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Trasporti

Automobili: GPL e Metano sempre più diffuse

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Risparmiare Trasporti Auto


I prezzi della benzina sono alle stelle, ma lo è soprattutto quello del diesel considerando l’andamento storico. Ormai non è più un’espressione retorica dire che i due carburanti “costano uguale”. Questo elemento induce a considerare sempre di più l’alternativa del GPL e del metano. I due carburanti “alternativi” sono sempre più diffusi e offrono diversi vantaggi. Il primo è di carattere “ambientale”, le auto a gas non sono sottoposte alle restrizioni del traffico e possono circolare in ogni caso, il secondo è (come ovvio) di carattere economico.

Non bisogna ascoltare quanti parlano di “risparmio del 50%-60%” rispetto alla “verde”, almeno quando si tratta del GPL: un buon 40% è un dato più credibile e veritiero. Se è vero che il GPL costa ormai un euro in meno al litro rispetto alla benzina ha comunque un rendimento inferiore del 15-20%. Le auto diesel poi hanno consumi, soprattutto quelle più moderne, molto più bassi delle auto a benzina/gas, ma l’aumento dei prezzi recente permette di calcolare un risparmio del 30% usando il gas rispetto alla vecchia nafta.

In questi tempi di crisi si tratta di cifre importanti, soprattutto sul lungo periodo. La prova che gli italiani cominciano a pensarla nello stesso modo sono i dati forniti da Euromobility sulla diffusione delle automobili a GPL e a Metano nelle principali città e province italiane. I numeri sono quelli del 2010, ma nel confronto con il 2009 fanno evidenziare un +19,7% di auto a GPL circolanti e un +7,8% per quelle a metano. La media nelle 50 città monitorate è passata dal 6,06% del 2009 al 7,04% del 2010, ma nelle province di Ravenna, Ferrara e Bologna le auto a gas raggiungono il 18% del totale degli autoveicoli circolanti, una diffusione che comincia a divenire sempre più rilevante.

Foto | © TM News

Liberalizzazioni Benzinai: il governo fa retromarcia, sciopero scongiurato?

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Caro energia Trasporti Auto


Il pacchetto liberalizzazioni del Governo Monti è ancora in preparazione ma, seguendo in parte l’esempio dei tassisti, due associazioni di categoria hanno minacciato ieri uno sciopero di sette giorni per protestare contro i provvedimenti paventati. Bene, il risultato sembra essere stato raggiunto a tempo di record: buona parte degli elementi più critici sul tema della distribuzione dei carburanti è stato stralciato dal decreto. Il vincolo di esclusività che obbliga il singolo gestore a comprare il carburante da un solo fornitore e la possibilità di vendita del 30% degli impianti detenuti da parte delle compagnie non verranno inseriti nel decreto.

Lo spiega, con rammarico, il presidente della Faib Confesercenti (favorevole alle liberalizzazioni): “È evidente che sono in corso contromanovre per depotenziare la riforma carburanti come il governo l’aveva pensata, stando almeno alle indiscrezioni uscite sulla stampa”. Secondo Pergamo “la pressione delle lobby in azione sta cercando di cancellare anche questa remota possibilità di apertura del mercato si conferma un mercato governato da 5 o 6 grandi compagnie: basti dire che 2 compagnie da sole sfiorano il 50% e tre compagnie il 70% del totale, non a caso sono compagnie verticalmente integrate, cioè estraggono, raffinano, stoccano, distribuiscono e vendono”.

La Faib Confesercenti ritiene che siano le compagnie a determinare (oltre alle altissime accise) la mancanza di concorrenza che tiene alto il prezzo del carburante in Italia, sono loro che “decidono cosa costa ad ogni stadio, alla faccia dei dati internazionali: il prezzo industriale è sempre stato il più alto d’Europa prima e dopo la manovra del governo che ha inasprito le accise”. Chi vincerà questa partita?

Anche i Benzinai contro la liberalizzazione, sciopero di una settimana

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Caro energia Tasse Trasporti


Le misure per la liberalizzazione del settore della distribuzione dei carburanti non piacciono alle associazioni di categorie. Una settimana di sciopero dei benzinai, questa la risposta alle indiscrezioni sulle possibili modifiche del mercato previste dal Governo Monti. Figisc e Anisa Confcommercio sono convinte che sia in atto una manovra per distrarre gli italiani dalla vera causa dell’esplosione dei prezzi dei carburanti: tasse e accise.

Il settore carburanti dovrebbe essere coinvolto nelle liberalizzazioni con la possibilità per i gestori di rivolgersi a fornitori diversi a seconda dei prezzi slegando la singola pompa dal marchio esposto. Le liberalizzazioni sono viste come “un attacco” ai gestori che “non si può giustificare con l’obiettivo di calmierare i prezzi dei carburanti”.

I problemi sono altri, come spiega Luca Squeri di Figisc: “Da un anno a questa parte la responsabilità dell’aumento del prezzo della benzina è dovuta per l’80% all’aumento delle imposte deciso con le reiterate manovre sulle accise, mentre l’aumento della materia prima ha inciso per il 20%. I costi di distribuzione pesano sul prezzo finale circa per meno del 10% (poco piu’ del 2% lo percepisce il gestore, un importo fisso qualunque sia il prezzo del prodotto), contro una quota di imposte che vale il 60% del prezzo della benzina”.

Per carità, tutto giusto sulla carta, ma se lo sciopero venisse confermato i consumatori (già vessati dagli aumenti) si troverebbero anche ad affrontare il disagio di faticare a fare rifornimento per sette giorni. Oltre al danno la beffa.

Foto | Hop-Frog via photopin

Liberalizzazioni: Taxi in sciopero il 23 Gennaio

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Trasporti Concorrenza


Il prossimo 23 gennaio sarà impossibile prendere un taxi, più di quanto non lo sia oggi fra i prezzi elevati e la scarsità di vetture nei momenti di maggiore affluenza della clientela. Le associazioni di categoria hanno proclamato lo sciopero per quella data e minacciano di dare vita a proteste dure ed intransigenti nella stessa modalità vista 5 anni fa quando l’allora Ministro Bersani provò ad approvare norme che andavano nella stessa direzione di quelle proposte dal Governo Monti.

I tassisti non vogliono l’aumento delle licenze, non lo vogliono nemmeno di fronte ad un indennizzo economico per gli attuali possessori delle licenze che potrebbe arrivare attraverso la concessione gratuita di una seconda licenza. Anche se la portata delle future liberalizzazioni sul tema non è ancora chiara (mancano ancora le proposte del Ministro Passera nero su bianco) i conducenti delle auto bianche hanno deciso di mandare un messaggio chiaro: nessun aumento di vetture sarà consentito.

L’Autorità di Garanzia ha già fatto sapere che “un blocco totale sarebbe illegittimo” ed anche la reazione delle associazioni dei consumatori è immediata, per quanto inevitabilmente meno concreta. Il Codacons minaccia di portare in Tribunale i tassisti.

La protesta è del tutto infondata. La liberalizzazione nel settore dei taxi è un provvedimento atteso da decenni, che può realmente portare benefici non solo agli utenti, ma anche agli stessi tassisti, vista la possibilità di licenze compensative assegnate peraltro gratuitamente. In caso di blocchi stradali e danni agli utenti in occasione dello sciopero del 23, non esiteremo a presentare una raffica di denunce in Procura, così come avvenuto nel 2007, quando un elevato numero di taxi bloccò per ore e ore la circolazione stradale a Roma, impedendo il passaggio di auto e mezzi pubblici.

La “guerra delle licenze” è aperta, i feriti (c’è da scommetterci) si conteranno solo fra i comuni cittadini.

Il vero lusso sono le sigarette: in arrivo altri aumenti

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Leggi Tasse Trasporti Auto


Aggiornamento: Altro fraintendimento, ad aumentare non saranno le sigarette, ma soltanto i tabacchi trinciati (il “drum”).

La tassa “sul lusso” prevista dalla manovra correttiva del governo Monti viene ridotta. Le ultime modifiche apportate dall’esecutivo alla legge di stabilità prevedono un minore impatto delle imposte su auto di lusso e barche. L’emendamento è stato approvato oggi dalla commissione Bilancio e Finanze della Camera e prevede una riduzione progressiva dell’addizionale erariale della tassa automobilistica (il bollo) al 60%, al 30% e al 15% dopo, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni, rispetto a quanto inizialmente previsto.

Per effetto della stessa modifica la tassa non sarà più dovuto nel 2032 (sì, fa un po’ ridere, ma è proprio così). Per quello che riguarda le barche la riduzione è del del 15%, del 30% e del 45% decorsi, rispettivamente, 5, 10 e 15 anni. Come ribadito più volte i saldi complessivi della manovra sono intangibili per garantire la riduzione del deficit pubblico, così per compensare a questo piccolo regalo per i possessori di auto potenti e yacht il governo ha previsto l’aumento delle accise sul tabacco.

La “clausola di copertura”, come viene tecnicamente definita, prevede l’Ente Nazionale Tabacchi adegui le imposte sulle sigarette (e sui tabacchi in generale) per sopperire al mancato gettito derivante dai beni di lusso. Non è ancora chiaro a quanti centesimi corrisponderà quest’ultimo aumento, ma sui tempi pare non ci siano dubbi: prima della fine di questo 2011.

Prezzi RC Auto impazziti: Lo scandalo del +98% in 10 anni

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Assicurazioni Trasporti


La tariffe delle RC auto e dell’RC moto sono ogni anno più alte. Lo certifica l’Isvap durante un’audizione al Senato parlando di una crescita dei prezzi nell’ultimo anno che arriva al 27% in più per le automobili e al 45% in più per le moto. Si tratta di aumenti da capogiro che confermano come (in un contesto nel quale la politica è impotente, complice o entrambe le cose) il nostro paese sia, confrontando i dati con quelli dei principali stati europei, quello dove assicurare un veicolo è più caro.

Un primato conquistato a suon di cifre folli (è facile arrivare a pagare fra i 900 e i 1000 euro annui, e non si tratta di casi limite) mentre in Europa si viaggia su cifre decisamente più ragionevoli. Qualche esempio? In Germania si spendono mediamente 222 euro all’anno, in Spagna 229 e in Francia 172. Una sproporzione rispetto all’Italia che non può essere giustificata con le cifre che le assicurazioni devono rifondere ai loro clienti a causa di sinistri.

Il totale fallimento della deregolamentazione del settore assicurativo è sotto gli occhi di tutti tenendo conto che, come sottolinea il Codacons, “le tariffe dell Rc auto sono saliti del 195% dal 1994 oggi“. Se restringiamo il campo agli ultimi 10 anni l’aumento è stato del 98%, una crescita che è arrivata proprio mentre il tasso di incidentalità calava del 22%. Lo sottolinea Federconsumatori:

Finalmente anche l’Isvap si e’ dotata della strumentazione conoscitiva dell’O.N.F., ed ora è finalmente in grado di rilevare gli scandalosi aumenti delle polizze rc auto. Aumenti che, lo ribadiamo da tempo, sono del tutto ingiustificati: basti pensare che dal 2001 ad oggi i costi per assicurare la propria vettura sono aumentati di ben il 98%, mentre, nello stesso periodo, e’ diminuita del 22% l’incidentalità.

Il Governo Monti metterà mano al settore assicurativo garantendo una “vera” liberalizzazione dopo che il mercato ha dimostrato di non sapere offrire altro che tariffe sempre più proibitive ai cittadini?

Sciopero Benzinai: nel maxiemendamento il bonus fiscale richiesto

pubblicato da Mario Marcello Forte in: Leggi Trasporti


La prima giornata di sciopero dei benzinai si è conclusa. Fallita, almeno in parte, la trattativa in extremis condotta dal sottosegretario Saglia la serrata ha avuto il suo via con due sigle sindacali determinate ad andare fino in fondo Faib e Fegica. I rappresentanti delle due associazioni hanno manifestato a Roma per:

denunciare l’impotenza e l’insipienza di un Governo che dopo mesi di silenziosa inconcludenza voleva ricattare la categoria all’ultimo momento con una proposta capestro di nuovo protocollo d’intesa, basata ancora una volta soltanto sulle promesse e senza nessuna garanzia. Nessun nuovo patto con chi ha preso, per oltre tre anni, per i fondelli i Gestori

In realtà le proposte del Governo, pur essendo tutte “su carta” a mezzogiorno di ieri, sono divenute realtà nel maxiemendamento alla legge di stabilità presentato stasera al Senato in queste ore convulse che stanno segnando la fine dell’era Berlusconi mentre una violentissima bufera finanziaria che sta travolgendo il nostro paese. Negli articoli dell’emendamento sono infatti contenuti gli aumenti del prezzo della benzina che consentiranno di rendere “organico e definitivo” il bonus fiscale in vigore da 17 anni in favore dei gestori.

La battaglia dei benzinai pare dunque vinta, il bonus è garantito, l’aumento si scarica ancora una volta sui consumatori. Ora avranno il buon senso di fermare lo sciopero (sul quale ci sono stime completamente diverse che vanno dall’80% di adesione al 15% a seconda delle fonti) tenendo conto che l’emendamento sarà approvato, per ragioni differenti da questa vertenza, al massimo entro lunedì sia dalla Camera che dal Senato?

Ferrovie: sciopero nazionale il 21 ottobre

pubblicato da Roberto in: Caro energia Ambiente Trasporti Consumatori

Ferrovie: sciopero nazionale il 21 ottobre
Sciopero nazionale e treni fermi il prossimo 21 ottobre. “Protesteremo contro l’incapacità gestionale del management FS, che deve fare chiarezza una volta per tutte sul futuro del trasporto ferroviario in Italia. Non si può più continuare a gettare fumo negli occhi, è ora di dare risposte concrete“. È quanto affermano i sindacati che hanno indetto lo stop.

Si legge in una nota: “Le Segreterie Nazionali FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, UGLTRASPORTI e FAST FERROVIE, non avendo avuto risposte di merito dal Gruppo FS nonostante due diverse attivazioni di procedure di raffreddamento (24 giugno e 12 settembre 2011) e una richiesta di censura inviata alla Commissione di Garanzia il 5 luglio scorso proclamano uno Sciopero Nazionale di 8 ore dalle 9.01 alle 17.00 del giorno 21 ottobre 2011 di tutto il personale del Gruppo Ferrovie dello Stato S.p.A“.

Via Ansa.

La città piu' conveniente? Verona

pubblicato da Roberto in: Risparmiare Trasporti Consumatori Prezzi

La città piu' conveniente? Verona
Verona è la città più conveniente d’Italia. Ogni famiglia spende in media 6.300 euro all’anno per fare la spesa, ma dove esiste la concorrenza tra punti vendita si risparmiano in media 700 euro.

La competizione tra insegne è eclatante ad Alessandria: scegliendo gli stessi prodotti al prezzo più competitivo è possibile ritrovarsi 1.310 euro nel portafogli. Bene anche Firenze, Pesaro, Modena, La Spezia, Arezzo e Milano, tutte con possibilita’ di risparmio oltre i 1.000 euro all’anno.

Ristagna invece Aosta, che chiude la classifica a 164 euro. Il consueto appuntamento annuale con l’indagine su supermercati, ipermercati e hard discount di Altroconsumo ha fotografato le dinamiche concorrenziali in 61 citta’, registrando 887.000 prezzi di 108 categorie merceologiche in 949 punti vendita. Numeri che disegnano la mappa dell’offerta agli italiani per la spesa in un anno di alimentari, freschi e confezionati, prodotti per l’igiene personale e per la casa. La novita’ e’ che quasi nessuna insegna offre piu’ gli stessi prezzi su tutto il territorio nazionale.

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Legambiente, a rischio i treni dei pendolari

pubblicato da Roberto in: Leggi Trasporti Prezzi Risparmio

Legambiente, a rischio i treni dei pendolari, a causa della manovra di ferragosto
Le manovre degli ultimi due anni hanno tagliato il 75% delle risorse al trasporto ferroviario regionale. Di questo passo, è a rischio l’intero trasporto locale e in particolare i treni pendolari, che saranno pesantemente danneggiati dalla manovra del Governo e dai tagli a regioni e enti locali. Nel 2012, il totale dei tagli ammonterà a oltre 1 miliardi 300 milioni di euro.

A puntare l’attenzione sulle conseguenze che i recenti provvedimenti avranno sul servizio ferroviario è Legambiente, che ripercorre i tagli regione per regione e chiede, in alternativa, di introdurre un’accisa di 3 centesimi a litro di carburante per coprire i tagli, da recuperare a spese di petrolieri e distributori di benzina.

I tagli nei trasferimenti alle regioni e agli enti locali, spiega Legambiente, nel 2012 saranno pari a 4,2 miliardi, continueranno nel 2013 e si ripercuoteranno su settori quali trasporti, difesa del suolo e edilizia, politiche di sviluppo.

Con la manovra dello scorso anno (Legge 122/2010), gli stanziamenti erano già stati diminuiti per gli anni 2011 e 2012 fino ad ottenere un finanziamento di 977 milioni di euro, di cui 425 milioni ottenuti solo dopo le proteste dei governatori ma in realtà mai trasferiti alle Regioni“. E altre sforbiciate ci saranno quest’anno. A livello regionale si parla di tagli per oltre 179 milioni di euro per il trasporto ferroviario del Piemonte, di 186 milioni di euro per la Lombardia, di 158 milioni di euro per la Toscana, di 157 milioni di euro per il Lazio, di 134 milioni di euro per la Campania, di 96 milioni di euro per il Veneto.

Via Legambiente.