Levata di scudi in Sardegna contro la tassa Soru

Tassa soru Riferiamo con piacere il comunicato trasmessoci dall’Associazione “Voglio Vivere” (v. articolo) attivamente impegnata nella lotta contro la tassa di soggiorno, con cui si promuove per il secondo anno lo Sciopero del turista. L’idea è quella di combattere l’odioso balzello sul suo stesso terreno…la Sardegna tassa i turisti? E i turisti puniscono il suo presidente con una forma di boicottaggio.
Tutti in marcia verso la ridente isola dunque, ma con macchine stracariche di provviste per usufruire al minimo di servizi locali.

Anna Massone, presidente dell’associazione, lancia un appello a tutti i turisti :

“1) NON VENDETE LE VOSTRE CASE: sarebbe per Voi solo un danno economico!
2) NON DISERTATE LA SARDEGNA, MA ANDATE DA LORO CON LE AUTO STRACARICHE DI TUTTO CIO’ CHE PUO’ SERVIRE PER IL PERIODO DELLA VOSTRA PERMANENZA E SE RIMARRETE PER PERIODI MOLTO LUNGHI ATTREZZATEVI CON AMICI O PARENTI PER L’INVIO DEL NECESSARIO TRAMITE CORRIERE:

NON COMPRATE NULLA NEMMENO LA CARTA IGIENICA!!!

C) NON ANDATE IN RISTORANTI
D) NON ANDATE NEI BAR
E) NON UTILIZZATE NESSUN SERVIZIO
F) APPROFFITATENE PER FARE UNA VACANZA DI RELAX – MARE E RIPOSO.”

Secondo fonti non ufficiali risulterebbe inoltre che una delle modifiche attualmente al vaglio della Regione, quella relativa all’assoggettabilità dei sardi non residenti, sarebbe costruita ad hoc per convincere tutti a pagare entro il 20 giugno persuasi in tal modo sia sanata l’incostituzionalità della legge.

A prescindere dal fatto che così non è, in quanto tale modifica non è sufficiente, sarebbe allo studio una manovra atta a cancellare tale modifica subito dopo avere disposto l’odioso balzello (della serie prendi i soldi e scappa).

E intanto piovono lettere dell’agenzia delle entrate sarda con le spiegazioni di come effettuare il pagamento a chi possiede la seconda casa sull’isola. Il balzello sul lusso è stato di nuovo inserito, come lo scorso anno, nella finanziaria sarda del 2007, in via di approvazione. Non è il primo e non sarà l’ultimo: sono infatti «tassati» in Sardegna gli yacht superiori ai 14 metri, i piccoli aerei e il soggiorno (almeno un euro a persona al giorno).

Il Consorzio Rete porti Sardegna risponde al fantasismo fiscale dell’ex-numero 1 di Tiscali con uno slogan incisivo: "Tassa sul lusso: un danno per i sardi". Gli operatori sardi della nautica che la contrastano elencano "dieci buoni ragioni per eliminarla", mentre il Consiglio regionale è impegnato nell’esame della manovra finanziaria regionale, ben oltre i quattro mesi di esercizio provvisorio, che la ribadisce con alcune modifiche.

"Nel 2006 la tassa ha fatto incassare circa 1,5 milioni di euro. Per riscuoterla fra agenzia regionale delle entrate, consulenze, personale dei vari assessorati, osservatorio industriale e corpo forestale, si è speso probabilmente almeno il doppio. Nella scorsa stagione i porti della Rete Sardegna hanno avuto un calo medio di presenze di imbarcazioni assoggettate alla tassa di oltre il 42%, a tutto vantaggio dei concorrenti corsi, croati e spagnoli. Nel 2007, se la tassa non sarà abrogata, il calo di presenze continuerà attestandosi probabilmente attorno al 70% rispetto al 2005. I fornitori di servizi alla nautica - rivenditori di carburanti, agenti marittimi, servizi di ristorazione, tassisti - hanno subito nel 2006 cali medi di fatturato del 30%. Molti porti sono stati costretti a compensare i mancati introiti con riduzioni di personale e aumentando le tariffe di ormeggio delle imbarcazioni con contratto annuale, prevalentemente di proprietà di sardi. La tassa ha creato alla Sardegna un tremendo danno di immagine", così argomentano i firmatari dell’appello all’assemblea sarda.

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