Prezzi di pasta, uova e olio inferiori a quelli degli anni '50

Nel dopoguerra i consumi delle famiglie italiane per quasi l’80% erano per generi alimentari e bevande, il trend si è poi progressivamente invertito. Lo studio di Confcommercio.

Consumi alimentari italiani

Pasta, uova e olio oggi costano oggi meno che negli anni ’50 del secolo scorso. È quanto emerge dall'analisi sul cambiamento dei consumi degli italiani dal 1945 a oggi, studio elaborato dal Confcommercio in occasione dei suoi 70 anni e di cui l'agenzia stampa Adnkronos è in grado di fornire un’anticipazione.

Nell’immediatezza del dopoguerra, in un contesto in cui sopravvivere era la parola d’ordine, i consumi delle famiglie italiane per quasi l’80% erano per generi alimentari e bevande, mentre negli anni prebellici questi consumi erano intorno al 54%.

Il prezzo medio del pane calcolato con i valori attuali in euro era pari a poco più di un euro al chilo, un litro di latte veniva 1,03 euro, un chilo di pasta quasi 2 euro, un chilo di carne bovina circa 13 euro.

D’altra parte già dieci anni dopo la fine del II conflitto mondiale i consumi si erano abbastanza diversificati e la quota di consumo di beni e servizi aveva raggiunto il 39% e quella relativa ai generi alimentari era scesa al 50%.

Una tendenza che negli ultimi 60 anni si è allargata progressivamente fino ad arrivare, in una società post-industriale e fortemente terziarizzata come quella attuale, a un consumo di beni e servizi non alimentari che supera il 75%, mentre la spesa per gli alimentari cala a meno del 20%.

Resta ovviamente ferma la diversificazione nella qualità e nella varietà dei prodotti alimentari in commercio, ma in media un chilo di pane costa oggi 2,80 euro, uno di pasta 1,60 euro, un litro di latte costa 1,55 euro e un chilo di carne bovina poco più di 16 euro.

  • shares
  • +1
  • Mail