Pensioni: -1.800 euro a testa in 4 anni

Per il blocco della rivalutazione degli assegni pensionistici. Lo studio della Spi-Cgil.

Pensioni tagliate in 4 anni di ben 9,7 miliardi, circa 1.800 euro a testa, come effetto del blocco della rivalutazione degki assegni.

Lo denuncia il sindacato di categoria Spi-Cgil, per quella che è una vera e propria tagliola abbattutasi negli ultimi anni su 5,5 milioni di pensionati.

A causa del blocco della rivalutazione degli assegni ai pensionati sono venuti a mancare quasi 10 miliardi di euro, soldi risparmiati dallo Stato sulla spalle di una categoria che certo non sembra godere dei favori degli ultimi governi che si sono succeduti; ricordiamo che quasi la metà dei pensionati italiani prende meno di 1.000 euro al mese.

Nel 2012-2013, secondo l'analisi dello Spi-Cigl l'adeguamento delle pensioni è stato bloccato per somme superiori a tre volte il trattamento minimo, circa 1.400 euro lordi.

Nel biennio successivo, 2014-2015, l'adeguamento dei trattamenti pensionistici è stato sull'intero importo della pensione con una percentuale del 100% solo per coloro che hanno un assegno fino a tre volte il trattamento minimo.

In diminuzione invece le altre categorie d'importo dallo 0,95% fino allo 0,40%. Secondo lo studio del sindacato il quadro può solo peggiorare se il tasso di inflazione dovesse tornare intorno al 2%, che è l'obiettivo che si è prefissa la Bce con il lancio del suo quantitative easing.

In base ai meccanismi di calcolo della rivalutazione esistenti ai pensionati verrebbero infatti sottratti altri 3,6 miliardi di euro.

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