Jobs Act: clausola di solidarietà per finanziare le tutele crescenti

Job act: la percentuale per l’eventuale prelievo che peserà su datori di lavoro privati e autonomi non è stata ancora definita.

Il contratto a tutele crescenti previsto dal Jobs Act allo Stato rischia di costare troppo così nel relativo decreto il governo ha inserito la clausola di solidarietà.

La copertura finanziaria dei contratti che beneficiano degli sgravi fiscali non è sostenibile senza far pagare qualcosa ai datori di lavoro e ai lavoratori autonomi, per un governo che con una mano dà e l'altra toglie. Per le Partita Iva poi è l'ennessima beffa dopo la presa in giro sull'estensione del bonus di 80 euro anche a loro come ai lavoratori dipendenti.

L'esecutivo con il Jobs act si aspetta molte trasformazioni di contratti a termine in contratti a tempo indeterminatol, perciò nel decreto legislativo ha messo la clausola di salvaguardia: in soldoni di tratta di un contributo aggiuntivo che datori di lavoro privati e autonomi dovranno pagare per sostenere le gestioni previdenziali di chi sarà assunto a tempo indeterminato. Quando si dice equità.

Questo sempre in base alla ottimistica previsione di un'ondata di trasformazioni di collaborazioni in contratti a tempo indeterminato, visto che i fondi stanziati dal governo in questo caso non sarebbero sufficienti.

Per la decontribuzione dei contatti a tempo indeterminato, partita a gennaio, l'esecutivo Renzi aveva stanziato con la Legge di stabilità 1.886 miliardi di euro per quest'anno, stimando una trasformazione in contratti a tempo indeterminato di 37.000 rapporti di collaborazione. Poi erano stati stanziati ulteriori fondi per altri nuovi 20.000 posti a tempo indeterminato previsti.

Ma anche con quest'aggiunta la risorse non basterebbero. A mettere i paletti è stato chi deve fare davvero i conti: per la Regioneria generale dello Stato tali risorse sarebbero insufficienti alla copertura finanziaria dei nuovi contratti a tempo indeterminato stimati, spingendo il governo a inserire la clausola di salvaguardia che sarà operativa solo nel caso in cui le previsioni di Palazzo Chigi siano appunto errate per difetto.

La percentuale precisa per l’eventuale prelievo che peserà e su datori di lavoro privati e lavoratori autonomi non è stata ancora definita.

 Jobs Act clausola salvaguardia

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