Carburanti: prezzi in rialzo. Sciopero dei benzinai entro fine anno?

Dopo una settimana di lievi ribassi i prezzi dei carburanti riprendono a correre secondo il monitoraggio di Staffetta quotidiana. A incidere è il contenuto aumento dei prezzi internazionali dei prodotti raffinati cresciuti per l’equivalente di 0,9 centesimi al litro per la benzina e di 0,6 centesimi per il gasolio.

Ieri la quotazione internazionale della verde si attestava a 559 euro per mille litri, quella del diesel a 635 euro per mille litri. IP, rileva Quotidiano energia, si è subito adeguata e stamattina ha aumentato di 1,5 centesimi il prezzo raccomandato della verde e del gasolio. A parte accenni di piccoli rialzi relativi alle variazioni dei prezzi consigliati e a politiche locali, sono per ora fermi i prezzi praticati delle altre compagnie e delle pompe no-logo.

Le punte massime di prezzo, in salita rispetto a sette giorni fa, fanno registrare 1,873 euro al litro per la benzina, 1,789 euro al litro per il diesel e 0,917 euro per il gpl. A livello Paese il prezzo medio praticato della benzina in modalità servito va dall'1,802 euro al litro di Esso all'1,812 euro al litro di IP. Per il gasollio si va dall'1,741 euro al litro di Esso all'1,762 euro di IP, mentre il gpl si attesta tra 0,857 euro di Esso e 0,874 euro al litro di Tamoil.

Intanto le organizzazioni di categoria dei gestori di impianti di distribuzione sono sul piede di guerra, per le alte accise e il calo dei consumi, e annunciano gli "stati generali" dei sindacati dei benzinai, il 21 novembre a Roma. L’intenzione è quella di mettere a punto un calendario di chiusure da attuare entro fine anno. Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio sottolineano in una nota come:

"i consumi in caduta verticale, i prezzi dei carburanti ed accise costantemente ai massimi storici, le politiche delle compagnie petrolifere che colpiscono duramente una intera categoria di lavoratori attraverso discriminazioni sui prezzi, erosione dei margini, marginalizzazione del ruolo dei gestori siano alcuni degli elementi di una drammatica crisi strutturale che ha già costretto diverse migliaia di gestori a chiudere le loro imprese ed abbandonare le attività e che si accinge a mietere ulteriori vittime di un sistema che, nel suo complesso, denuncia un indebitamento verso petrolieri e banche di oltre 300 milioni di euro".

Una situazione di collasso:

"dagli esiti imprevedibili per tutto il settore, irresponsabilmente ignorata mondo industriale petrolifero e colpevolmente ignorata anche dal Governo"

è rimasto infatti:

"lettera morta il documento sottoscritto a luglio presso il Ministero dello sviluppo economico, in forza del quale la categoria aveva sospeso le chiusure già proclamate per agosto. È questo lo scenario sullo sfondo del quale gli stati generali dei sindacati dei benzinai saranno chiamati a definire, nella riunione del 21 novembre a Roma, iniziative di protesta ed un nuovo calendario di chiusure da attuarsi entro la fine dell'anno".

Foto © TMNews

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