Gentili lettori,
Da oggi è attivo un account di posta elettronica dedicato alle correzioni dei post su tutto il network Blogo. Interagire con gli utenti per noi è molto importante e siamo consapevoli che le vostre segnalazioni ci aiuteranno a migliorare la qualità dei blog: riconosciamo di esser preda di sviste e svarioni spesso imperdonabili.
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Grazie di seguire insieme a noi l’attualità quotidiana, buona lettura e buon commento da tutto lo staff!

Seduta pessima per Piazza Affari: la perdita del 6,13% dell’indice Ftse All Share equivale a 22 miliardi di euro bruciati in una giornata.
Piazza Affari non registrava perdite così pesanti dall’ottobre del 2008, nel pieno della crisi dei mutui subprime. Nella cronistoria delle peggior performance registrate, a partire dal 1997, dal principale indice della Borsa di Milano, sono soltanto tre i risultati peggiori: il 10 ottobre di tre anni fa (-7,14%); l’11 settembre 2001 (-7,57%), giorno degli attentati alle Torri gemelle e al Pentagono, e il 6 ottobre 2008 (-8,24%).
Nel 2011, il record negativo finora era stato il 10 agosto, quando il Ftse MIb aveva chiuso a -6,65%.
L’annuncio choc del premier greco, George Papandreou, di indire un referendum sugli aiuti internazionali alla Grecia, affonda i listini europei. Anche Wall Street perde oltre il 2%. Piazza Affari risente dell’impennata record degli spread e del timore che un default greco possa trasformare l’Italia nella prima vittima del contagio. Precipitano anche Parigi che cede il 5,38% a 3.068,33%, Francoforte che arretra del 5% a 5.834,51 punti e Londra che perde il 2,21% a 5.421,57 punti. Atene affonda dell’8,14%, Madrid del 4,64% e Lisbona del 3,68%. Crollano i bancari, specie in Francia e in Italia, con Intesa a -15,8%, SocGen -17% e Bnp Paribas -13,2%.
Via Repubblica.
Il nostro editore Populis, fresco del premio Deloitte Technology Fast 50, ha annunciato la pubblicazione della nuova pagina di Blogo.it. La nostra homepage diventa la vetrina per leggere il meglio di Blogo e Blogosfere, e per rimanere sempre aggiornati sulle ultime top news del momento. Diviso in sette canali tematici, Blogo.it aggrega due storici blog network italiani per occupare una posizione importante nel panorama dell’informazione online nostrana - ecco cosa dice Milano Finanza:
Il nuovo Blogo diventa il terzo polo di informazione online nel nostro Paese, dopo repubblica.it e corriere.it, e la prima e autorevole fonte di informazione partecipata e indipendente nello scenario Web italiano (Audiweb View, Agosto 2011).
Come sempre ringraziamo voi lettori fedeli per questo risultato: contiamo di investire nel 2012 per migliorare sempre la qualità della nostra offerta. Siamo sempre contenti di ascoltare la vostra voce, anche quando ci sono critiche motivate e civili. Scriveteci alla mail feedback@blogo.it: ringraziamo fin da ora chi ci contatterà, terremo in considerazione tutti gli spunti e proveremo a rispondere per quanto possibile nelle prossime settimane.
Via libera alla riliquidazione delle rendite per infortuni sul lavoro e malattie professionali, quatto decreti, infatti, aggiornano le retribuzioni di riferimento. I nuovi valori adeguano all’1,55 della variazione Istat le prestazioni decorrenti dal 1° luglio 2011.
Con effetto dall’anno 2000, le rendite Inail hanno un doppio sistema di rivalutazione. Il primo stabilisce che, a decorrere dal 1° luglio di ogni anno, la retribuzione di riferimento per la liquidazione delle rendite a mutilati ed invalidi del lavoro sia rivalutata in base all’indice Istat. Il secondo sistema si applica, includendo anche il primo, nell’anno in cui si verifica la variazione retributiva minima non inferiore al 10% rispetto alla retribuzione che è stata presa a base dell’ultima rivalutazione effettuata.
L’operazione di rivalutazione che è operata dai quattro decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale è quella del primo sistema. Tiene conto della variazione effettiva Istat che si è verificata tra la retribuzione media giornaliera dell’anno 2010 rispetto a quella dell’anno 2009 pari a 1,55%. E tiene conto che, nel periodo, non si è verifica la variazione retributiva minima del 10% per l’applicazione del secondo sistema di rivalutazione.
Per il settore industria, la retribuzione media giornaliera per la determinazione del massimale e del minimale di retribuzione annua sale a euro 69,91 da euro 68,84. I nuovi limiti retributivi annui, da assumere per il calcolo della rendita diventano rispettivamente euro 14.681,10 ed euro 27.264,90.
Via Inail.

Mandare il proprio figlio all’asilo nido o alla materna costa non poco: la frequenza della scuola per l’infanzia pesa mediamente sulle tasche dei genitori italiani 317 euro mensili (3.170 euro l’anno), incidendo per il 9,9% sul reddito netto familiare.
In particolare per la frequenza di un asilo nido comunale si spendono in media 246 euro mensili, che equivalgono al 7,7% del reddito familiare, mentre per le mense scolastiche nelle scuole materne ed elementari la retta mensile è mediamente di 70 euro, equivalenti al 2,2% del reddito disponibile.
È quanto emerge da un’indagine sui costi della scuola per l’infanzia per l’anno scolastico 2010-2011, nelle 21 città Capoluogo di Regione, elaborata dal Servizio Politiche Territoriali della Uil. Ovviamente i costi variano sensibilmente da città a città, anche in relazione ai servizi offerti.
Dai dati elaborati spicca la città di Bolzano dove frequentare la scuola dell’infanzia pesa, mensilmente e in media, per il 14,9% sul reddito familiare (480 euro mensili); a Aosta il 13,2% (424 euro mensili); a Firenze il 13% (419 euro mensili); a Torino il 12,9% (416 euro mensili); a Potenza il 12,7% (409 euro mensili). Più fortunati, si fa per dire, a Catanzaro dove le spese per la scuola d’infanzia incidono mensilmente sul budget familiare, in media, per il 4,3% (138 euro); a Napoli per il 4,7% (150 euro); a Roma per il 6,2% (199 euro); a Cagliari per il 7% (224 euro); a Bari per il 7,1% (227 euro).
Da una prima proiezione, per il 2011-2012 emergono nuovi aumenti. Su un campione di 10 capoluoghi sono 4 le città – Torino, Genova, Bologna, Ancona – che hanno aumentato le rette; 5 città – Milano, Bolzano, Trento, Trieste, e Firenze – hanno mantenuto le stesse rette; mentre una città, Perugia, pur avendo diminuito del 7,7% la retta del nido (da 271 euro dello scorso anno ai 250 euro di quest’anno), ha aumentato del 15% la retta della mensa scolastica (da 40 a 50 euro).
Via Adico.
La migrazione dei server Blogo, di cui vi abbiamo parlato settimana scorsa, ha lasciato qualche strascico problematico nei commenti: in molti blog non è possibile commentare normalmente. Ci scusiamo per il disagio e vi invitiamo a portare pazienza: i tecnici sono al lavoro per risolvere il disguido che ha colpito il nostro servizio Antispam, portandolo a non riconoscere più i messaggi di commento legittimi. Speriamo di essere di nuovo operativi entro la mattinata. Grazie!

Continuano a crescere gli affari delle agenzie immobiliari grazie anche alla spinta che arriva dalle compravendite effettuate via web. Un giro d’affari ormai consolidato che arriva a toccare cifre consistenti.
Secondo una recente indagine condotta dell’Università Cà Foscari di Venezia, al fine di individuare il reale valore del web nel mercato immobiliare nostrano, gli li italiani si affidano sempre di più al web per acquistare casa.
Stando ai i principali numeri diffusi dall’analisi, in Italia circa il 45,7% delle compravendite residenziali effettuate dalle agenzie immobiliari sarebbe favorito da Internet per un giro d’affari che ruota intorno ai 26 miliardi di euro.
A beneficiare della situazione sono le agenzie immobiliari che hanno la possibilità di sfruttare le vetrine on line per attirare potenziali compratori e gestire le prime fasi di intermediazione e negoziazione del contratto.
La rete gioca inoltre un ruolo fondamentale anche nel segmento finanziario, in particolare nel segmento dei mutui come attestato peraltro dalla Banca d’Italia che ha recentemente indicato come nel 2010 sarebbero stati chiusi circa 465 mila mutui per un valore di 57 miliardi di euro, con una fetta delle linee di credito immobiliari spinte dalle piattaforme online, che si aggirerebbe intorno al 10%, e si dimostrerebbe altresì in netta crescita rispetto alle abitudini passate.
La riorganizzazione dell’IPT (Imposta provinciale di trascrizione) introdotta con la manovra economica di Ferragosto avrà un effetto depressivo sul mercato dell’auto. Lo affermano in una nota congiunta Anfia, Aniasa, Assilea, Federauto e Unrae.
”La norma renderà ancora piu’ pesante e complicato il sistema fiscale che grava sul settore. In aggiunta all’aumento delle accise e dei costi dei carburanti, alla dimenticata promessa pre-elettorale sull’abolizione del bollo auto e all’aumento della tassazione sulla RC auto di ulteriori 3,5 punti deliberata da decine di Province, causera’ ulteriori effetti negativi sulle vendite e sull’usato e in generale sullo stato di salute dell’intero comparto, in grave crisi ed impegnato in una riorganizzazione a livello mondiale”. Ad esempio, stimano le associazioni,nella provincia di Roma un’autovettura da kW 77 paghera’ 325 euro di IPT contro gli attuali 181 euro, mentre una da kW 85 ne paghera’ 358 euro contro gli attuali 181 euro.
La norma rischia di contribuire ad un ulteriore calo delle compravendite e di ridurre ancora le entrate sul fronte dell’IVA, gia’ diminuite di quasi 2 miliardi rispetto al 2008.

La crisi del debito non sembra colpire i bond americani, ma in realtà la preoccupazione maggiore - quella che minaccia di affondare i mercati finanziari - rigurda la crescita economica. Gli Stati Uniti - e di conseguenza l’Europa - potrebbero vivere una nuova recessione, simile a quella del 2008, ma senza risorse pubbliche con cui sostenere la domanda interna e sussidiare disoccupati e famiglie.
In un quadro del genere i soldi fuggono dalle azioni e si rifugiano nell’oro - guarda caso a nuovi massimi - mentre anche il petrolio scende. Se ci sarà una recessione, la domanda energetica calerà e dunque anche la domanda di combustibili. In Europa il barile è sceso a 102 dollari, mentre negli Stati Uniti è calato a 79,3 dollari, i minimi da sei e undici mesi.
E la benzina? A quanto pare ha smesso la sua corsa al rialzo, ma non sembra che i gestori e i petrolieri abbiano ritoccato i listini all’ingiù, loro che sono sempre così lesti a rialzare il prezzo alla pompa quando il barile di petrolio sale. Usciremo mai da questo circolo vizioso?

Via libera a 9 miliardi di euro di investimenti, 7,4 dei quali destinati al Mezzogiorno. Con i fondi stanziati dal Cipe, si darà attuazione a 134 progetti, riguardanti sei grandi progetti nazionali ed una miriade di interventi nel Sud.
C’ è il finanziamento del progetto preliminare della Tav Torino-Lione e di quello definitivo per la Tangenziale esterna di Milano, del collegamento ferroviario Orte-Falconara con la linea adriatica. Alla ferrovia veloce Napoli-Bari sono stati destinati 790 milioni, 406 andranno alla realizzazione della superstrada Olbia-Sassari, 240 milioni alla ferrovia Salerno-Reggio Calabria e altri 205 per il completamento della autostrada tra i due capoluoghi. Alla linea ferroviaria Catania-Palermo sono destinati 482 milioni di risorse comunitarie già nella disponibilità della Regione.
Alle opere di carattere nazionale sono complessivamente riservati 1,6 miliardi, e altri 5,8 miliardi serviranno per finanziare 128 infrastrutture di rilievo regionale ed interregionale, per realizzare strade, ferrovie, porti, interporti, aree di insediamento produttivo, schemi idrici e la rete di telecomunicazioni in banda larga. Nel dettaglio, alla Sicilia e alla Campania andranno 1,2 miliardi, alla Puglia poco più di un miliardo, alla Calabria 723 milioni, alla Sardegna 670, al Molise 590 e alla Basilicata 420 milioni. Unanimi le reazioni positive alla decisione del governo da parte dei governatori regionali, dei sindacati e delle associazioni di categoria, mentre l’ opposizione considera propaganda e fumo negli occhi, in questi anni, infatti, non è il primo annuncio del genere fatto.