La tendenza ha ormai un’origine lontana e non stupisce più: gli acquisti di musica, in Italia, passano sempre meno attraverso i negozi. In un contesto di generale difficoltà dell’industria discografica, che vede complessivamente ridursi il proprio fatturato, gli italiani abbandonano i dischi e, per la musica, si rivolgono sempre più frequentemente a internet.
La crisi c’è, e si avverte, ma gli italiani rinunciano difficilmente a un pasto fuori casa (talvolta necessario, come nel caso di molti lavoratori). Le statistiche sulle abitudini alimentari degli italiani rese note dalla FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) parlano di una contrazione dei consumi alimentari extradomestici, ma non del crollo che ci si attendeva.
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Si stringono i cordoni della borsa e si viaggia di meno. La crisi economica pesa sulle vacanze degli italiani, che nel 2009, dovendo fare economia, hanno scelto di rinunciare a qualche viaggio, soprattutto se brevie e nel Mezzogiorno. È quanto emerge dai dati Istat sull’andamento del settore turistico nostrano registrato nel 2009.
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Il satellite torna sulla Terra. Per la prima volta dalla sua comparsa, la televisione satellitare, in Italia, vede diminuire i propri abbonati, registrando una perdita di 30 milioni di dollari rispetto all’utile di dieci milioni conseguito nell’ultimo trimestre del 2008. I dati – resi noti con il secondo trimestre dell’anno fiscale 2009-2010 di News Corp, la compagnia di Rupert Murdoch che controlla Sky – si riferiscono quindi solo all’ultimo trimestre dello scorso anno.
A partire dal 20 gennaio le famiglie italiane a basso reddito possono iniziare a prenotare i buoni vacanze. Si tratta di buoni del valore compreso tra i 500 ed i 1.230 euro per famiglia che variano a seconda della composizione del nucleo e al reddito complessivo. I buoni che saranno validi fino al 30 giugno 2010 offrono un contributo statale che copre una percentuale compresa fra il 20 e il 45 per cento della spesa sostenuta per un soggiorno.
L’Adoc Puglia ha raccomandato di verificare anticipatamente e personalmente, con la struttura scelta, il prezzo finale del servizio che potrebbe subire variazioni in periodi particolari dell’anno. Secondo l’Associazione, inoltre, l’iniziativa sconta due limiti: uno per la striminzita stagionalità e l’altro sulla procedura di accredito.
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Se ne è parlato nelle scorse settimane (anche in questo blog): in un 2009 di crisi, gli italiani hanno aumentato le spese per giochi e concorsi a premio. L’economia va giù… e i giochi crescono! Il meccanismo – se ci si pensa bene – non stupisce (di fronte alle difficoltà, a volte è più facile cercare riparo nella fortuna), ma allarma… almeno a detta di Paola Vinciguerra, presidente dell’Eurodap, Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico.
In fatto di risparmio, l’ultima arriva dall’Inghilterra che anche di fronte ad un divorzio ha pensato bene di guadagnarci! Di cosa si tratta?
La protagonista in questione è una nota marca di grandi magazzini, la Debenhams, che ha pensato bene di proporre una “lista divorzio” per coloro che stanno per separarsi e quindi alleggerire il problema della spese.
Farà girare l’economia la nuova iniziativa del Ministero del turismo? L’idea è quella di stanziare 5 milioni a sostegno delle vacanze delle famiglie meno abbienti, tramite buoni utilizzabili nel periodo gennaio-giugno.
Il giro d’affari, secondo le stime, dovrebbe ammontare ad oltre 170 milioni di euro, per un indotto complessivo di circa il triplo!
Lo stanziamento previsto dal Ministero dovrebbe coprire circa il 45% della spesa prevista per le vacanze di coloro che sono da considerare economicamente in difficoltà.
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Dovrà scendere dal 18 al 12% il tetto agli spot televisivi sulle TV a pagamento. La riduzione progressiva per il limite di affollamento orario della pubblicità per la Pay tv sarebbe prevista nell’arco di tre anni.
Questo quanto deliberato durante la seduta del consiglio dei ministri di ieri per lo schema di decreto destinato a recepire la nuova direttiva europea in materia di tv e servizi audiovisivi.
Il tetto agli spot dovrebbe scendere al 16% nel 2010, al 14% nel 2011, per toccare poi il 12% nel 2012. Sempre a quanto si apprende, nel provvedimento non sarebbero previste sostanziali novità per le norme relative alle quote di investimento e trasmissione di film e fiction.
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Brutta sorpresa sotto l’albero per gli amanti delle cime innevate. Ad attendere sulle piste gli sciatori oltre a poca neve, una valanga di rincari. Stando alle recenti rilevazioni di Altroconsumo infatti quest’anno ci si possono aspettare aumenti nell’ordine del 3% sull’attrezzatura da montagna e sul costo degli accessi agli impianti, ben oltre l’aumento dell’inflazione insomma!
L’associazione consumatori avrebbe infatti appena realizzato un’indagine approfondita su trenta località sciistiche tra le più affollate in questo periodo nel nostro Paese. Stando alle rilevazioni per poter accedere alle piste si spenderebbero in media 35 euro per un giornaliero, 160 euro quello valido cinque giorni..
Medie a parte per un giornaliero si arriverebbero a pagare, in alcuni casi, anche 40 euro, con un incremento di prezzo dell’8% rispetto allo scorso anno. A conclusione dell’indagine Altroconsumo ha constatato come pagare fino a 40 euro per uno skipass giornaliero non sia di certo conveniente se si considera che poi occorre “mettere sopra” per trascorrere il giorno di vacanza anche tante altre spese obbligate che spaziano dal pranzo al parcheggio e passando per il noleggio di materiali e le spese per coprire il viaggio.