Cgia: "L'Italia ha 12 miliardi di fondi Ue da spendere entro dicembre"

Se non saranno spesi entro l'anno andranno perduti.

Fondi Ue non utilizzati dall'Italia

La Cgia di Mestre avverte che se l'Italia non spenderà 12 miliardi di fondi strutturali entro dicembre 2015, tutte quelle risorse andranno perdute, perché difficilmente l'Ue prorogherà la scadenza.
In pratica finora il nostro Paese ha usato solo 35,4 miliardi dei 47,3 miliardi di euro messi a disposizione dai Fondi strutturali con la Programmazione 2007-2013. Nel 2013 sono stati rendiconti 5,7 miliardi e nel 2014 circa 7,5 miliardi, appare dunque complicato pensare che l'Italia riesca a usare e rendicontare 12 miliardi entro quest'anno, ma se non ci riuscirà li perderà.
L'incidenza dei finanziamenti finora usati sul totale dei contributi assegnati è del 74,8% e include anche il cofinanziamento nazionale.

La Cgia fa notare che nel periodo 2007-2014 l'Italia ha versato all'Ue 109,7 miliardi di euro, molti di più di quanti ne ha ricevuti attraverso i programmi comunitari, ossia 71,8 miliardi. Dunque nel rapporto dare-avere con l'Ue l'Italia ha un saldo negativo di 37,8 miliardi di euro, solo Germania, Regno Unito e Francia sono più "generose" in questo senso, infatti il loro saldo in negativo è di 83,5 miliardi per i tedeschi, 48,8 per i britannici e 46,5 per i francesi.

Tuttavia, se si prende in considerazione il dato pro-capite, è il Belgio il maggior sostenitore dell'Ue con 1.714 euro, mentre per l'Italia questo valore è di 623 euro. Tra i Paesi con saldo negativo e dunque che danno più di quanto ricevano ci sono anche Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Lussemburgo, Finlandia, Austria e Cipro, mentre gli altri 17 Stati sono percettori netti: per esempio ogni spagnolo ha ricevuto 355 euro dall'Ue, ogni greco addirittura 2.960.

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