Incidono per 670 milioni di euro l’anno sulle bollette degli utenti finali gli oneri di sistema a copertura dei quali viene imposta l’IVA sui consumi energetici in bolletta.
Lo suggerisce l’Autorità per l’energia elettrica nella segnalazione fatta a Governo e Parlamento il 24 Aprile scorso. Secondo il Garante, Alessandro Ortis, gli oneri di sistema sono “imposti per finalità specifiche e tassativamente definiti da norme primarie, ma il fatto che tali oneri non siano direttamente riconducibili a una prestazione fornita al consumatore finale rende evidente “l’anomalia di assoggettarli all’imposta sul valore aggiunto”. È evidente che le previsioni delle due Leggi finanziarie per il 2005 e per il 2006, introducono, accanto ad una componente parafiscale (quella degli oneri di sistema), un vero e proprio prelievo di tipo fiscale, poiché prevedono la destinazione di una parte del gettito proveniente dalla tariffa elettrica al generale finanziamento del bilancio dello Stato (v. comunicato).
Cosa si intende per oneri di sistema? Si tratta prioritariamente di costi ed extracosti che gravano sulla tariffa elettrica ma non sono legati ai costi di produzione, trasmissione e distribuzione dell’elettricità. Sono componenti previste per legge e riguardano costi connessi allo:
Annullando queste gabelle di gabelle ogni famiglia risparmierebbe circa 30 euro all’anno secondo le prvisioni Adiconsum.
L’ Autorità nella sua comunicazione del 24 aprile al Governo rileva che con le due leggi Finanziarie del 2005 e 2006 (articolo 1, comma 298 della Legge 30 dicembre 2004 n. 311 e articolo 1, comma 493 della Legge 23 dicembre 2005 n. 266) sono stati introdotti maggiori oneri sulla tariffa elettrica che hanno comportato un aumento del costo annuale delle forniture elettriche per circa 135 milioni di euro (150 milioni all’anno tenendo conto dell’Iva).
Al fine di assicurare un gettito al bilancio dello Stato, è stato in altre parole introdotto un prelievo aggiuntivo di tipo fiscale, a valere sulla tariffa elettrica, sotto forma di “oneri di sistema” (sulle componenti tariffarie “A2? ed “MCT”, previste a copertura dei costi di smantellamento delle centrali nucleari).