Politici dalle braccia corte ma dalle tasche profonde

Stipendi dei politici Quanto vale il lavoro da impiegato di banca di Paolo Rossi? 1.600 Euro al mese…e quello di Vladimir Luxuria? Certamente molto di più, ma esattamente quanto di più ce lo dettaglia Federico Novelli nella sua indagine sui costi della politica. I parlamentari percepiscono fino a cinque volte tanto il salario di un impiegato medio, senza considerare i benefit loro concessi per trasporti, telefoni e quant’altro. Abbiamo già avuto occasione di imbatterci (v. articolo) nella sproporzione salariale tra popolo dei lavoratori e élite di politicanti, rassegnandoci all’ineluttabilità di un sistema retributivo e valoriale distorto.

Qualche fiducioso e combattivo cittadino non ha però perso le speranze di poter se non rivoluzionare quantomeno “molestare” il molle e crapulone pachiderma politico. Si tratta nello specifico di una petizione iniziata da tale Diego Pascale, che sta circolando online per calmierare con un provvedimento urgente gli stipendi delle stelle del Parlamento e degli enti locali.

Se 7 milioni e mezzo di persone vivono tutt’oggi in condizioni di povertà i nostri blasonati parlamentari percepiscono un “modesto” compenso di 5.420 euro mensili, cui va aggiunto il rimborso spese di soggiorno a Roma: 4 mila euro al mese. Altri 4.190 arrivano tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Siamo arrivati ad oltre 13 mila euro. E gli ulteriori 3 mila per spese di telefonini (4 mila se sono senatori) più le tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
Pensioni d’oro attendono i “nostri” in tarda età con assegni vitalizi dll’8,6% dello stipendio (1.069,35 euro). Il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L’importo dell’assegno varia da un minimo del 25% a un massimo dell’80% dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Insomma sembra che il popolo italiano ami proprio coccolare i suoi politici con salari record rispetto al resto d’Europa. Solo la Gran Bretagna ci segue infatti da vicino con stipendi compresi tra i 7.600 e i 10.000 per i Commons mentre in Spagna i deputati si accontentano di “miseri” 3.750 Euro.

A fronte di evidenti sprechi economici il cittadino Diego Pascale si immola per la causa proponendo dunque una petizione non con scopo referendario, che costerebbe allo Stato altri Euro 2,500,000.- solo per “Rimborsare” il Comitato Promotore, oltre alle spese enormi per lo svolgimento del Referendum stesso, ma con l’intento di raccogliere il maggior numero possibile di adesioni, almeno 1.000.000 con le quali nessuno potrà rimanere indifferente, per Via Internet e/o posta ordinaria, per costringere, in maniera democratica, i politici Italiani a ridurre questi costi enormi che, da soli, se dimezzati, in pochi anni, risolverebbero, senza alcuna ombra di dubbio, problemi come: Sicurezza – Sicurezza sul Lavoro – Pensioni - Ricerca – Sostegno alle Imprese.

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