Delitto ma soprattutto castigo della tassa Soru sul lusso per turisti ed emigranti

Tassa sul lusso E’ ormai ufficiale: la tanto discussa tassa di soggiorno è stata approvata definitivamente dal consiglio regionale della Sardegna. Gli articoli della finanziaria che istituiscono le imposte su seconde case, aerei, imbarcazioni e un nuovo tributo sono ormai una realtà per la ridente isola italica.

Soru ha dunque segnato un importante goal (o autogol?) programmatico portando a termine il suo grande progetto di “riqualificazione” turistica. Dallo stop al cemento nei 2 chilometri dalle coste al piano paesaggistico, le misure varate dal governatore sardo hanno rivoluzionato la Sardegna negli ultimi anni.
Sarà operativa dal 2008 l’odiata gabella che vede riconfermato l’impianto originario per cui a pagare sarà chi non ha la residenza in Sardegna, cioè non meno di 200 forse 300 mila proprietari (compresi gli emigrati sardi).

Per le case la prima scadenza è imminente: a giugno si dovrà versare l'imposta per il 2006, che non aveva potuto essere riscossa perché non era stata ancora istituita l'Agenzia regionale delle entrate. A novembre si pagherà l'imposta dovuta per il 2007.

Sardi Emigranti

Nascere in Sardegna per decidere di emigrare sembra per Soru un peccato originario che castigherà non solo il fuggitivo ma anche le sue discendenze. L’introduzione della tassa sul lusso riguarderà infatti da quest’anno anche i sardi che non abbiano più domicilio fiscale sull’isola, rispettivi coniugi nonché figli.

Seconda casa

Sono tassate quelle a meno di 3 chilometri dal mare, nella misura indicata nelle tabelle.


  • Minimo: alloggio di 60 metri quadri, imposta annuale 540 euro (9 euro a mq).

  • Massimo: oltre i 200 metri quadri, 16 euro al mq.

La superficie è quella risultante in catasto. Lo sconto rispetto alla tassa prevista un anno fa è consistente (per 60 metri quadri la tassa era 900 euro e per gli alloggi da 60 a 100 mq era di 1.500 euro) e inoltre la riduzione vale anche per il 2006. Chi possiede un alloggio a meno di 300 metri dal mare dovrà però pagare il 20% in più.

Plusvalenze

I non residenti (o i residenti in Sardegna da meno di 24 mesi) che posseggono una casa a meno di 3 chilometri dal mare da più di 5 anni e la vendono pagano il 20% sulla plusvalenza realizzata. La tassa è dovuta entro 20 giorni dall'atto di cessione e va versata alla tesoreria regionale o al concessionario per la riscossione. Esentate le società immobiliari.

Per mare e per cielo

Chi arriva in un porto sardo con una barca lunga più di 14 metri deve versare un'imposta annuale, nella misura di 1.000 euro fino a una lunghezza di 15,99 metri. Per le altre misure si va fino a un massimo di 15 mila euro per le navi di oltre 60 metri. Le imbarcazioni a vela hanno una riduzione del 50%; sono esentate quelle in arrivo per regate, manifestazioni e raduni. Per gli aerei da turismo l'imposta è dovuta a ogni scalo: da 150 euro per velivoli abilitati al trasporto sino a 4 passeggeri a 1.000 euro oltre i 12 passeggeri. I soldi andranno versati ai gestori di aeroporti e porti secondo modalità (entro 24 ore dall'arrivo per le barche) fissate da convenzioni con l'Agenzia regionale delle entrate.

Tassa di soggiorno

È facoltativa: decidono i comuni se applicarla o no. In ogni caso, a partire dal 2008 la pagheranno da giugno a settembre i non residenti, sia che vadano in alberghi, residence e bed & breakfast, sia che occupino case private: 1 o 2 euro al giorno per persona. I proprietari delle seconde case dovranno esigerla e versarla alla Regione come sostituti d'imposta. Sono esenti i minorenni; dovranno invece pagarla anche gli amici di famiglia, a meno che con loro non soggiorni un parente del proprietario.

Chi vigilerà sull’applicazione dell’odiata Soru Tax? L’Arase ossia l’Agenzia delle Entrate istituita l’anno scorso, che provvederà a garantire la ripartizione del gettito tra il fondo di sviluppo e coesione territoriale (75%) e le casse dei comuni (25%).

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