Fatturazione elettronica: obbligo da domani 31 marzo 2015

Fatture elettroniche per tutti gli enti pubblici e non solo per le amministrazioni centrali dello Stato.

Fatturazione elettronica al via. Da domani 31 marzo 2015, parte l’obbligo di fatturazione 2.0 per chi effettua cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti della pubblica amministrazione.

Come funziona, chi riguarda

Ciò vale per tutti gli enti pubblici e non solo per le amministrazioni centrali dello Stato per i quali la fatturazione elettronica è già realtà dal 6 giugno dell'anno scorso.

Quindi oltre a ministeri, agenzie fiscali, INPS e così via l'obbligo di fatturazione elettronica riguarderà anche enti locali, scuole, università, camere di commercio, asl etc.

Nessuno è escluso come spiega la circolare Finanze-Funzione pubblica numero 1/2015 del 9 marzo. La fatturazione elettronica riguarderà qualcosa come 2 milioni di imprese, fornitori abituali e occasionali della pubblica amministrazione.

Secondo Menocarta.net il risparmio immediato per lo Stato sarà pari a 1,5 miliardi di euro, con la fatturazione elettronica verranno meno 2,2 mld di fatture cartacee all'anno.

Costi


Il cambiamento avrà però un costo per gli operatori, specie per quei soggetti economici che con la pubblica amministrazione effettuano operazioni occasionali o di piccolo importo.

Per loro l’obbligo di fatturazione elettronica e della conservazione sostitutiva è un aggravio di spesa sia che si opti per l'acquisto di un un software gestionale, sia se si sceglie di affidare tutto il procedimento di fatturazione elettronica a un provider esterno.

Gli errori da evitare nella fatturazione elettronica

Gli sbagli più comuni, come mette in guardia la circolare ad hoc delle Entrate, possono riguardare l'ansia da click: non spedire due volte la stessa fattura, non cliccare due volte per l'invio telematico.

Occhio anche al certificato di autorizzazione e all'effetto split payment, con errori in netta crescita di "tracciato non conforme". Dal 2 febbraio esiste un nuova versione del tracciato, con gli adeguamenti richiesti alle nuove regole Iva per le amministrazioni pubbliche.

Pochi problemi invece per il "Codice univoco ufficio": solo il 5% degli errori è dovuto a un codice sbagliato on che non esiste, gli enti pubblici hanno quindi dato ai fornitori il codice esatto del proprio ufficio.

fatturazione elettronica

  • shares
  • +1
  • Mail