Padoan: la Grecia non è un rischio per l'Italia

Rischio default per Atene, in gioco c'è il futuro dell’Euro. Goldman Sachs: in caso di Grexit, lo spread Btp/Bund salirebbe fino a 350-400 punti.

Pier Carlo Padoan

Mentre il governo greco conferma la sua fiducia al ministro delle Finanze Yanis Varoufakis, “dilettante e perditempo” per i colleghi europei, il rimpasto ad Atene per ora riguarda il gruppo di negoziatori che a livello politico devono parlare con i creditori internazionali del Paese ellenico (FMI in testa) sempre più a rischio default, con lo spettro di Grexit, cioè di una uscita dall’eurozona. Il premier greco Alexi Tsipras dal canto suo farebbe un passo indietro sulle sue promesse elettorali come l'aumento del salario minimo e il rafforzamento dei diritti dei lavoratori.

La banca d’affari americana Goldman Sachs intanto avverte che in caso di Grexit, ritenuta comunque difficile, la speculazione finanziaria sui periferici dell’eurozona costerebbe cara all’Italia facendo salire lo spread Btp/Bund fino a 350-400 punti, dai 130 punti circa attuali.

Il nostro ministro dell’economia Pier Carlo Padoan però assicura che l’Ue non ha nessun “piano B” sulla ristrutturazione del debito greco aggiungendo che Atene non sarà un rischio per l'Italia.

"Che io sappia non c'è alcun piano B per la Grecia. La soluzione è trovare un accordo rapidamente, come credo avverrà"

ha detto il ministro alla stampa estera.

Sabato però l’omologo tedesco Wolfgang Schaeuble, guardiano del rigore del governo Merkel, aveva fatto intendere che la cancelliera starebbe valutando la possibilità di un default controllato di Atene che non si tradurrebbe in automatico in un default degli istituti di credito greci.

Secondo Padoan invece:

"Ipotizzare sequenze selettive di default mi sembra un esercizio molto astratto. Un default teleguidato che colpisca il settore statale e non le banche è un'operazione azzardata".

Il ministro dell’economia ha poi auspicato che il governo Tsipras presenti a breve proposte dettagliate per un accordo con i creditori internazionali, prima delle prossime incombenti scadenze. A maggio scade un altro miliardo di euro di prestito del FMI e rimborsi di bond per 2,8 miliardi. Un nuovo Eurogruppo potrebbe tenersi già mercoledì.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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