basterà a spaventare gli evasori? L’impressione è che qualsiasi tipo di controllo andrebbe sistematizzato, il fatto che una giornata di controlli intensi diventi “una notizia” testimonia come i commercianti che evadono il fisco possano ben sperare di farla franca non appena si spengono i riflettori della stampa.

L'IVA non aumenta (almeno in Spagna)

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Leggi Tasse


La Spagna, così come l’Italia, sta subendo il pesante contraccolpo della crisi economica e finanziaria. La disoccupazione vola, il deficit pubblico è sempre più preoccupante e i timori per il debito sovrano della nazione iberica scuotono i mercati proprio come sta succedendo nel caso del nostro paese. La conseguenza politica della crisi è stato il cambio di colore politico del governo. Zapatero si è fatto da parte, al suo posto è stato eletto il leader del Partito Popolare di Rajoy che ora è chiamato ad approvare misure che risistemino i conti pubblici e diano un nuovo impulso all’economia.

La manovra economica è in fase di approvazione, 6 miliardi di nuove tasse e 9 miliardi di euro di tagli. Nulla in confronto a quanto si è reso necessario in Italia nel 2011, ma poco ci manca. C’è una grossa differenza fra le scelte dei governi Berlusconi e Monti e quella di Rajoy. Il primo ministro spagnolo ha rassicurato i suoi cittadini: l’IVA, l’imposta sul valore aggiunto, non aumenterà.

Le aliquote spagnole, similarmente a quelle italiane sono 3, la più alta è ferma al 18% mentre le due aliquote ridotte ammontano all’8% e il 4%. In Italia siamo già al 21% dopo l’aumento deciso dal Governo Berlusconi e rischiamo di subire un’ulteriore mazzata dai recenti provvedimenti dell’esecutivo guidato da Mario Monti. In assenza di modifiche il 1 ottobre 2012 l’IVA potrebbe salire dal 21% al 23% e anche l’aliquota ridotta del 10%, che fino ad ora non era stata toccata, potrebbe arrivare al 12%. Senza dimenticare che calendarizzato c’è addirittura un altro +0,5% per il 1 gennaio 2014. Anche Fabio Fazio, durante una recente intervista, ha chiesto a Monti se questi aumenti ci saranno. Il premier ha evitato di rispondere alla domanda diretta finendo per alimentare il timore che il fatidico 23% per l’IVA sia praticamente inevitabile. Beati gli spagnoli.

Controlli anti-evasione a Cortina, continuano le polemiche

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Tasse


L’Agenzia delle Entrate organizza un controllo a campione nella prestigiosa località turistica di Cortina d’Ampezzo durante le festività natalizie. Appena 35 attività commerciali sulle 1000 della cittadina veneta vengono scandagliate con risultati sorprendenti: gli incassi volano fino al +300% in più rispetto allo stesso giorno dell’anno prima con un +110% rispetto alla giornata precedente.

Bar, Ristoranti, negozi che vendono beni di lusso vedono improvvisamente un’impennata delle loro entrate proprio in coincidenza della visita della Guardia di Finanza. Evidente, evidentissimo, che queste attività avevano l’abitudine di occultare i propri guadagni al Fisco. Certo l’operazione ha avuto un’eco notevole sulla stampa, ma incredibilmente da 10 giorni non sono gli evasori fiscali ad essere al centro delle polemiche, bensì la stessa Agenzia delle Entrate che ha disposto questi controlli.

Ancora oggi il Governatore del Piemonte Roberto Cota ha detto, testuali parole: “Questa azione non è stata un’azione di contrasto all’evasione fiscale ma un’operazione di immagine che ha portato conseguenze negative“. Le conseguenze negative del fatto che nella stessa giornata dell’anno precedente migliaia di euro di incassi erano stati nascosti agli occhi dell’erario sono in secondo piano rispetto all’enormità del misterioso “danno d’immagine” provocato dalle ispezioni a sorpresa.

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900 milioni di euro di rimborsi Irpef per Natale

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Leggi Tasse


900 milioni di euro, a tanto ammontano i rimborsi erogati dall’Agenzia delle Entrate a fine dicembre per i contribuenti. Le somme si riferiscono anche alle legittime richieste formulate dai cittadini per le dichiarazioni dei redditi del 2010, per la normale prassi della nostra burocrazia si tratta di tempi record. Sono più di un milione quei contribuenti raggiunti da un avviso per una volta lieto e che si sono ritrovati un piccolo extra budget rispetto alle attese.

In un anno nerissimo, con altri 12 mesi di sofferenze con aumenti continui dei prezzi (specialmente quelli dei carburanti), sono denari che possono fare la differenza. Oltre ai rimborsi Irpef sono arrivate anche le restituzioni del canone Rai per gli over 75 che sono divenuti esenti dal pagamento della tassa sul possesso del televisore che dal 2012 è arrivata a quota 112 euro annui.

Questa ondata di rimborsi è notevole se si guarda a quanto successo negli 11 mesi precedenti. Complessivamente nel 2011 sono aumentate del 60% le persone coinvolte dai rimborsi rispetto al 2010. Negli scorsi 12 mesi l’importo totale rimborsato ha raggiunto gli 8,7 miliardi di euro coinvolgendo ben 2 milioni di persone.

Imu spietata: niente sconto per case concesse in uso gratuito

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Leggi Tasse ICI


La nuova IMU, l’imposta municipale unica sugli immobili, non prevederà agevolazioni precedentemente previste per la vecchia ICI. La brutta notizia riguarda quei proprietari di case che concedono in uso gratuito appartamenti a parenti e che fino ad oggi si vedevano riconosciuta una riduzione dell’importo dell’imposta.

L’agevolazione prevista per l’ICI non sarà più presente con l’IMU e tutte le case concesse in uso gratuito saranno considerate a tutti gli effetti seconde case (con aliquote molto più alte) e non più abitazioni principali. A seconda della metratura e della categoria catastale la modifica di questo codicillo può comportare maggiori esborsi davvero importanti. Un 50 mq in una grande città italiana può passare da un imposta di poche decine di euro ad una cifra vicina ai 500 euro.

Non si potrà beneficiare di alcuna detrazione per questo tipo di immobili e finiscono nella morsa anche alcuni immobili statali come le case popolare dello Iacp mentre quelle delle cooperative a proprietà indivisa saranno considerate prima casa, ma non godranno di aliquote agevolate. Rimangono ancora alcune categorie assimilate alle prime case come nella precedente normativa: ad esempio è ancora considerata prima casa l’immobile non in affitto posseduto da anziani residenti in istituto di ricovero, ma anche l’ex casa coniugale, assegnata al coniuge separato o divorziato, purché l’ex coniuge non sia proprietario di altri immobili nel comune.

Il Canone Rai salirà a 112 euro per il 2012

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Tempo libero Tasse


Il provvedimento deve ancora essere perfezionato tecnicamente, ma è semplicemente inevitabile. Il Canone Rai per il 2012 subirà un aumento di 1,5 euro e diventerà pari a 112 euro annui. Non ci saranno sorprese, d’altra parte il Testo Unico sulla Televisione ha legato la tassa sul possesso degli apparecchi radiotelevisivi all’inflazione e l’adeguamento è automatico da qualche anno. L’aumento di 1,5 è un appuntamento fisso per i contribuenti, un elemento che non può che dare ulteriore fastidio a quanti (per usare un eufemismo) non amano dover pagare l’abbonamento alla televisione pubblica.

C’è poco da stracciarsi le vesti, legare l’importo del canone Rai all’inflazione determinerà sempre una crescita, anno per anno, senza che il governo in carica debba fare altro che emanare un provvedimento puramente tecnico che renda operativo il nuovo importo, in questo caso di 112 euro. La scadenza per il pagamento senza sovrattassa del canone è fissata, come di consueto, per il 31 gennaio prossimo. Rimane la possibilità di rateizzare l’importo in due tranche semestrali da 57,16 euro mentre quelle trimestrali sono pari a 29,76 euro.

Riforma del Catasto sì, ma non aumenteranno le imposte

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Casa Leggi Tasse


Il governo Monti è pronto a mettere mano alla riforma del catasto, ma i contribuenti stavolta non devono temere. In un documento stilato dal ministero dell’Economia vengono fissati i principi cardine di una riforma che dovrebbe servire a rendere il registro pubblico più veritiero rispetto ai reali valori di mercato degli appartamenti e dei palazzi. Non ci sarà più la misurazione per “vani”, troppo generica, bensì quella per “metri quadri” già utilizzata dai proprietari per calcolare il valore di un immobile al momento di una vendita o dell’affitto dello stesso.

Sono cinque i punti della riforma allo studio:

1) La costituzione di un sistema catastale che contempli assieme alla rendita (ovvero il reddito medio al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene), il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione;
2) la rideterminazione della classificazione dei beni immobiliari;
3) il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari, attraverso un sistema di funzioni statistiche che correlino il valore del bene o il reddito dello stesso alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie;
4) il superamento, per abitazioni e uffici, del «vano» come unità di misura della consistenza a fini fiscali, sostituendolo con la «superficie» espressa in metri quadrati;
5) la riqualificazione dei metodi di stima diretta per gli «immobili speciali».

Con la nuova misurazione si otterrà il risultato di eliminare “sperequazioni” oggi esistenti soprattutto nei grandi centri fra centro e periferia, il valore di un immobile verrà influenzato dalla sua posizione piuttosto che dalla sua vetustà, esattamente come accade nel mercato immobiliare. La garanzia è che le aliquote Imu saranno ridotte in proporzione alla variazione catastale, magari modificando ad hoc il coefficiente di rivalutazione introdotto dalla manovra “Salva Italia”. Proprio per via del calcolo complicato e da realizzare “su misura” questa riforma del catasto sarà messa in cantiere e realizzata entro la fine della legislatura dopo un lungo lavoro da parte dei tecnici.

Gettito fiscale dai petroli: record nel 2011

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Tasse


Accise, aumento dell’Iva e crescita dei prezzi. Questi tre elementi hanno portato ad una crescita rilevantissima del gettito fiscale dal settore petrolifero nel 2011. Secondo l’Unione Petrolifera italiana negli ultimi 12 mesi sono stati 37,3 i miliardi euro versati allo Stato con le varie forme di prelievo fiscale. La cifra è tornata ai livelli record fatti registrare nel 2008 quando era stato il prezzo del greggio a far esplodere i prezzi con l’effetto di aumentare il gettito da Iva.

Quello che può dare l’idea del salasso che ha colpito i consumatori finali è un altro dato, da associare al primo. Rispetto al 2008 il consumo di carburanti è sceso del 10%: nonostante questo lo Stato ha incassato la stessa cifra di quell’anno nel totale.

Il peso del fisco sul prezzo del carburante è ormai arrivato al 59% del totale, per ogni euro di benzina 59 centesimi sono imputabili a tasse di vario genere. I 37,3 miliardi di euro rappresentano un +6,3% rispetto al 2010 con l’Iva che ha contribuito con 13,25 miliardi di euro (+12,8%) e le accise con 24 miliardi (+3%). Il carburante che rende più allo Stato è il diesel, in grado di generare 14,72 miliardi di accise e 8 di Iva mentre la benzina verde si è fermata a 7,43 miliardi con le accise e 3,34 di Iva.