
Organizzare una vacanza fai da te ha i suoi rischi, soprattutto se il consumatori cede a sedicenti offerte che poi non mantengono ciò che promettono. Ma nemmeno affidarsi a un’agenzia di viaggi mette al riparo da ogni problema.
Di estate in estate aumentano i casi di cittadini che lamentano ferie da incubo e che quindi si rivolgono alle associazioni dei consumatori per far valere i propri diritti: un aumento del 30% nelle segnalazioni di vacanze rovinate rispetto allo scorso anno, che vanno da voli in ritardo a hotel sporchi o mal serviti, fino a problemi con i documenti di viaggio che complicano se non impediscono la partenza o il rientro.
Per chi prenota in Internet, consiglia di confrontare i prezzi di hotel o voli su diversi siti, cercando riscontri sui forum dei viaggiatori; leggete con attenzione le condizioni contrattuali, in particolare quelle di recesso, e se qualcosa non è chiaro chiedete spiegazioni e prendetevi del tempo per averle; valutate sempre l’opportunità di stipulare un’assicurazione che risarcisca in caso di smarrimento bagagli, annullamento viaggio o furti.
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Dopo aver trascorso una settimana o più ad alzarsi tardi, a stare all’aria aperta, ridere e scherzare senza una tabella di marcia, il rientro può essere molto difficile sia dal punto di vista fisico sia psicologico.
Senso di stordimento, calo dell’attenzione, mal di testa, problemi di digestione, raffreddore, mal di gola, tosse e vari dolori muscolari sono i disturbi che possono presentarsi al rientro dalle vacanze. Ma il sintomo maggiormente diffuso della sindrome da rientro è l’ansia e la depressione generate dalla difficoltà di riprendere il lavoro da dove si è lasciato.
Non sono da escludere neppure forti emicranie, spossatezza, momenti di sonnolenza o nervosismo e stati di apatia. Se questi sintomi durano per pochi giorni non c’è nulla di cui preoccuparsi, ma se tendono a perdurare debbono essere interpretati come disagio e insoddisfazione che andrebbe approfondito.
Via Adico.

Un’etichetta per riconoscere i tour operator attenti ai criteri di sostenibilità ambientale e sociale. Nata da un accordo di collaborazione tra ICEA, AITR e TourCert la certificazione per gli operatori del turismo responsabile è stata presentata al Sana venerdì 9 scorso nell’ambito del convegno “Il turismo responsabile si certifica“.
Cosa resta nelle località turistiche quando le vacanze finiscono? Che impatto hanno sull’ambiente naturale i trasporti, i villaggi o i ristoranti tipici che i vacanzieri affollano? Le aziende che operano nel settore trattano con equità i loro dipendenti, rispettando i loro diritti e remunerandoli in maniera equa?
Queste sono solo alcune delle domande che il turista responsabile dovrebbe porsi prima di prenotare le sue vacanze. Ad orientare le sue scelte da oggi anche in Italia ci sarà un nuovo strumento, il CSR Tourism , un sistema di livello internazionale che certificherà gli operatori del turismo attenti, appunto, alla propria Responsabilità Sociale d’Impresa: un vero e proprio marchio di qualità che servirà a riconoscere i tour operator in grado di proporre vacanze che soddisfino criteri di sostenibilità ambientale ed equità sociale.
Via Helpconsumatori.
“Una stagione turistica veramente tragica“. Non ha dubbi Federconsumatori che traccia il bilancio della stagione che sta per concludersi. Secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale dell’Associazione, le partenze sono state minori del previsto: sino a fine agosto solo il 36% degli italiani si è concesso il lusso di una vacanza, per lo più con la tendenza alle modalità low cost e mordi e fuggi. A non far registrare nessun calo sono, però, i disservizi.
Il bilancio dell’attività SOS Turista, infatti, nei primi 8 mesi del 2011 registra, sostanzialmente, un andamento costante rispetto al 2010 per quanto riguarda le consulenze fornite, presentando un numero di segnalazioni raccolte ed utenti assistiti pari ad oltre 3.000.
La fattispecie più ricorrente, dopo il sorpasso del 2009 ad opera del trasporto aereo, torna invece, come rilevato negli ultimi 10 anni, ad essere il pacchetto tutto compreso (il 43% dei casi), sia pure non tanto per la qualità del servizio quanto piuttosto o per eventi eccezionali o calamità di fronte alle quali il consumatore ha chiesto di poter recedere senza pagamento di penali dal viaggio acquistato, oppure ai casi di fallimento di Tour Operator.
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Da pochi giorni è stata introdotta a Venezia la cosiddetta tassa di soggiorno, che tuttavia già da qualche tempo è presente in città come Roma, Firenze, Bordighera e Otranto. Tale possibilità, prevista con il decreto sul Federalismo fiscale, acconsente ai Comuni italiani di introdurre questo nuovo balzello a carico dei turisti per riequilibrare le casse municipali.
L’aggravio per i turisti si applica per i primi cinque giorni di permanenza. Va dai 5 euro per gli hotel a cinque stelle in centro storico ai 3 centesimi di un campeggio a una stella in terraferma. La tassa è destinata a finanziare interventi in maniera di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, la manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali, i servizi pubblici locali.
Ecco quali sono le città principali che hanno adottato o adotteranno l’imposta di soggiorno e quale sarà l’importo che dovranno pagare i turisti (l’elaborazione è tratta da Italia Oggi):
° Venezia, dal 24 agosto 2011: dai 3 centesimi ai 5 euro;
° Padova, dal 1 settembre 2011: da 1 a 3 euro;
° Milano, dal 1 gennaio 2012: possibile introduzione per alberghi a quattro e cinque stelle;
° Torino, dal 2012: 2 euro (di media);
Località turistiche:
° del Piemonte, dal 2012: da 1 a 4 euro;
° Bordighera, dal 1 luglio 2011: da 1 a 5 euro;
° Firenze, dal 1 luglio 2011: da 1 a 5 euro in base alle stelle della struttura ricettiva;
° Roma, dal1 gennaio 2011: da 1 euro per i campeggiatori a 3 euro per l’alloggio negli alberghi a quattro o cinque stelle.
Come ogni anno il Codacons stila la statistica sulle vacanze andate male degli italiani. Complessivamente sono pervenute, fino a questo momento, 11.000 segnalazioni circa, il 15% in meno rispetto allo scorso anno.
Questa diminuzione dipende sia da un miglioramento della situazione, sia dall’assenza di crisi acute e improvvise tipiche sia dal fatto che meno italiani sono andati in ferie o hanno fatto vacanze più modeste. In particolare, secondo le stime dell’associazione di consumatori, per la prima volta si registra una flessione delle persone che hanno scelto di andare in vacanza all’estero: meno 5%.
Il 2011 deve essere ricordato come l’anno nero dei trasporti che, con il 27% delle segnalazioni, occupa il primo posto nella speciale classifica delle lamentele pervenute al Codacons. Ad incidere sul dato certamente i disagi dei treni, andati in tilt dopo il rogo della stazione Tiburtina.

Vacanze a settembre: si può, sempre più spesso. Sei milioni di italiani si concederanno le ferie nel mese di settempre, alla ricerca di località meno affollate, prezzi più convenienti, sagre e feste locali e vacanze più verdi. Si stima che il 18% degli italiani in vacanza trascorra infatti un periodo di relax proprio nel mese che chiude la stagione estiva.
È quanto afferma Coldiretti sulla base di dati Swg, per i quali quest’anno più che nel passato molti hanno scelto di partire a settembre.
Ad apprezzare il mese di settembre sono soprattutto gli amanti della tranquillità che vogliono cogliere l’ultimo scampolo dell’estate per riposarsi e tornare in forma alla routine quotidiana. Sei italiani su dieci non perdono l’occasione durante l’estate 2011 per partecipare a sagre, fiere e mercati di paese dedicate a ricorrenze storiche, religiose, ma soprattutto a prodotti tipici dell’enogastronomia locale
Molto gettonato il turismo ecologico, che ha raggiunto il valore di oltre 10 miliardi all’anno con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, anche per l’offerta di sistemazioni low cost in agriturismi o campeggi. Secondo Coldiretti, le vacanze nel mese di settembre costano in media il 30% in meno.

Luglio stazionario per il turismo alberghiero, agosto-boom con un aumento di presenze straniere. È il quadro tracciato da Federalberghi, che ha evidenziato una stagnazione complessiva delle presenze alberghiere nel mese di luglio, con un più 1,3% di italiani e un meno 1,3% di stranieri, cui si contrappone un agosto contrassegnato da un aumento del 3,5% delle presenze complessive. Ripartite a loro volta in un aumento dello 0,6% degli italiani e un boom pari a più 8,4% di stranieri.
Commenta il presidente Federalberghi Bernabò Bocca: “L’andamento del turismo alberghiero italiano a luglio ed agosto di quest’anno (rispetto allo stesso periodo del 2010) fa segnare un risultato più che positivo raffrontandolo all’asfittico contesto economico mondiale”.
E spiega: “Alla luce di questi dati, i primi otto mesi 2011 (rispetto allo stesso periodo del 2010) portano a segnare un più che significativo +1,9% di presenze, con gli italiani ad un +0,9% e gli stranieri ad un +2,6%. La nostra convinzione è che il nostro comparto e l’intero settore possano rappresentare il volano primario per la ripartenza dell’economia del nostro Paese, a condizione che si stabiliscano adesso le prossime scelte di politica turistica“.
Via Federalberghi.

La manovra cancella ponti è un colpo basso per il turismo. Questo secondo il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca. ”Le vacanze brevi durante l’anno sono una grossa fonte di fatturato per il settore. Storicamente, infatti, i vacanzieri che si muovono per il ‘ponte’ del 25 aprile, così come per quello del 2 giugno, restano in Italia. Cancellare questa possibilità significa tagliare di netto un fatturato che si aggira sui 6 milioni di euro”.
Sulla base dell’andamento degli ultimi tre anni, Federalberghi rileva come per il ponte del 25 aprile si muovano in media 6 milioni di italiani con un fatturato di due miliardi, per quello del primo maggio altri 6 milioni e mezzo di turisti per un fatturato di un miliardi e mezzo, mentre per quello del 2 giugno i vacanzieri sono 8 milioni e mezzo per 2 miliardi e 200 di fatturato.
Pur coscienti che è giusto tirare la cinghia prevedere per legge una perdita sicura per l’economia del Paese ci sembra quasi come pagare più la salsa che il pesce. L’Italia è un Paese che dovrebbe vivere di turismo, molto spesso ciò non viene tenuto in debita considerazione.
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Uno degli interventi più significativi sul fronte della tutela dei consumatori operato dal Codice del Turismo riguarda la vendita di pacchetti di vacanze online. La rete è stata settore a rischio sia per la presenza di operatori non autorizzati sia per la difficoltà di ottenere un risarcimento.
Dal 21 giugno, invece, per legge la vendita di pacchetti online è equiparata alla vendita in agenzia. In caso di offerta non corrispondente alla realtà del servizio è il venditore a essere unico responsabile nei confronti dell’acquirente. Più facile, quindi, ottenere l’eventuale risarcimento se la struttura alberghiera e/o la tipologia dei servizi non corrispondono a quelli previsti dal pacchetto.
Altra novità in materia di polizze assicurative. Finora, il turista che doveva rientrare da Paesi extraeuropei forzatamente o a causa di insolvenza dell’operatore, poteva ricevere un risarcimento dal Fondo nazionale di garanzia. Non esistevano forme di rimborso per viaggi rovinati a causa di emergenze, imprevisti e inadempienza dell’organizzatore.
Ora invece si stabilisce che il turista potrà essere assistito da polizze assicurative che garantiscano rientro immediato dall’estero, in caso di emergenze imputabili o meno al comportamento dell’organizzatore o dell’intermediario, e che assicurino assistenza anche dal punto di vista economico. In caso di fallimento dell’intermediario-organizzatore, si potrà arrivare anche al rimborso del prezzo versato per il pacchetto.