Disoccupazione di lunga durata: Italia quarta tra i Paesi Ocse

Il rapporto Ocse dedicato all'Italia della serie Oecd360: "c'è un notevole divario tra i più ricchi e i più poveri".

Disoccupazione lunga durata italia

L'Italia è quarta per percentuale di disoccupati di lunga durata tra i Paesi dell'area Ocse, l'Organizzazione internazionale per lo sviluppo e la cooperazione economica che conta 34 paesi e ha sede a Parigi.

Per disoccupati di lunga durata si intendono persone che non lavorano da un anno o più sul totale dei senza lavoro. Il rapporto Ocse dedicato all'Italia della serie "Oecd360" è impietoso nell'esaminare il mercato del lavoro italiano (a marzo la disoccupazione è salita al 13%, quella giovanile al 43,1%).

Dal 2007 al 2013, gli anni del picco della crisi, la quota di disoccupati di lunga durata sul totale dei senza lavoro è salita dal 45% a quasi il 60%. Solo da Irlanda, Grecia e Slovacchia hanno percentuali più alte, con quest'ultima che è fanalino di coda, con un dato superiore al 70%.

Al contrario, in cima alla classifica, c'è la Corea del Sud dove il fenomeno della disoccupazione di lunga durata è in pratica inesistente. Tornando all'Italia sempre secondo i dati Ocse nonostante il reddito medio disponibile corretto pro capite delle famiglie sia pari a 24.724 dollari all'anno, cioè superiore alla media Ocse (23.938 dollari), nel Belpaese:

"c'è un notevole divario tra i più ricchi e i più poveri. Il 20% più ricco della popolazione guadagna quasi sei volte di piu' del 20% più povero".

Il gettito fiscale nel 2011 era In Italia era pari a 950 miliardi di dollari ai valori correnti, più del doppio della media Ocse, pari a circa 400 miliardi di dollari.

La voce prevalente del gettito fiscale italiano è costituita dai contributi per la previdenza sociale (31,2%), poi ci sono le imposte sul reddito e sui profitti (26,8%) e le imposte su beni e servizi (26,1%) che sono la principale fonte di gettito nella media Ocse, con il 32,9%.

Nel 2012 il debito delle famiglie italiane è balzato al 94,2% del reddito disponibile, nel 2000 si attestava poco sotto il 60%. Al contempo, spiega ancor l'Ocse, la flessione del risparmio delle famiglie è stata pesante per un calo al 3,6% del reddito disponibile nel 2012, contro il 10% del 2006.

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